11/09/2026
Emma non c’è più.
È difficile perfino scriverlo.
Per noi radicali Emma Bonino non è stata soltanto una dirigente politica, una parlamentare, una ministra, una commissaria europea. È stata una parte della nostra storia. E una parte della storia civile di questo Paese.
Emma è stata la disobbedienza quando obbedire significava accettare un’ingiustizia.
È stata l’aborto strappato alla clandestinità, quando le donne rischiavano la vita e perfino parlare pubblicamente di interruzione di gravidanza significava sfidare il codice penale. Per quella battaglia si consegnò alla giustizia e conobbe il carcere.
È stata la libertà delle donne, il divorzio, la laicità dello Stato, l’antiproibizionismo, i diritti civili.
È stata la lotta contro la pena di morte, fino alla battaglia radicale per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. È stata la denuncia delle mutilazioni genitali femminili, la difesa dei diritti umani, della giustizia internazionale e delle vittime dei crimini contro l’umanità.
È stata l’Europa, ostinatamente. Non l’Europa delle bandiere nelle fotografie, ma quella da costruire come spazio politico comune, federale, democratico e capace di difendere lo Stato di diritto.
Ma soprattutto Emma ci ha insegnato un modo di essere radicali.
Non aspettare che una battaglia diventi popolare per combatterla.
Non chiedersi se una causa porterà voti prima di chiedersi se sia giusta.
Non confondere mai la nonviolenza con la rassegnazione.
Usare il proprio corpo, la propria voce, una firma, un referendum, un tribunale, un parlamento, qualsiasi strumento democratico disponibile, per allargare di qualche centimetro lo spazio della libertà.
Molte delle libertà che oggi sembrano normali furono considerate scandalose quando qualcuno cominciò a pretenderle. Questa è anche la storia radicale che Emma ha incarnato per oltre cinquant’anni.
Oggi siamo terribilmente più soli.
Ma un radicale sa che il modo più serio di ricordare chi ha combattuto per tutta la vita non è trasformarlo in un santino.
È continuare a rompere le scatole.
A firmare.
A raccogliere firme.
A disobbedire quando è necessario.
A stare dalla parte della persona contro il potere che pretende di decidere al suo posto.
A conquistare nuovi diritti e a difendere quelli che credevamo conquistati per sempre.
Grazie, Emma.
Continueremo.✊🏽🌹