Collettivo Studentesco D'Alternativa VDA

Collettivo Studentesco D'Alternativa VDA Lottiamo tra le montagne della Resistenza!

Vogliamo una scuola più attenta alla salute mentale, non performativa ma formativa, che non insegni a produrre ma coltivi l'essere, luogo non di preparazione al lavoro ma di uguaglianza, libertà e cultura.

Oggi a volantinare per l’8 Marzo: che sia una giornata di intersezione di genere, classe e lotta studentesca!
08/03/2022

Oggi a volantinare per l’8 Marzo: che sia una giornata di intersezione di genere, classe e lotta studentesca!

07/03/2022

Il nostro per dire che oggi più che mai il femminismo è necessario per cambiare paradigma culturale, per leggere il mondo fuori dai dualismi, dalle guerre e dalle violenze. Ne parleremo con Laura Marzi a partire dal suo romanzo d'esordio "La materia alternativa" che esce proprio l'8 marzo per i tipi di Mondadori. Con la storica Manuela Martini che insegna all'università di Lione parleremo di "corpi al lavoro", corpi di donne che ieri come oggi subiscono discriminazioni, sfruttamento, violenze, corpi di donne che emigrano e resistono. Con le ragazze del liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero in provincia di Cosenza parleremo di molestie nelle scuole e della facilità con cui vengono tollerate. Inizieremo con alcune letture di brani di Sibilla Aleramo e finiremo con bell hooks e il suo "Il femminismo è per tutti". L'appuntamento è alla Cittadella dei Giovani alle ore 18, noi in presenza e le ospiti in diretta streaming, strette in un abbraccio fatto di parole, ma soprattutto di pensieri con cui confrontarsi.

L'8 Marzo dalle 16.15 alle 17.30 in Via de Tillier volantiniamo per sensibilizzare sulla giornata internazionale della d...
03/03/2022

L'8 Marzo dalle 16.15 alle 17.30 in Via de Tillier volantiniamo per sensibilizzare sulla giornata internazionale della donna.

8 marzo, scendiamo in piazza come giovani, studentesse e studenti in lotta per un'alternativa di sistema.GUERRA E OPPRES...
03/03/2022

8 marzo, scendiamo in piazza come giovani, studentesse e studenti in lotta per un'alternativa di sistema.
GUERRA E OPPRESSIONE? SOCIALISMO O BARBARIE!

Siamo nel vivo di una profonda crisi del modello di sviluppo occidentale, che si è diffusa e manifestata in tutti i settori della società e in maniera esplicita, in ultimo, con l'escalation militare in Ucraina. Il modo di produzione capitalistico sta facendo emergere le sue contraddizioni strutturali alle quali cerca di rispondere riorganizzandosi dal punto di vista produttivo ma anche ideologico, come vediamo anche per quanto riguarda la condizione femminile.
Per questo non possiamo che partecipare allo sciopero e alle piazze indette, come ogni anno, nella data dell'8 marzo ma con ancora più rabbia e affermando che contro la guerra imperialista e l'oppressione di genere e di classe l'unica alternativa alla barbarie del presente, sul piano economico quanto quello culturale, è costruire il processo rivoluzionario verso il socialismo.

L'8 marzo, come il 1 maggio, è una data socialista. Infatti, fu la Conferenza internazionale delle donne socialiste, convocata a Copenaghen il 29 agosto 1910, che decise di istituire, su proposta della socialdemocratica tedesca Klara Zetkini, in seguito fondatrice del Partito Comunista tedesco (Kpd), la "Giornata internazionale della donna". L'evento che suggellò la data fu però in Russia nel 1917, quando le bolsceviche diedero vita allo sciopero delle operaie di Pietrogrado, dando inizio alla Rivoluzione di febbraio. "Al grido di pace e pane, le operaie di Pietrogrado con la bandiera rossa sono scese nelle strade l'8 marzo [24 febbraio per il calendario giuliano] per festeggiare la giornata internazionale del proletariato femminile. Fu questo il grande segnale della rivoluzione che distrusse l'autocrazia..." così scriveva l'Ordine nuovo, il giornale gramsciano, nel 1921.

È per noi importante recuperare la storia del movimento per l'emancipazione femminile e il grande apporto che le comuniste e i comunisti in tutto il mondo seppero dare per la costruzione dei diritti delle sfruttate, al fine di riannodare i fili della storia e rilanciare la prospettiva rivoluzionaria, oggi più che mai necessaria.
Con la rivoluzione di ottobre in tutto il territorio dell’Unione Sovietica la condizione femminile raggiunse enormi miglioramenti sia dal punto di vista dei diritti delle donne sia di una reale eguaglianza sociale, economica e politica. Miglioramenti che in altri paesi capitalisti non si sono mai visti o sono visti parzialmente solo decenni dopo. Nell'URSS, ad esempio, la stessa industrializzazione fornì la base per l'indipendenza economica delle donne e fu uno strumento per rompere la gabbia dell'oppressione, mentre nel capitalismo, oggi come allora, lo sviluppo industriale ha rappresentato un mezzo di sfruttamento e miseria.
Anche a Cuba, fu con il trionfo della Rivoluzione Castrista che si iniziarono a consolidare i diritti delle donne. Fu il primo Paese al mondo a firmare la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne e ad investire massicciamente in istruzione, sanità e ricerca pubbliche e per tutti.

Oggi, di fronte al palesarsi della crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, le classi dominanti occidentali si preparano a nascondere sotto il tappeto le proprie colpe e i propri fallimenti, anche nel campo della condizione femminile e della violenza di genere.
Per questo lavorano a tutti i livelli, dall'Unione Europea fino alle nostre scuole e università, per “dipingersi di rosa”. Ma chi alimenta questa trappola ideologica sulle spalle delle donne e delle fasce popolari, per nascondere la propria responsabilità verso un sempre maggiore peggioramento delle condizioni di vita e un presente fatto di abusi e massacro sociale, troverà la nostra azione organizzata come giovani rivoluzionarie e rivoluzionari che ogni giorno lottano per abbattere l’oppressione e le ingiustizie.

La lotta antisessista e contro la violenza sulle donne viene strumentalizzata dal capitale per un tornaconto puramente economico, di potere e di mantenimento dello status quo. Non esiste emancipazione e parità nel concetto liberale di “empowerment” e “imprenditorialità femminile”, per il quale vengono previsti nel PNRR assurdi investimenti. Si tratta infatti di una prospettiva di emancipazione individuale e di élite, mentre la maggioranza delle donne è rappresentata da manodopera sfruttata e subordinata alla figura maschile. Il capitalismo utilizza infatti le strutture patriarcali pre-esistenti per i suoi fini: dividere le donne, categoria tra le più colpite dalla crisi economica, tra quelle che hanno le caratteristiche per 'fare carriera' (particolare carisma o bellezza, propensione per le materie STEM, ecc.) e quelle che invece sono destinate a non avere un futuro.
Di conseguenza smascheriamo chi, soprattutto direttamente e indirettamente legato al centro sinistra, sostiene la superiorità occidentale o dell'Unione Europea rispetto ai diritti delle donne e usa questa retorica per nascondere la violenza del capitale, di questo modello socio economico e dell'imperialismo. La costruzione del polo imperialista europeo, spacciata per un processo di integrazione, benessere e democrazia, ha causato solo un divario sempre maggiore fra classi e tra Sud e Nord Europa. Noi stiamo con le donne e i popoli oppressi e in lotta, contro la violenza e la barbarie delle guerre e le catene dell'imperialismo occidentale e della Nato.

Sono stati mesi in cui le studentesse e gli studenti in tutta Italia hanno riacceso la miccia del conflitto. Muovendosi non solo contro un modello scolastico ingiusto, specchio di questo sistema di sviluppo diseguale, ma ridando centralità alle battaglie di una generazione senza prospettive. E opponendosi ad un sistema assassino e alla sua violenza strutturale, la stessa che ha ucciso Giuseppe e Lorenzo in fabbrica, che causa un sempre maggiore imbarbarimento sociale e culturale, miseria, molestie, guerra e morti sul lavoro.

Lo gridiamo a gran voce allora, "O socialismo o barbarie". Siamo consapevoli infatti che per il futuro delle donne e della nostra classe abbiamo un'unica soluzione: impegno militante quotidiano, che non si ferma alla data di mobilitazione dell'8 marzo, per una prospettiva che può solo che essere rivoluzionaria. Contro la guerra e l'oppressione.

25/02/2022

!! Domani, sabato 26 febbraio, alle ore 18.00 in Porta Praetoria ci uniamo alla manifestazione per la Pace. Contro le bombe russe e contro la NATO. Guerra alla guerra imperialista, smilitarizziamo per la pace!

PROTESTA IL 4 FEBBRAIO IN PIAZZA CHANOUX ALLE H. 9:00 CONTRO LE DECISIONI DEL MINISTRO BIANCHI PER L'ESAME DI MATURITÀ!Q...
02/02/2022

PROTESTA IL 4 FEBBRAIO IN PIAZZA CHANOUX ALLE H. 9:00 CONTRO LE DECISIONI DEL MINISTRO BIANCHI PER L'ESAME DI MATURITÀ!

Questo NON è un anno normale. Nelle scuole la didattica non è assicurata in modo completo: moltə studentə seguono in DDI (didattica a distanza integrata) e quantə sono riuscitə a seguire regolarmente hanno moltə insegnantə assenti, o perché sospesə o perché temporaneamente in quarantena.

Siamo reduci da due anni di DAD, che avrebbero dovuto darci delle conoscenze fondamentali per svolgere serenamente la maturità. L'unico risultato è stato un fallimento.
Inoltre, a causa della pandemia ancora in corso, moltə di noi non hanno potuto e non possono svolgere progetti e uscite didattiche, parte integrante del nostro percorso di studi. Progetti didattici no ma maturità con tutti gli scritti sì?

Evidentemente il Ministro dell'Istruzione Bianchi chiude (volontariamente?) gli occhi sul fatto che reintrodurre ora le seconde prove significhi fingere che questo fallimento della didattica non sia mai esistito e che questi due anni non siano stati un carico di stress, ansia e disagio, che continua ancora a gravare sulla salute mentale di tuttə noi.

Con questo esame si mette a rischio il nostro futuro: ci sono concreti rischi di bocciatura o di promozione con voti bassi che impediscono l’accesso a varie facoltà universitarie o a concorsi pubblici.

Quindi: la necessità di valutarci e di farci performare fino all’ultimo giorno è più importante della nostra salute?

OSA

Domani 26 gennaio ci vediamo alle 16.30 in cittadella per confrontarci sui problemi della scuola.Ci collegheremo con i r...
25/01/2022

Domani 26 gennaio ci vediamo alle 16.30 in cittadella per confrontarci sui problemi della scuola.

Ci collegheremo con i ragazzi e le ragazze di OSA Roma protagonistə delle occupazioni: come sono nate e come si sono sviluppate queste proteste? Come si è arrivati ad una reazione così forte dopo anni di generale disinteresse? Cosa sta significando questo movimento per migliaia di studentə che ogni giorno subiscono le problematiche di questa scuola?

Sono invitatə tuttə gli studenti e le studentesse valdostanə!

📅 Mercoledì 26
📍Cittadella dei Giovani
⏰ h. 16.30

Oggi 24/01 al presidio aostano per la giornata di agitazione nazionale contro l’alternanza scuola-lavoro. Questo modello...
24/01/2022

Oggi 24/01 al presidio aostano per la giornata di agitazione nazionale contro l’alternanza scuola-lavoro.

Questo modello di scuola ha ucciso Lorenzo!

Conoscenze, non competenze! Scuola, non sfruttamento!

Dignità umana! Dignità della cultura! Vogliamo studiare, non produrre!

Pagherete caro, pagherete tutto. La morte di Lorenzo Parelli non verrà dimenticata, e con la sua neanche tutte le altre morti bianche. Solidarietà allə studentə manganellati a Roma.

OSA

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