29/09/2022
Al Quotidiano di ieri sera ci siamo confrontati con Ivo Durisch sulle questioni aperte della Cassa pensioni del Cantone (e di molti Comuni nonché enti parapubblici ticinesi): (1) l'implementazione del piano di risanamento senza costi sugli statali e sui contribuenti votato il 13 aprile 2022 e (2) la prevista riduzione del tasso di conversione dall'attuale 6.12% al 5% a partire dal 2024 con introduzione scaglionata su vari anni.
La posizione dell'UDC Ticino è sempre stata chiara: il problema è serio a trae origine dai buchi finanziari creati da almeno gli ultimi 50 anni di clientelismo politico; servono soluzioni sostenute da una concordia tra i partiti (per esempio il risanamento che non va a costo degli affiliati e tantomeno dei contribuenti); se il Gran Consiglio dovesse prevedere soluzioni con i soldi dei contribuenti si lancia il referendum per permettere ai cittadini che non hanno il privilegio di lavorare per lo Stato e avere un posto di lavoro sicuro di votare.
Bref: siamo qui per aiutare a trovare soluzioni, come già fatto negli ultimi due anni, ma i soldi dei cittadini non si toccano senza chiedere loro.
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