24/03/2021
Sviluppo locale
Lui è Simone. Nasce a Lollove, un borgo di 13 abitanti vicino Nuoro. Sono gli anni novanta, Simone è un bambino. Gioca tra dimore diroccate, pecore e capre. Ma non può stare lì. Quel borgo è abbandonato da tutto e da tutti. Deve studiare. Si trasferisce a Nuoro. A scuola è bravo. Ma lui vuole scoprire il mondo. È il 2016, parte in Sud Africa. Trova lavoro in un ristorante, a Stellenbosch. Nel tempo libero scruta le fattorie. 340 solo nei dintorni. E scopre che lì vicino ci sono tanti piccoli villaggi uguali a Lollove. Villaggi aperti, fattorie prese d’assalto dai turisti. “Ma guarda quanto sono belli e fiorenti, possibile che non si possa fare lo stesso in Sardegna?”. Simone ci crede. "Ma dai, che cosa vorrai fare? Pensa a trovare un bel lavoro". No, lui è deciso. Rientra nella sua Lollove. Vuole dare un futuro al villaggio, al luogo magico della sua infanzia. Di giorno inizia a ristrutturare le case in pietra, di notte studia. Le idee non gli mancano. Vince un bando regionale: un master di tre mesi sull’imprenditoria negli Stati Uniti. “Cavolo, gli americani sarebbero i turisti ideali per Lollove”. Il progetto è semplice: l’ospite si deve sentire parte del borgo. Dorme, mangia assieme a chi lì ci ha sempre abitato. Munge, prepara il formaggio. Lollove però è davvero abbandonato da Dio. Non c’è neanche il segnale telefonico. “Meglio, questo sarà un punto di forza. Una esperienza detox. Si vivrà come un tempo, immersi nella natura”. Simone è un treno. Studia ancora, va in Costa Rica. Visita i villaggi da 70 abitanti. Quelli che vivono di turismo immersi nell’ambiente. “Lollove sarà ancora più bello”. Rientra nel suo borgo. Si rimbocca le maniche. Riavvia la piccola azienda di famiglia. La famiglia lo aiuta. Apre anche una locanda. Proprio dove prima c’era il laboratorio della nonna, Zia Francisca. Arrivano i primi turisti. È un successo. Dopo 48 ore senza telefono rinascono. Si perdono nel borgo, negli orti, tra le capre, le pecore, le olive e le vacche. Assieme ai 13 abitanti. E gustano il cibo che solo i nonni sanno fare. Il periodo è difficile “ma credo anche possa essere il momento giusto per poter riscoprire i piccoli luoghi, quelli più sicuri, quelli più sani”. Benvenuti a Lollove 😉
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