MoVimento 5 Stelle Adrano

MoVimento 5 Stelle Adrano Pagina UFFICIALE del MoVimento 5 Stelle di Adrano autorizzata in data 2 Dicembre 2023

03/09/2026
01/09/2026

Non c’è confronto alcuno. Un Giuseppe Conte ineguagliabile

01/09/2026

Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe.

Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c'è stato alcun reale coinvolgimento della redazione.

L'Italia ripiomba nei tempi bui dell'editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire "Editto Meloni". Ogni azione ha risposto ad una strategia precisa: silenziare la commissione di vigilanza per due anni, occupare il servizio pubblico in tutti i modi, marginalizzare le poche voci scomode rimaste e accompagnarle alla porta o farle fuori attraverso un'operazione di killeraggio mediatico che non ha precedenti.

Massima solidarietà alla redazione di Report e vicinanza nei confronti di Sigfrido Ranucci. TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo.

Molto presto i responsabili di questo sfacelo andranno a casa!

01/09/2026

Editoriale di Marco Travaglio - 1 Settembre 2026

PESCI E MOLLUSCHI

Apprendiamo con un misto di ammirazione e invidia che il 52,8% degli islandesi ha risposto picche al referendum consultivo indetto dal suo governo per riprendere il negoziati sull’ingresso nella Ue. E ha preferito restare com’era: da sola. Ovviamente, di questa grande isola di oltre 100mila kmq (il quadruplo della Sicilia), alla Ue non facevano gola né la popolazione (meno di 400mila abitanti, 4 per kmq), né le risorse naturali (pesce, ghiacciai e fiumi), ma la posizione geostrategica: fra l’Europa e la Groenlandia, nel bel mezzo della rotta artica che sta scatenando l’ennesimo braccio di ferro fra Usa, Russia e Cina. I molluschi di Bruxelles s’illudevano che gli islandesi, sentendosi minacciati dalle mire di Trump sulla vicina Groenlandia, non vedessero l’ora di gettarsi nelle loro braccia. Invece si sentono minacciati in egual modo anche dalle loro folli regole dirigiste che impongono agli Stati membri quote su tutto (inclusa la pesca) e dalle loro demenziali fregole belliciste e russofobe che rendono la Ue una succursale della Nato e stanno distruggendo l’economia europea. Così il grosso di quel piccolo e fiero popolo ha risposto “né con gli Usa né con la Ue”.

La notizia è stata accolta con sgomento e costernazione dalle cancellerie europee e dai nostri giornaloni: quelli che da 20 anni non azzeccano un’analisi perché credono che il mondo intero non veda l’ora di entrare nella Ue e, se vota sempre in direzione opposta, non è perché questa Ue fa ribrezzo a tutti, ma perché siamo tutti subornati dalle fake news degli hacker russi che ce ne occultano i balsamici vantaggi. Strepitosi, come sempre, i titoli delle vedove inconsolabili di Rep: “La lobby dei pescatori respinge le sirene dell’Europa”, che “non attrae più” (i potentissimi e putribondi lobbisti con canna e reti da pesca sono inspiegabilmente insensibili al fascino arrapante delle sirenette Von der Leyen e Kallas: ci dev’essere sotto qualcosa), “La delusione dell’Ue: sospetti di interferenze di potenze straniere… Il timore a Bruxelles è che la Russia abbia manipolato la campagna referendaria per assestare un altro colpo all’immagine dell’Ue” (immagine altrimenti splendida splendente, come insegna la Brexit, votata da Putin per interposto popolo britannico). E non basta: “Islanda, la paura dell’esercito europeo: così le fake news hanno spinto il Paese verso il No”. Invece le notizie vere, tipo che chi ha la fortuna di far parte dell’Ue viene continuamente molestato per regalare soldi e armi all’Ucraina e viene sanzionato se non lo fa, ovviamente non c’entrano. Pare anzi che ogni sera gli islandesi montino di guardia in cima agli igloo di vetro e di ghiaccio, scrutando l’orizzonte in attesa dello sbarco dei cosacchi a Reykjavik.

Il Fatto Quotidiano
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Desideriamo, come Gruppo Territoriale , esprimere tutta la nostra vicinanza ad Alessandro Di Battista e alla sua famigli...
29/08/2026

Desideriamo, come Gruppo Territoriale , esprimere tutta la nostra vicinanza ad Alessandro Di Battista e alla sua famiglia.
Di fronte a una situazione così delicata, ogni altra considerazione passa in secondo piano. L’augurio, sincero, è che possano arrivare al più presto notizie positive sulle sue condizioni di salute. Dibba non mollare💪💪💪

Informazioni su Cosa Nostra, 'Ndrangheta e sistemi criminali

28/08/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Riccardo Ricciardi a Il Corriere della Sera. Ecco il testo integrale👇

«C'è una cosa che non dobbiamo più dire».

❓ Quale, presidente Riccardo Ricciardi?

«Che ci candidiamo per impedire che Meloni continui a governare», risponde il capogruppo dei deputati del M5S.

❓ Al momento l'antimelonismo sembra essere il solo collante del centrosinistra.

«Dobbiamo spiegare che abbiamo un progetto per far diventare l'Italia un'avanguardia nei diritti sociali e civili, nel multilateralismo, nel pacifismo. Non dobbiamo essere l'argine a Meloni, dobbiamo essere il fiume».

❓ Vuole spiegare, a chi non lo ha ancora capito, quale sia la vostra idea comune dell'Italia e del mondo?

«Abbiamo un'idea di Paese e di mondo migliore, diversa da una destra che guarda solo agli affari dei potenti».

❓ Bonaccini frena. Per lei le primarie restano la via di uscita dal cul-de-sac?

«Non una via di uscita da un cul-de-sac, ma un'occasione di mobilitazione popolare e di crescita, per far vedere la proposta di Paese che ha la coalizione progressista».

❓ La coalizione non c'è.

«Si cade troppo nel tranello di tanta stampa di destra che vuole sottolineare le divisioni nelle tre forze, M5S, Pd e Avs. Dovremmo concentrarci sulle tante cose che abbiamo in comune. Abbiamo governato insieme il Paese, governiamo tante città e Regioni, in Parlamento abbiamo fatto insieme l'80% delle votazioni».

❓ Schlein può ba***re Meloni? O hanno ragione quei dem che vorrebbero spingerla al passo indietro?

«Sia Schlein sia Conte hanno le carte in regola per aspirare a guidare la coalizione e il Paese».

❓ Più Conte che Schlein, secondo alcuni sondaggi.

«È chiaro che per me il presidente Conte è il miglior premier che l'Italia potrebbe esprimere. Ha già dimostrato la sua capacità di guidare il Paese con forze variegate. Con le primarie, la sua candidatura sarebbe ancora più forte».

❓ I rapporti di forza dicono che difficilmente Conte potrebbe vincerle.

«Sono convinto del contrario, non si partecipa per testimonianza».

❓ Se Schlein perde il Pd si spacca e se perde Conte tanti elettori del M5S non votano più centrosinistra.

«Io inverto l'ipotesi. Se dovesse essere scelto il candidato premier in una riunione di quattro segreterie di partito, gli elettori la prenderebbero più favorevolmente? Nel M5S la stragrande maggioranza è entusiasta delle primarie e accetterebbe lealmente l'esito».

❓ Ne è sicuro?

«Sì, sanno che le regole del gioco sono queste. Sarebbe peggio imporre un candidato che non è il frutto della volontà popolare».

❓ C'è anche il rischio che, senza Conte a guidare l'alleanza, Alessandro Di Battista decida di fare il suo partito.

«Non ne ho idea, non posso dare un giudizio. Presentarsi alle elezioni non è una cosa che può nascere dall'oggi al domani, anche se molti dei temi che lui solleva io li riporto in Parlamento».

❓ Quali sono per voi le regole delle primarie?

«Regole di buon senso. Individuiamo prima i principi e i valori e le apriamo a chiunque, anche online, senza preregistrazioni o tessere che allontanano la partecipazione. Si possono fare a turno unico».

❓ Non temete l'arrivo di elettori di destra?

«Non sono preoccupato, chiunque vincerà sarà il candidato ideale del centrosinistra. Più gente andrà a votare e meglio sarà».

❓ Conte è pronto a firmare un patto di lealtà?

«Leali saremo noi e dovranno esserlo tutti».

❓ E se il duello lasciasse morti e feriti?

«Le primarie saranno il modo migliore per evitarlo. Chiaro che tra i partiti ci sono visioni diverse su Ucraina, riarmo e aspetti della politica sanitaria, fiscale ed energetica ed è giusto che questi temi siano al centro del dibattito delle primarie».

❓ Per Schlein il programma va deciso prima della gara.

«Le primarie devono essere una bella sfida aperta. Ci confronteremo e chi vincerà darà un indirizzo».

❓ Esclude un passo indietro di Schlein e Conte per un “terzo nome”?

«Con quale legittimazione un terzo nome scelto dalle segreterie può sfidare Meloni? Il referendum ha dimostrato la voglia enorme di partecipazione che c'è. Portiamo 2 milioni di persone alle primarie e chi prenderà un voto in più sarà il candidato premier».

28/08/2026

Editoriale di Marco Travaglio - 28 Agosto 2026

LA MALAVITOLA

A quasi due mesi dalla notizia su Lavitola indagato per la bomba a Ranucci, abbiamo letto di tutto. Che Ranucci la bomba se l’era messa da solo. Che gliel’aveva messa Lavitola d’accordo con lui. Che sapeva che gliel’aveva messa Lavitola, ma lo copriva con alibi e depistaggi. Che Lavitola gli aveva detto di stare attento, quindi era ovvio che stesse per mettergli la bomba. Che Ranucci va arrestato come Lavitola, a prescindere. Che deve tacere, ma pure “spiegare i suoi silenzi”. Che ha trasformato Report in “Telelavitola” con servizi-bufala su commissione. Che la mattina era un satiro divoratore di donne, ma nel pomeriggio aveva rapporti gay con Lavitola e con un attore (poi, forse, la sera diventava trans). Che ricatta tutti, anzi è ricattato da tutti. Che sta scrivendo un libro a quattro mani con la Boccia. Che è colluso con Gratteri e l’Anm. Che agisce per conto dei 5Stelle, anzi di Avs, anzi del Pd (per non parlare della “sinistra Usa” e forse di Putin), che però smentiscono, quindi “lo scaricano”. Che, siccome ha subìto molte querele temerarie da gente che non ha mai diffamato, non deve querelare chi lo diffama. Che, siccome vogliono cacciarlo da Report, deve “fare un passo indietro”, altrimenti “si imbullona alla poltrona”. Che deve prendere lezioni di etica da Minoli, Vespa, Colosimo, Delmastro, La Russa e pure dal generale Mori. Che – testuale – “minaccia la Rai” (Libero) e “fa pure la vittima” (Verità).

Purtroppo erano tutte b***e, smentite dalle carte, dagli inquirenti e dalla logica. L’unica cosa vera, in attesa di un movente sensato per l’attentato, è che la Rai ha deciso di punire la vittima dell’attentato cacciandolo da Report. Ma non ne spiega il motivo, perché non esiste, a parte il fatto che Ranucci e Report stanno sulle p***e al governo e a mezza opposizione e vogliono liberarsene in tempo per la campagna elettorale. La Rai aveva anche sguinzagliato il “Comitato Etico”, di cui nessuno sospettava l’esistenza vista la cloaca che va in onda da mane a sera, per passare ai raggi X ogni puntata di Report sperando di scovare qualche trave o almeno qualche pagliuzza a cui appendere l’epurazione. Ma non ha trovato niente di niente. Quindi allontanare Ranucci è illegale per contratto, leggi, Costituzione e Media Freedom Act europeo: l’epurato avrebbe ottime chance di vincere la causa e tornare al suo posto in pochi mesi con procedura d’urgenza. Un nuovo caso Santoro in piena campagna elettorale. L’ultima speranza per questa Rai disperata è che la redazione di Report le tolga le castagne dal fuoco, spaccandosi e offrendo qualche nome improbabile come kapò per far fuori il conduttore e prenderne il posto. Chi vi fosse tentato si ricordi che fine fanno di solito i collaborazionisti: usati, spremuti e poi gettati nella spazzatura.

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