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Forza Italia Circ. Sud America FORZA ITALIA PER UN CENTRO DESTRA SOCIALE, LAICO E LIBERALE ! CESARE VILLONE COORD. PER IL SUD AMERICA

AGGIORNAMENTI SULL' AM*******TA PD & COMPANYIl PD perde i pezzi prima di cominciare...Calenda non si sposa più con Letta...
07/08/2022

AGGIORNAMENTI SULL' AM*******TA PD & COMPANY
Il PD perde i pezzi prima di cominciare...
Calenda non si sposa più con Letta, il quale comincia a flirtare con Renzi, in un susseguirsi di ammiccamenti, accordi, rotture e incomprensioni con gli altri partecipanti all' indecorosa am*******ta... Più che di politica si dovrebbe parlare di soap opera, con puntata finale il 21 agosto quando scadranno i termini per la presentazione delle liste...
Povera Italia e poveri Italiani...

CENTRO DESTRA UNITO PER UN VERO CAMBIAMENTO !
IL 25 SETTEMBRE MANDIAMOLI IN PENSIONE!

UNA NUOVA MAGGIORANZA ALLARGATA PER DARE VITA AL GOVERNO DRAGHICiò che in un primo tempo sembrava una remota ipotesi, si...
10/02/2021

UNA NUOVA MAGGIORANZA ALLARGATA PER DARE VITA AL GOVERNO DRAGHI

Ciò che in un primo tempo sembrava una remota ipotesi, si è verificato: il piano di Matteo Renzi, mirato a mettere fuori gioco l'ex Premier Giuseppe Conte, ha infatti funzionato. Se all'inizio la crisi di Governo, determinata dal ritiro dei ministri di Italia Viva dello scorso gennaio. sembrava potersi ricomporre, conservando Conte nel ruolo di Primo Ministro, così alla fine non è stato. Negli ultimi giorni, le novità non sono mancate e abbiamo visto l'ex Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi insediarsi come Premier incaricato.

Non solo: Lega e Salvini sembrano ora molto più collaborativi e disposte ad un dialogo che consenta un Governo di unità nazionale, avvicinandosi in questo alla posizione di Forza Italia. Insomma, lo scenario è in continua evoluzione e soltanto dopo il secondo giro di consultazioni di questa settimana, avremo un quadro più nitido della situazione.

Che cosa succede questa settimana? Possibile giuramento venerdì 12 febbraio

Terminato il primo giro di consultazioni, utile per 'tastare il terreno', si riparte con il secondo. Mario Draghi ha passato un giorno di pausa nella sua residenza di Città delle Pieve, in Umbria, ed ora l’ex presidente della Bce apre la settimana con il secondo turno di incontri con i partiti politici, da quelli minori fino a quelli più consistenti in termini di appoggio degli elettori. Alle 15 di lunedì 8 febbraio è la volta del gruppo Misto della Camera-minoranze linguistiche, mentre a concludere la prima giornata è il gruppo per le Autonomie (Svp-patt, Uv) del Senato.

Secondo gli osservatori, Mario Draghi potrebbe riferire a Mattarella entro mercoledì 10 febbraio, o addirittura la sera prima, dopo i colloqui con i partiti, nel caso la situazione si schiarisse e diventasse di più facile lettura ed interpretazione. Insomma, si cerca con la partecipazione di tutti - o quasi - di dar luogo ad un Governo ed un Parlamento in cui forze politiche solitamente opposte, collaborino tra loro nella fase di ricostruzione socio-economica post pandemia. In un secondo tempo, si tornerà poi nell'arena a confrontarsi con idee diverse e a fare campagna elettorale. Ma non ora: questo pare il tratto comune che al momento accompagna distinti partiti come Lega, PD, Forza Italia e M5S.

Le previsioni ci dicono che il giuramento del nuovo esecutivo potrebbe avvenire il giorno venerdì 12 febbraio. Lo stesso Conte proprio ieri, è intervenuto nella riunione congiunta del M5S, per mostrarsi aperto al nuovo Governo e per suggerire ai parlamentari del Movimento 5 Stelle che non è il momento per auto-isolarsi o per non condividere idee e progetti di ricostruzione, non soltanto con il Premier incaricato Mario Draghi, ma anche con partiti come la stessa Lega, nei confronti della quale - come ben noto - nell'agosto del 2019 vi fu un strappo mai sanato.

La Lega di Salvini si ammorbidisce e segue Forza Italia sulla via della collaborazione per un nuovo Governo di unità nazionale

Negli ultimi giorni, assistiamo ad un Matteo Salvini piuttosto diverso rispetto a quello a cui ci eravamo abituati. Oggi appare più moderato, più aperto al dialogo, se non addirittura più europeista, anche su un tema come quello dei migranti.

Infatti, intervistato dai giornalisti sullo sbarco della nave ong Ocean Viking, il leader del Carroccio ha usato toni ben diversi dal solito: "Sul tema immigrazione noi proporremo l’adozione della legislazione europea. A noi va bene che l’immigrazione in Italia sia trattata com’è trattata in Francia e in Germania. Con le stesse regole". E ha aggiunto: "Bisogna coinvolgere l’Europa in quello che non è un problema solo italiano". Sui vaccini ha poi specificato: "Mancano, ne parlerò con Draghi, proporrò il modello Bertolaso".

Nonostante la non piena compattezza che sta emergendo nel centro-destra, in relazione alle ultime novità e al nascente Governo Draghi, Salvini cerca di mediare e di tenere insieme idee che sembrano ora, almeno in parte, divergenti. Insomma, il terremoto Draghi sta portando conseguenze non soltanto nel M5S - sempre più spaccato - ma anche in Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Se i primi due sembrano inclini alla linea della collaborazione e mediazione con Draghi, il partito Fratelli d'Italia sembra invece intenzionato a stare all'opposizione. Salvini ha però sottolineato che il centrodestra ha l’obiettivo di presentarsi unito "a tutte le elezioni amministrative" in programma questa primavera. Insomma si punta a mantenere invariati i rapporti all'interno della coalizione, o almeno questo è l'intento. D'altronde "Il centrodestra governa in 14 Regioni su 20 e l’obiettivo è di presentarci uniti a tutte le amministrative", ha aggiunto il leader della Lega.

Si cerca di far quadrare una nuova maggioranza in pochi giorni: i temi cruciali secondo Draghi

La necessità è insomma quella di trovare - in breve - numeri importanti che diano una maggioranza stabile e la garanzia di poter lavorare proficuamente, in vista delle sfide che attendono l'Italia e delle delicate scelte dei prossimi mesi. Per Mario Draghi al momento le priorità sono sanità, campagna vaccinale, ambiente, lavoro ed imprese.

C'è da chiedersi in quanti lo seguiranno, ma pare che possa contare su un appoggio trasversale delle forze politiche, salvo qualche eccezione. Infatti, giusto per fare qualche esempio, sarebbe emersa la volontà da parte di alcuni senatori di non appoggiare il tentativo di Mario Draghi. Tra i dissidenti abbiamo gli ex ministri Danilo Toninelli e Barbara Lezzi. Il primo rivuole il Movimento delle origini, mentre la seconda addirittura invoca le elezioni a giugno.

Insomma, la situazione permane incerta, anche dopo il superamento della fase di crisi determinata da Matteo Renzi. Sembra proprio che l'arrivo di Draghi sia stato uno tsunami per le forze politiche che, ancora, devono in buona parte adattarsi al mutato scenario. Superfluo aggiungere che questa settimana sarà decisiva per capire cosa succederà.

Renzi, la crisi di Governo che si apre.. e il Paese attende risposte che non arrivano...La notizia che ruba la scena e d...
15/01/2021

Renzi, la crisi di Governo che si apre.. e il Paese attende risposte che non arrivano...
La notizia che ruba la scena e domina la cronaca italiana del giorno, riguarda la conferenza stampa del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che - come non pochi si aspettavano - alla fine ha rotto gli indugi ed è andato fino in fondo, facendo emergere con forza l'attrito esistente tra gli esponenti del suo partito - Ministri di Italia Viva in testa - e la compagine governativa. Infatti, la delegazione di IV si è dimessa dal Governo: "Ci vogliono coraggio, libertà interiore, senso di responsabilità. La crisi non l'abbiamo provocata noi, è aperta da mesi. A questo punto noi lasciamo le poltrone", sono state le parole usate dall'ex-premier, che non lasciano di certo dubbi sulle insormontabili difficoltà di proseguire in un percorso in comune con gli altri membri del Governo, Conte, PD e M5S.
Insomma, da oggi Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto non fanno più parte del Governo Conte II, nato dalla scriteriata volontà di impedire agli italiani di tornare alle urne per eleggere in modo democratico i nuovi rappresentanti del popolo italiano.
Ben ci si ricorda infatti dell'accordo di palazzo PD-M5S che seguì ai noti fatti dell'agosto 2019...
La crisi di governo è aperta
Non ci sono dubbi: le dichiarazioni di Matteo Renzi aprono formalmente una crisi di governo, in cui almeno al momento non si vedono vie di uscita rapide o soluzioni applicabili tempestivamente. Pare infatti insanabile la frattura tra Italia Viva e M5S, nonostante nei giorni scorsi vi sia stato l'impegno a tenere in piedi una sgangherata maggioranza, da parte dei cosiddetti 'pontieri' del PD. È proprio vero: il Pd, anch'esso al Governo, non è stato capace di mediare o di trovare un punto di incontro con Italia Viva: insomma, attriti e divergenze che, al di là dei teatrini di palazzo, fanno male soprattutto ai cittadini italiani, che hanno invece bisogno di risposte immediate e di aiuti concreti e non di (risicati) ristori e bonus a pioggia, senza un vero disegno coerente ed unitario per la ripresa socio-economica del Paese.
Giuseppe Conte, in questi giorni, si sarebbe impegnato per un documento comune da far firmare agli alleati per rilanciare l'azione della maggioranza, ma evidentemente è stato un buco nell'acqua. Renzi ha fatto di nuovo di testa sua ma, nonostante tutto, le elezioni politiche restano per ora un miraggio: i pieni poteri evocati da Matteo Salvini sono rimasti impressi all'ex sindaco di Firenze, che non sembra affatto motivato ad andare a votare. Probabilmente ha una malcelata paura del voto.. ma certamente non soltanto lui.
Il perchè della rottura.. e lo spiraglio per riaprire il dialogo
Matteo Renzi ha criticato il modo di gestire i rapporti con il Parlamento da parte del Governo Conte II, lamentandosi dell'eccessivo utilizzo di internet e social network fatto dallo stesso Conte, invece di dare maggior rilievo al sistema della democrazia rappresentativa, che vorrebbe come prioritarie le relazioni tra Governo e Parlamento, per il bene del Paese.
"Il senso di responsabilità consiste nell'affrontare i problemi, non a nasconderli. Siamo consapevoli che la nostra responsabilità è quella di dare risposte al Paese. Noi non giochiamo con le istituzioni. La democrazia non è un reality show dove si fanno le veline".L'ex ex premier ora cerca forse di salvarsi in corner, provando a ricucire - a suo vantaggio - lo strappo, manifestando di essere disponibile al confronto, e ribadendo la "fiducia incrollabile" verso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "nella sua persona e nel suo ruolo di arbitro".Matteo Renzi ha infatti aggiunto che "Se le forze politiche dell'attuale maggioranza hanno voglia di affrontare i temi, lo facciano ma senza rinviare ancora. Senza continui giochi di parole, comunicati roboanti. La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è n**o".
Il punto è che non sono mancati attacchi piuttosto evidenti agli (ex) alleati: "Se c'è una crisi politica la si affronta nelle sedi istituzionali e non negli show in piazza. Tra l'indice di simpatia e l'indice di occupazione si deve scegliere il secondo. L'indice di simpatia è populismo". Insomma, Matteo Renzi imputa al Governo Conte II l'errore di aver scelto il contesto sbagliato per discutere di politica e affrontare i problemi attuali del Paese. E lo strappo, visti i toni e i modi utilizzati, pare davvero insanabile.
Cosa succederà ora?
Se ci si domanda quali potrebbero essere gli scenari post rottura IV Governo Conte II, Matteo Renzi ha già detto no ad un possibile accordo con le forze di centrodestra: "Non abbiamo pregiudiziali sul nome di Conte né sulle formule, l’unico paletto è che non andremo mai al governo con le forze sovraniste e populiste della destra. Ho messo un solo paletto: no ribaltoni e no alla destra sovranista e antieuropeista. Poi si è pronti a discutere di tutto: un governo con la stessa maggioranza, un governo tecnico oppure andare all'opposizione".
Per quanto riguarda l'ipotesi ritorno alle urne per le elezioni politiche, il leader di Italia Viva ha affermato: "Non credo al voto, semplicemente perché non ci sono le condizioni in Parlamento per andare al voto. Si vota nel 2023 in Italia, in modo scientifico, regolare. Ma dovremmo preoccuparci dei posti di lavoro, di mettere risorse per i giovani". Insomma Matteo Renzi - e non solo lui a dire il vero - nasconde maldestramente il timore che gli italiani si esprimano nuovamente in modo democratico, perchè con tutta probabilità si sa come andrebbe a finire. Sull'ipotesi 'responsabili', caldeggiata dal premier Conte, il leader di IV è stato drastico: "Faccia pure. Se immagina di sfidarci in Parlamento con un gruppo di responsabili credo che sia un'occasione persa. Serve una visione per i prossimi anni e non metterci qui a rubacchiarci i senatori tra di noi". Ma le ultime notizie ci dicono che i cosiddetti responsabili non si trovano, con la conseguenza che ricucire dopo la rottura, pare sempre più un'impresa. Il rischio che il Governo cada per intero e con molto rumore, è tutt'altro che remoto. In questa polveriera politica, che si inserisce nel momento più inopportuno per l'Italia, che deve fare i conti con pandemia, vaccini e recovery plan, secondo Matteo Renzi, discutere su eventuali soluzioni alla crisi di Governo, non può prescindere dalle aule parlamentari. "E se c'è da parlare, lo si fa in Parlamento. Se c'è un'apertura politica vera si discute in Parlamento, non per la strada con la gente che ti urla e ti fischia. Se vuoi fare un'apertura vera la fai sui contenuti".
Concludendo, non ci sono dubbi: ha prevalso ancora una volta l'ego dell'ex sindaco di Firenze, che fa e disfa e che cerca disperatamente un nuovo posto al sole, ben conscio che il suo partito al momento non vale più del 2% dei voti. E lo scenario politico è sempre più ingarbugliato e imprevedibile, ma chi ne fa le spese sono gli italiani, non i partecipanti al teatrino del palazzo.

12/01/2021

E IL GOVERNO NON CADE, NONOSTANTE TUTTO... E NONOSTANTE RENZI. PER ORA.

Nella serata di oggi martedì 12 gennaio, dovrebbe tenersi il Consiglio dei Ministri chiave, in cui saranno sul tavolo tutte le delicate questioni degli ultimi tempi, Recovery plan in testa.
Si tratta di una situazione di stallo, di empasse che certamente non giova al Paese, già flagellato dalla recrudescenza della pandemia e dalle varie restrizioni alle libertà personali, motivate da superiori motivi di tutela della salute individuale e collettiva.

Ma tant'è: l'immobilismo di un Governo che decide poco e male, sorretto da una maggioranza sempre più vacillante, da un lato blocca il funzionamento del sistema Italia, e dall'altro impedisce di andare ad elezioni. Agli italiani non resta che aspettare, con una destra che sarebbe già pronta a sostituirsi all'Esecutivo in carica, per risollevare le sorti dell'intero paese.

Renzi continua la sua guerra personale

Oltre alla palese inidoneità di alcune figure apicali ed inserite nell'Esecutivo - come se non bastasse - anche il braccio di ferro tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte, una sorta di duello psicologico, una 'guerra fredda' in cui il leader di Italia Viva sembra non volersi accontentare della delega ai servizi segreti, ceduta dal premier quasi insieme al rimpasto di governo.
Proprio la 'riorganizzazione' della compagine di Governo porterebbe altri uomini o donne di Italia Viva in Ministeri di rilievo, ma ciò pare non basti all'ex premier che continua la sua lotta per avere un posto al sole.

Neanche le modifiche al Recovery Plan già comunicate, con maggiori finanziamenti alla sanità e alle infrastrutture, paiono soddisfarlo.

Insomma, tutto il paese è costretto ad assistere ad un bailamme del quale, almeno per il momento, non si intravede un epilogo, anzi un finale che sia di buon auspicio per il paese.

Le ragioni dietro il caos nel Governo

Non pochi osservatori e politologi sono sorpresi da questa imprudente e sconsiderata fase di pre-crisi, giacchè fondamentalmente si tratta degli stessi attriti e contrasti dell'estate scorsa. Ci si domanda dunque perchè il caos sia esploso proprio ora, in un momento cruciale, che anticipa la discussione di febbraio, a livello europeo, sul Recovery Plan.
C'è chi sostiene che sono giochi di potere a stare dietro il teatrino cui stiamo assistendo, e di cui stanno facendo le spese tutti gli italiani, famiglie ed imprese. Insomma, Matteo Renzi alzerebbe la posta per riuscire a controllare meglio la distribuzione dei fondi legati al Recovery Plan. Ragioni non molto nobili dietro tutto ciò.

Lo sconcerto di Silvio Berlusconi e la questione elettorale

Recentemente intervistato da Il Giornale, Silvio Berlusconi non ha usato mezzi termini per definire la situazione che stiamo vivendo:
"Trovo francamente avvilente che, mentre la pandemia miete vittime ogni giorno, l'economia è in ginocchio, il Paese bloccato, c'è una campagna vaccinale di proporzioni mai viste da organizzare, bisogna predisporre un piano credibile per l'utilizzo del Recovery Fund, la politica italiana sia concentrata su manovre parlamentari, tattiche di palazzo, discussioni interne ai partiti della maggioranza".

Parole che non lasciano dubbi sul suo stato d'animo e che debbono far riflettere gli italiani sul grado di preparazione e compattezza della compagine governativa, guidata da un premier inadatto - Giuseppe Conte - e bersagliata da Matteo Renzi, vera e propria mina vagante.

C'è poi chi sostiene che dietro il teatrino di questi giorni, vi sia una assai discutibile questione elettorale: in sostanza, il premier sarebbe inviso a Renzi perchè alle prossime elezioni politiche, entrambi si rivolgerebbero allo stesso elettorato. Insomma antagonisti di campagna elettorale, sebbene il leader di Italia Viva sembra quasi voglia diventare premier con un partito che, secondo i sondaggi, non superebbe il 2-3% dei voti.

Non ci resta che seguire gli sviluppi delle dinamiche di pre-crisi, nella speranza - forse vana - che non si danneggi ulteriormente il sistema paese e le risorse che lo alimentano. Ma d'altronde questo triste teatrino giocherà senza dubbio a favore della coalizione di centro-destra, in vista delle prossime elezioni politiche. Che arriveranno, questo è sicuro.

10/09/2020

Siamo l'unico partito che ha come valori il cristianesimo, la libertà, la giustizia, i valori della civiltà occidentale. Siamo il partito dell'impresa e del lavoro.

Domenica 20 e Lunedì 21 settembre si vota Forza Italia! 🇮🇹

08/08/2019

Di seguito la nota del Coordinamento di Presidenza di Forza Italia relativo al nuovo soggetto politico di Giovanni Toti:

Il Coordinamento di Presidenza di Forza Italia prende atto della costituzione dell'associazione "Cambiamo", promossa da Giovanni Toti, che nasce su presupposti divisivi e con finalità totalmente incompatibili e inconciliabili con l’iniziativa politica di Forza Italia.
Si ritiene quindi che, obbedendo a un principio di lealtà e trasparenza, i dirigenti di Forza Italia che abbiano partecipato alla costituzione dell'associazione "Cambiamo" o che in futuro decidano di aderirvi debbano considerarsi decaduti dai loro incarichi in Forza Italia, anche per quanto riguarda gli incarichi nei gruppi parlamentari.
In assenza di iniziative autonome e nel presupposto della totale incompatibilità con “Cambiamo” saranno inoltre immediatamente attivati gli organi statutari per l’espulsione da Forza Italia di chi ha aderito o aderirà all’associazione.

Grande Presidente !
04/08/2019

Grande Presidente !

In settimana il primo incontro del nuovo direttorio. Ma Toti avverte: non sono solo

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Rua Miguel Dibe 80
Fortaleza, CE
60811-130

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