Rete Civica Meridionale

Rete Civica Meridionale Rete di collegamento tra amministratori, associazioni, movimenti civici e singoli cittadini che vogliono difendere e far vincere il Sud
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VOGLIAMO LE "MERIDIONARIE"Anche Leoluca Orlando in Sicilia indica il metodo delle primarie per scegliere i candidati. No...
17/09/2026

VOGLIAMO LE "MERIDIONARIE"

Anche Leoluca Orlando in Sicilia indica il metodo delle primarie per scegliere i candidati.

Noi però diciamo che devono essere l'occasione per porre al centro dell'agenda politica le richieste del Sud che non possono aspettare più.

1. Restituire le decine di miliardi di euro negati ai nostri territori che ci impediscono di avere sanità, servizi, scuole e strade all'altezza.
2. Respingere l'arroganza della Lega che vuole separare l'Italia ricca con l'autonomia differenziata.
3. Avviare un grande piano di sviluppo per creare lavoro attirando imprese e ricercatori.
4. Contrastare seriamente le mafie, la corruzione e il clientelismo, piaghe che impediscono al Sud di crescere come potrebbe.

Chiamiamole "meridionarie", primarie del Sud o come volete voi, ma facciamole, cercando di affermare i nostri temi e le battaglie che portiamo avanti da anni.

VI SCANDALIZZATE SE I PROFESSORI DEL SUD NON VOGLIONO PIÙ INSEGNARE AL NORD?Ora tutti si lamentano perché i professori m...
16/09/2026

VI SCANDALIZZATE SE I PROFESSORI DEL SUD NON VOGLIONO PIÙ INSEGNARE AL NORD?

Ora tutti si lamentano perché i professori meridionali cominciano a rifiutare le cattedre al Nord per via del costo della vita.

Ma quando abbiamo proposto di intervenire per evitare il salasso a cui sono sottoposti ogni volta che rientrano, a Natale, a Pasqua o d'estate, nessuno - a parte il deputato Paolo Ciani, di Demos - ha preso veramente a cuore la cosa.

Se al Nord servono i professori del Sud la soluzione non è sradicarli dalla loro terra ma incentivare il loro rientro dopo un periodo limitato di permanenza lontano da casa.

L'emigrazione non può essere il nostro unico destino.

E neanche la precarietà.

https://www.vocedellascuola.it/il-caro-vita-costringe-migliaia-di-docenti-precari-meridionali-o-del-centro-italia-a-rinunciare-allimmissione-in-ruolo-al-nord

SOVVERTIRE I PUNTI CARDINALI"...Il Sud non sta sotto significa che non si possono raccontare soltanto i parametri che lo...
14/09/2026

SOVVERTIRE I PUNTI CARDINALI

"...Il Sud non sta sotto significa che non si possono raccontare soltanto i parametri che lo rendono più numericamente più povero del Nord. Quel Sud c'è ed esiste, ma dobbiamo essere chiari: nasce da una relazione coloniale e di dipendenza economica strutturale, che va combattuta e decostruita rovesciando le prospettive". (...)

"Rovesciando le prospettive si aprono nuove possibilità: nuove soluzioni e alleanze, ma anche nuovi conflitti e contraddizioni. Dobbiamo chiederci come i Sud si definiscono e come dialogano, o si scontrano, con gli altri Sud, che sono ovunque e non coincidono mai con le nostre aspettative. Di una cosa, però, siamo certi: non stanno sotto".

"La questione meridionale ha mostrato come lo sviluppo di un Paese possa produrre al proprio interno una periferia, una parte subordinata, continuamente descritta come arretrata e al tempo stesso indispensabile al funzionamento del centro.

Ma proprio per questo il Sud non è soltanto un luogo da osservare. È anche un punto da cui osservare. Guardare dal Sud significa guardare il mondo da una posizione in cui le contraddizioni diventano più visibili. Il Sud è ciò che il centro definisce come mancante, non ancora conforme, ma è anche ciò che rivela l'incompletezza del centro stesso" (...)

Il Sud è spesso il luogo in cui il futuro si manifesta prima, non nella forma rassicurante del progresso ma in quella più dura della crisi".

13/09/2026

UNA SOCIETÀ PUBBLICA PER I TRENI DEL SUD

Giacomo Rosa, presidente della Svimar, associazione di sindaci del Mezzogiorno alla quale appartengono molti di noi, è uno degli eroi locali che hanno dedicato tutta la loro vita alla difesa della nostra terra.

Lo fa studiando soluzioni concrete, secondo la tradizione del più serio riformismo meridionalista.

Al presidente della Campania Roberto Fico ha proposto due cose molto interessanti e assolutamente condivisibili.

1. Una linea ferroviaria da Eboli a Calitri. È un vecchio progetto cbe risale ai Borbone, fu finanziato con l'unità d'Italia ma accantonato, come tante altre opere rimaste nel cassetto (ad esempio il completamento dell'autostrada Bari Taranto).

2. Una società pubblica che gestisca le linee ferroviarie al Sud, superando la frammentazione di competenze fra le regioni che impediscono lo sviluppo delle reti nelle aree interne meno servite.

Rosa invita tutti il 26 settembre a Marzano Appio per gli Stati generali delle aree interne.

Ci sarà una nostra rappresentanza.

Anche soltanto per ringraziarlo di cuore per tutto quello che fa per la nostra gente.

FACCIAMO LE PRIMARIE DEL SUD Se l'Italia Meridionale continua a essere maltrattata, vilipesa, oltraggiata la colpa è sic...
12/09/2026

FACCIAMO LE PRIMARIE DEL SUD

Se l'Italia Meridionale continua a essere maltrattata, vilipesa, oltraggiata la colpa è sicuramente di uno Stato che continua a trattarci come una colonia. Come ai tempi di Gramsci, Salvemini, Lucarelli.

Ma la responsabilità è anche di molti rappresentanti meridionali che hanno lasciato fare o ci hanno venduti. Ci hanno usati come moneta da scambiare con la carriera, con il potere o con i loro affari.

In un momento in cui il governo cerca di allontanare l'elettorato dalle urne con una riforma elettorale vergognosa, protestare contro questo esproprio di democrazia è sacro.

Ma a chi si oppone diciamo: non basta.

Dimostriamo nei fatti la nostra diversità.

Facciamo in modo che i parlamentari, a cominciare dal Sud, siano eletti attraverso consultazioni primarie.

Facciamo in modo che non siano le segreterie dei partiti a decidere chi deve rappresentarci in parlamento ma i cittadini.

Liberamente.

Sulla base dei programmi che i candidati intendono realizzare per difendere i loro territori

Delle soluzioni che propongono per portare sviluppo e favorire l'insediamento di aziende che diano posti di lavoro.

Delle ricette per migliorare la sanità ed evitare i viaggi della speranza.

Degli incentivi per far tornare i giovani che sono andati via e attrarne altri.

Solo così potremo sconfiggere le clientele e le cordate che hanno permesso, pur di prosperare nei loro territori, che in questi anni la spesa pro capite per la sanità fosse più bassa che nel resto d'Italia.

Che decine di miliardi di euro destinati al Sud prendessero altre strade.

Solo così potremo rinnovare la classe dirigente e mandare a Roma parlamentari disposti a battersi per la loro terra e per le loro comunità.

Solo così possiamo di nuovo entusiasmare la gente nostra e trasformare la democrazia in un confronto vero e in una festa.

LA RIVOLUZIONE DI BACOLI: SPIAGGE LIBERE AL 90 PER CENTOSe vi chiedete perché riteniamo che Josi Gerardo Della Ragione p...
12/09/2026

LA RIVOLUZIONE DI BACOLI:
SPIAGGE LIBERE AL 90 PER CENTO

Se vi chiedete perché riteniamo che Josi Gerardo Della Ragione possa essere il simbolo di un nuovo Sud, leggete questo suo post:

Lo abbiamo approvato! Bacoli avrà il 90% di spiagge libere. Ve l’ho promesso. Sarà una rivoluzione. Libereremo il litorale. Una svolta epocale, non solo per la nostra terra. Ma per tutti. Abbiamo deciso di cambiare il piano spiagge comunale.

Ve lo ricordate?

Eravamo già riusciti a portare la percentuale di spiagge libere della nostra città a più dell’80%. Una cambiamento radicale, necessario. Per restituire a tutti ciò che gli è stato negato per decenni. Per ridare l’arenile alla gente. Per liberare il mare da chi lo aveva preso, negandolo a tutti: con il silenzio di chi doveva agire.

Tutto vero. Ed è davvero clamoroso.

Ma c’è chi si è lamentato. E li capisco. Perché non è semplice rinunciare a privilegi tramandati di padre in figlio. Massima solidarietà. C’è chi si è lamentato, sì. Perché senza spiagge affidate agli “abusivi storici”, finisce la clientela sfrenata: e quindi finiscono anche i pochi voti rimasti.

Per questo, abbiamo deciso che non andava bene l’ottanta per cento. In effetti, era troppo. Troppo.

Troppo bassa, s’intende.

Così, con la nuova delibera, con il PAD aggiornato ed adottato, porteremo le spiagge libere e libere attrezzate di Bacoli ad una percentuale che riteniamo più giusta. La più congrua: il 90%. Eh, avete letto bene. Non più il 15% di spiagge libere, come aveva lasciato in modo indecente chi ci aveva preceduto. Non solo l’80%. Come avevamo già deciso. Ma il novanta per cento. Novanta.

Bacoli avrà il 90% di spiagge libere.

Con i bagni, con le docce, con i servizi. E, in molti punti, con chioschi che creeranno tanti posti di lavoro. Affidati con bandi pubblici. Senza più schiavi, ma con diritti da rispettare. E litorali finalmente liberati.

Vi abbiamo promesso la rivoluzione. E così sarà. Senza sosta, senza freni. Con tutto il coraggio possibile. Con tutta la forza che avremo in corpo. Ringrazio l’assessora Teresa Scotto di Luzio, ringrazio il consigliere Vittorio Ambrosino. Ringrazio tutta la maggioranza consiliare, e la giunta ,per questa presa di posizione che sta facendo parlare l’Italia, l’Europa.

Bacoli esempio virtuoso nazionale. Ma ho tanto altro da raccontarvi. E lo faremo a breve.

Insieme, stiamo per scrivere una nuova pagina di storia. Perché ci accontentiamo più delle briciole. Vogliamo tutti. Ci riprendiamo tutto quello che è nostro. E se tutti i comuni assumeranno questa posizione, metteremo fine ad atti prenditori. Metteremo fine ai cancelli in spiaggia, ai lavoratori sottopagati, al mare riservato solo a chi se lo può permettere. Insieme, ci riusciamo. Un passo alla volta.

SPOSTARE 5 MILIARDI DALLA SPESA MILITARE ALLA SANITÀ E DISTRIBUIRLA A FAVORE DEL SUD Ci lamentiamo delle liste d'attesa ...
11/09/2026

SPOSTARE 5 MILIARDI DALLA SPESA MILITARE
ALLA SANITÀ E DISTRIBUIRLA A FAVORE DEL SUD

Ci lamentiamo delle liste d'attesa infinite e dei viaggi della speranza a cui molti di noi meridionali siamo condannati.

Ma se non potenziamo gli organici di medici e infermieri, se non miglioriamo l’assistenza ospedaliera e territoriale per garantire una maggiore qualità e tempestività delle cure, tutto rimane com'è.

In Puglia il movimento politico "Prossima", che sostiene il presidente Antonio Decaro, ha avanzato una proposta che la Rete civica meridionale fa sua e integra, chiedendo a tutte le altre regioni di sottoscriverla.

Decaro ha spiegato che nel 2025 la spesa sanitaria effettiva abbia raggiunto circa 141 miliardi di euro, a fronte di un Fondo sanitario nazionale pari a circa 136 miliardi di euro, evidenziando una differenza di circa 5 miliardi.

Anche la Corte dei Conti ha precisato che l’incremento dei trasferimenti statali è
inferiore rispetto all’aumento dei costi della spesa sanitaria.

Così Prossima ha proposto di recuperare quei 5 miliardi che mancano attingendoli dalla
spesa militare.

Se tutti i presidenti di Regione si facessero promotori, nei rapporti istituzionali con il governo, della stessa iniziativa, la proposta avrebbe più forza e più possibilità di essere accolta.

Nel contempo chiediamo anche di rivedere il criterio di riparto del fondo, che penalizza fortemente le regioni del Sud.

La popolazione viene pesata al 98,5 per cento sulla base dell'età e solo per un’infinitesima parte in base ai tassi di mortalità (0,75%), e agli indici di povertà, bassa scolarizzazione e disoccupazione, che incidono per un altro 0,75%.

Il risultato è che la spesa pro capite nazionale di 2254 euro diventa di 2295 al Centro Nord e di 2175 al Sud e nelle isole.

Per lo stesso motivo si riduce il personale nelle regioni meridionali: da noi gli assunti sono 130 ogni 10mila abitanti, mentre la media nazionale è di 150 e nel Centro Nord sale a 161.

Dunque aumentiamo la spesa sanitaria e, nel contempo, distribuiamola meglio in tutto il territorio nazionale.

IL SUD AL CENTRO: LA LINEA DELLA RETEVERSO LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHELe varie analisi degli ultimi giorni, espresse ...
10/09/2026

IL SUD AL CENTRO: LA LINEA DELLA RETE
VERSO LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE

Le varie analisi degli ultimi giorni, espresse dagli aderenti alla Rete Civica Meridionale, offrono l’occasione per una riflessione che considero necessaria e non più rinviabile.

La storia recente del meridionalismo civile e politico è una storia ricca di energie, esperienze, battaglie e competenze. È anche, però, una storia segnata da una frammentazione che, fino a oggi, ha impedito a tante esperienze positive di trasformarsi in una forza capace di incidere stabilmente sulle scelte nazionali.

Come Rete Civica Meridionale dobbiamo avere l’ambizione e, insieme, l’umiltà di partire proprio da questa consapevolezza.

Non abbiamo bisogno di stabilire chi sia stato il primo, chi abbia avuto più meriti o quale esperienza possa vantare una maggiore anzianità. Il Mezzogiorno non ha bisogno di nuove divisioni, né di competizioni interne al campo meridionalista. Ha bisogno di costruire una massa critica civile, sociale e politica capace di portare le questioni del Sud nel cuore dell’agenda nazionale.

Le tante realtà che in questi anni hanno lavorato sui territori hanno prodotto un patrimonio prezioso. Associazioni, reti civiche, sindaci, amministratori, movimenti, organizzazioni sociali, professionisti, intellettuali e forze politiche hanno contribuito a far crescere una nuova consapevolezza sulle disuguaglianze territoriali.

Molte battaglie che qualche anno fa sembravano patrimonio esclusivo di una parte del movimento meridionalista sono oggi entrate nel dibattito delle grandi organizzazioni sociali e delle principali forze politiche.

Questo è un risultato importante.

Ma non possiamo accontentarcene.

Aver condizionato il dibattito pubblico non è ancora sufficiente. Dobbiamo riuscire a condizionare le decisioni.

È questa, a mio avviso, la sfida che la Rete Civica Meridionale deve porsi in vista delle prossime elezioni politiche.

*Una rete, non l’ennesimo contenitore*

La Rete non nasce per sostituire le esperienze esistenti, né per chiedere a ciascuno di rinunciare alla propria identità.

Al contrario, deve essere uno spazio nel quale esperienze diverse possano riconoscersi attorno ad alcuni obiettivi fondamentali.

Il nostro compito non è costruire l’ennesimo piccolo contenitore politico.

Il nostro compito è costruire un’infrastruttura civica e politica del Mezzogiorno, capace di mettere in relazione ciò che oggi è spesso separato.

Per questo dobbiamo dialogare con tutte le realtà che, nei diversi territori meridionali, stanno combattendo battaglie concrete: dalla sanità alla scuola, dal lavoro alle infrastrutture, dai trasporti alla tutela ambientale, dalla valorizzazione dei territori alla lotta contro lo spopolamento delle aree interne.

Dobbiamo parlare con i sindaci e con gli amministratori locali, anche quando appartengono a partiti diversi.

Dobbiamo parlare con il mondo dell’impresa e del lavoro, con il terzo settore, con l’associazionismo, con le università, con le competenze professionali e con quella parte della società civile meridionale che troppo spesso viene ascoltata soltanto durante le campagne elettorali.

E dobbiamo parlare soprattutto con i giovani.

*I valori prima delle appartenenze*

Una convergenza meridionalista può avere un futuro soltanto se è fondata su valori chiari.

La Rete Civica Meridionale deve assumere come propri i principi della solidarietà, della giustizia sociale, della democrazia, della libertà, della dignità della persona e della pari opportunità tra territori e cittadini.

Il nostro meridionalismo non è contro qualcuno.

Non è contro il Nord.

Non è contro l’Italia.

Non è contro l’Europa.

È contro le disuguaglianze che impediscono a milioni di cittadini di avere le stesse opportunità indipendentemente dal luogo nel quale sono nati o scelgono di vivere.

Essere meridionalisti significa rivendicare il diritto del Mezzogiorno a essere protagonista del proprio futuro e, proprio per questo, protagonista del futuro dell’Italia e dell’Europa.

Non abbiamo bisogno di nostalgie.

Abbiamo bisogno di futuro.

La nostra identità meridionale non è un ritorno al passato, ma una consapevolezza dalla quale partire per costruire una società più moderna, più giusta e più competitiva.

*Dalle battaglie locali a una piattaforma nazionale*

La grande sfida dei prossimi mesi sarà trasformare le tante vertenze territoriali in una piattaforma politica comune per il Mezzogiorno.

La sanità è certamente una delle priorità.

Ma non può essere l’unica.

Dobbiamo mettere al centro la qualità dei servizi pubblici, il diritto alla salute, la scuola e l’università, il lavoro qualificato, la transizione ecologica e digitale, la mobilità, le infrastrutture materiali e immateriali, la rigenerazione urbana, la valorizzazione delle aree interne, il contrasto allo spopolamento e all’emigrazione dei giovani, la fiscalità e gli investimenti produttivi.

E dobbiamo affrontare una questione decisiva: la capacità del Mezzogiorno di trattenere e attrarre capitale umano.

Non possiamo continuare a considerare normale che una parte significativa delle energie migliori formate nelle nostre università debba cercare altrove le opportunità che il proprio territorio non riesce a offrire.

Il Sud non deve chiedere semplicemente più risorse.

Deve chiedere politiche migliori, più efficaci, più trasparenti e costruite insieme ai territori.

*La sfida elettorale*

Le prossime elezioni politiche rappresenteranno un passaggio fondamentale.

La Rete Civica Meridionale non deve arrivarci improvvisando una proposta nelle ultime settimane della campagna elettorale.

Dobbiamo arrivarci costruendo, fin da ora, un percorso.

Un percorso che abbia almeno quattro obiettivi.

Primo: costruire una piattaforma programmatica meridionalista, elaborata dal basso e fondata sulle concrete esigenze dei territori.

Secondo: costruire una rete di amministratori, realtà civiche, associazioni e competenze, capace di superare i confini delle singole appartenenze politiche.

Terzo: verificare la possibilità di una convergenza elettorale, senza imporre a nessuno abiure o appartenenze precostituite, ma chiedendo a chiunque intenda rappresentare il Mezzogiorno di assumere impegni chiari, verificabili e pubblici.

Quarto: costruire una mobilitazione civile meridionale, perché nessuna riforma sarà realmente possibile se il Sud continuerà a essere considerato soltanto un tema da campagna elettorale.

La Rete deve quindi diventare un luogo di elaborazione, di confronto e di proposta, ma anche uno strumento di pressione democratica.

*Nessuna egemonia, nessuna esclusione*

Per riuscirci dobbiamo essere consapevoli di una cosa: nessuna realtà, per quanto importante, può pensare di rappresentare da sola tutto il Mezzogiorno.

Il Sud è plurale.

Ha storie, culture politiche, sensibilità e condizioni territoriali differenti.

Questa pluralità non deve essere considerata una debolezza.

Può diventare la nostra forza, se saremo capaci di costruire una casa comune delle battaglie meridionali, nella quale ciascuno possa portare il proprio contributo senza pretendere di cancellare quello degli altri.

La Rete Civica Meridionale deve essere esattamente questo: *un luogo di incontro, non di annessione; di collaborazione, non di competizione; di proposta, non di semplice testimonianza.*

*Il nostro obiettivo*

Dobbiamo avere un’ambizione più grande di quella di ottenere qualche rappresentante nelle istituzioni.

Dobbiamo lavorare perché, finalmente, il Mezzogiorno diventi una questione centrale della politica nazionale.

Non vogliamo essere una lobby territoriale.

Vogliamo essere una forza civile capace di proporre una diversa idea di sviluppo dell’Italia.

Perché affrontare le disuguaglianze del Mezzogiorno significa affrontare una delle grandi disuguaglianze dell’intero Paese.

E perché un’Italia che lascia indietro il Sud non può essere davvero forte, moderna e competitiva in Europa.

Per questo rivolgo un appello a tutte le realtà civiche, associative, politiche e sociali che condividono questi obiettivi: *mettiamoci intorno a un tavolo, senza pregiudizi e senza primogeniture.*

Partiamo dalle cose concrete.

Costruiamo insieme una piattaforma.

Individuiamo poche grandi priorità.

Misuriamo le proposte.

Chiediamo impegni pubblici a chi si candiderà a rappresentare il Mezzogiorno.

E, soprattutto, costruiamo una mobilitazione che non finisca il giorno dopo le elezioni.

La Rete Civica Meridionale è pronta a fare la propria parte.

Non abbiamo bisogno di essere tutti uguali.

Abbiamo bisogno di essere *insieme sulle cose che contano.*

Perché il tempo nel quale il Mezzogiorno poteva essere considerato una questione marginale deve finire.

*Il Sud non chiede più di essere ascoltato.*

*Il Sud deve diventare protagonista delle decisioni.

Mosè Antonio Troiano
Sindaco di San Paolo Albanese
Presidente della Rete Civica Meridionale

Indirizzo

Piazza Dei Martiri
Acquaviva Delle Fonti
70021

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