19/06/2026
Ciao Gian Marco... ❤️
Trovarsi a scrivere qualcosa per Gianmarco è davvero l’ultima cosa che avrei voluto fare. Gianmarco non c’è più e sembra impossibile.
È impossibile. Una tragedia e un dolore che ci coinvolge tutti in prima persona.
Perché era il dirigente del settore sociale e servizi educativi e scuola di Altopascio.
Ma prima di tutto una persona eccezionale. Un amico. Un uomo gentile come tanti mi stanno dicendo in queste ore parlando di lui.
Eh sì la gentilezza, il tono, i modi, i gesti, le parole, i concetti, la premura, l’attenzione per gli altri.
Gianmarco è stato casa per tutti noi, me per prima.
La persona che ti accoglie, ti accompagna, ti rassicura, ti sorride, costruisce con te i percorsi nel lavoro.
Il lavoro che tanto ha amato, amore che ha trasmesso a tutti, contagioso nel suo voler raggiungere obiettivi anche sfidanti. Composto e mai sopra le righe. Visionario su molte politiche educative, pionieristico per alcuni metodi di lavoro soprattutto nell’ambito della politiche della prima infanzia.
Mentre scrivo mi scendono le lacrime perché penso a cosa abbiamo perso, a quanto ancora voleva fare, a quanti obiettivi dovevamo raggiungere. Non era lavoro, era una vita. La nostra, quella di tante, tantissime persone con le quali collaborava, con le quali costruiva con le quali progettava il futuro della comunità per la quale lavorava. Cosa resta: un vuoto enorme che non sapremo mai colmare.
Porterò con me per sempre Gianmarco e saremo in tanti e ognuno di noi porterà avanti quello che insieme stavamo costruendo.
Gianmarco è una delle prime persone con cui abbiamo progettato il presente e il futuro di Altopascio: nelle scelte, nei progetti, nelle nuove scuole, nei servizi da dare ai cittadini, con un pensiero costante, quotidiano, rivolto al benessere delle famiglie e soprattutto dei nostri cittadini più giovani.
So che quello che è successo oggi ci segnerà tutti, i familiari, i colleghi, gli amici di sempre, le persone che l’hanno potuto conoscere nel percorso, come famiglia Comune di Altopascio. E poi come comunità, come cittadini, perché viene meno un punto di riferimento la cui mancanza la sentirà ognuno di noi, ogni giorno.
Voglio abbracciare tutte le persone che sono legate a Gianmarco, a partire dalla sua famiglia e tutte le persone che lo hanno conosciuto, che ci hanno lavorato insieme, che lo hanno incontrato e avuto accanto in tantissimi contesti, per tantissimi progetti.
In un Comune ci sono sempre tante cose da fare e tante questioni da risolvere, ma prima di tutto c’è l’aspetto umano: decine di donne e uomini legati da un lavoro, da un attaccamento alla cosa pubblica, dalla voglia di fare sempre qualcosa di più per il bene comune.
Gianmarco questo aspetto lo aveva tatuato dentro e penso che proprio questo è ciò che ci lega di più a lui.
La cosa che più di ogni altra lascia a ognuno di noi.
Ciao Gianmarco.