28/08/2015
L’attuale Amministrazione Comunale di Balestrino, per dimostrare la propria superiorità rispetto alle Amministrazioni precedenti, e, diremmo noi, rispetto alle regole, ha voluto dare corso a queste opere nel Borgo dimostrando una capacità organizzativa e gestionale che nessuna delle Amministrazioni precedenti aveva mai intentato.
Ha dimostrato soltanto, però, di non avere mai letto il Piano di Recupero del Borgo, ormai in attesa della sola pubblicazione sul BURL, Piano che regola, è vero, Sig. Sindaco, anche le modalità di messa in sicurezza del sito, le quali vedono la demolizione, come ultima ratio, e solo dopo aver ottemperato ad una serie di adempimenti obbligatori.
Risulta, peraltro, contraddittorio promuovere eventi che puntino a far conoscere, con visite del sito, questo nostro potenziale gioiello, se poi non si ha la sensibilità di preservarlo per il suo valore intrinseco e per il valore storico, architettonico e sociale. Ricordiamo la giornata del FAI del 26-27 Marzo 2011, l'inserimento delle foto del Borgo fra quelle della mostra itinerante “Archeologia dal cielo” fatta in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, reparto Elicotteristi, la visita guidata agli spalti del castello, di questi giorni, con vista sui disastri provocati dalla “messa in sicurezza”.
L’attuale intervento è finalizzato a realizzare una dorsale di sottoservizi, definiti “urbanizzazioni”, da cui dovrebbe derivare una forte spinta (secondo la visione della Amministrazione Comunale) all’avvio degli interventi privati di recupero nel Borgo.
Peccato che queste opere, come nella migliore tradizione dello spreco di denaro pubblico ricorrente in Italia, non sono funzionali a nulla comportando solo la distruzione di edifici del Borgo che ne componevano le vedute più suggestive; e malauguratamente non finirà qui.
Per rimanere alle opinioni espresse da tecnici del settore:
1. Per eseguire queste opere, il Comune ha fatto installare un ponteggio (che rimarrà anche dopo i lavori occultando qualunque visuale delle strade e delle case) lungo tutto l’asse principale del paese e, quest'asse, verrà interessato da uno scavo profondo almeno 1 metro e largo circa 1,5 metri. Per realizzare in sicurezza tale posa è stato necessario prevedere un ponteggio di sicurezza per gli operatori il quale, invece di garantire anche la conservazione degli edifici, è divenuto la scusa per abbattere tutto ciò che poteva essere più impegnativo tentare di sostenere. E, come già detto, tutto è avvenuto in presenza di un piano redatto dall'estensore del P.d.R. adottato dal Commissario “ad acta”, che prevedeva invece, e con costi minori, la messa in sicurezza di tutto il Borgo secondo le tecniche utilizzate dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che a suo tempo avevano fatto un sopralluogo a Balestrino con la presenza del DR. Lagomarsino, insigne Docente Universitario e luminare nella materia.(vedasi il piano di sicurezza depositato in Comune e mai revocato).
2. Le “urbanizzazioni” installate non sono allacciate alla rete. Sono posati i tubi per le condotte dell’acquedotto, dell’elettricità, dell’illuminazione pubblica, del gas, del teleriscaldamento, della fognatura bianca e nera, ma rispettivamente, per ciascuna non vi è collegamento funzionale; manca l’adduzione di acqua perché il comune ha problemi di approvvigionamento e deve rivedere profondamente la rete distributiva e gli accumuli; non vi sono cabine di fornitura di energia elettrica per il Borgo; non vi è sufficiente capacità di fornitura del gas organizzato per depositi isolati nelle varie frazioni; non esiste una centrale di produzione di acqua calda per il teleriscaldamento (è stata peraltro stralciata dalla stessa Regione dal progetto originario) e la tubazione stessa (particolarmente onerosa) è a perdere; è solo predisposta la distribuzione l’illuminazione pubblica; le fognature non possono raccogliere le acque superficiali perché il sito è totalmente ingombro di materiali smossi che finiranno per intasare tutto il sistema di captazione e deflusso; la fognatura nera è convogliata al collettore fognatizio comunale ma senza alcun allaccio alle abitazioni in quanto non si conoscono i punti di accesso definitivi.
Il danno procurato,quindi, non è solo riferito alla perdita del bene privato per i proprietari colpiti dalle demolizioni, ma arreca uno sfregio irrecuperabile all’immagine ed all’originalità del contesto, inteso come patrimonio della collettività balestrinese e non, e potenziale volano economico di una economia stagnante e povera, che non sa cogliere occasioni di vero sviluppo sostenibile, né di una valorizzazione territoriale che potrebbero sollevare le sorti della nostra popolazione.
L'importante è non vedere la ricostruzione del Borgo come una mera occasione di realizzazione di volumi abitativi, bensì come recupero di una identità storico-culturale e ambientale unica, sennò avrebbero avuto ragione quanti volevano raderlo al suolo, il Borgo, per costruire sulle macerie un parcheggio!
O, avrebbero ragione, quanti oggi si preoccupano di proteggere gli operai che dovranno recuperare un villaggio che, paradossalmente, sarà demolito per consentire di essere salvato!