26/08/2026
Il futuro di Ancona si costruisce oggi, ma per farlo dobbiamo liberarci di una zavorra pesante: il disfattismo e la tendenza a dividersi a prescindere. Le amministrazioni passano, ma la città resta. Se continuiamo a tifare per il "tanto peggio, tanto meglio", il destino di Ancona sarà l’immobilismo, lo spopolamento e l'irrilevanza politica.
Dobbiamo ritrovare la nostra unità nei momenti decisivi. Non è una questione di Destra o Sinistra – il confronto politico è legittimo e fa parte del gioco – ma di un atteggiamento radicato che dice "no" a ogni novità senza nemmeno provare a capirla.
Guardiamo le grandi sfide e i temi caldi che abbiamo davanti:
▶Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028: è l'opportunità più grande e irripetibile della nostra storia recente. Un traguardo storico che dovremmo difendere uniti, ma che purtroppo qualcuno tenta ancora di sminuire solo per attaccare l'avversario.
▶ La gestione del territorio e i servizi: dalle pedonalizzazioni al dibattito sul Crematorio e il nome delle piazze, fino alla sfida cruciale per il salvataggio di CONEROBUS. Su quest'ultimo fronte, va riconosciuto, c'è stata una positiva apertura al dialogo in Aula. Quando si vuole, collaborare si può.
▶Le nostre tradizioni e la storia: basti pensare al prossimo "Palio di Ancona". C'è chi lo deride senza conoscerne le radici, mentre persone come l'Amico Lorenzini – che non fa parte della mia area politica – si stanno spendendo per farne capire il reale valore.
Persino di fronte a simboli d'orgoglio nazionale e locale, come lo stupendo inserto del “Venerdì di Repubblica” di pochi giorni fa, c'è chi fatica a gioire. Lo stesso distacco lo vediamo purtroppo nelle piazze sempre più vuote durante le celebrazioni della Liberazione e della Festa della Repubblica; un segnale di disincanto che purtroppo riflette una tendenza nazionale.
Ancona ha tutte le carte in regola per riprendere a correre e valorizzare le sue enormi opportunità. Ma per farlo dobbiamo fare una scelta netta: restare uniti nei momenti storici o condannarci alla marginalità. Io scelgo la prima strada e tu vuoi rimanere legato alle vecchie logiche che hanno paralizzato la nostra città?