PCI Albano Laziale

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PCI Albano Laziale Pagina politica

11/05/2025
11/05/2025

𝐕𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐀𝐂𝐂𝐎:
𝐒Ì 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓À 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀, 𝐍𝐎 𝐀𝐋 𝐑𝐈𝐀𝐑𝐌𝐎.

Come Federazione PCI Roma, abbiamo recentemente partecipato ad un presidio davanti agli stabilimenti ex Wi******er di Anagni, in merito ad un progetto che vedrebbe la riconversione industriale di tale area, per renderla attivoa nella produzione di nitrogelatina, un composto a base di nitroglicerina e nitrocellulosa usato come propellente per armamenti .

Un area territoriale critica da un punto di vista ambientale e sanitario, ma che è evidentemente strategica per infrastrutture stabilimenti e attività produttive e che potrebbe rivestire un ruolo chiave nell’industria bellica.

Il progetto ASAP che sta per Act To Support Ammunition Production, attivato nel Maggio 2023 vede stanziati 40 milioni di euro di fondi europei per implementare la produzione di armamenti e, in questo caso, parte di queste risorse verrebbe investita proprio nella Valle del Sacco, tra Anagni e Colleferro.
In quest’ultimo caso, viene da chiedersi come sia possibile sottoporre la popolazione ad un rischio di tale portata, spacciandolo per una riconversione sicura da un punto di vista chimico e meccanico oltre a indorare la pillola dando la speranza di avere un importante fonte occupazionale.
Investire milioni di euro in propellenti per missili e altri armamenti, sfruttando il profondo bisogno di lavoro che affligge anche queste aree, è doppiamente inaccettabile.

Come Federazione di Roma del PCI, ci stiamo attivando per comprendere al meglio le dinamiche che hanno portato a questo progetto scellerato e, alla luce delle numerose battaglie che ci hanno visto in prima linea nella difesa della sanità pubblica e nell’ostacolare la corsa al riarmo, siamo pronti a ricorrere a qualunque mezzo che la Costituzione ci possa garantire, per difendere il territorio e tutelare la salute e la sicurezza della popolazione.
E’ lampante la necessità di ricominciare ad investire fondi destinati alla sanità pubblica, in particolare all’ospedale di Colleferro, il quale è stato in grado di assorbire in modo eccellente le criticità dovute alla chiusura, nel 2023, dell’ospedale di TIVOLI e oltre a questo, per quanto riguarda il livello dei servizi offerti all’utenza, il nosocomio di Colleferro costituisce un polo eccellente, seppur con gravi carenze strutturali e del personale.
Ad esempio, in U.O.C. di Cardiologia ad oggi risultano operativi 4 medici (compreso il responsabile di reparto ) per 16 letti, dei quali 4 dedicati alla Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (Utic), mentre per rispettare gli standard dovrebbero essercene 11…
Simili situazioni più o meno gravi, si registrano anche in altri reparti, per cui risulta sempre più evidente l’urgenza e l’ inderogabilità di un investimento volto a implementare i servizi sanitari offerti alla popolazione dai nosocomi nel territorio, soprattutto a fronte di un’area così densamente popolata e articolata, anche da un punto di vista infrastrutturale.
È iniquo, eticamente inaccettabile, scellerato, anticostituzionale e palesemente volto a foraggiare i mercanti di guerra, il progetto che porterebbe a produrre nella valle del sacco, fino a 150 kg l’ora di nitro gelatina. Non possiamo restare indifferenti di fronte a ciò che rappresenterebbe uno schiaffo ai reali bisogni del popolo. Basta giocare con la salute dei cittadini, basta usare la fame di lavoro per mettere in campo progetti guerrafondai, è ora di mobilitarsi per impedire questo scempio e di pretendere che la priorità assoluta sia il diritto alla salute dei cittadini senza dimenticare che l’incremento dei servizi ospedalieri e l’ampliamento del nosocomio di Colleferro ( e anche di Palestrina), costituirebbe un impulso allo sviluppo produttivo del territorio con sbocchi occupazionali prodotti dall’indotto che ne deriverebbe.
Come PCI Roma, se si renderà necessario e se questo progetto di riarmo sul territorio non sarà fermato, siamo pronti a promuovere ogni azione necessaria a sensibilizzare la popolazione e le istituzioni coinvolte ed anche a promuovere un referendum a livello regionale. Adesso basta! Il governo e le istituzioni spieghino ai cittadini che cosa intendono mettere in campo nell’area di Colleferro e limitrofi, il popolo non accetterà bugie ma solo soluzioni volte a migliorare le le proprie vite, senza compromessi.

Ci appelliamo a tutte le associazioni, ai sindacati, alle forze della Sinistra di Classe e a tutti i cittadini per organizzare una lotta seria, strutturata, che liberi una volta per tutte la Valle del Sacco dal veleno che più l’affligge: la politica politicante che difende gli interessi dei potentati economici e che umilia la dignità delle persone.

Stiamo preparando la mobilitazione totale sui territori interessati e appena ve ne saranno le condizioni si promuoverà una raccolta firme. Se necessario, in ogni angolo della Regione.

Non un passo indietro!!

13/03/2025

AL QUARTICCIOLO LA RESISTENZA CONTINUA.
Quarticciolo, periferia est di Roma.
Nasce negli anni 30, quando le famiglie sfrattate dagli sventramenti di Roma, vennero trasferite in questo nuovo quartiere dall' architettura razionalista, sorto nell' omonima località dell' agro romano, che indica il quarto di terra, l' unità di misura con cui venivano frazionate le tenute agricole.
Il quartiere ha sempre conservato la sua forte identità storica e sociale, rivendica con orgoglio il suo passato ribelle ed antifascista, centro della resistenza romana durante la seconda guerra mondiale.
Qui trovò rifugio e protezione un famoso partigiano, Giuseppe Albano, che passo’ alla storia come Gobbo del Quarticciolo.
Seguendo la stessa sorte della maggior parte dei quartieri periferici di Roma, anche il Quarticciolo è stato abbandonato dalle amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni, interrompendo la stagione del grande recupero e valorizzazione delle periferie inaugurato dai sindaci del P.C.I. Petroselli e Argan.
Degrado urbano e mancanza di servizi, hanno contribuito a creare situazioni di vulnerabilità sociale e disagio giovanile.
All’ assenza delle istituzioni si sono sostituite le associazioni che sono nate nel corso degli anni, che hanno dotato il quartiere di un doposcuola popolare, di una palestra sociale, di un ambulatorio autogestito, di una biblioteca e addirittura di un teatro.
Tutti spazi autogestiti utilizzando vecchie strutture abbandonate che rischiavano di cadere nelle mani della speculazione edilizia, così come le 40 famiglie che hanno trovato alloggio dal 1997 nella ex questura.
Una situazione estremamente appetitosa per il decreto sicurezza di Salvini.
Infatti proprio in questo quartiere si vuole fare partire il modello Caivano applicato a Roma.
Dietro alle motivazioni di garantire la sicurezza e combattere il degrado, si nasconde il progetto di militarizzazione e controllo sociale del territorio: la repressione sostituisce la prevenzione, il controllo centralizzato si sostituisce alla gestione sociale e popolare.
Nasce così la protesta e l' opposizione dei cittadini e della associazioni contro l' applicazione del Modello Caivano al Quarticciolo.
Ogni potere decisionale verrà concentrato nelle mani di Fabio Ciciliano, nominato Commissario Straordinario.
Il timore dei residenti è che l' approccio repressivo del provvedimento possa aumentare la marginalizzazione e la criminalizzazione del quartiere, mentre esso ignora ogni serio investimento nel welfare e nell' offerta di opportunità ai giovani per contrastare efficacemente il degrado e la criminalità.
Che fine faranno gli spazi sociali e culturali autogestiti? Su di loro si abbatterà la mannaia del decreto sicurezza di Salvini?
Risulta inoltre vergognosa la tardiva protesta del PD verso la decisione del governo.
Se il Quarticciolo e la gran parte dei quartieri periferici sono in queste situazioni, lo si deve proprio alle gestioni scellerate di questo Partito.
Perché ancora non si sbloccano i fondi già destinati per progetti di riqualificazione?
Perché non parte il Piano Casa?
In questi anni si è assistito ad un graduale svuotamento del Centro Storico di Roma con sfratti ed aumenti del costo delle locazioni per trasformarlo in un grande Luna Park del turismo e luogo residenziale esclusivo per i cittadini più facoltosi.
I ceti popolari si sono trasferiti nelle zone periferiche per trovare affitti più economici ma dove l' aumento della popolazione e la mancanza di servizi hanno reso sempre più precario il grado di vivibilità e di tenuta sociale.
Se il governo di Meloni è una disgrazia nazionale, l' amministrazione di Gualtieri è una disgrazia Capitale.
Il PCI esprime piena solidarietà ai cittadini ed alle associazioni del Quarticciolo.
C è bisogno di un nuovo progetto politico per la Capitale.
Da troppo tempo le sorti della città ed il suo sviluppo sono state delegate ai gruppi economici e speculativi.
Bisogna ritornare alla supremazia della politica, intesa come partecipazione democratica, controllo e potere decisionale dei cittadini.
La Federazione di Roma del PCI è solidale con le associazioni ed i cittadini del Quarticciolo .
Come Comunisti manterremo il nostro impegno al servizio della Città, dei ceti popolari più deboli e di tutti i lavoratori.
Non faremo mai nessun passo indietro.

11/03/2025

Sabato 15 marzo h 15 a Roma, in piazza Barberini: no all'Unione Europea che si riarma, no alla difesa comune, la sicurezza è nel ripudio della guerra.
L'effetto Serra nuoce alla pace.

Gli eventi delle ultime settimane segnano un cambio epocale che scuote le coscienze di tutte e tutti. Di fronte agli stravolgimenti negli equilibri tra le due sponde dell'Atlantico, la classe dirigente europea sceglie di indossare l'elmetto: gettando nuova benzina sul conflitto in Ucraina, sulla pelle delle popolazioni locali.

Von Der Leyen, i governi nazionali e (quasi) tutti i leader dei principali partiti colgono l'occasione per accelerare la conversione bellica dell'economia, il dirottamento delle risorse destinate alla spesa sociale in favore della spesa militare, la militarizzazione della società. Un inasprimento delle condizioni di vita dei popoli di tutto il continente, in continuità con le politiche antipopolari portate avanti da decenni attraverso i trattati UE e con la vocazione bellicista dimostrata con l'invio di armi sui fronti di guerra. Il costo dell’economia di guerra sarà pagato dai popoli e in particolare dal nostro Sud con la sottrazione di fondi per la coesione sociale e in via trasversale secondo le intenzioni di chi nel centrosinistra propone la difesa comune. La retorica democratica e dei diritti umani con cui si giustificano le scelte di guerra è pura propaganda. La realtà mostra la complicità con il genocidio del popolo palestinese, la repressione contro il popolo curdo, le politiche contro i migranti.

L'appello alla mobilitazione lanciato da Michele Serra ripropone di fatto intorno alla bandiera europea la convergenza strutturale tra i piani del governo Meloni e di tutto l'establishment nazionale nel tentativo di mantenere un gioco delle parti che continui a soffocare la reale spinta popolare per la pace.

Costruiamo una mobilitazione alternativa in piazza Barberini, che indichi la possibilità di lavorare assieme per la pace, il welfare, la salvaguardia della democrazia e contro la repressione e la limitazione delle libertà prevista da vecchi e nuovi pacchetti sicurezza.

Convergiamo con tutte le bandiere della pace, con quelle delle nostre lotte, con le bandiere della Palestina e di tutti i popoli oppressi. Teniamo fuori tutti i simboli che oggi vengono usati per spingerci alla guerra.

Prime adesioni:
Potere al Popolo
CRED - centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia
Unione Sindacale di Base
Movimento Migranti e Rifugiati
Movimento per il diritto all'abitare - Roma
Centro Internazionale Crocevia
Donne De Borgata
PCI
ARCI Roma
Partito della Rifondazione Comunista
Ex OPG je So’ Pazzo
Csoa Macchia Rossa
Cambiare Rotta - organizzazione giovanile comunista
OSA
Collettivo Autorganizzato Universitario
Studenti Autorganizzati Campani
Contropiano
Comitato Primo Giugno
Prospettiva Unitaria
Rete dei Comunisti
JVP Sri Lanka - Comitato in Italia
Circolo Arci GAP
Circolo Arci Pietralata
Circolo Arci Differenza Lesbica
Statunitensi per la pace e la giustizia
ATTAC Roma
Comunità Palestinese d’Italia
Giovani Comunisti
Circolo Arci Canapé
Comitato Pace e non più Guerra
Comitato con la Palestina nel Cuore
Azione Civile
Transform Italia
Partito del Sud
Circolo Arci Agorà
Circolo Arci La Fattorietta
Circolo Arci La Carretteria Santa Libbirata
Circolo Arci Charleston
Circolo Arci No Problem
Circolo Arci Charleston
Circolo Arci Trenta Formiche
Circolo Arci Pianeta Sonoro
Associazione Vita di Donna OdV
Coalizione Italiana contro la Pena di Morte Onlus
Associazione "Officina 44 il Disordine"
Associazione Walter Rossi
‘Le Radici del Sindacato’ - Area congressuale alternativa in CGIL
Argentinos en Italia por Memoria, Verdad y Justicia
Comitato Pace Alto Tavoliere
Osservatorio Repressione – Aps
Lega per il Disarmo Unilaterale
Circolo Arci Concetto Marchesi
Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
FISI - Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali
Casa del popolo Val Melaina Roma
Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba - circolo di Cremona
C.S.O.A. Corto Circuito
Comunità Emmaus Ferrara
Rete No War Roma
G.A.MA.DI. (Gruppo Atei Materialisti Dialettici)
Lista No Nato
Sinistra Ingauna
Comitato Aderenti Unione Popolare
Reti di Pace
ANPI Trullo-Magliana "Franco Bartolini"
Movimento per la Lega Marxista Rivoluzionaria
Pratello R'Esiste – Bologna
Comitato Roma XII per la Costituzione
Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna
Comitato di amicizia Italo Filippino per i Diritti Umani nelle Filippine – IPFA
USI CT&S Roma
Coniare Rivolta - Collettivo di economisti
ManifestA
Rete Mobilitazione Globale Pace
Unione Inquilini
Multipopolare
Circolo Arci Dlf – Velletri
Circolo Arci EarrivatoGodot
Circolo Arci Drop
Banda Bassotti
Carovana Antifascista


Prime adesioni individuali:
Nicoletta Dosio
Angelo D'Orsi
Enrico Calamai
Elisabetta Valento
Cristina Rinaldi
Walter Tucci
Salvatore Izzo
Militant A “Assalti Frontali”
Enrico Capuano
Marino Severini “Gang”
Elisabetta Canitano
Mauro David
Simona Suriano
Gualtiero Alunni
Andrea Catone
Alessandro Modolo
Tatiana Bertini
Arianna Ballotta
Francesco Piobbichi
Franco Cilenti
Enzo Pellegrin
Paolo Pini
Antonio Ietteriello
Francesco Lupi
Simone Cumbo
Felice Dell'Armi
Sara Girelli Carasi
Pietro Garbarino
Renzo Pesci
Ezio Locatelli
Emanuela Chiappini
Roberta Crecchio
Esposito Salvatore
Marco Colombo
Oscar Grasso
Maristella Urru
Domenico Di Modugno
Antonia Esposito
Fabrizio Imberti
Rocco Cardinale
Simona Bagnato
Enrico Contenti
Claudio Milo
Laura Tussi
Fabrizio Cracolici
Maria Giuseppina Izzo
Flavio Meniconi
Stefano Iguana – Fleurs Du Mal band
Antonella Bolli
Gaetano Piazza
Davide Di Laurea
Pina Ianiro
Pietro Alfano
Roberto Bossi
Nino Potenza
Enzo Infantino
Francesco Boager
Adriana De Mitri – Peace Link
Raffaele Rapisarda
Nestor Fabbri – Nobraino e Slavi Bravissime Persone
Adriano Bono – Reggae Circus
Paoletta Parroni
Silvia Paoluzzi

Elenco in aggiornamento. Per aderire:
[email protected]

12/12/2024

🔴 𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗙𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮

Il 12 dicembre 1969 una bomba esplose a Milano, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana. Fu una strage, 17 morti e 80 feriti. Un atto terroristico attuato materialmente da fascisti con la connivenza di settori deviati dello Stato. Una strage di Stato, così venne definita, che doveva servire a bloccare con un atto di terrore il grande movimento di lavoratori e studenti che esigevano non solo maggiori diritti ma, anche, un vero cambiamento di sistema.

Noi vogliamo che si ricordino i depistaggi, le connivenze, il clima di caccia alle streghe, le prime accuse costruite in modo che potessero scatenare l’odio popolare contro i “mostri anarchici” tra cui Pietro Valpreda, che fu indicato come autore della strage e che, innocente, fu incarcerato preventivamente per 3 anni. Noi vogliamo che si ricordi il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli che, nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, morì a seguito di una caduta dal quarto piano della questura di Milano durante un interrogatorio. Un suicidio, si disse, che ebbe tutte le caratteristiche di un inconfessabile “qualcosa d’altro”. E vogliamo ricordare Licia, moglie di Giuseppe Pinelli, recentemente scomparsa che lottò tutta la vita a testa alta per la verità e la memoria di quello che successe in quel dicembre 1969.

Oggi come ieri siamo di fronte a un attacco, seppure in forme diverse e meno sanguinarie, contro la Costituzione e quello che resta dei diritti fondamentali e inalienabili di ogni cittadino di costruire il proprio futuro in libertà.

Per questo è necessario lottare a partire dalla manifestazione nazionale del 14 dicembre prossimo che si svolgerà a Roma contro il Ddl sicurezza che, limitando i più elementari diritti costituzionali, vuole azzerare il dissenso politico e sociale. Manifestazione alla quale il Partito Comunista Italiano aderisce.


12/12/2024

🔴 𝗨𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗶𝗻𝗮𝘂𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶

Il Partito Comunista Italiano aderisce e sarà presente al corteo che il 14 dicembre sfilerà a Roma, insieme a cittadini, Associazioni, Comitati, forze politiche e sindacali, tutti uniti contro il DDL “sicurezza” con cui questo Governo vuole criminalizzare il dissenso e il libero esercizio della propria opinione, democraticamente espressa e tutelata dalla nostra Costituzione!

La svolta autoritaria che informa ormai palesemente il progetto di questo Governo e si poggia sulla tentata disarticolazione dell’unità della Repubblica, sulla restrizione dei diritti civili e sociali dei cittadini, sull’accentramento dei poteri in capo a una sola persona e sul condizionamento politico della Magistratura, rende necessario soffocare sul nascere ogni opposizione al disegno eversivo in atto.

Il vero scopo del DDL, infatti, non è la sicurezza dei cittadini, ma è quello di blindare preventivamente le decisioni di questo Governo, che vuole ridisegnare la nostra Costituzione e preservare tale disegno da ogni tipo di contestazione popolare, ben sapendo che i lavoratori, gli studenti, le rappresentanze democratiche dei cittadini, la maggioranza degli italiani che non hanno votato e che non gli hanno dato questo potere, possono disturbare in ogni momento “il manovratore” e i suoi progetti!

Il Partico Comunista Italiano contrasterà con decisione questo ennesimo attacco ai diritti fondamentali dei cittadini, ogni provvedimento repressivo e ogni restrizione degli spazi democratici e di partecipazione alla vita sociale, politica ed economica del Paese e, per questo, sarà in piazza il 14 dicembre.


09/12/2024
03/12/2024
30/11/2024

✊𝟮𝟵 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟰: 𝗨𝗻𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗼𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲

Gli scioperi generali di ieri, 29 novembre 2024, indetti da CGIL e UIL e dai sindacati di base (CUB, COBAS, SGB e altri) hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno riempito le piazze delle principali città italiane. Hanno manifestato per fermare la guerra e l’economia di guerra, aumentare salari e pensioni, respingere i tagli alla Sanità, alla Scuola e ai Trasporti, garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, impedire lo scippo del TFR, contrastare le privatizzazioni e il diritto di manifestare e scioperare, richiedere il divieto delle discriminazioni di genere, rilanciare l’edilizia popolare, sostenere le libertà sindacali nei luoghi di lavoro, difendere ambiente ed integrità dei territori.

Manifestazioni colorate e combattive che hanno segnato un passo importante verso un’unità fondamentale per un cambiamento radicale del sistema.

Abbiamo assistito a una svolta nelle relazioni intersindacali: come non succedeva da tempo, molti sindacati hanno sostenuto la necessità di una “rivolta sociale” che sancisce definitivamente il fallimento di quel principio di concertazione che ha portato, di fatto, a un arretramento dei diritti, delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro.

Ieri c’è stata anche una risposta veemente e forte ai tentativi di ridurre le libertà sindacali, in difesa del diritto allo sciopero, per lavorare meglio, meno, in sicurezza e con salari che permettano una vita quantomeno dignitosa.

La presenza di militanti del Partito Comunista Italiano in tutte le piazze, nei cortei e nei presidi organizzati nelle principali città italiane è stata salutata con favore dai manifestanti, segnale incoraggiante che prelude a una stagione di lotta ancor più determinata e coesa al fine di contrastare e sconfiggere le politiche dell’attuale governo, capace solo di peggiorare le condizioni dei lavoratori, peraltro già compromesse dai governi precedenti.

Il Partito Comunista Italiano, da tempo impegnato per l’unità, è determinato a restituire ai lavoratori il loro ruolo di protagonisti del cambiamento, un cambiamento di sistema e modello di sviluppo che si è dimostrato, ieri più che mai, irrinunciabile.

https://shorturl.at/dhsUU


30/11/2024

𝗜𝗹 𝗺𝗮𝗿𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 ♀️

Engels, scrisse ” L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato ” tra la fine di marzo e la fine di maggio del 1884, tenendo conto degli appunti di Marx, degli anni 1880-81, che uscì a Zurigo, all’inizio di ottobre del 1884, riscuotendo un immediato successo. In tale opera, tra l’altro, Engels cita la seguente affermazione di Marx: ” La moderna famiglia contiene, in germe, non solo la schiavitù ( servitus ), ma anche la servitù della gleba, perché questa, fin dall’inizio, è in servizio con i rapporti agricoli. Essa contiene in sé, in miniatura, tutti gli antagonismi che, più tardi, si svilupperanno largamente, nella società e nel suo Stato.

“E, quindi, Engels, così prosegue ” La monogamia, così, non appare, in nessun modo, nella storia, la riconciliazione di uomo e donna, e tanto meno come la forma più elevata di questa riconciliazione. Al contrario, essa appare come soggiogamento di un sesso da parte dell’altro, come proclamazione di un conflitto fra i sessi, sin qui sconosciuto, in tutta la preistoria. “Ricordando che Marx ed Engels, in un manoscritto del 1846, avevano affermato che ” La prima divisione del lavoro è quella tra uomo e donna, per la procreazione di figli “, quest’ultimo così continua: ” Ed oggi, posso aggiungere che il primo contrasto di classe, che compare nella storia, coincide con lo sviluppo dell’ antagonismo tra uomo e donna, nel matrimonio monogamico, e la prima oppressione di classe coincide con quella del sesso femminile, da parte di quello maschile.. “.

Ed ancora ” La moderna famiglia singola, è fondata sulla schiavitù domestica della donna, aperta o mascherata…Al giorno d’oggi, l’uomo, nella grande maggioranza dei casi, deve essere colui che guadagna, che alimenta la famiglia…il che gli dà una posizione di comando.Nella famiglia, egli è il borghese, la donna rappresenta il proletario. “Ed infine, in una prospettiva di cambiamento, nel senso del socialismo, Engels conclude: ” Col passaggio dei mezzi di produzione, in proprietà comune, la famiglia singola cessa di essere l’unità economica della società. L’ amministrazione domestica privata, si trasforma in una industria sociale. La cura e l’educazione dei fanciulli diventa in fatto di pubblico interesse; la società ha cura, in ugual modo, di tutti i fanciulli, legittimi ed illegittimi. E con ciò cade la preoccupazione delle conseguenze, la quale oggi costituisce il motivo sociale essenziale, sia morale che economico, che impedisce ad una fanciulla di abbandonarsi, senza riserve, all’uomo amato.

“Ricordare oggi, nel XXI secolo, le basi dell’ analisi del rapporto uomo/donna, formulate sul finire del secolo XIX, dai fondatori del socialismo scientifico, non può certo risolvere tutte le più complesse questioni che sono andate maturando, nel corso del tempo, attorno a quelle che chiamiamo differenze di genere, ma ci aiuta a comprendere che un pensiero rivoluzionario, fondato sull’analisi storica dei contrasti e delle lotte di classe, seppe, in un tempo, ormai, a noi lontano, affrontare, con gli strumenti a disposizione, le problematiche all’origine del contrasto fra uomo e donna, offrendoci gli strumenti, in gran parte ancora validi, per promuovere la lotta di emancipazione e liberazione della donna, dall’ oppressione sociale di genere.

Dario Ortolano


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