08/09/2026
MELANO NON È UN DETTAGLIO… È IL LAVORO DELLE MARCHE.
Questa mattina la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein è stata ai cancelli dello stabilimento Beko di Melano, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori in sciopero con Fim, Fiom e Uilm, alla sindaca di Fabriano Daniela Ghergo, al Sindaco di Cerreto d'Esi David Grillini e tanti altri Sindaci ed amministratori dei nostri territori.
Presenti anche i nostri consiglieri regionali, parlamentari ed il nostro segretario.
Non una passerella: UNA SCELTA DI CAMPO!
Sedici mesi fa, al MIMIT e alla presenza del ministro Urso, è stato firmato un accordo che chiedeva al territorio l'ennesimo sacrificio occupazionale in cambio di 62 milioni di investimenti su Melano. Oggi il conto è impietoso: gli esuberi sono stati portati a termine fino all'ultimo, gli investimenti no. Volumi tagliati, cassa integrazione che non finisce, sei giorni di chiusura a settembre, piani cottura a marchio Beko sugli scaffali dei negozi che dalle linee di Melano non escono. Dove è finita quella produzione? I lavoratori hanno il diritto di saperlo.
A pochi chilometri, a Cerreto d'Esi, Electrolux conferma la volontà di chiudere lo stabilimento. Due crisi, un solo filo: multinazionali che incassano e voltano le spalle, accordi firmati e disattesi, un Governo che si accontenta degli annunci e una Regione che arriva sempre dopo.
E poi c'è il capitolo Giacomo Bugaro.
Doveva essere la mattinata dei lavoratori.
L'assessore regionale allo Sviluppo economico ha deciso che dovesse essere altro.
Si è avvicinato a Schlein, mano tesa, mano sulla spalla, e ha ingaggiato davanti alle telecamere un battibecco dai toni tutt'altro che istituzionali, con l'unico argomento che evidentemente aveva in tasca: una frase di Matteo Renzi del 2014.
Il 2014. Davanti a operai in cassa integrazione dal 2026.
Ovviamente invece di spiegare cosa ha fatto il Governo e la Regione per far rispettare l’accordo preso…si rimanda al 2014.
La risposta migliore l'ha data la Sindaca Ghergo: la vertenza Beko non è di destra o di sinistra, è una battaglia di Fabriano e del suo territorio, e davanti al lavoro si lasciano fuori le bandierine invece si è preferito fare polemica.
Il 1° ottobre c'è il tavolo al MIMIT. Il Partito Democratico delle Marche ci arriva con una posizione netta: pieno rispetto dell'accordo del 14 aprile 2025, investimenti reali e verificabili su Melano, tutela dell'occupazione diretta e dell'indotto, nessuna delocalizzazione mascherata da crisi di mercato. E pretendiamo che la Giunta Acquaroli si presenti con un dossier, non con un aneddoto del 2014.
La dignità del lavoro non si delocalizza. E non si strumentalizza.