Tassa di collegamento: perchè non abrogarla

Tassa di collegamento: perchè non abrogarla Le motivazioni a favore della tassa di collegamento, approvata con votazione popolare nel 2016.

Tassa di collegamento, la strada è ancora in salita..Il compromesso promosso dal Governo che risparmierebbe i centri com...
21/08/2024

Tassa di collegamento, la strada è ancora in salita..

Il compromesso promosso dal Governo che risparmierebbe i centri commerciali convince, per ora, solo il fronte rossoverde

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Tassa-di-collegamento-la-strada-%C3%A8-ancora-in-salita--2233080.html

È tornata nel vivo martedì l’attività del Parlamento ticinese e tra i primi dossier di cui si è occupata la Commissione della gestione e delle finanze c’è la tassa di collegamento. Il Governo vuole prelevarla dal 2025 unicamente alle aziende con più di 50 parcheggi e non ai centri commerciali. Un compromesso che, per ora, piace solo al fronte rossoverde: “È una tassa di collegamento migliorata che svolge comunque il suo ruolo, ovvero quello di fluidificare le colonne negli orari di punta, diminuendo i posteggi o sviluppando una mobilità alternativa aziendale”, dichiara alla RSI Samantha Bourgoin, granconsigliera dei Verdi, secondo cui anche altri schieramenti potranno presto essere convinti.

La Lega al momento non chiude la porta, PLR e Centro ne discuteranno a breve, mentre l’UDC conferma l’intenzione di cancellare la tassa, andando se necessario anche alle urne.

“I fronti sono abbastanza chiari e non mi pare che il controprogetto abbia cambiato sostanzialmente le posizioni” dichiara Bixio Caprara, presidente della Commissione della gestione, che però non vuole anticipare le posizioni dei gruppi che dovranno discutere e capire come vogliono posizionarsi. Riguardo alle tempistiche, invece, sottolinea che sono abbastanza ristretti anche se: “Non si pensa di andare a votare ancora entro la fine dell’anno, semmai si dovesse andare al voto”.

Il compromesso promosso dal Governo che risparmierebbe i centri commerciali convince, per ora, solo il fronte rossoverde

Tassa di collegamento solo per i parcheggi aziendaliIl Consiglio di Stato ticinese mette sul tavolo un controprogetto al...
13/07/2024

Tassa di collegamento solo per i parcheggi aziendali

Il Consiglio di Stato ticinese mette sul tavolo un controprogetto all’iniziativa che chiede l’abrogazione del testo

Il Governo ticinese ha messo sul tavolo un controprogetto all’iniziativa popolare legislativa, che chiede di abolire la tassa di collegamento accolta dal popolo nel 2016.

Dopo un iter lungo, fatto anche di ricorsi a cui ha fatto seguito il via libera del Tribunale federale e il successivo posticipo a causa della pandemia, la cosiddetta tassa sui posteggi voluta da Claudio Zali, avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2025. L’iniziativa popolare legislativa capitanata dall’UDC, e depositata il 20 ottobre del 2022, aveva però raccolto 16’000 firme per chiederne l’abrogazione.

La nuova proposta avanzata dal Governo, tramite il controprogetto approvato due giorni fa, prevede di mantenere la tassa ma solo per i parcheggi aziendali, rinunciando invece ad assoggettare i posteggi dei centri commerciali destinati ai clienti e questo anche per tener conto della mutata situazione congiunturale. Il minore introito stimato per il Cantone con questa versione “light” è di 5 milioni di franchi su una ventina di milioni totali.

Lo scopo della tassa - lo ricorda il messaggio nella sua parte introduttiva - è quello di contrastare l’aumento del traffico veicolare, che, nelle ore di punta in particolare, porta le vie di comunicazione ticinesi al limite delle proprie capacità e ha un forte impatto sulla qualità di vita, rendendo meno attrattivo il territorio, anche per le aziende stesse. Si vuole così incentivare il car pooling e indirizzare l’utenza verso il trasporto pubblico, che già ha conosciuto un forte aumento negli ultimi anni: dal 2010 al 2023 i passeggeri sui treni nel cantone, si ricorda, sono aumentati del 148%.

Il Consiglio di Stato ticinese mette sul tavolo un controprogetto all’iniziativa che chiede l’abrogazione del testo

Tassa di collegamento, ‘il parlamento deliberi sull’iniziativa’l governo risponde alla Gestione e finanze: ‘Il lancio de...
09/04/2024

Tassa di collegamento, ‘il parlamento deliberi sull’iniziativa’

l governo risponde alla Gestione e finanze: ‘Il lancio dell’iniziativa ha messo in forse l’entrata in vigore e il lavoro preparatorio è stato interrotto’

“Il lavoro preparatorio per l’entrata in vigore della tassa di collegamento necessita di circa dodici mesi e comporta una spesa in mandati esterni stimabile attorno ai 200mila franchi”. Il Consiglio di Stato prende posizione sull’iniziativa ‘Sì all’abolizione della tassa di collegamento’, spiegando che “il lancio dell’iniziativa popolare ha messo in forse l’entrata in vigore della tassa di collegamento e di conseguenza il lavoro preparatorio è stato interrotto, coerentemente con il principio di gestione oculata delle risorse dello Stato”. In una risposta inviata alla commissione parlamentare della Gestione e finanze, il governo afferma che “tale lavoro potrà essere ripreso unicamente qualora l’esito dell’iniziativa confermerà le disposizioni legali”, ragione per la quale l’Esecutivo cantonale ribadisce “l’urgenza che il parlamento si determini sull’iniziativa”.

In tal senso, ricordando l’articolo 35 della Legge sui trasporti pubblici del 6 dicembre 1996, il Consiglio di Stato rileva che “il provento della tassa è vincolato al finanziamento delle spese di gestione dell’offerta di trasporto e concorre a coprire l’onere a carico del Cantone”, precisando che, “negli anni in cui la tassa di collegamento era in vigore, l’offerta di trasporto pubblico è stata garantita anche senza le entrate da essa generate”.

La Regione

«Il Consiglio di Stato sostiene fermamente l’applicazione della tassa di collegamento, già approvata dal popolo e riconf...
17/11/2023

«Il Consiglio di Stato sostiene fermamente l’applicazione della tassa di collegamento, già approvata dal popolo e riconfermata dal Parlamento» e «è dell’avviso che con questa nuova iniziativa si calpesti la volontà popolare e si voglia abrogare una legge non ancora entrata in vigore e per la quale è oltretutto previsto un periodo di prova di 3 anni».

Il Consiglio di Stato prende posizione sull’iniziativa (sulla quale andremo a votare) che mira ad abrogare il «balzello» sui posteggi e ribadisce senza mezzi termini il proprio sostegno alla misura – «È un catalizzatore del cambiamento, per favorire la mobilità sostenibile»

Un grande passo verso una nuova mobilità più sostenibile. Anni e anni di lavoro, concertazione e burocrazia andate a buo...
08/03/2023

Un grande passo verso una nuova mobilità più sostenibile. Anni e anni di lavoro, concertazione e burocrazia andate a buon fine.
Finalmente una buona notizia per il nostro cantone!

Lo comunica il Dipartimento del territorio, spiegando che i dettagli dell'approvazione verranno illustrati domani in conferenza stampa

Zali e un’iniziativa irricevibiledi Franco CelioNon sono fra coloro che "fanno il tifo" per la conferma del consigliere ...
31/01/2023

Zali e un’iniziativa irricevibile
di Franco Celio

Non sono fra coloro che "fanno il tifo" per la conferma del consigliere di Stato Claudio Zali nel Governo cantonale. A mio modo di vedere, egli è infatti troppo ligio alle indicazioni di Berna. Ne fa stato il modo, secondo me, troppo zelante con cui applica le leggi federali e le convenzioni internazionali sulla protezione del lupo.

Ciò non toglie, tuttavia, che sulla tassa di collegamento abbia perfettamente ragione. È già strano che su un tema del genere gli avversari abbiano potuto raccogliere tranquillamente le firme. È un precedente gravissimo. Si sa che su un’iniziativa popolare, prima di stabilire la data dell’eventuale votazione, la ricevibilità della stessa debba essere riconosciuta dal Gran Consiglio. Fosse riconosciuta ora la ricevibilità, chissà quanti "cattivi perdenti" pretenderebbero in futuro di ripetere votazioni da cui fossero usciti sconfitti! Che ci si dovrà forse abituare a votare due volte sul medesimo tema? Ne andrebbe di mezzo la certezza del diritto! La certezza del diritto verrebbe quindi meno. Probabilmente, il lancio dell’iniziativa in periodo pre-elettorale è stata una "furbata" dei promotori della stessa, convinti che, in questo periodo, ben pochi granconsiglieri avranno il coraggio di negare detto riconoscimento. Sedicimila sottoscrizioni sono relativamente tante, ma rappresentano pur sempre solo circa il 7% degli aventi diritto. Siamo dunque ben lungi da una presa di posizione di una pretesa maggioranza e perfino da una minoranza "qualificata".

Oltre alla palese inammissibilità dell’iniziativa, la stessa è poi sommamente inopportuna, postulando il "diritto" del traffico automobilistico (compreso quello dei frontalieri!) a intasare le nostre strade!

Fonte:

Non sono fra coloro che "fanno il tifo" per la conferma del consigliere di Stato Claudio Zali nel Governo cantonale. A mio modo di vedere, egli è infatti troppo ligio alle indicazioni di Berna. Ne fa stato il modo, secondo me, troppo zelante con cui applica le leggi federali e le convenzioni intern...

Fine del telelavoro per i frontalieri.Il ritorno al regime normale avrà probabilmente degli effetti sul territorio ticin...
27/01/2023

Fine del telelavoro per i frontalieri.
Il ritorno al regime normale avrà probabilmente degli effetti sul territorio ticinese. Bernasconi prevede che ci sarà un forte aumento di traffico. "È auspicabile che la Svizzera intavoli al più presto delle trattative con l'Italia in modo da pattuire un accordo che preveda un minimo del telelavoro senza la conseguente imponibilità in Italia. Lo ha già fatto con la Francia".

Dal 1° di febbraio scade la convenzione sul telelavoro siglato tra Svizzera e Italia. Marco Bernasconi, esperto di diritto tributario: "Poco probabile che il frontaliere continuerà a lavorare a domicilio".

26/01/2023

"Il vero problema è che questo è veramente un grande schiaffone alla democrazia diretta e credo che nella storia svizzera e nella storia dei cantoni non ci siano precedenti di una raccolta firme per abrogare una legge mai entrata in vigore, benché approvata da una votazione popolare."

Claudio Zali Direttore Dipartimento del Territorio e Gianluca Padlina a nome dei grandi generatori di traffico a confronto al Quotidiano del 25.01.

Fonte: www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/il-quotidiano/25.01.2023-Dibattito-sulla-tassa-di-collegamento-15967939.html

La memoria dei ghiacciai. Mostra e conferenze a Bellinzona sul cambiamento climatico.Prende il via a gennaio un ciclo di...
19/01/2023

La memoria dei ghiacciai. Mostra e conferenze a Bellinzona sul cambiamento climatico.

Prende il via a gennaio un ciclo di attività per riflettere sugli effetti dei cambiamenti climatici.

Ghiacciai e cambiamenti climatici in biblioteca a Bellinzona
Dal 24 gennaio al 28 febbraio 2023 la Biblioteca cantonale di Bellinzona ospiterà l’evento La memoria dei ghiacciai.
Riflessi di un paesaggio che sta scomparendo, che proporrà una mostra didattica, un’esposizione fotografica e un ciclo di conferenze sul tema dei cambiamenti climatici.

La mostra e l’esposizione fotografica saranno aperte al pubblico il 24 gennaio alle ore 18.30, in occasione della vernice alla quale parteciperà il Consigliere di Stato Claudio Zali. Introdurranno l’evento il meteorologo Luca Nisi, il glaciologo Giovanni Kappenberger, l’ingegnere forestale Mattia Soldati e il direttore delle Biblioteche cantonali Stefano Vassere.

Prende il via a gennaio un ciclo di attività per riflettere sugli effetti dei cambiamenti climatici.

Zali: ‘Era ed è l’unico modo per far contribuire i frontalieri’«Innanzitutto mi preme ricorda che questa misura molto pi...
17/01/2023

Zali: ‘Era ed è l’unico modo per far contribuire i frontalieri’
«Innanzitutto mi preme ricorda che questa misura molto più che di natura fiscale ha una natura orientativa e dissuasiva nei confronti di una certa mobilità, quella individuale automobilistica e dei frontalieri», premette serafico il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali da noi contattato per una replica. Questa tassa «non si rivolgeva ai cittadini, ma ai grandi generatori di traffico, che avrebbero ribaltato l’onere sui propri lavoratori: primo inducendoli a cambiare abitudini, e poi a ridurre la quantità di veicoli». Zali rivendica anche come «questo provvedimento, approvato dal popolo e validato dal Tribunale federale, era e rimane ancora oggi l’unico modo per far contribuire i frontalieri ai costi della mobilità».

‘Il potenziamento del trasporto pubblico chi lo paga ora?’
Ma non solo. Il direttore del Dt ricorda pure che «i proventi di questa tassa, di cui eccezionalmente si chiede l’abolizione nel periodo di prova, prima che entri in vigore, sono vincolati alle spese del trasporto pubblico, per coprirne parzialmente i costi. Ebbene – continua Zali – il potenziamento del trasporto pubblico l’abbiamo fatto, con maggiori costi per il Cantone di 30 milioni l’anno, che in parti pagherebbero anche i frontalieri. Ora, la domanda che faccio è: il potenziamento ce lo teniamo, chi lo pagherà?».

Anche sul numero di firme raccolte Zali si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Non voglio guastare la festa a nessuno né essere polemico, ma mi sembra chiaro che raccogliere le firme al calduccio nei centri commerciali prima di Natale non sia poi così difficile. In più mi aspettavo che avrebbero raggiunto l’obiettivo, perché nel 2016 quasi la metà di chi votò era contrario… Mobilitare le persone con un bacino di 49% di scontenti non è impossibile. Però la volta scorsa di firme ne raccolsero 24mila, e persero».

‘Ovvio che gli obiettivi non ci sono, il monitoraggio si fa a posteriori’
Un’altra critica rivolta dagli iniziativisti è quella di non aver fissato gli obiettivi, come peraltro richiesto dal Tribunale federali. E anche qui Zali è secco: «Ma certo che non l’abbiamo fatto! – esclama –. Era previsto un complesso lavoro per stabilire una metodologia affidabile per verificare a posteriori l’effettivo impatto, è chiaro che in vista di una legge mai entrata in vigore, e che dovrebbe farlo nel 2025, questo lavoro di circa un anno ce lo siamo risparmiati». Anche perché, riprende Zali, «comporterebbe assegnare mandati esterni con un certo costo, al fine di avere garanzie di imparzialità. Così come mentono quando dicono che abbiamo incassato dei soldi, dovrebbero sapere che era impossibile avere questo lavoro già pronto».

Gli iniziativisti Padlina, Maderni e Marchesi molto soddisfatti per le circa 15mila sottoscrizioni. Zali replica: unico modo per far pagare i frontalieri

Indirizzo

Bellinzona

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