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04/06/2026
✍️ Leggi l’intervista del nostro Stefano Patuanelli a Il Corriere della Sera. Ecco il testo integrale👇«Sì. Tocca dare ra...
01/06/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Stefano Patuanelli a Il Corriere della Sera. Ecco il testo integrale👇

«Sì. Tocca dare ragione a Crosetto, per una volta: è difficile che l’Ucraina entri nell’UE. Non ci sono le condizioni e, nell’immediato, un ingresso causerebbe gravi problemi».

❓ Stefano Patuanelli, braccio destro di Conte e mediatore del M5S, dopo l’intervista del ministro della Difesa al Corriere parla a tutto campo: dalla linea sugli armamenti al rapporto con il Pd. Lei è stato ministro dell’Agricoltura: che ripercussioni avrebbe l’ingresso di Kyiv?
«L’Ucraina è il granaio d’Europa. Ha una produzione enorme e assorbirebbe una quantità eccessiva di risorse della Politica agricola comune (Pac), il piano che sostiene e finanzia il settore, mettendo a rischio le produzioni degli altri Paesi dell’Unione. L’economia agricola si regge su questo equilibrio: senza un fortissimo incremento dei fondi Pac, lo sbarco di Kyiv nell’UE sarebbe insostenibile».

❓Quindi, almeno su un tema così centrale, concordate con il governo.
«Siamo d’accordo con il ministro. Vedremo cosa farà il governo, perché mi pare che né Tajani né Salvini condividano la linea di Crosetto».

❓Crede che il Pd sia disposto a obiettare, con la sua stessa chiarezza, all’ingresso di Kyiv?
«Come noto, il Pd ha diverse componenti, con posizioni non sempre allineate. Questa non è una tesi ideologica, ma una valutazione supportata da dati oggettivi e concreti. Però la domanda andrebbe fatta a loro».

❓Crosetto dice che c’è una parte di opposizione demagogica che non riconosce quanto sia vitale costruire una difesa forte e autonoma per garantire la pace.
«Siamo totalmente d’accordo sulla necessità di costruire una difesa comune europea, tanto più in una fase di disimpegno pressoché totale degli Usa. Il problema è che l’Europa non si è mossa con un progetto politico collettivo, ma ha solo spinto sull’aumento abnorme della spesa militare di ciascun Paese. Così incrementa la spesa, non la sicurezza, mentre bisogna razionalizzare per costruire davvero un esercito comune europeo».

❓Intanto i droni russi hanno colpito la Romania, l’Europa. E ora?
«Non si ceda a reazioni militari, ma si intensifichino gli sforzi per una pace a oggi perseguita con poca convinzione. Bisogna poi raccontare le cose per come stanno. I droni russi sono stati intercettati dalla difesa ucraina e due di questi, deviati, hanno causato feriti. Continuo però a rilevare un doppio standard tra chi condanna ciò che accade per responsabilità di Putin rispetto a ciò che sta facendo Netanyahu, che continua a uccidere a Gaza e in Libano, mettendo a repentaglio le possibilità di pace anche con l’Iran».

❓Il governo chiede all’UE flessibilità per affrontare la crisi energetica, con costi che, soprattutto per gli italiani, sono molto elevati. Siete d’accordo?
«Non possiamo non esserlo. Ma se siamo in questa emergenza è per responsabilità di questo governo, che non è stato in grado di gestire la crisi. Se oggi non ci sono risorse è perché Meloni ha firmato il ReArm Europe e tutte le norme che ci ingessano, a partire dal Patto di Stabilità».

❓Dopo i risultati delle amministrative, l’urgenza di un campo largo solido è pressante. Ma si può costruire un’alternativa di governo senza una linea comune su Europa, Ucraina e spesa militare?
«Sorridendo, dico che al governo ci sono tre forze che su questi temi hanno differenze notevoli, eppure si avviano a essere l’esecutivo più duraturo della Repubblica. M5S e Pd saranno uniti da un principio fondamentale: il rispetto del diritto internazionale. E ci sono tutte le condizioni per una gestione comune. Nell’ultimo anno l’asse tra i due partiti si è consolidato in Parlamento e abbiamo presentato insieme molte iniziative».

GIUSEPPE CONTE INTERVISTA A “IL MESSAGGERO”❓ Presidente, le sue perplessità sull’ingresso dell’Ucraina in Ue riguardano ...
31/05/2026

GIUSEPPE CONTE INTERVISTA A “IL MESSAGGERO”

❓ Presidente, le sue perplessità sull’ingresso dell’Ucraina in Ue riguardano solo il fatto che sia un Paese ancora in guerra e che la sua adesione creerebbe squilibri economici?
«Oltre ai motivi detti, l’Ucraina è un Paese che richiede un complesso adeguamento della legislazione, perché, come dice Freedom House, ha un livello di democrazia molto basso e, come attesta Transparency International, un livello di corruzione molto alto. Creandole un corridoio privilegiato per l’accesso andremmo a destabilizzare i Balcani occidentali che attendono da anni. Il rischio è di acuire un sentimento antieuropeista e nazionalista in questi ultimi Paesi e mettere in difficoltà i loro gruppi dirigenti che hanno sempre lavorato per l’ingresso nell’Ue».
❓ Si potrebbe, invece, indicarla come “membro associato”, come chiede il cancelliere tedesco Merz?
«Parlare di “Paesi associati” significa poco o nulla. Piuttosto che continuare a ipotizzare percorsi che paralizzerebbero ancor più l’Europa, farei un’ampia riflessione per rivedere le regole del suo funzionamento, a partire dall’unanimità. Si potrebbe proporre, però, uno status di partner privilegiato dell’Unione europea per tutte quelle nazioni coinvolte nel processo di allargamento. Questo fin quando non riusciremo a creare un assetto in Ue più funzionale rispetto alle sfide globali e internazionali che dobbiamo affrontare».
❓ Il governo prepara il tredicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Voterete no anche se Kiev rischia di subire il disimpegno americano?
«Ho la netta impressione che a Bruxelles, dopo aver scommesso sulla vittoria militare sulla Russia e averla persa, non si voglia ammettere il fallimento e non ci si rassegni a una svolta negoziale. Lo dimostra il fatto che, nonostante Putin abbia dichiarato ufficialmente la disponibilità al negoziato, dal lato europeo ci sia ancora un balbettio imbarazzato. Addirittura non si è ancora trovato il negoziatore che dovrebbe sedersi a quel tavolo. E inizio anche a pensare un’altra cosa».
❓ Prego.
«Non vorrei che anche l’idea di far entrare in Europa l’Ucraina nasconda la difficoltà di continuare a finanziare questa guerra. Io dico: smettiamola con queste ipocrisie e sposiamo con decisione la svolta negoziale, cercando di ottenere condizioni di massimo favore per gli ucraini. È inutile illuderli rispetto a un implausibile ingresso immediato in Ue per coprire la realtà, cioè che ormai anche presso le nostre opinioni pubbliche non c’è più disponibilità a inviare armi e soldi senza nessuna strategia di soluzione del conflitto e con un’emergenza economica alle costole».
❓ Quindi continuerete a votare no?
«Certo, è un no chiarissimo e coerente con quanto abbiamo già più volte votato sia in Parlamento che a livello europeo».
❓ Raffaele Fitto ha aperto all’uso dei fondi di coesione per l’energia. Se lei fosse al posto di Giorgia Meloni li prenderebbe?
«Non si azzardino a deviarli dalla loro destinazione. Io li userei per infrastrutture, scuole e istruzione. Si tratta di fondi che ci vengono dall’Europa per colmare le disuguaglianze economiche e sociali dei nostri territori più in difficoltà. Fitto ha proposto una beffa».
❓ Quindi che consiglia alla premier?
«L’unica cosa seria che può fare Meloni, dopo aver detto che il Patto di stabilità era un buon compromesso e che avrebbe liberato 35 miliardi di cui non abbiamo visto neppure l’ombra, è ammettere che quella firma è stata un grande errore, fare mea culpa e rivedere almeno il f***e programma di spese militari per recuperare risorse».
❓ È tra quelli che credono che si andrà a elezioni anticipate?
«È ovvio che l’obiettivo del centrodestra, visto il calo progressivo dei consensi, sia cercare di rimanere nei palazzi per fare qualche affaruccio e piazzare gli ultimi sodali privi di occupazione. Ovviamente, non è da escludere che possano implodere da un momento all’altro visto che litigano su tutto. Se così fosse ci faremo trovare preparati».
❓ Visti i risultati in chiaroscuro delle Comunali, non sarebbe il caso di provare a fare uno sprint sul programma?
«Se dovessimo fare uno sprint, come fanno i politici tradizionali, potremmo riunirci un fine settimana tra segreterie di partito e tirar fuori cento pagine di bei propositi. Noi stiamo facendo un percorso diverso: lo stiamo scrivendo con i cittadini e stiamo elaborando le centinaia di soluzioni che i cittadini che hanno partecipato a Nova ci hanno proposto. L’importante è essere pronti al momento giusto. Serve un programma condiviso e solido, che possa cambiare veramente questa società senza garantire benefici ai soliti poteri forti».
❓ L’idea di primarie online può essere un altro modo per allargare?
«Di primarie ho parlato sin troppo».
❓ Ma qui si parla di metodo…
«C’è un tempo per il programma e c’è un tempo per scegliere il candidato. Ci porremo la questione dell’online quando arriverà il tempo delle primarie. Questo è il tempo del programma».
❓ Sulla legge elettorale avete messo in chiaro che non esistono margini di trattativa. Non presenterete emendamenti?
«Questa legge è mal impostata e andando a modificare singoli aspetti non cambia il risultato finale. Certo, se ci fosse stato un impianto diverso, ci saremmo precipitati a proporre le preferenze».
❓ Teme che la discesa in campo di Alessandro Di Battista toglierebbe consensi al M5S?
«Io non temo le iniziative che fervono nel campo progressista, perché non ho una visione esclusivista o settaria della politica. Benissimo se ci sono iniziative che assumono consistenza e sono convintamente di marca progressista».
❓ Quando è andato a Chigi la prima misura è stata il decreto Dignità. Se tornasse al governo, quale sarebbe il primo provvedimento che varerebbe?
«Sarebbe un pacchetto di misure per i giovani, considerato che sei milioni di loro sono inattivi, quindi non studiano né lavorano, e due su tre si dicono molto preoccupati per il futuro. Li dobbiamo pagare di più e meglio, facendo tornare quelli che sono dovuti emigrare all’estero».
❓ Come si fa?
«Innanzitutto salario minimo e stop agli stage gratuiti. Per far rientrare in Italia i nostri giovani dobbiamo costruire un meccanismo di forti incentivi fiscali, di durata quinquennale, che non agevoli solo i singoli ma pure le imprese che li assumono. Dobbiamo anche offrire loro il congedo paritario, una serie di agevolazioni sui mutui per la prima casa e sugli affitti, e un welfare che consenta loro di poter guardare al futuro con speranza, in modo da contrastare il declino demografico».
❓ Nel suo libro “Una nuova primavera” definisce il suo modo di giocare a calcio come quello del “falso nueve”, un «attaccante che indietreggia», una sorta di «regista» che sa far segnare gli altri. Si sente così anche in politica, o in questo campo è un attaccante spregiudicato?
«Io sto lavorando per un progetto collettivo duraturo, non solo per l’interesse del M5S. La vocazione a offrire una prospettiva di cambiamento della società che vada al di là dell’interesse personale o partitico, posso dire con grande umiltà, ce l’ho nel sangue. Anche quando sono stato a Palazzo Chigi, tanti amministratori locali possono testimoniarlo, le misure varate non hanno mai guardato al colore politico delle giunte, ma ai bisogni dei territori».
❓ Quindi è un “falso nueve” anche in politica?
«Eh già»

GRAZIE GIOVANI! Più notano l’ascesa di Conte nei sondaggi e più gli sale l’odio nei suoi confronti e del M5S Vedi meno
30/05/2026

GRAZIE GIOVANI!

Più notano l’ascesa di Conte nei sondaggi e più gli sale l’odio nei suoi confronti e del M5S Vedi meno

Calcinaro & Friends smettano di prendere in giro i marchigiani sullo stato di avanzamento delle Case della Comunità (che...
30/05/2026

Calcinaro & Friends smettano di prendere in giro i marchigiani sullo stato di avanzamento delle Case della Comunità (che a Senigallia non sono neanche previste)

Come potete vedere qui sotto a sinistra la Regione Marche ha dichiarato di avere al 31 dicembre 2025 43 su 46 Case della Comunità attive con almeno un servizio. Bene.

Adesso guardiamo la tabella a destra che dice quali sono i servizi che dovrebbe avere una casa della comunità separatamente per quelle cosiddette Hub, come quella di Cagli di cui ho parlato in un video pubblicato pochi minuti fa, e per quelle cosiddette spoke (con meno servizi).

Perché la Regione non fa un’operazione trasparenza e mette in condizioni di capire cittadini e operatori quali sono le case della comunità effettivamente esistenti e cosa fanno? Soprattutto chiarisca dove sono i servizi aggiuntivi e i modi nuovi di lavorare. Se ce ne sono.

INTERVISA A RICCIARDI SUL FUTURO DEL MOVIMENTO 5 STELLE E DEL CENTRO-SINISTRARiccardo Ricciardi, capogruppo alla camera ...
29/05/2026

INTERVISA A RICCIARDI SUL FUTURO DEL MOVIMENTO 5 STELLE E DEL CENTRO-SINISTRA

Riccardo Ricciardi, capogruppo alla camera del Movimento 5 Stelle, è reduce dalla conferenza dei capigruppo nel corso della quale la maggioranza ha provato la forzatura sulle modifiche alla legge elettorale. Con lui parliamo del voto amministrativo di domenica e lunedì scorsi e della situazione politica alla luce di questi risultati.
𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐯𝐨𝐭𝐢 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞?
Mi pare sia una lettura strumentale. Non si può fare un discorso generale su questo voto amministrativo. I territori vanno analizzati in maniera specifica. Sono 18 anni che faccio campagne elettorali per il M5S e dopo ogni voto locale viene celebrata la nostra crisi. Poi alle politiche il nostro risultato stupisce, ma stupisce solo chi non ci conosce.
𝐏𝐞𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝟓𝐒 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢?
Prima che si tenesse il referendum sulla riforma costituzionale abbiamo sentito un deputato di Fratelli d'Italia dire tranquillamente davanti alle telecamere che bisognava muovere le proprie clientele. Nei comuni purtroppo si fa spesso così e se volessimo raggiungere dappertutto il 10% candideremmo i signorotti locali. Ma non lo facciamo perché la nostra idea di politica è un’altra.
𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐞? 𝐒𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞.
Anche su questo abbiamo dati sufficienti che dimostrano che ci sono comuni in cui abbiamo scelto di andare da soli e magari comunque non andiamo bene. Non c'è una regola assoluta. Dipende dal territorio. Penso che dove c'è un progetto e anche un candidato sindaco espressione della società civile, dove ci sono volti nuovi, allora vai meglio.
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐮𝐦 𝐜'𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐯𝐢𝐧𝐭𝐞?
Non direi. Anche perché non mi pare che questo voto sia stato un test tale per cui la destra può dire di aver retto. A parte Venezia, la coalizione progressista ha conquistato diversi comuni. Cresceremo ancora nei ballottaggi, dove siamo favoriti. Anche i numeri lo dicono.
𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟕 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚?
Dobbiamo sicuramente dire cosa vogliamo per il paese. Noi lo stiamo facendo con Nova. Qual è il paese che non vogliamo lo abbiamo detto in questi anni. Ora dobbiamo dire cosa vogliamo. Un paese in cui le differenze di classe non siano così rilevanti. Dove esista un ruolo del pubblico e dello Stato che non lasci alla logica del profitto il governo della società. Dobbiamo fare stare meglio chi non arriva alla fine del mese. Dobbiamo costruire un sogno da contrapporre alla paura diffusa dall'altra parte.
𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨, 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐡𝐚 𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚. 𝐄̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚?
Dipende da come viene interpretato, di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza? Se affrontiamo questo tema in termini razionali e con proposte credibili o se lo agiti facendo leva sulle paure della gente, facendo cose terrificanti. Il problema esiste, ma una cosa è creare presidi territoriali, altro è aizzare l'odio, fare propaganda e speculare sulla paura.
𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚: 𝐍𝐨𝐯𝐚 𝐞̀ 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐌𝟓𝐒 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞. 𝐂𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐮𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨?
Ai cento incontri diffusi per tutto il paese, due settimane fa, abbiamo riscontrato notevole partecipazione. Per ogni incontro c'era l'obbligo che per ogni iscritto dovesse esserci un non iscritto. La metà erano esterni e già questo ha funzionato, l'obiettivo è stato raggiunto.
𝐂'𝐞̀ 𝐮𝐧'𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞?
C’è un iter privo di qualsiasi rispetto istituzionale e democratico. Hanno calendarizzato la discussione, si andrà in aula non avendo il testo definitivo. Abbiamo fatto audizioni in commissione affari costituzionali a proposito di un testo che già non esiste più. Ecco perché chiederemo che si torni in commissione.
𝐂'𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐃𝐢 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚 𝐞̀ 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢?
Il rispetto che ho per Di Battista mi impedisce di fare qualsiasi parallelismo o anche solo un'associazione tra lui e Vannacci. È un'ipotesi che respingo.

  Questa sera alle 21:15, all'Auditorium San Rocco, si terrà un incontro con gli attivisti della   sequestrati illegalme...
29/05/2026



Questa sera alle 21:15, all'Auditorium San Rocco, si terrà un incontro con gli attivisti della sequestrati illegalmente in acque internazionali da parte dell'esercito israeliano.

PARTECIPIAMO!

Movimento 5 Stelle Senigallia: il centrosinistra perde, ma i problemi della città restanoA Senigallia il Movimento 5 Ste...
26/05/2026

Movimento 5 Stelle Senigallia: il centrosinistra perde, ma i problemi della città restano

A Senigallia il Movimento 5 Stelle ha perso le elezioni. A pesare sulla rielezione di Olivetti è stato l'astensionismo (colpa di tutti i partiti che non riescono a coinvolgere la popolazione) e i soldi che Olivetti ha ricevuto da Conte.

Nelle Marche il centrosinistra ha perso ovunque, segno che la Regione, guidata da Acquaroli, non ha perso la sua spinta propulsiva. Spinta derivata soprattutto dal fatto che i sindaci uscenti hanno beneficiato dei soldi del PNRR avuti dal governo del centrosinistra Conte II, che è riuscito nel miracolo di far avere all'Italia il maggior numero di soldi rispetto agli altri paesi europei: 194,4 miliardi di euro totali e 71,8 miliardi a fondo perduto.

Considerando che le precedenti amministrazioni, in seguito alla crisi mondiale del 2008, a causa patto di stabilità, spesso non avevano i soldi neanche per asfaltare le strade, la differenza è stata enorme.
E’ per questo motivo che Olivetti ha vinto a Senigallia. Alle persone in buona fede ha fatto credere che tutti i lavori sono stati fatti grazie a lui. La Angeloni lo potrebbe dire, che da Sindaca ha fatto arrivare a Senigallia 100 milioni di euro per la Complanare. Invece stavolta, Mario Rossi o Massimo Olivetti sarebbe stata la stessa cosa.

Un Olivetti, non ci stancheremo mai di dirlo, che non ha mai preso posizione su nulla durante il suo mandato. Come candidato nel 2020 era addirittura Presidente del Comitato per la difesa dell'Ospedale, e nel suo mandato non è mai riuscito a far sentire le ragioni di Senigallia in Regione. Tanto che il nostro Ospedale è peggiorato in questi anni (e nessuno osi dire una parola contro il personale, la colpa è dei politici e dei dirigenti).

Ma Olivetti non è stato zitto solo sulla Sanità. E’ stato silente quando due suoi eletti (ed uno Presidente di Commissione e Cerimoniere della città di Senigallia) sono stati condannati. Li ha addirittura ricandidati. E’ stato silente quando, dopo aver presentato il progetto di un Ponte orribile che avrebbe devastato la città, lui non ha fatto più nulla e ha nascosto la testa sotto la sabbia (e non ora non sappiamo cosa succederà). Non ha mai preso nessuna decisione, ha copiato il programma da Milano, ma ha vinto.

E quidi rendiamo onore e merito ai cittadini che sono andati a votare e che hanno espresso il loro diritto.

Abbiamo perso, niente piagnistei o scuse imbarazzanti. Ringraziamo Dario Romano per la sua totale e assoluta dedizione alla causa. Ringraziamo tutta la coalizione di centro-sinistra per aver fatto insieme questo bellissimo percorso.

Noi del Movimento 5 Stelle eravamo ben consci che partivamo da zero, dopo 10 anni di assenza a Senigallia. Il voto di quasi 800 cittadini, a cui va il nostro grazie, ci rende orgogliosi e ci dà la forza di continuare a batterci con tutte le nostre energie per rendere Senigallia sempre più bella.

Movimento 5 Stelle Senigallia (parte del gruppo Val Misa)

Ricordiamo oggi, a 34 anni dalla strage di  , Giovanni  , sua moglie e collega Francesca   e gli agenti della scorta Roc...
23/05/2026

Ricordiamo oggi, a 34 anni dalla strage di , Giovanni , sua moglie e collega Francesca e gli agenti della scorta Rocco , Antonio e Vito .

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