09/01/2026
Comunicato del Gruppo Consiliare La Nostra Acqui
Abbiamo accolto con amarezza e indignazione la notizia del licenziamento dei lavoratori delle Terme, a cui vanno la nostra piena solidarietà e il più incondizionato supporto.
Dopo l’ultima Commissione Terme, avvenuta il 22 dicembre a porte chiuse come richiesto dall’avvocato incaricato dal Comune, era apparso ancor più chiaro a tutti i presenti che la situazione fosse più intricata e critica di quanto le esternazioni del Sindaco negli ultimi tempi avessero lasciato supporre: sono passati più di due anni dall’emanazione della legge regionale che sancisce la scadenza delle concessioni in mano a Terme di Acqui, scadenza che avverrà nella prossima primavera, e ancora i soggetti istituzionali coinvolti ( Comune, Provincia, Regione) sembrano non avere individuato un percorso privo di rischi nella conduzione della questione.
L’istituzione del Polo Termale Acquese del 2025 ha inoltre caricato sul Comune di Acqui, insieme alla potestà della gestione delle acque, oneri e responsabilità per gestire i quali manchiamo di risorse, sia amministrative che economiche. Se teniamo conto che da anni la Proprietà di Terme di Acqui dimostra di non avere intenzione di scoprire, se esistono, le proprie strategie industriali e di restare impermeabile sia alle richieste di interlocuzioni istituzionali, sia alle lettere di reprimenda fatte col ditino alzato e alle provocazioni via social, dobbiamo dolorosamente ammettere che la notizia del repentino licenziamento dei lavoratori termali non giunge del tutto inaspettata: proprio nei risvolti della nuova normativa la Società potrebbe trovare un alibi per la chiusura, salvo interventi, urgenti e auspicabili, da parte della Regione.
Oggi Rapetti e l’Amministrazione si vedono costretti ad un bagno nelle acque tutt’altro che bollenti della realtà. Davanti al terribile impatto che queste evoluzioni hanno sulla vita delle famiglie dei lavoratori e per l’intera città, devono ora prevalere la concretezza e il senso di responsabilità: ai comunicati baldanzosi, alle fughe in avanti dal sapore vagamente elettorale e all’impiego di ingenti risorse per “ Piani Strategici” basati su elementi oggi del tutto aleatori, si sostituiscano i confronti costruttivi fra i legali incaricati dagli Enti e quelli di Terme di Acqui, oltre ad un assiduo coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale nella sua funzione di rappresentanza civica. Chiediamo alla Regione di affrontare la questione dando priorità alla tutela dei lavoratori e offrendo il massimo supporto al Comune di Acqui, come da impegni presi, sia esso legale che economico.
Elena Trentini per G.C. La Nostra Acqui
6 gennaio 2026