22/05/2026
L’EUROPA SANCISCE UN NUOVO PARADIGMA DI CIVILTÀ: APPROVATA LA DIRETTIVA SUI DIRITTI DELLE VITTIME
Oggi salutiamo con profonda e sentita soddisfazione un traguardo storico per i diritti civili, non solo in Europa, ma per il nostro stesso Paese.
Con l’approvazione della nuova direttiva europea sulle vittime, le istituzioni comunitarie compiono un passo inequivocabile verso una società più giusta e strutturalmente al fianco di chi subisce violenza.
Per troppo tempo, chi è stato bersaglio di stalking, abusi sessuali, violenza di genere e crimini d'odio si è scontrato non solo con il trauma del reato, ma con percorsi di giustizia ostili, complessi e freddi, finendo per vivere l'isolamento e, troppo spesso, una inaccettabile vittimizzazione secondaria.
Da oggi, l'architettura dei diritti cambia radicalmente. Si afferma un nuovo paradigma:
◦ Denunciare sarà più semplice e sicuro, abbattendo i muri di gomma burocratici.
◦ Le vittime godranno di tutele rafforzate e imprescindibili durante l'intero iter processuale.
◦ Viene sancito il diritto a un accesso garantito a servizi di supporto medico, psicologico e legale
Il contrasto ai crimini d'odio: un principio che torna in Italia come Legge
Come Commissione Pari Opportunità del Comune di Volterra, riteniamo cruciale sottolineare un aspetto dirimente di questo passaggio politico. La direttiva europea riconosce formalmente che quando un reato è motivato dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dalla disabilità della persona colpita, ci troviamo di fronte a un crimine d'odio, il cui impatto devastante esige una rete di protezione eccezionale.
Come ha ricordato l'eurodeputato Alessandro Zan, che ha lavorato in prima linea a questa legge come relatore della direttiva per il gruppo S&D al Parlamento Europeo, questo voto segna un traguardo fondamentale. Rappresenta il ritorno, con la forza inderogabile del diritto comunitario, di quel principio di civiltà contenuto nel "Ddl Zan", irresponsabilmente affossato nel nostro Senato nel 2021.
Quel principio di tutela non è svanito: ha trovato in Europa lo spazio per affermarsi e, entro due anni, l'Italia dovrà recepirlo, trasformandolo in legge vincolante sul nostro territorio.
La storia ci insegna che il cammino dei diritti umani può subire battute d'arresto, ma non può essere fermato. Trova sempre strade nuove per affermarsi, perché risponde a un bisogno insopprimibile di dignità umana.
La nostra Commissione continuerà a lavorare sul territorio, a informare e a tenere alta l'attenzione, affinché questi nuovi principi europei diventino radici della nostra cultura quotidiana e affinché nessuna vittima, nella nostra comunità e nel nostro Paese, debba mai più sentirsi sola di fronte all'ingiustizia.
testo & grafica: Cinzia de Felice