Resistenza Popolare - Verona e "Terre Basse" del Veneto

Resistenza Popolare - Verona e "Terre Basse" del Veneto Resistenza Popolare di Verona, Rovigo e della zona delle "Terre Basse" del Veneto.

Resistenza Popolare è un’organizzazione marxista-leninista che, assieme a Patria Socialista, Movimento per la Rinascita Comunista e Costituente Comunista è impegnata nel progetto Prospettiva Unitaria. Lavoriamo per superare la frammentazione esistente e rispondere alla profonda crisi sociale, economica, culturale e politica del nostro tempo rilanciando l’avanguardia rivoluzionaria capace di rappre

sentare adeguatamente la classe lavoratrice e le masse popolari del nostro Paese. Questo è il nostro obiettivo: unire gli oppressi e ricostruire il Partito Comunista che serve al nostro Paese ed al Mondo intero.

18/06/2026

17 GIUGNO 1953 - IL MOTO CONTRORIVOLUZIONARIO DI BERLINO

Il 17 giugno 1953 la Germania Est fu attraversata da scioperi e manifestazioni, inizialmente provocati dal peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro imposto dal governo della DDR e dalla SED: aumento dei prezzi, restrizioni nell'accesso ai beni alimentari e inasprimento dei ritmi produttivi. Le proteste, nate come rivendicazioni operaie spontanee, si trasformarono rapidamente in una crisi politica più ampia. Il malcontento popolare fu reale e fondato, ma venne sfruttato da forze ostili al socialismo, comprese reti provenienti da Berlino Ovest e ambienti legati all'anticomunismo occidentale, che cercarono di trasformare gli scioperi in una sollevazione contro il governo della DDR.

Le responsabilità principali ricadono sulla dirigenza della Germania Est, che introdusse misure impopolari senza un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni di massa e della classe operaia. Tali errori sono stati aggravati dalla crisi apertasi nel gruppo dirigente sovietico dopo la morte di Stalin, quando le lotte interne al PCUS hanno influenzato negativamente anche la gestione della situazione tedesca. Lo storico Kurt Gossweiler arrivò a ipotizzare che alcuni settori della dirigenza sovietica favorissero consapevolmente una crisi della leadership di Walter Ulbricht.

La rivolta fu repressa in breve tempo dall'intervento dell'esercito sovietico. Pur criticando gli errori politici che avevano alimentato il malcontento, numerosi esponenti comunisti dell'epoca considerarono necessaria la repressione per impedire che il movimento fosse egemonizzato da forze reazionarie. Tra questi vi fu anche Bertolt Brecht, che riconobbe le ragioni dell'insoddisfazione operaia ma denunciò la presenza di elementi fascisti e antisocialisti nelle manifestazioni, esprimendo sostegno all'intervento sovietico.

I documenti desecretati negli anni successivi hanno inoltre chiarito il ruolo dell'Occidente. Pur non emergendo prove di una pianificazione diretta della rivolta da parte degli Stati Uniti, risulta documentata un'intensa attività di propaganda, pressione psicologica e sostegno a gruppi anticomunisti operanti contro la DDR. Strumenti come la radio RIAS, organizzazioni finanziate dall'Occidente e programmi di aiuto alimentare con finalità politiche contribuirono ad accrescere il malcontento e a indebolire il governo di Berlino Est. Tuttavia, una volta scoppiata la crisi, le potenze occidentali evitarono qualsiasi intervento diretto per non rischiare uno scontro con l'URSS. I fatti del 17 giugno 1953 appaiono quindi come il risultato dell'intreccio tra errori politici interni alla DDR e l'azione destabilizzatrice condotta dal blocco occidentale nel contesto della Guerra fredda.

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SECONDO L’ISTAT IL 62,2% DEGLI ITALIANI TRA I 18 ED I 49 ANNI RINUNCIA AD AVERE FIGLI.Questo dato dell’Istat è sconcerta...
16/06/2026

SECONDO L’ISTAT IL 62,2% DEGLI ITALIANI TRA I 18 ED I 49 ANNI RINUNCIA AD AVERE FIGLI.

Questo dato dell’Istat è sconcertante, perché dipinge esattamente il tetro futuro che il nostro paese percorrerà: se non nascono nuove generazioni l’apparato sociale Italiano è destinato a crollare.

Questo è il risultato di politiche incentrate su liberalizzazioni e privatizzazioni, che hanno portato le persone a rinunciare e risparmiare, dato l’innalzamento del costo della vita e la mancanza di servizi basi.

Avere un figlio dovrebbe essere normale, se solo avessimo uno stato che sosterrebbe politiche sociali incentrate sul sostegno ai genitori, sulla famiglia e sul futuro dei nascituri.

Come Comunisti ci rendiamo conto che per far nascere più figli non serve importare persone straniere, basta aiutare chi è già qui!

16/06/2026

VALENTINA TERESHKOVA, LA PRIMA DONNA NELLO SPAZIO

«Le donne sovietiche hanno avuto gli stessi prerogative e diritti degli uomini. Condividono gli stessi compiti. Sono lavoratrici, navigatrici, chimiche, aviatrici, ingegnere, e ora la nazione mi ha scelta per l’onore di essere cosmonauta».

Il 16 giugno 1963 la televisione sovietica annuncia il riuscito lancio della capsula Vostok 6, pilotata dalla cosmonauta Valentina Tereškova: è la prima donna a volare nello spazio. Tornerà a terra il 19 giugno dopo aver compiuto 48 orbite intorno al nostro pianeta. Il primo ministro Chruščev riporta così la sua ennesima vittoria propagandistica sugli Stati Uniti: il viso di brava ragazza e l'impresa spaziale di Valentina Tereškova diventano i simboli dell'emancipazione, dell'auto-determinazione e del coraggio delle donne sovietiche.

Valentina Tereškova (nata a Bol'šoe Maslennikovo il 6 marzo 1937) è il ritratto della donna sovietica ideale:
-figlia di proletari: il padre è un carrista caduto durante la seconda guerra mondiale;
-operaia: da giovane lavora in una fabbrica produttrice di pneumatici e successivamente in un'azienda produttrice di fili; per sette anni svolge la professione di sarta e stiratrice all'interno di quest'azienda;
-studentessa-operaia: ha frequentato corsi serali per diventare tecnica, diploma che conseguisce nel 1960;
-compagna: iscritta al Komsomol, la sezione giovanile del partito comunista, tant'è che anche dopo il successo planetario ottenuto con il viaggio nello spazio la compagna Tereškova realizza una splendida carriera politica: a maggio del 1966 viene eletta a far parte dell'Alto Soviet dell'Unione Sovietica e a maggio del 1968 diventa presidente del comitato donne dell'Unione Sovietica. Nel 1971 diventa membro del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. A partire dal 1974 fa parte del direttivo del Soviet Supremo e dal 1976 in poi vicepresidente della commissione per l'educazione, la scienza e la cultura dell'Unione Sovietica.

Come è riuscita a diventare una cosmonauta? A partire dal 1955, pur lavorando come operaia, Tereškova diventa un'appassionata paracadutista. Grande ammiratrice di Jurij Gagarin si candida più volte per frequentare la scuola per aspiranti cosmonauti. Nel 1962 riesce a partecipare all'esame di assunzione per il primo gruppo di donne cosmonaute; supera con merito l'esame insieme ad altre quattro candidate (Žana Jerkina, Tatiana Kuznecova, Valentina Ponomareva e Irina Soloveva) e inizia così il suo addestramento.

È l'unica delle cinque donne ad andare nello spazio. Quando realizza l'impresa ha solo 27 anni. Da segnalare che una nuova missione femminile vede protagonista Svetlana Savitskaya nel 1982; ed è lei, spedita nuovamente in missione insieme con due compagni a bordo del Sojuz T12, ad effettuare anche la prima “passeggiata fuoribordo” di una donna nello spazio, il 17 luglio 1984. La medesima astronauta è anche la prima donna a compiere due voli spaziali. Infine, un vero record di resistenza fisica e psichica è quello di Yelena Kondakova, che ha trascorso ben 169 giorni a bordo di una Sojuz TM-17.

Il primo viaggio di una cosmonauta statunitense su uno shuttle (Sally Ride), avviene invece solo nel 1983. Per inciso negli USA già nel 1960 ben tredici donne superano gli stessi test dei colleghi uomini della missione Mercury 7, eguagliandone i risultati nelle prove fisiche e superandoli in quelle psicologiche. Ma le americane del gruppo “Mercury 13” non avrebbero mai volato nello spazio: sconfitti per la terza volta nella corsa per lo spazio, gli USA interrompono i test e chiudono il programma “Mercury 13” per dirottare tutte le energie sulla sfida della conquista della Luna. Sono stati recentemente svelati alcuni retroscena di questo fallimento del “Mercury 13”, che non è solo conseguenza della tempestività dell'URSS, ma anche di pregiudizi e giochi di potere all'interno della comunità scientifica e della stessa NASA.

IL SOCIALISMO CONQUISTA LO SPAZIO

Nella competizione tra USA e URSS la corsa allo spazio ha un ruolo di rilievo nella propaganda, ma anche nella capacità di dimostrare lo sviluppo tecnologico, scientifico e militare delle proprie strutture socio-economiche. Per i primi anni della competizione, i successi e i primati sono per la stragrande maggioranza di marca sovietica. Si tende invece (non a caso) a ricordare solo il primo uomo sulla Luna, “conquistata” dagli statunitensi. Eppure gli enormi finanziamenti necessari per quel “piccolo grande passo” sono stati motivati politicamente dalla necessità primaria di arrivarci prima dei sovietici. Questi infatti, negli anni della corsa allo spazio tra il 1957 e il 1967, totalizzano una serie di primati che hanno messo in seria discussione il luogo comune del socialismo incapace di creare innovazione tecnologica.
Ricapitoliamo i primati raggiunti dai sovietici:
-Primo ICBM, l'R-7;
-Primo satellite, lo Sputnik 1;
-Primo animale in orbita, Laika con lo Sputnik 2;
-Prima persona lanciata nello spazio: Jurij Gagarin con il Vostok 1, programma Vostok;
-Prima missione con due navette con equipaggi che si avvicinano nello spazio, la Vostok 3 e la Vostok 4. Sebbene sia considerato da molte persone il primo rendez-vous in realtà le navette erano a 5 km di distanza e su diversi piani orbitali. Il primo rendez-vous venne svolto dalle navette americane Gemini 6A e Gemini 7 tre anni dopo;
-Prima donna nello spazio, Valentina Vladimirovna Tereškova sul Vostok 6;
-Primo equipaggio di tre persone nel Voschod 1;
-Prima attività extraveicolare, Aleksej Archipovič Leonov dal Voschod 2;
-Primo attracco orbitale di due equipaggi umani con cambio di equipaggio, Sojuz 4 e Sojuz 5;
-Primo lancio di una sonda verso un altro corpo celeste, Luna 1;
-Prima sonda sulla Luna, Luna 2;
-Prime immagini del lato nascosto della Luna dal Luna 3;
-Prima sonda lanciata sul pianeta Venere, il Venera 3;
-Prima sonda lanciata sul pianeta Marte, il Mars 3 e invio di dati dal pianeta;
-Prima sonda in orbita attorno alla Luna, Luna 10;
-Prima sonda tornata sulla Terra da un altro corpo celeste, il Luna 16;
-Primo rover spaziale Lunochod;
-Prima stazione spaziale, la Salyut 1 nel 1971;
-Prima attività extraveicolare di una donna nello spazio, Svetlana Evgen'evna Savickaja nel 1984 dalla stazione spaziale Saljut 7;
-Prima stazione spaziale abitata permanentemente da equipaggio umano, la Mir, che orbitò intorno alla Terra tra il 1986 e il 2001.

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16/06/2026

SALA PIENA A MILANO PER RICORDARE L'URSS E CONTESTARE LA RUSSOFOBIA

Perfettamente riuscita la serata milanese organizzata dal PCUP, con la casa editrice Teti, di presentazione del libro di Laura Salmon "C'era una volta l'URSS", in compagnia di Moni Ovadia, Alessandro Pascale e il Segretario Generale Fosco Giannini.
L'iniziativa, tenutasi nei locali della cooperativa Aurora e alla quale hanno contribuito per il servizio d'ordine i compagni del Partito dei Carc, è servita a ricordare, sia da un punto di vista storico-politico, che letterario-culturale, i successi e i protagonisti del socialismo sovietico e l'eredità che ha lasciato nella Russia odierna.
Nel partecipato incontro, che è stato inaspettatamente arricchito dalla presenza di una rappresentante diplomatica russa, è servito a ricordare non solo la superiorità del sistema socialista sovietico, ma anche il ruolo oggettivamente antimperialista (e quindi progressivo) giocato dalla Russia odierna - in particolar modo nel conflitto bellico che si combatte in Ucraina - ribadendo una dura condanna della russofobia odierna, funzionale ai piani guerrafondai dell'imperialismo occidentale.
Nei prossimi giorni caricheremo sul canale Youtube del PCUP il video integrale della serata. Iscriviti al canale!
https://www.youtube.com/-2026

"Non voglio vivere in un pianeta in cui ogni cinque secondi un bambino sotto i 10 anni muore di fame o di una malattia l...
11/06/2026

"Non voglio vivere in un pianeta in cui ogni cinque secondi un bambino sotto i 10 anni muore di fame o di una malattia legata alla fame, quando la Terra potrebbe facilmente nutrire il doppio delle persone di oggi".

Il sociologo marxista svizzero Jean Ziegler è morto ieri all'età di 92 anni.

Fu autore, tra le sue altre opere, di "La Svizzera lava più bianco” (ed. it. 1990) e “Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto” (1976), che, dagli anni '70 del secolo scorso in poi contribuirono in modo determinante a sfatare il mito della "linda" e "pulita" (in campo economico) Confederazione Svizzera.

Lo ricordano con stima i Comunisti svizzeri e noi ci associamo a loro.

"Non voglio vivere in un pianeta in cui ogni cinque secondi un bambino sotto i 10 anni muore di fame o di una malattia legata alla fame, quando la Terra potrebbe facilmente nutrire il doppio delle persone di oggi". Il sociologo marxista svizzero Jean Ziegler è morto oggi all'età di 92 anni. Lo ricordiamo con stima.

CHIEDE IL SUO STIPENDIO, IL PADRONE LO PICCHIA!Negli scorsi giorni, a Massa in Toscana abbiamo riscontrato diversi casi ...
10/06/2026

CHIEDE IL SUO STIPENDIO, IL PADRONE LO PICCHIA!

Negli scorsi giorni, a Massa in Toscana abbiamo riscontrato diversi casi di sfruttamento di lavoratori da parte del padronato.
Ci riferiamo soprattutto al settore nautico, dove pullulano i casi di appalti e sub-appalti: una giungla a livello lavorativo che va a discapito dei lavoratori.

La scena emblematica e raccapricciante rimane quella di un operaio che richiede lo stipendio e viene selvaggiamente picchiato dal padrone.

Purtroppo in Italia non è la prima volta che si sentono storie di lavoratori sfruttati che finiscono così.

Ricordiamo come il selvaggio mondo degli appalti e sub-appalti, richiederebbe una responsabilizzazione diretta degli appaltatori, cosa che adesso non avviene, e ciò per colpa della maggioranza di governo che è complice del padronato girando lo sguardo sempre dall’altra parte r negando un incremento degli ispettori del lavoro sul territorio.

Come Comunisti, solidarizziamo con tutti gli operai ed i lavoratori sfruttati, oggi come sempre, ricordando che senza chi produce il padrone rimane con la bocca asciutta!

Ci vuole però anche la consapevolezza dei lavoratoti di appartenere alla classe operaia tutta e di conseguenza la capacità di muoverci come un solo uomo.
Solo così possiamo far valere le nostre ragioni e sostenere le nostre cause.

CHIEDE IL SUO STIPENDIO, IL PADRONE LO PICCHIA!

Negli scorsi giorni, a Massa in Toscana abbiamo riscontrato diversi casi di sfruttamento da parte del padronato, ci riferiamo soprattutto al settore nautico, dove pullulano i casi di appalti e sub-appalti, una giungla a livello lavorativo che va a discapito dei lavoratori.

La scena raccapricciante rimane quella di un operaio che richiede lo stipendio e viene selvaggiamente picchiato dal padrone.

Purtroppo in Italia non è la prima volta che si sentono storie finire così, ricordiamo come il selvaggio mondo degli appalti e sub-appalti, richiederebbe una responsabilizzazione diretta degli appaltatori, cosa che adesso non avviene, colpa della maggioranza di governo che è complice girandosi sempre dall’altra parte.

Come Comunisti, solidarizziamo con tutti gli operai e lavoratori sfruttati, oggi come sempre, ricordando che senza chi produce il padrone rimane con la bocca asciutta!
Ci vuole però la consapevolezza di appartenere alla classe operaia tutta e la capacità di muoverci come un solo uomo, solo così possiamo far valere le nostre cause.

09/06/2026

COME HANNO DEMONIZZATO L'URSS DI STALIN

Una delle principali operazioni ideologiche condotte contro l'esperienza sovietica è consistita nella riscrittura della sua storia attraverso categorie costruite a tavolino, rilanciando il termine trockijsta di "stalinismo" e straparlando di "totalitarismo sovietico". Tali concetti non costituiscono strumenti neutrali di analisi, ma categorie politiche elaborate per separare artificialmente Stalin da Lenin (facendo leva sui falsi argomenti lanciati da Chruscev nel 1956), delegittimare l'intera esperienza dell'URSS e assimilare il socialismo sovietico ai regimi nazifascisti.

Il periodo compreso tra la perestrojka di Gorbaciov e la Russia di Eltsin rappresenta uno dei momenti più intensi di questa manipolazione della memoria storica. Un ruolo centrale fu svolto da Aleksandr Jakovlev, principale artefice della campagna di revisione del passato sovietico, nel corso della quale furono diffusi documenti, testimonianze e ricostruzioni spesso caratterizzati da una provenienza dubbia e da una discutibile attendibilità. Agli inizi degli anni Duemila Jakovlev ammise l’esistenza di un piano per distruggere dall’interno l’URSS:

«Dopo il XX Congresso, in una cerchia molto ristretta dei nostri amici più stretti e delle persone che la pensano come noi, abbiamo spesso discusso i problemi della democratizzazione del Paese e della società. Abbiamo scelto un metodo semplice come una mazza per diffondere le ‘idee’ del defunto Lenin. Era necessario isolare in modo chiaro, sintetico e distinto il fenomeno del bolscevismo, separandolo dal marxismo del secolo scorso. Ecco perché abbiamo parlato instancabilmente del ‘genio’ del defunto Lenin, della necessità di tornare al ‘piano di costruzione del socialismo’ di Lenin attraverso la cooperazione, il capitalismo di Stato e così via. Un gruppo di riformatori reali, non immaginari, ha sviluppato (oralmente, ovviamente) il seguente piano: colpire Stalin, lo stalinismo, con l'autorità di Lenin. E poi, in caso di successo, ba***re Lenin con Plekhanov e la socialdemocrazia, e con il liberalismo e il ‘socialismo morale’ ba***re il rivoluzionarismo in generale. Iniziò un nuovo ciclo di esposizione del ‘culto della personalità di Stalin’. Ma non con un grido emotivo, come fece Chruscev, ma con una chiara implicazione: il criminale non è solo Stalin, ma il sistema stesso è criminale. Il regime totalitario sovietico poteva essere distrutto solo attraverso la glasnost e la disciplina totalitaria del partito, nascondendosi dietro l'interesse di migliorare il socialismo».

Tra i casi più controversi vi è quello dei cosiddetti "protocolli segreti" allegati al Patto Molotov-Ribbentrop del 1939. La narrazione dominante li presenta come autentici e li considera la prova di un accordo tra Germania e URSS per la spartizione dell'Europa orientale. In realtà, non esistono gli originali sovietici firmati di tali documenti, ma soltanto i presunti originali tedeschi (un foglietto che presenta diverse incongruenze, tra cui una modalità anomala di firma da parte del diplomatico sovietico Molotov). Le modalità della loro comparsa pubblica (il processo di Norimberga), il contesto politico in cui furono divulgati e diverse incongruenze archivistiche costituiscono altrettanti elementi che ne mettono seriamente in discussione l'autenticità.

La vicenda dei protocolli segreti si inserisce in una più ampia offensiva culturale volta a trasformare l'URSS da principale protagonista della sconfitta del nazifascismo a corresponsabile dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Contro questa operazione di riscrittura storica è necessario recuperare un approccio fondato sull'analisi critica delle fonti e sul rigetto delle categorie ideologiche elaborate durante la guerra fredda e rilanciate dopo il crollo dell'Unione Sovietica. E soprattutto bisogna smettere di credere a tutte le fandonie che vi raccontano i pennivendoli della borghesia.

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Solo nel 2025, in Italia 24.677, aziende agricole hanno cessato l’attività. Si tratta di aziende piccole e piccolissime,...
09/06/2026

Solo nel 2025, in Italia 24.677, aziende agricole hanno cessato l’attività.
Si tratta di aziende piccole e piccolissime, a conduzione familiare, di imprenditoria giovanile, di cooperative sociali e femminili.
Un tipo di impresa che, in dieci anni, ha perso, nel mondo agricolo il 10,6% della sua consistenza.
Un pezzo di quella struttura economica che un tempo costituiva la forza e l’orgoglio del nostro paese.

Ma perché il prezzo della frutta e della verdura è salito alle stelle?
Il settore agricolo è dominato da 4 imprese multinazionali che commercializzano insieme più del 60% delle vendite.
Si occupano di sementi, fertilizzanti, pesticidi e di tutto ciò che serve alla produzione agricola.
Determinano i prezzi e le condizioni di vendita, spesso le sementi che vendono sono sterili, rendendo impossibile quella pratica secolare secondo la quale l’agricoltore conserva parte del raccolto per la semina futura.
Sono anni che fanno pressioni perché sia consentita la vendita di prodotti geneticamente modificati senza neppure la segnalazione in etichetta.

RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI: VERGOGNA SCHIAVISTATra le proteste e gli scioperi che sono in arrivo vi sono anche quell...
08/06/2026

RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI: VERGOGNA SCHIAVISTA

Tra le proteste e gli scioperi che sono in arrivo vi sono anche quelle importantissime contro la SCANDALOSA riforma degli Istituti Tecnici promossa da Valditara come regalo a Confindustria.

Nei mesi scorsi docenti e famiglie hanno formato una rete per procedere a una Class Action e rivolgere un appello straordinario al Presidente della Repubblica per respingere il provvedimento, che prevede l'ennessimo colpo mortale alla scuola italiana e ai valori della Costituzione.

Questo colpo di Valditara si abbatterà in particolar modo sugli studenti provenienti dalle famiglie meno abbienti.

La riforma prevede fin dal prossimo anno scolastico la riduzione di un anno del corso di studi degli istituti tecnici, con un taglio significativo delle ore di italiano e geografia economica ( le uniche due materie che davano una impostazione un minimo critica alla formazione degli studenti ) e l’aumento delle ore di alternanza scuola lavoro.

Ma il vero capolavoro del male viene dopo.
Una volta finito il quarto anno gli studenti, se vorranno conseguire un attestato che gli garantisca di trovare un lavoro, dovranno fare ulteriori due anni PAGANDO nelle strutture denominate ITS Academy (una idea di Mario Draghi ), che sono enti di formazione con soldi pubblici ma amministrati dalle aziende del territorio.

Confindustria deciderà nel proprio esclusivo interesse come addestrare i suoi nuovi schiavi, oltretutto senza pagare per la formazione!

Prevedibilmente quando muteranno le tecniche di produzione tutti i precari formati in questo modo verranno sostituiti con persone uscite dagli ITS più recentemente, in modo che le persone lasciate a casa saranno costrette a nuovi cicli di formazione, in un circuito di precariato virtualmente infinito.

Chiediamo massimo sostegno e massima unità in favore di ogni sciopero e ogni protesta contro questo ABOMINIO schiavistico

IL POPOLO ALBANESE SI RIBELLA ALLA SVENDITA A TRUMP E AI SIONISTI Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a protes...
08/06/2026

IL POPOLO ALBANESE SI RIBELLA ALLA SVENDITA A TRUMP E AI SIONISTI

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a protestare contro il Resort di lusso di proprietà della moglie e del genero di Trump, dell'impreditore Jared Kushner e di alcuni imprenditori sionisti che dovrebbe sorgere in gran parte nell'area protetta di Vjosa-Narta.

La zona interessata che è stata recintata, facendo iniziare le proteste della popolazione contro il governo e contro Trump, è un' area protetta che ospita molte specie di animali come oche, siti di nidificazione delle tartarughe marine e fenicotteri.

Proprio i fenicotteri sono diventati simbolo di questa protesta con i manifestanti che si sono radunati in piazza Scanderbeg, a Tirana, per poi marciare verso la sede del governo imbracciando sagome di cartone a forma di fenicottero.
Dalle proteste contro la svendita delle proprie terre sta ormai sorgendo un vero e proprio moto antigovernativo, la “Rivoluzione dei Fenicotteri”, che chiede riforme strutturali e dimissioni del premier Edi Rama, già protagonista del contestato accordo sull’accoglienza dei migranti siglato con l’Italia.

Inoltre, col passare dei giorni giorni, i manifestanti hanno iniziato a strutturare meglio le proprie richieste, finendo per chiedere al governo interventi strutturali: oltre all’annullamento del progetto, i manifestanti chiedono l’abrogazione della legge sugli investimenti strategici, che istituisce procedure accelerate e corsie preferenziali per gli investimenti in settori considerati critici, quali energia, infrastrutture, agricoltura e turismo.

IL POPOLO ALBANESE SI RIBELLA ALLA SVENDITA A TRUMP E AI S1ONISTI

Migliaia di Manifestanti sono scesi in piazza a protestare contro il Resort di lusso di proprietà della moglie e del genero di Trump, dell'impreditore Jared Kushner e di alcuni imprenditori s1onisti che dovrebbe sorgere in gran parte nell'area protetta di Vjosa-Narta.
La zona interessata che è stata recintata, facendo iniziare le proteste della popolazione contro il governo e contro Trump, è un' area protetta che ospita molte specie di animali come oche, siti di nidificazione delle tartarughe marine e fenicotteri.

Proprio i fenicotteri sono diventati simbolo di questa protesta con i manifestanti che si sono radunati in piazza Scanderbeg, a Tirana, per poi marciare verso la sede del governo imbracciando sagome di cartone a forma di fenicottero. Dalle proteste contro la svendita delle proprie terre sta ormai sorgendo un vero e proprio moto antigovernativo, la “Rivoluzione dei Fenicotteri”, che chiede riforme strutturali e dimissioni del premier Edi Rama, già protagonista del contestato accordo sull’accoglienza dei migranti siglato con l’Italia.

Inoltre, col passare dei giorni giorni, i manifestanti hanno iniziato a strutturare meglio le proprie richieste, finendo per chiedere al governo interventi strutturali: Oltre all’annullamento del progetto, i manifestanti chiedono l’abrogazione della legge sugli investimenti strategici, che istituisce procedure accelerate e corsie preferenziali per gli investimenti in settori considerati critici, quali energia, infrastrutture, agricoltura e turismo.

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