12/06/2026
📢 𝐒𝐂𝐈𝐎𝐏𝐄𝐑𝐎 𝐁𝐎𝐍𝐅𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎𝐋𝐈: 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐞, 𝐦𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐨
"𝘗𝘳𝘰𝘯𝘵𝘪 𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘪𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘪𝘨𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘦 𝘢𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘦 𝘳𝘪𝘱𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦"
Le lavoratrici e i lavoratori di Bonfiglioli hanno dato un segnale di straordinaria consapevolezza e unità di fronte alla gravità di quanto sta accadendo nel loro stabilimento.
L'adesione allo sciopero è stata straordinaria: linee produttive ferme, macchinari spenti nel reparto machining, e tantissimi impiegati e impiegate ai cancelli — nonostante l'azienda avesse autorizzato, proprio in concomitanza con lo sciopero, una giornata di smart working extra.
A manifestare insieme ai colleghi Bonfiglioli c'erano anche i 30 lavoratori e lavoratrici di Bcube e Client, che oggi si trovano in un limbo vergognoso: fuori dallo stabilimento in cui hanno lavorato per 20, 30 anni, ancora dipendenti delle loro aziende ma senza più un lavoro.
Al presidio numerosi delegati e delegate di Fiom, Uilm e Usb, attivisti, studenti e studentesse, rappresentanti delle istituzioni e dei partiti, tutti uniti ai lavoratori in un corteo che, fischiato lo sciopero tra i reparti, è uscito dallo stabilimento invadendo via Bazzane.
𝐋𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 con scioperi articolati fino alle 2 di questa notte.
E non finisce qui: oggi scioperano anche gli stabilimenti Bonfiglioli di Forlì, Carpiano e Rovereto — non solo per i colleghi di Bologna, ma per ribadire un principio che riguarda tutti: gli investimenti e l'automazione non possono trasformarsi in licenziamenti. I tentativi di comprimere le libertà sindacali e di mettere in discussione il conflitto democratico in azienda sono un attacco diretto alla contrattazione e creano un precedente pericoloso per il futuro di tutti.
Le parole del Segretario Generale della Fiom-Cgil Bologna, Simone Selmi:
"Siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario per raggiungere una soluzione, che deve partire dall'applicazione dell'accordo sindacale sugli appalti del 1997. Questo è il punto dirimente e ineludibile. Siamo sempre pronti a tornare al tavolo, ma anche a sostenere le cause per l'applicazione dell'accordo.
Altrimenti il segnale è molto chiaro: Bonfiglioli si assume la responsabilità di mettere in discussione il sistema di relazioni sindacali su tutto il territorio. �
Un tentativo a cui non potremo che opporci con tutti gli strumenti a nostra disposizione, come hanno capito bene i tanti delegati e delegate della Fiom presenti oggi allo sciopero. Il nostro unico obiettivo rimane difendere il patrimonio industriale del nostro territorio e garantire un futuro di dignità, giustizia e diritti a tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici"
📢 No ai licenziamenti mascherati da innovazione. Avanti così!