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Redazione ANSAItalia Viva Marche- Casa Riformista in Regione un anno di governo light e zero risposte'"Sanità al collass...
07/09/2026

Redazione ANSA

Italia Viva Marche- Casa Riformista in Regione un anno di governo light e zero risposte'

"Sanità al collasso e unica energia politica spesa solo per battaglie ideologiche"

"Un anno di governo 'light' e zero risposte".

Italia Viva Marche - Casa Riformista boccia così il primo anno dell'Assemblea regionale delle Marche insediata a Palazzo Leopardi: tra i provvedimenti approvati finora, sottolineano, spiccano "la legge sui funghi epigei spontanei, quella sugli impianti a fune e l'innevamento programmato e le norme sulle tettoie agricole, mentre restano fermi i temi ritenuti prioritari".
Per Italia Viva "la sanità è al collasso, tra pronto soccorso sovraccarichi, liste d'attesa lunghe e carenza di medici di base, senza riforme né risorse strutturali".

Sul lavoro manca "un piano contro crisi aziendali e precariato". Sui trasporti "l'unico intervento riguarderebbe impianti a fune e piste da sci, mentre le aree interne restano isolate". Fermo anche "il piano regionale dei rifiuti, con la sicurezza del territorio affidata solo a norme minori come quella sulle tettoie".
"L'unica energia politica è stata spesa per battaglie ideologiche, come la norma anti-kebab, e per leggi su funghi e innevamento", attacca Italia Viva Marche, che chiede un piano straordinario per la sanità, un patto per infrastrutture e mobilità e un piano per lavoro e imprese.

Un anno di ri...governo della destra nelle Marche .Un anno.. all'Acqua(roli) di rose .Funghi ,Kebab e poco altro,un'esem...
07/09/2026

Un anno di ri...governo della destra nelle Marche .

Un anno.. all'Acqua(roli) di rose .

Funghi ,Kebab e poco altro,un'esempio di come si parla alla pancia dei cittadini.

Prossima legge sulla porchetta ?

06/09/2026
Facciamo quattro conti, e facciamoci qualche domanda.Premessa: uno dei sospetti del “caso Lipsia” risulta aver ottenuto ...
04/09/2026

Facciamo quattro conti, e facciamoci qualche domanda.
Premessa: uno dei sospetti del “caso Lipsia” risulta aver ottenuto un visto turistico italiano rilasciato dalla nostra struttura diplomatica a Minsk.
Constatazione: dopo l’inizio della guerra russa in Ucraina, l’Italia è diventata il principale operatore Schengen in Bielorussia sia per le domande che per i visti rilasciati. Nel 2019 “lavoravamo” il 3,89% delle domande Schengen in Bielorussia della UE, nel 2025 siamo arrivati alla sostanziosa cifra del 32,42%. Siamo i primi in Europa per rilascio di visti.
Seconda constatazione: lo scorso anno abbiamo respinto solo lo 0,40% (contro ad esempio il 2,65% della Germania, il 4,16% della Francia, l’11,24% della Lituania): è il dato più basso in Europa.
Terza constatazione: nel 2025, 50.176 dei 50.709 visti italiani emessi a Minsk erano multi-ingresso. Il 98,95%. Quindi chi si è fatto un visto a Minsk, non necessariamente lo faceva per ve**re in Italia. Al contrario, lo faceva per accedere all’intero spazio Schengen.
Sono statistiche ufficiali, fornite dalla Commissione Europa.
Ora, il “caso Lipsia” ha fatto emergere che dietro a questa crescita esponenziale di richieste di possono essere pericoli per la sicurezza nazionale ed europea.
Domanda: scusi ministro Tajani, ma com’è che mentre eravamo impegnati a guardare il Mediterraneo, a chiudere Schengen con la Spagna, a litigare con chi dovrebbe essere nostro alleato, la nostra struttura diplomatica in Bielorussia diventava così “porosa”?
Domanda: scusi ministro Tajani, ma in questi anni nessuno alla Farnesina si è accorto di questo trend?
Domanda: scusi ministro Tajani, ma com’è che ogni volta che abbiamo a che fare con quelle latitudini ci sono queste curiose disattenzioni (l’ultima che ci ricordiamo, ma qui non c’entra lei, era di un certo addetto militare all’ambasciata italiana a Mosca che mentre Putin preparava i carri armati per l’Ucraina faceva sapere di stare tranquilli, che erano solo esercitazioni…. Lei si ricorda forse il nome di quell’addetto?)…

Enrico Borghi

Uno dei sospettati dell'attacco con droni all'aeroporto di Lipsia in Germania, il cittadino bielorusso con passaporto ru...
02/09/2026

Uno dei sospettati dell'attacco con droni all'aeroporto di Lipsia in Germania, il cittadino bielorusso con passaporto russo, è entrato nell'area Schengen passando da Minsk con un visto rilasciato dalle autorità italiane. Una vera e propria beffa: chiudiamo Schengen con la Spagna e poi concediamo visti con questa leggerezza? L'imbarazzato e imbarazzante ministro Tajani faccia i suoi controlli, doverosi vista la situazione, ma nel frattempo presenteremo una interrogazione parlamentare per avere spiegazioni.

E il ministro Tajani, che forse sottovaluta la gravità di quanto accaduto in Germania, non ci venga a fare la morale sulla guerra ibrida e sul rischio delle infiltrazione russe, solo perché vede Vannacci salire nei sondaggi, visto che da tre anni la maggioranza tiene bloccato il nostro disegno di legge che prevede l'istituzione di una agenzia contro la disinformazione internazionale, e quindi anche russa, e per la sicurezza cognitiva. Lo spieghi semmai a Salvini che sta seduto in consiglio dei ministri vicino a lui e che parla di 'ansia antirussa’.

Enrico Borghi

Matteo Renzi «Gazebo inevitabili. Dobbiamo riempirli di proposte concrete. Se saremo uniti non ci sarà partita»di Maria ...
02/09/2026

Matteo Renzi
«Gazebo inevitabili. Dobbiamo riempirli di proposte concrete. Se saremo uniti non ci sarà partita»
di Maria Teresa Meli

ROMA Matteo Renzi, Fratelli d’Italia vorrebbe il ballottaggio. Paura di Vannacci?
«Sì. E paura dei sondaggi. Parliamoci chiaro: cambiare la legge elettorale sei mesi prima del voto è indice di debolezza. Meloni è terrorizzata, rinchiusa a Palazzo Chigi a fare conti ogni giorno con la crescita di Vannacci e il crollo di Salvini. Fuori dal Palazzo intanto il caro vita si fa sentire: le bollette, i mutui, il carrello della spesa, il pieno dal benzinaio mostrano che questo governo è durato molto e ha fatto poco».
Ma questa riforma vedrà mai la luce? Perché gli alleati di Meloni non è che siano così granitici… Anche sul ballottaggio.
«Se si ferma ora Giorgia perde la faccia, non se lo può permettere. Ma il punto è il solito: loro litigano sulla legge elettorale mentre il mondo discute di guerra, spazio, innovazione, tecnologia. Questo è il melonismo: l'Italia ripiegata sulle piccole cose mentre fuori dai nostri confini si giocano partite cruciali senza di noi. E il cittadino paga questa assenza tutte le volte che va a fare il pieno o che va al supermercato».
Se la riforma non si fa non c'è bisogno di fare le primarie...
«E a maggior ragione allora la maggioranza farà approvare la legge. La destra sta scommettendo sulle divisioni della sinistra: del resto se hanno governato per quattro anni è perché nel...»
2022 noi eravamo divisi. Se ci mettiamo insieme stavolta non c'è partita. Dobbiamo vivere le inevitabili primarie come una festa di popolo e riempirle di contenuti. Noi porteremo proposte concrete su ceto medio, innovazione, Europa, cultura, sanità. E la Leopolda di inizio ottobre sarà un'esplosione di idee utili a questo dibattito».

Ma chi è che vuole le primarie davvero?
Mezzo Pd sembra contrario anche perché una parte non vuole Schlein.
«Non seguo i retroscena. Schlein è la segretaria del Pd da molto tempo e avendo fatto anche io quel lavoro mi congratulo con lei per la sua resistenza, innanzitutto contro il fuoco amico. Evito di interve**re nel dibattito interno di un partito che non è il mio. E suggerisco di parlare di argomenti concreti: siamo a settembre, riparte la scuola e il caro libri è devastante. Andiamo all'attacco sulla sicurezza: ieri un uomo è stato arrestato e subito rilasciato dopo aver violentato una tredicenne. Non capisco perché continuiamo a riempire le galere di persone che non hanno pericolosità sociale e lasciamo liberi gli stupratori. Parliamo alla gente, non al nostro ombelico per favore».
Più volte però lei ha detto che se scendesse in campo Salis avrebbe il suo voto.
«Sì. Silvia Salis — e non Ilaria — avrebbe il mio voto. Ma la sindaca di Genova ha detto che non intende correre e io non voglio tirarla per la giacchetta. Vedremo chi saranno i candidati. E spero che ci siano delle regole per evitare degli eccessi di ego che si mettono in mostra senza alcuna possibilità di incidere nel dibattito».
Non siete comunque in ritardo su tutto? Non dovreste accelerare il passo?
«Accelerare il passo fa sempre bene. È anche vero che non sappiamo nemmeno quando si vota e come si vota e dunque non credo che siamo così in ritardo. Non mi stupirei, infatti, se Meloni, sempre più impaurita, decidesse di non votare a primavera come aveva detto ma provasse a slittare a ottobre 2027. Noi come Italia viva-Casa riformista stiamo preparando le nostre proposte sul programma con le primarie delle idee e alla Leopolda del 2, 3, 4 ottobre ci faremo sentire».
Ma il centro deve ancora organizzarsi.
«Vedo molti movimenti nello schieramento riformista, mi compiaccio. Serve una cultura garantista, a favore della crescita, capace di valorizzare i sindaci: per questo Casa riformista mi pare il contenitore più adeguato e l'unico che ha già le firme pronte. Attendiamo di conoscere l'esito del congresso di +Europa, se ci sarà, per lavorare insieme come accaduto in passato. E apriremo le liste — grazie alle preferenze — a molti sindaci e consiglieri regionali. Saremo una vera sorpresa».
In queste settimane lei è stato ospite di numerose feste dell'Unità. È emozionato al pensiero che venerdì 11 tornerà alla festa nazionale dopo quasi dieci anni?
«Sono molto felice non solo per l'invito ma soprattutto perché sarò sul palco con il mio amico Dario Franceschini. Le sue parole sul Parkinson consegnate a Fabrizio Roncone sul Corriere sono un manifesto di umanità e di tenacia che allarga il cuore».
Mario Calabresi potrebbe annunciare la sua candidatura a sindaco di Milano...
«La trovo una fantastica notizia, segno che il centrosinistra attrae anche straordinarie professionalità esterne al mondo della politica politicante. Ovviamente saranno la coalizione milanese e presumibilmente le primarie a decidere ma io non posso che rallegrarmi della scelta di Mario, che aspettiamo alla Leopolda a ottobre».

(Didascalia della foto: Leader Matteo Renzi, 51 anni, Iv)

MarcheItalia Viva Marche, 'su taglio straordinari c'è incapacità di programmare'"Paradossale che nonostante la propagand...
02/09/2026

Marche
Italia Viva Marche, 'su taglio straordinari c'è incapacità di programmare'
"Paradossale che nonostante la propaganda si blocchi operatività della tomoterapia"





(ANSA) - ANCONA, 02 SET - "È paradossale che, mentre la destra al governo della Regione propaganda continui slogan sull'abbattimento delle liste d'attesa, nel principale presidio pubblico marchigiano si tagli di fatto l'operatività dell'unico macchinario salvavita di tomoterapia presente nel territorio".
Così in una nota Italia Viva Marche, in merito al taglio degli straordinari previsti da venerdì all'ospedale di Torrette di Ancona.
"Non ci troviamo di fronte a un imprevisto, ma a un'incapacità gestionale e programmatoria che si ripete da anni.
- aggiungono - Chi governa la Regione conosce benissimo i fabbisogni della struttura: finire i budget destinati al personale prima del tempo significa non saper amministrare. Le conseguenze della sospensione dei turni del mattino ricadono direttamente sulle spalle dei malati, compresi quelli pediatrici, e delle loro famiglie: sono costretti a subire il posticipo dei trattamenti al pomeriggio, enormi disagi negli spostamenti da fuori provincia e il rischio concreto di dover cercare percorsi di cura fuori regione
Medici, tecnici e infermieri svolgono ogni giorno un lavoro straordinario per umanità e competenza, ma la politica regionale li lascia soli a tamponare le falle di bilancio. Chiediamo all’Assessore alla Sanità e alla giunta Acquaroli di smetterla con i proclami e di sbloccare immediatamente le risorse necessarie. La salute dei pazienti oncologici non può essere sottomessa alla superficialità con cui viene gestita la sanità pubblica nelle Marche».

Indirizzo

Ancona
60131

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