27/05/2025
APPROVATA AD ALBINO LA MOZIONE DI INTITOLAZIONE A SERGIO RAMELLI
Il 26 maggio in Consiglio Comunale di Albino è stata presentata la mozione per una intitolazione toponomastica a Sergio Ramelli.
A causa dell'appello via social pubblicato da un’esponente della sinistra albinese, candidato nella lista InAlbino alle scorse elezioni, che ha espressamente chiamato a partecipare al Consiglio Comunale i gruppi Antagonisti di sinistra, si sono autonomamente mossi per presenziare anche alcuni esponenti di estrema destra. Ciò peraltro ha comportato il presidio del Consiglio da parte, oltre che della consueta Polizia Locale, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Digos, che ringraziamo davvero.
Al Consiglio erano presenti così circa 200 persone, moltissime provenienti da fuori. Tra loro anche un gruppo di ragazzi di Gioventù Nazionale, che con la loro presenza garbata e silenziosa hanno voluto sostenere il rispetto dei valori a cui si ispirava la mozione.
Se non fosse stato per le manifestazioni di odio provenienti da alcune persone di estrema sinistra, la sala consiliare non sarebbe stata teatro di momenti poco edificanti, fortunatamente non corrisposti, che ora si prolungano in strascichi che non fanno che confermare quanto emerso nella discussione della mozione.
La mozione presentata nel cinquantenario del feroce pestaggio, mortale, di un ragazzo di 18 anni, massacrato a colpi di chiave inglese, reo di avere scritto un tema scolastico non orientato alla sinistra imperante allora nelle istituzioni scolastiche e di essere “di destra” e messo all’indice da compagni di classe e professori, aveva ed ha lo scopo di ricordare un crimine gravissimo, una manifestazione di odio politico e di intolleranza, di prevaricazione che si sperava che non fosse più possibile dopo la – benedetta - fine del ventennio fascista e nella vigenza della Costituzione della Repubblica Italiana.
Solo questo.
Non ci si spiega come l'approvazione della mozione possa essere ritenuta un atto di “revisionismo storico”, o un rigurgito di fascismo: invitiamo i nostri concittadini a informarsi sulla storia di Sergio Ramelli e sulla sua tragica fine.
La figura di Ramelli è stata subito contestata dai gruppi consiliari di InAlbino, FuturoInComune e EnergieInComune come divisiva.
Come da noi osservato in Consiglio, ritenere che il ricordo di tale episodio possa essere ritenuto “divisivo” significa che per qualcuno quanto avvenuto a Ramelli possa essere in qualche modo giustificato: invece per noi non può che essere condannato senza se e senza ma.
La forza simbolica di una intitolazione a Ramelli sta anche in questo: nel ricordare un fatto che non deve e non può trovare nessuna giustificazione, di nessuna natura. Un monito forte, un richiamo alla tolleranza e al rispetto dell’altrui pensiero.
Se un simile fatto per qualcuno è “divisivo” è solo perché, a distanza di 50 anni, c’è ancora chi semina l’odio e l’intolleranza, sfregiando prima di tutto proprio la Carta Costituzionale a cui si appella, evidentemente non capendone il significato.
E purtroppo il triste copione si è riconfermato: alcuni esponenti della sinistra albinese ci additano come “fascisti”, come “revisionisti”, come “nostalgici”. Nessuno di noi è nostalgico del ventennio, nessuno è revisionista (che significa cercare di riabilitare il fascismo, che fermamente condanniamo, e il diciottenne Sergio Ramelli, nato nel 1956, non era certo un feroce gerarca fascista), e men che meno è fascista. Come non lo era Sergio Ramelli, appena diciottenne, che anche le Poste Italiane hanno ricordato quest’anno con un’uscita filatelica: 200.025 francobolli con il suo volto, emessi ovviamente l’intestazione Repubblica Italiana.
Riconoscere e ricordare l’uccisione barbara e di puro odio di Sergio Ramelli significa spargere il seme della tolleranza e del rispetto, della civiltà del confronto tra idee politiche diverse. Questo il significato della mozione e il nostro intento. Che la sinistra albinese ha voluto buttare in polemica violenta, presentandola come una intitolazione a un neofascista.
Ma la sinistra albinese ha voluto fare l’ultimo sfoggio della propria scorrettezza con l’ultima mozione: dopo essersi detta favorevole ad una modifica, di fatto concordata durante la sospensione della seduta, della propria mozione al fine di adottare un testo condiviso sul ricordo di tutte le vittime del terrorismo politico italiano attraverso una cerimonia di posa di una lapide in un luogo simbolico e legato alla memoria di Aldo Moro, in vece di una separata intitolazione toponomastica; dopo aver fatto modificare con un emendamento dalla maggioranza il testo nel senso concordato; dopo tutto ciò, una parte ha votato contro la mozione modificata e un’altra parte ha lasciato l’aula. Gente in Comune, con Fabio Gualandris, ha onorato l’accordo raggiunto approvando la mozione.
Il Gruppo Consiliare Noi Albino - Fratelli d'Italia - CivicaMente Albino
Collegati al link per vedere la registrazione della discussione in aula
https://albino.consiglicloud.it/meetings/S3A0TGlDcHNyY0U9?s=4455