20/04/2026
Rifondazione al bivio: che fare ora.
Questo documento vuole essere un contributo al dibattito che si sta tenendo all’interno di Rifondazione comunista in merito alla collocazione elettorale. Nonostante che al precedente congresso non sia emersa nessuna maggioranza assoluta in termini numerici, la maggioranza relativa che ha ottenuto comunque più voti anche rassicurando che mai saremmo andati alle urne col centro sinistra, ha invece tirato diritto per avvicinarsi a tappe forzate al cosiddetto campo largo. Per questo motivo è del tutto legittimo a norma di statuto che tale decisione sia sottoposta a consultazione da parte degli iscritti, per la quale si stanno raccogliendo le firme. Ma la consultazione non è un semplice plebiscito, deve essere frutto di una discussione aperta e approfondita, che indichi i nodi concettuali e le implicazioni che certe scelte comporteranno. Ognuno poi si assumerà le proprie responsabilità.
La scelta che il nostro Partito debba appoggiare il centrosinistra, scelta che emerge chiaramente dal documento approvato a maggioranza risicata dal CPN ultimo scorso, è 1) infondata, 2) contraddittoria e illegittima e 3) ipocrita.
Infondata perché manca di una adeguata analisi della contraddizione principale che vede il progressivo indebolirsi relativo del capitalismo a guida Usa e il complementare emergere di un gruppo di paesi stanchi di essere trattati come neo-colonie (Brics+). Questa contraddizione è per il momento trattenuta, soffocata, rinviata dalla Guerra che il duopolio della forzza mondiale (USA-Israele) porta avanti.
Mentre nel mondo faticosamente un “terzo polo” cerca di rivendicare un ruolo nel costituendo ed inevitabile Nuovo Ordine Mondiale che verrà, a livello nazionale ci si priva di un analogo lavoro volto a far emerge e a dare corpo ad una “terza società”. La quale ultima, esiste già nei fatti, ma ancora a livello frastagliato, disperso e priva di una progettualità politica coerente, coordinata e strutturata. Gettarsi nel “campo largo” è la forma nazionale della medesima inutile resistenza che a livello mondiale il duopolio guerrafondaio cerca di opporre all’inevitabile cambiamento. Scegliere una “parte” (centrosinistra) che è uguale all’altra “parte” (centrodestra) è già il testamento di una sconfitta storica: si salta sul carro del perdente (centrosinistra) trascurando la “terza società” che avanza.
Contraddittoria e illegittima perché nega quanto la maggioranza (relativa) del Partito ha deliberato all' ultimo congresso affermando che non si poteva entrare in alleanza col PD sia per la natura guerrafondaia di quel partito sia per la nostra ininfluenza.
Ipocrita perché dipinge una realtà in cui i fascisti sarebbero alle porte e quindi a noi non resterebbe che fare un nuovo Fronte popolare. Ma non siamo nel 1938 o nel 1943, siamo semmai nel 1914 e il pericolo più grande è la guerra e il riarmo. Questo gridare al pericolo imminente del fascismo, al quale non si può rispondere se non tramite un qualsivoglia Fronte popolare, è l’escamotage con il quale si azzittisce e si impedisce un’adeguata analisi della realtà e quindi di una qualsivoglia possibile alternativa. Se si esce dal cul de sac, in cui tale impostazione necessariamente porta, allora altre soluzioni appaiono possibili all’orizzonte e tra queste la possibilità del Partito di operare entro la “terza società” per cooperare alla costruzione di un’alternativa, di contro alla becera, sperimentata e subita alternanza degli ultimi trent’anni. Sia chiaro: i fascisti ci sono, ma il loro consenso è dovuto alle politiche neoliberiste e guerrafondaie abbracciate da decenni dalle forze di centrosinistra che si sono alternate per tre decenni alla guida del paese col centrodestra, dove i fascisti hanno vieppiù aumentato il loro peso grazie anche all’impianto maggioritario della legge elettorale. E queste leggi maggioritarie sono state inaugurate nel 1993 dal Pds di Occhetto e da allora sempre sostenute dal centrosinistra. Per limitare il peso dei fascisti basterebbe tornare al proporzionale oltre che abbandonare il liberismo e le politiche di guerra.
I fatti hanno la testa dura: contro la vergogna ed il rimpianto.
Pensiamo sinceramente che ci siano sufficienti conferme empiriche per dimostrare che i due schieramenti siano funzionali alle politiche neoliberiste e costituiscono una semplice alternanza tra i ceti dominanti impedendo una vera alternativa. Tutto ciò alimenta la Destra fascistoide: le politiche del PD sono la vera causa del successo della Meloni oggi e di Berlusconi ieri.
Le piazze dell’ultimo anno e il successo del Referendum costituzionale che ha impedito un’ennesima torsione autoritaria al nostro paese, mostrano l’emergere di una “terza società” insoddisfatta. Una fetta di società che si è mossa sui temi di politica internazionale (Gaza, No King), cioè si è mossa contro la Guerra, il genocidio e le pratiche neo-coloniali, e sulla difesa della Costituzione antifascista (Referendum).
Allora le scorciatoie politiciste e opportunistiche che emergono dall’ultimo CPN, non servono, anzi ci getteranno nella vergogna e nel rimpianto di non aver saputo cogliere una occasione storica.
Ps: le questioni elettorali sono importanti ma a questo livello della trattazione non servono a dimostrare l’essenza della posta in gioco, e su questa essenza dobbiamo concentrarci.
Rifondazione comunista Anzio