Partito democratico - Circolo di Acqui Terme "Raffaello Salvatore"

Partito democratico - Circolo di Acqui Terme "Raffaello Salvatore" Pagina FB del Circolo PD di Acqui Terme Pagina ufficiale del Circolo di Acqui Terme del Partito Democratico. ORGANIZZAZIONE- Segretario: Mauro Poggio

06/06/2026
Forza Marilena 💪💪💪
04/06/2026

Forza Marilena 💪💪💪

04/06/2026

Venerdì 5 giugno viviamo Valenza, insieme.

Chiudiamo questa campagna elettorale nel cuore della nostra Valenza: prima una passeggiata nel centro storico tra vie, cortili, spezzoni teatrali e piccole sorprese; poi panini con pulled pork, vegetariani, musica e DJ set by Luma davanti alla sede di Marilena Griva (Bar Fiore).

Una serata aperta a tutti, per ritrovarci, ancora una volta, uniti dalla voglia di vedere Valenza più viva, più curata e più presente. Venite con chi volete, camminiamo, ascoltiamo, balliamo, viviamo Valenza insieme.

📍 Ritrovo passeggiata al le18:15 in Piazza Statuto
🚶 Partenza passeggiata alle 18:30
🎧 Dalle 20 panini con pulled pork, vegetali e DJ set davanti alla sede di Marilena Griva (Bar Fiore).

Se non riuscite ad arrivare per la partenza e volete raggiungerci durante la passeggiata, questo è il percorso:

📌 Piazza Statuto - Colombina - Ex Carducci, Pasticceria Torti (con dolce sorpresa) - Palazzo Trecate - Teatro Sociale - Arrivo in Sede

𝗜𝗹 𝟳 𝗲 𝟴 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗠𝗮𝗱𝗱𝗮𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗚𝗿𝗶𝘃𝗮.

02/06/2026
22/05/2026

Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, figura centrale per la nostra regione: un uomo capace di tenere insieme la cura della Terra con le battaglie per i diritti e una società più giusta ed equa.

Grazie, Carlin!

10/05/2026

Quella mozione era uno show e agli show si applaude

I problemi di cui si è trattato nell’ultimo consiglio Consiglio Comunale relativi alla sicurezza in città sono seri e debbono essere trattati seriamente anche e soprattutto per rispetto delle stesse persone vittime di questi episodi.
Ricapitoliamo gli eventi: a seguito dei noti episodi il Sindaco aveva predisposto un piano che prevedeva l’implementazione delle telecamere, l’aumento della vigilanza, etc. L’argomento sarebbe stato trattato in Consiglio perché il Consigliere De Angelis aveva proposto una interrogazione in merito, depositata in tempo e nei termini di legge.
E questo lo sapevamo tutti.
A questo punto su facebook un gruppo di maggioranza capitanato dal Presidente del Consiglio Comunale preannuncia una mozione con la quale si chiede, con toni roboanti, di stanziare 100 mila euro appunto per implementare la vigilanza, l’aumento delle telecamere, etc: come se i firmatari non conoscessero la procedura amministrativa che prevede appunto che prima si decide cosa fare e poi si stanziano le somme (che peraltro l’assessore Pasqualino ha detto già esserci). Invece si chiede uno stanziamento alla cieca, così tanto per far vedere che si esiste.
La mozione, mai vista da nessuno, è tardiva e quindi inammissibile. Ma il Presidente decide che comunque bisogna dare spazio e visibilità alla sua mozione anche se non dice nulla in più di quanto ha indicato il Sindaco sui giornali.
Ed è chiaro allora Il tentativo di una parte della maggioranza di cavalcare l’onda di questa tensione che si vive in città presentando, prima su facebook e poi in Consiglio, una mozione palesemente inutile e tecnicamente errata, evitando e violando ogni regola procedurale con l’avvallo e complicità palese del Presidente del Consiglio e con l’evidente scopo di prendersi visibilità. E tutto è divenuto un’offesa alle istituzioni e a tutti i consiglieri compresi quelli restanti di maggioranza (che lo hanno percepito benissimo e che magari uscissero un po’ allo scoperto…).
È stato un utilizzo strumentale di questi episodi dolorosi.
Avrei potuto richiamare il regolamento, l’articolo x comma y per dire, facendo la figura del formalista, e lamentandomi poi con chi? Con il Presidente del Consiglio che tale mozione aveva firmato?
In questa situazione era necessaria una forte presa di posizione che rivendico e ribadisco: quello presentato dal gruppo di Bertero era uno show e agli show si applaude. Un applauso ironico e sarcastico che certo non impedisce all’oratore di continuare a parlare.
Ma il significato per me è e resta chiaro: non si specula sulla violenza e sulla percezione della violenza, a volte amplificata ad arte (mi riferisco ad un servizio televisivo di Rete 4) di vivere in una città insicura.
A meno che si voglia usare questi argomenti per meri fini propagandistici o ancora peggio per una lotta interna alla maggioranza in vista dele elezioni. E non riesco ad interpretare diversamente il messaggio che proprio Bertero e company mettono su facebook per presentare al pubblico la loro “mozione”: “Non esistono eventi, consulenze o iniziative che valgano più della libertà di un cittadino di uscire di casa senza paura”.
Se è iniziata la campagna elettorale per cortesia evitate di usare questi argomenti importanti e dolorosi.

7 maggio 2026
Consigliere Comunale Carlo De Lorenzi “Centro Sinistra per Acqui”

10/05/2026

ASSESSORE, È UNA CICLABILE?

L’assessore Gallizzi, con un intervento irrituale sul sito istituzionale del Comune, interviene sulla “ciclabile” Acqui Alice e, prima di ogni argomento, se la prende con l’opposizione che, com’è ovvio, non ha nessuna responsabilità sulla realizzazione dell’opera. Certo abbiamo esercitato il nostro diritto di parola e critica, come in ogni democrazia.
Con l’occasione ribadiamo la nostra attività e posizione.
1) Su iniziativa del Consigliere Regionale Ravetti la Giunta Chiamparino, con DGR n.83-8992 del 6/5/2019 di aggiornamento della rete delle piste ciclabili regionali, integrata con la rete nazionale e dell’European Cycle Route, ha inserito la ciclovia n.18 che, collegata alla ciclovia VenTo (Torino Venezia), passa da Alessandria, Acqui Terme per proseguire in Valle Bormida sino ad Alba, costituendo anche un circuito Langhe Monferrato. Com’è facile comprendere, i progetti per la realizzazione delle ciclovie di interesse regionale hanno la precedenza nei finanziamenti.
2) Fatto: dal 2020 ad oggi, relativamente alla ciclovia n.18, a parte qualche discorso, dalle Amministrazioni comunali nessun atto è stato assunto, nemmeno un progetto. Nel frattempo molti comuni della Regione hanno addirittura realizzato parte delle ciclabili della rete regionale.
3) Nel settembre 2021 veniva approvato uno studio di fattibilità per realizzare una pista ciclabile da Acqui Terme ad Alice Bel Colle. L’accordo tra Comune e Regione era stato raggiunto dalla Giunta Lucchini e prevedeva un percorso tutto a fondo valle dalla Caserma Battisti fino a Vallerana ove inizia il tratto a carico del Comune di Alice (che il suo progetto lo ha già da tempo fatto e pagato da quanto ne sappiamo).
4) Nel 2022 l’Amministrazione del Sindaco Rapetti e Assessore competente Alessandro Lelli, stante l’aumento dei prezzi per euro 142.600,00, modificano il percorso con una variante quanto meno discutibile per non dire assurda, che prevede invece che un percorso da turisti e famiglie (come quella ai Bagni per intenderci) una salita fino a Moirano. Una cosa senza senso. Un percorso ciclabile per ciclisti sportivi, su strada aperta al traffico veicolare non una passeggiata per turisti su strada esclusiva per le biciclette (ciclovia o ciclabile che dir si voglia). Dal 2022 arriviamo ad oggi 2026, sono passati più di quattro anni. Si potrebbe dire una politica del fare lenta, anzi lentissima.
5) Riteniamo la variante dei Botti assurda, per quanto detto, e che non può essere definita ciclovia, oltre a non essere parte della rete regionale delle ciclovie, quindi fuori dalla programmazione della Regione.
6) L’Amministrazione ora riparte, almeno cosi dichiara, dopo anni di inerzia, ma almeno tornasse sul progetto originario.

Acqui Terme, 4 maggio 2026
Partito Democratico Circolo “Raffaello Salvatore”

26/04/2026

COMUNICATO STAMPA

Sicurezza ad Acqui: oltre ai post sui social servono
concretezza, coordinamento, visione, senso di comunità

I recenti episodi di violenza che hanno scosso la nostra città, suscitato preoccupazione e insicurezza, infiammando i social, non possono essere liquidati come semplici casi isolati, né affrontati con la sola indignazione virtuale.
Innanzitutto è bene rimarcare che lo Stato e quindi il Governo ha competenza e legislazione esclusiva su ordine pubblico e sicurezza e conseguentemente è responsabile dei tagli alle risorse. Scelte che hanno causato la perdita di circa 12 mila unità di forze dell’ordine negli ultimi anni, scaricando la responsabilità sui sindaci e maggiore insicurezza per i cittadini.
Ma oltre a questa prima e fondamentale considerazione politica, è evidente che anche i Sindaci debbano svolgere appieno il loro ruolo sul territorio, coordinandosi con le forze dell’ordine e organizzando la Polizia Locale, individuando criticità e strumenti concreti d’intervento e prevenzione, investire su risorse da utilizzare sulle strade, ricreare il senso di comunità, garantire una visione sociale della città.
In questo la nostra città è ferma.
Strumenti concreti come il controllo di vicinato, l’individuazione di zone rosse e l’applicazione del Daspo Urbano, misure già avviate dalla precedente Giunta e su cui era stato fatto un lavoro di programmazione, sono state colpevolmente abbandonate in un cassetto dall’attuale amministrazione.
Tuttavia, la sicurezza non è solo una questione di sanzioni o telecamere. Le ordinanze da sole non bastano se non si ricostruisce lo spirito di comunità. La violenza si annida dove c’è indifferenza e dove lo Stato è percepito come lontano.
Mentre questa Giunta civica tentenna, realtà vicine come Alessandria, guidate dal Sindaco Abonante, dimostrano che questi provvedimenti possono essere attuati con rigore e visione, senza complessi ideologici, per presidiare il territorio.
Nelle cosiddette Zone Rosse sono previsti controlli rafforzati, la possibilità di allontanare soggetti già denunciati per reati legati a droga, violenza o patrimonio, se responsabili di comportamenti aggressivi o molesti e il potenziamento della videosorveglianza. Al tempo stesso si deve affrontare il problema del disagio sociale, dell’assistenza sanitaria dell’accoglienza, della necessità di istituire percorsi precisi per persone che ne hanno bisogno e che spesso sono abbandonate.
La sicurezza in una città non può essere affrontata in termini ideologici, ma in un’ottica tecnica e concreta, sgombrando il campo da populismo e propaganda, creando spazi diffusi di socialità, specie giovanili.
Proprio questa carenza di spazi di aggregazione e socialità diffusa è un enorme fragilità. Il sociologo Ray Oldenburg definiva il “terzo luogo” quegli spazi informali diversi dalla casa e dal lavoro in cui si costruiscono relazioni, fiducia e senso di appartenenza alla comunità. La loro progressiva scomparsa, come lo Spazio Giovani a San Defendente usato da anni come scuola dell’infanzia, l’ex Centro Anziani di via Sutto che ora ospita il meritorio Armadio della Fraternità, la mancata realizzazione della sala di musica sul “Silos” costruito al posto del Teatro Garibaldi priva soprattutto i giovani di punti di riferimento sani, lasciando spazio a isolamento, disagio e dinamiche conflittuali. Investire su spazi pubblici accessibili, vivi e inclusivi non è quindi un elemento accessorio, ma una vera e propria politica di sicurezza sociale e di prevenzione.
Rudolph Giuliani, ex Sindaco di New York, figura simbolo della fermezza, amava dire che “un poliziotto che vede dei ragazzi giocare a pallacanestro deve togliersi la giacca e fare due tiri con loro”. In questa frase c’è il cuore di ciò che manca oggi ad Acqui: l'idea che la sicurezza nasca dal contatto, dalla fiducia e dal senso di appartenenza.
Il Partito Democratico chiede alla Giunta di dare seguito immediato ai provvedimenti di controllo sospesi, sostiene in pieno l’interrogazione consiliare di Nicola De Angelis, Capo Gruppo LiberAcqui, che sollecita il Sindaco a riferire su quali iniziative intende adottare e propone l’istituzione di un coordinamento interforze, per garantire ai cittadini una maggior tutela e attuare la necessaria prevenzione sul territorio.
E a tutta la città il Partito Democratico, inoltre, chiede di investire nuovamente sulla coesione sociale. Solo una città che torna a "giocare insieme" nelle sue piazze può essere davvero una città sicura.

Circolo del Partito Democratico di Acqui Terme “Raffaello Salvatore”
Acqui Terme, 21 aprile 2026

25/04/2026

Buon 25 aprile, buona Festa della Liberazione!

Indirizzo

Via Emilia (Galleria Volta 5)
Acqui Terme
15011

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 18:00

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