13/08/2026
Tra Fuochi e vibrazioni c’è tutto il resto
Ad Anagni il copione è sempre lo stesso: una città trasformata in un palcoscenico permanente, tra feste, inaugurazioni, tagli di nastri e fotografie da pubblicare sui social. Ma dietro questa vetrina costruita ad arte c’è una realtà che l’amministrazione continua a nascondere.
La propaganda ha preso il posto del governo della città.
🚨 Sicurezza. Nelle nostre piazze aumentano episodi di risse e violenza tra giovanissimi. Famiglie e cittadini chiedono risposte, ma dall’amministrazione arrivano solo silenzi. Nessun confronto pubblico, nessun piano straordinario, nessuna assunzione di responsabilità. Come se bastasse ignorare un problema per farlo sparire.
🌿 Ambiente. Rifiuti interrati, nuovi impianti di stoccaggio, ettari di campagne sacrificati all’espansione del fotovoltaico. Temi che riguardano il futuro di Anagni e della Valle del Sacco. Eppure chi governa evita il confronto, non informa i cittadini e non spiega quali siano le proprie posizioni. Una città non si amministra chiudendosi nei palazzi.
🏥 Sanità. Mentre i servizi sanitari si allontanano sempre di più dal territorio e raggiungere un pronto soccorso diventa un percorso sempre più difficile, il Comune sembra incapace di far sentire la propria voce. Difendere il diritto alla salute dovrebbe essere una priorità politica, non un argomento da evitare.
⚠️ Nitrogelatina e Valle del Sacco. Alla prospettiva di produrre e stoccare nitrogelatina si accompagna una domanda semplice: chi sta tutelando davvero i cittadini? Se esiste un rischio industriale e ambientale, perché non si parla apertamente del piano di emergenza? Perché non si coinvolge la popolazione? Il silenzio, su questioni così delicate, è una responsabilità politica.
🔥 Ex polveriera: tra incendi e pannelli fotovoltaici, quale beneficio per Anagni? Intanto, mentre la ex polveriera continua a essere al centro di una situazione che desta preoccupazione, si prospetta anche la copertura dell’area con pannelli fotovoltaici.
E allora una domanda è inevitabile: a cosa servirà realmente tutta questa energia e, soprattutto, quale beneficio concreto ne ricaverà la città di Anagni?
Servirà a garantire energia alle strutture pubbliche? A ridurre i costi energetici del Comune? A finanziare o alimentare un sistema di trasporto pubblico con navette elettriche? A produrre un vantaggio diretto per cittadini e territorio?
Al momento, non ci sembra che queste risposte siano state date con chiarezza.
Ed è proprio questo che chiediamo ai nostri amministratori: spiegate ai cittadini quale sarà il ritorno concreto di questo progetto per Anagni. Perché installare pannelli fotovoltaici su un’area così delicata non può essere raccontato soltanto come un’operazione “green”. I cittadini hanno il diritto di conoscere finalità, costi, benefici e ricadute sul territorio.
E mentre la ex polveriera, oltre a prendere fuoco, rischia di trasformarsi in un’enorme distesa di pannelli, noi siamo ancora in attesa di ascoltare i nostri cari amministratori. Magari, prima o poi, ci spiegheranno cosa ci guadagna concretamente la città. 😡
🎤 Le “vibrazioni positive”. Da mesi l’amministrazione continua a raccontare una città piena di entusiasmo, ottimismo e vibrazioni positive. Ma gli anagnini, ogni giorno, fanno i conti con una realtà diversa: sicurezza che preoccupa, ambiente sotto pressione, servizi sanitari sempre più lontani e troppe questioni lasciate senza risposte.
L’unica vera attesa per le Vibrazioni sembra essere quella del concerto organizzato per i festeggiamenti del Santo Patrono.
Governare significa assumersi responsabilità, spiegare le scelte, affrontare i problemi e avere il coraggio di rispondere ai cittadini. Non basta organizzare eventi o riempire i social di fotografie per dimostrare di amministrare una città.
Anagni merita molto di più di una politica fatta di immagine e consenso. Merita trasparenza, competenza, sicurezza e una classe dirigente che abbia il coraggio di guardare i cittadini negli occhi anche quando le domande sono scomode.
Perché una città non vive di passerelle.
Vive di risposte.
E quelle, da troppo tempo, continuano a mancare.