Agrigento Possibile

Agrigento Possibile Prima pagina Agrigentina di Possibile, approvata e condivisa da militanti e tesserati di Possibile.

L’associazione Possibile nasce in occasione del PolitiCamp 2014 a Livorno, come evoluzione dell’associazione People che al PolitiCamp 2013 di Reggio Emilia nacque a sostegno della candidatura di Pippo Civati a segretario del Pd. Di quell’esperienza mantiene lo spirito, i valori di fondo e la spinta ideale originaria. Possibile è uno spazio aperto, che ospita il dialogo interno alla sinistra italia

na, ai partiti, ai movimenti e tra i singoli cittadini che desiderano un luogo in cui discutere e impegnarsi. Per saperne di più:
http://www.epossibile.org/
http://www.epossibile.org/chi-siamo/

Un contributo trasparente e volontario è possibile:
http://www.epossibile.org/sostieni/

28/05/2026

28 maggio 1974 -28 maggio 2026

Per ricordare adeguatamente le otto vittime della strage di Piazza della Loggia è essenziale ricordarsi dell’ideale per cui stavano manifestando: l’antifascismo.

Questa data è un monito. Ci ricorda che i fascismi, in ogni forma e declinazione, sono un pericolo che non possiamo permetterci di minimizzare. Mai.

Lo dobbiamo a chi ha perso la vita: Giulietta Bazoli, Livia Bottardi, Alberto Trebeschi, Clementina Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti e Vittorio Zambarda. Lo dobbiamo a noi stessi

28/05/2026

Aggressioni fuori dalle scuole. Risse nei parchi. Ragazzi che girano in gruppo e fanno paura. Ogni giorno una nuova scarica di angoscia attraversa i titoli dei giornali, e ogni giorno la stessa domanda torna: ma dove stiamo andando?

È comprensibile. La preoccupazione è reale, il disagio che si vede per strada è reale.

Il problema è quello che succede dopo. Quando la paura è abbastanza alta, qualcuno arriva con una risposta semplice: più controllo, più barriere, più manette. Riaprite i manicomi. Mandate l'esercito. Tolleranza zero. Una forza che schiaccia, invece di una forza che costruisce.

Sembra una soluzione. Ma non lo è. Sai perché?

In Italia un adolescente su sette ha un disturbo psichico. Sono ragazzi in carne e ossa, studenti e studentesse, figli e figlie, non numeri. Giovani che non hanno ricevuto aiuto in tempo: perché il sistema pubblico di salute mentale è stato svuotato di risorse, perché nelle scuole ci sono pochi psicologi e i professori sono precari e sempre di meno, perché i centri di aggregazione hanno chiuso uno dopo l'altro, perché le liste d'attesa nei servizi territoriali durano mesi.

I manicomi non hanno mai reso nessuna città più sicura. Nascondevano, dietro un muro, i problemi. Finché il problema è diventato troppo grande per essere nascosto. Quello che si vede oggi per strada non è la causa del disagio. È la conseguenza di scelte politiche precise: tagliare i servizi, svuotare le politiche del lavoro, investire in armamenti e guerre.

La sicurezza non si recinta. Si costruisce.
Tutto questo non accade da solo. Qualcuno decide dove vanno le risorse. Se assumere medici e psicologi o comprare armi. Se tassare ancora i lavoratori o chiedere i soldi ai miliardari. Qualcuno decide se assumere educatori o comprare telecamere. Quel qualcuno si elegge: dal consiglio comunale fino al parlamento.

Restare a casa il giorno delle elezioni non è neutralità. È una scelta: lasciare che decidano gli altri. Rinunciare a dare forza ad un progetto.
Eppure la forza per cambiare le cose esiste. È la forza di chi si indigna, di chi riconosce il problema e vuole affrontarlo davvero. È la forza delle idee chiare, dei valori condivisi, della visione di una comunità che si prende cura di se stessa. Quella forza, però, ha bisogno di diventare un numero. Ha bisogno di trasformarsi in voti, in rappresentanza, in mandato politico. Una forza politica è forte solo se le viene data la forza di esserlo.

I ballottaggi sono tra due settimane. Ogni voto conta. Pensaci.

28/05/2026

Il progetto di riforma sul reclutamento universitario voluta dal governo elimina l’abilitazione nazionale, ma non risolve il problema alla base dei concorsi da professore e ricercatore universitario: il pericolo di nepotismo e preferenze arbitrarie di un candidato rispetto un altro.

Da una parte c’è l’assenza di criteri valutativi definiti a monte dal legislatore, con un blando rinvio a linee guida dell’ANVUR e alla decretazione del ministro, dall’altra c’è l’introduzione di una prova orale o didattica con:
- scelta del tema da parte della commissione;
- assenza di definizione di prova didattica;
- assenza di predeterminazione del peso e dei criteri valutativi della prova.

Questo consentirebbe di selezionare in anticipo il candidato preferito conoscendo il suo ambito di specializzazione.

Cosa proponiamo?

- Pur ritenendo inaccettabile dopo anni di prove e precariato una ulteriore prova didattica, riteniamo doveroso garantire la possibilità per il candidato di ricorrere contro un giudizio irragionevole o fazioso. Per questo la prova dovrebbe essere registrata e verbalizzata. Al giudice amministrativo deve essere dato il potere di sindacare e ricostruire le analisi della commissione, in quanto facenti parte di un atto pubblico.

- Ridurre il numero di pubblicazioni presentabili a un massimo di 10 contro i 15 proposti per aumentare la qualità della ricerca, senza rincorrere la produttività a tutti i costi.

- Introdurre un sistema di valutazione rigido e definito già a livello legislativo, con uno spazio discrezionale limitato alle effettive e prestabilite esigenze della materia (es. area medica).

Simonə Migliavacca
Anna Rita Altamura

27/05/2026

Forse. Marco Vassalotti

27/05/2026

In due settimane la raccolta firme unpercentoequo ha raggiunto quota 30.000 sottoscrizioni!

Continuiamo a insistere! Se ancora non l’hai fatto, firma su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500014, per una proposta di legge di iniziativa popolare per un’imposta sull’1% più ricco da investire in sanità, scuola, casa, ambiente, sicurezza sul lavoro, disabilità, reddito.

27/05/2026

Offerta di sfruttamento: l’ennesima che ci viene segnalata, l’ennesima denuncia che verrà ignorata da chi di dovere, l’ennesima occasione per ribadire che serve il salario minimo.

26/05/2026

Come Sicilia Possibile seguiamo con attenzione la vicenda che vede coinvolto Jamil El Sadi, attivista di Our Voice e collaboratore di Antimafia Duemila, querelato dalla presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo per le parole pronunciate il 19 luglio 2025.

Riteniamo che tentare di inibire il diritto di critica attraverso lo strumento giudiziario sia una deriva pericolosa per la dialettica democratica.

Abbiamo avuto modo di dialogare con Jamil durante la tappa palermitana del Dragtivism Tour e conosciamo bene la sua competenza, ma soprattutto l’integrità e la profondità dei valori che animano il suo impegno civile.

In un Paese che ancora attende risposte definitive sulle stragi del '92 e del '93 e sui mandanti esterni, chi ricopre cariche istituzionali dovrebbe porsi in ascolto delle istanze che arrivano dalla società civile, anziché cercare di limitarle. Il dibattito pubblico, specialmente quello che riguarda la ricerca di verità e giustizia, deve rimanere uno spazio libero e tutelato.

A Jamil va la nostra piena solidarietà, in virtù di quel percorso di giustizia che Sicilia Possibile continua a sostenere senza riserve.

Continueremo a batterci, insieme a chiunque non rinunci a porre domande scomode, affinché la memoria non venga confinata ma resti viva e partecipata.

Diletta Nuzzo

26/05/2026

Congratulazioni e buon lavoro a Giovanni Capecchi! Un grande risultato che parte da lontano e arriva alla guida della città, che ha scelto un'alternativa solida e credibile alle politiche della destra. Grazie a Giovanni per il lavoro fatto fin qui e per tutto quello ancora da fare per Pistoia e i suoi cittadini e cittadine!

Grazie a Pistoia Possibile - Comitato "Articolo 3" e a tutte le persone che si sono mobilitate e che continueranno a lavorare per la città!

25/05/2026

Il 25 maggio di sei anni fa George Floyd veniva ucciso dalla polizia statunitense.

È morto per asfissia dopo essere stato trattenuto a terra con un ginocchio sul collo per nove interminabili minuti.

Per Floyd e per tutte le vittime del razzismo sistematico, non dimentichiamo.

25/05/2026
24/05/2026

Il 28 aprile il Governo ha approvato il Decreto Lavoro, che individua il “Salario Giusto” nella retribuzione stabilita dai Contratti Collettivi firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi (CGIL, CISL e UIL).

Viene quindi stabilito che i contratti collettivi firmati da sindacati di minoranza non possano prevedere retribuzioni inferiori a quelle stabilite dai contratti leader. Dov’è l’inganno?

Nel 2023 infatti la Corte di Cassazione ha chiarito che il Giudice può - e deve - scostarsi dalla retribuzione definita dai CCNL leader, se questa non risulti adeguata a garantire un’esistenza libera e dignitosa, come prescritto dall’art. 36 della nostra Costituzione.

Il Decreto Lavoro mira quindi a rendere “giuste” anche le misere retribuzioni previste da alcuni contratti collettivi maggioritari, sottraendole alla verifica del giudice.

Un attacco ai lavoratori che si completa e diventa lampante con l’emendamento proposto
dall’On. Furgiuele (Lega).

L’emendamento prevede che, qualora il salario “giusto” applicato dal datore venga riconosciuto come incostituzionale dal Giudice, il lavoratore non abbia diritto agli arretrati.
Uno “scudo legale” che è un vero e proprio incentivo allo sfruttamento.

Fino ad ora i precedenti tentativi di introdurre lo Scudo (quest’estate infilato nel D.L. Ilva) sono stati sventati.

Manterremo alta l’attenzione anche questa volta.

Rocco Casciani
Roma Possibile

Indirizzo

Agrigento
92100

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