15/06/2026
Sono sempre stato magro…
Esageratamente magro…
Per molti anni ho subito le battute di parenti e amici sul fatto che ero tutt’ossa, che mi si vedevano le costole e che se mi avessero messo una lampadina dietro la schiena sarebbe stato possibile farmi i raggi.
Poi, crescendo, ho messo su qualche chilo in più, ma mai da dovermene preoccupare davvero. Fino ai 40 anni, se volevo perdere 4-5 kg, bastava attenzionare un minimo i pasti e, nel giro di una settimana, ecco fatto!
A un certo punto, però non è stato più così. Si, lo so che a una certa età il metabolismo cambia, so anche che, a quel punto, diventa facilissimo acquistare chili e molto più complesso perderli…
Ma c’era un fattore ingannevole che ho capito molto tempo dopo.
Per la mia testa io continuavo ad essere magro, anche quando non lo ero più.
Ma non solo.
Quando ad un certo punto é stato evidente che magro non lo fossi più, rimanevo convinto, come capita anche agli alcolisti, che, se DAVVERO avessi voluto, sarei dimagrito velocemente di molti chili.
Ma, a differenza del mio sentire caparbio, questo non succedeva mai. Ed è vero che potevo continuare a dirmi che era perché non lo volevo DAVVERO, ma una vocina interna, che soffocavo a stento mi chiedeva: “E cosa deve succedere affinché tu lo voglia veramente?”.
Poi, un giorno di tre mesi fa é successa una cosa.
Piccola, apparentemente stupida e non più grave di altre che erano già successe. Ma quando un vaso é pieno, trabocca per una goccia, non serve una pioggia torrenziale…
Ero in giro con Ljuba e, dovendomi chinare per raccogliere le sue deiezioni, mi sono accorto di non riuscire a farlo. Dovevo quasi inginocchiarmi se volevo portare a termine la pur semplice operazione.
Mi sono guardato da fuori, forse per la prima volta da tanto tempo, e quello che ho visto non mi è piaciuto.
Sono tornato a casa e mi sono pesato. Non lo facevo da anni!
La bilancia recitava impietosa: 118 kg…
Ed io, che da ragazzo pensavo che oltre i 90 kg si fosse obesi, mi ritrovavo ad averne quasi 30 in più…
É stato forte. Un punto di non ritorno. Ho deciso che non volevo fare questo al mio corpo. Ho iniziato un digiuno intermittente e ho ripreso a fare attività fisica. Oggi, dopo 100 giorni esatti ho tolto 12 kg e mezzo da quel numero così sconvolgente.
Questa cosa mi ha fatto pensare ad un’altra cosa che riguarda il mio lavoro. Allo stesso modo in cui io non riuscivo a “scorgere” il problema, spesso tutti noi non ci rendiamo davvero conto di cosa significhi comunicare in modo ambiguo, aggredire per evitare di essere aggrediti, svalutare un altro per paura di “perdere terreno relazionale”…
Molto spesso é più facile dare la colpa agli altri per i nostri fallimenti relazionali. Se non riesco ad avere un dialogo con mio figlio é perché lui é un adolescente ribelle, se non riesco ad avere una relazione soddisfacente é perché incontro sempre gli uomini o le donne sbagliate, se al lavoro mi sento perseguitato é perché ho colleghi terribili…
Cosa deve succedere affinché io mi prenda la responsabilità di quello che mi accade? E cosa deve succedere perché io decida di intervenire, facendo qualcosa che migliorerà il mio modo di stare con me stesso e, di conseguenza, con tutti gli altri?
Dal 29/6 al 2/7 ne parliamo in Counseling Start, quattro incontri gratuiti di circa un’ora ciascuno (18-19) per approfondire in che modo il Counseling migliora la qualità della tua vita e la qualità della vita delle persone intorno a te…
Se vuoi maggiori informazioni, scrivi START nei commenti.
Marco Andreoli