14/09/2026
Il colpo di stato elettorale
12 Settembre 2026
di Fosco Giannini*
Venerdì 11 Settembre 2026, Senato della Repubblica: si riprende l’esame del ddl n.1971 in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, già approvato dalla Camera.
Si riprende l’esame ed è subito sera.
È anzi notte fonda per la democrazia, un buio entro il quale prende forma un colpo di stato liberale, liberista, di destra.
Alla fine del dibattito, con gli 87 voti favorevoli della maggioranza di destra, passa l’impianto della nuova legge elettorale (Stabilicum o Melonellum, che dir si voglia) voluta dal governo Meloni.
Attraverso questa legge, che dovrà essere ratificata alle Camere il prossimo 28 Settembre, una coalizione con il 42% dei voti avrà un premio di maggioranza consistente in 70 (tra deputati e senatori) seggi in più rispetto a quelli conquistati con il voto alle due Camere: una sorta di legge Acerbo del 1923, quando, anche attraverso quella legge, si solidificò il potere fascista di Mussolini.
Inoltre: le forze politiche dovranno indicare nel programma il candidato alla Presidenza del Consiglio, e ciò come una chiara anticipazione della Repubblica presidenziale a cui tende, da tempo, la destra e come anticipazione della Meloni alla presidenza della Repubblica.
Restano le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% delle coalizioni.
Ma nella seduta dell’11 Settembre, ciò che ha spento del tutto la luce, già fievole, della democrazia è stata l’approvazione dell’emendamento presentato dalla senatrice di Fratelli d‘Italia Antonella Zedda, precedentemente accantonato, che innalza da 1.500 a 6.000 il numero di firme autenticate necessarie, in ogni Collegio plurinominale, per la presentazione delle liste politiche.
Poiché i Collegi sono 75 (49 per la Camera dei deputati e 26 per il Senato) la totalità delle firme necessarie per partecipare alle elezioni sono circa 500mila!
Un compito davvero arduo, al limite dell’impossibile per l’opposizione comunista e di classe.
E saranno esentate dalla raccolta firme sole le forze politiche già rappresentate nei due rami del parlamento o che abbiano avuto un gruppo parlamentare formatosi entro il 31 dicembre 2025: pietra tombale sulla vera opposizione politica e sociale oggi esterna al parlamento.
È del tutto evidente che questa legge elettorale premierà le forze politiche (di destra e di centro sinistra) già totalmente interne e sostenitrici del sistema politico e ideologico posto sotto il comando degli Usa, della Nato, dell’Ue e del grande capitale italiano e colpirà duramente le forze comuniste, antimperialiste, anticapitaliste e in lotta contro le guerre degli Usa e della Nato e contro le politiche neoimperialiste, ultraliberiste e di guerra dell’Ue.
Questa legge vuole colpire duramente il Partito Comunista di Unità Popolare e vorrà colpire Agorà, puntando a spazzare via dal quadro politico e istituzionale ogni forza comunista e dell’opposizione di classe.
Ed a partire da ciò che occorre sottolineare quanto la finta opposizione del PD e dell’intero centro sinistra alle politiche sostanziali delle destre (guerre, riarmo, Nato, Ucraina nazifascista, russofobia, Ue, distruzione del welfare e della sanità pubblica come conseguenze della subordinazione a Maastricht) abbia aiutato a far passare questa legge.
La mancata, reale, opposizione politica, sociale e ideale del PD ha spianato la strada alla demonizzazione politica delle opposizioni di classe e favorito, in ultima analisi, l’emendamento Zedda che espelle dal Parlamento i comunisti e le forze conseguentemente d’opposizione.
Che fare?
Qual è il compito principale del PCUP, oggi, ora, di fronte al colpo di stato liberale e di destra?
In primo luogo è quello, per ogni nostro militante, per ogni nostro dirigente, di tenere duro, di resistere ai colpi del potere, di agire come partigiani, nella consapevolezza che è innanzitutto dai comunisti tutti, dal nostro Partito che può e deve ripartire la lotta contro la guerra, contro la Nato, contro l’Ue e contro le destre italiane!
I comunisti sanno, il PCUP sa, che la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt (presagio di una vittoria in tutta la Germania), con le sue parole d’ordine nazifasciste, è il prodotto delle politiche di guerra, di riarmo, di distruzione dello stato sociale, antioperaie e antipopolari delle forze liberali e socialdemocratiche tedesche, politiche che hanno spinto la popolazione tedesca a rivolgersi verso la destra estrema.
E i comunisti sanno, il PCUP sa, che anche in Italia il disagio sociale è vastissimo, corre dalle città alle periferie metropolitane, tra la classe operaia, nell’intero mondo del lavoro e tra la disperazione giovanile.
E sanno che affinché questo disagio, come in Germania, non sia preda delle destre estreme, di Vannacci, occorre non ve**re a patti con le forze liberiste e succubi della Nato e dell’Ue, non ve**re a patti con il centro sinistra.
Non ve**re a patti con il “fianco di sinistra” del potere filo Usa, filo Nato e filo Ue.
Rafforzare e far vincere il centro-sinistra significherebbe solo (Antonio Gramsci) permettere al potere, alla borghesia italiana, di far cambiare spalla al suo fucile…
Il PCUP sa che la parola d’ordine “stiamo con il centro-sinistra per ba***re il neo fascismo della Meloni” è una parola d’ordine ambigua, sbagliata opportunista, antipopolare nell’essenza.
Dio acceca chi non vuole vedere, e il PD, accecato dal proprio liberismo, non vuole vedere che sta consegnando le sorti del Paese e del popolo alle destre e alla destra estrema.
Il PCUP sa che al colpo di stato delle destre che, con la nuova legge elettorale li vuole tenere fuori del parlamento (e con il PCUP le forze più avanzate) non si deve e non si può rispondere genuflettendosi al centro- sinistra, alleandosi, come extrema ratio e di fronte al golpe istituzionale, con esso alle elezioni.
Non è questa la strada.
Non così.
Che fare, dunque?
Proprio di fronte al colpo di stato elettorale occorre rilanciare la parola d’ordine che contrassegnò il Congresso di fondazione del PCUP, nel gennaio 2026 e che ha contrassegnato la sua linea politica e la sua prassi da gennaio sino ad oggi: unire i comunisti, costruire un Fronte Ampio di lotta, come opposizione serrata alle destre e come alternativa al centro sinistra.
Costruire, sul campo, l’alternativa, come prima misura per evitare che il consenso popolare rotoli drammaticamente, come in Germania, nelle mani delle destre estreme.
La risposta al colpo di stato elettorale non deve essere né la resa né la rinuncia alla costruzione del Fronte, perché se cosi fosse vorrebbe dire che Agorà, il Fronte, erano già segnate dal vizio elettoralistico.
Mentre il Fronte Ampio che ha sempre ispirato il PCUP è un soggetto sociale, di classe e plurimo di lunga lena, che guarda al futuro della “classe”, del popolo, dei giovani.
Noi chiamiamo i nostri dirigenti, i nostri militanti, i compagni e le compagne del PCUP, già in questi giorni immediatamente successivi al colpo di stato elettorale, a porsi come epicentro dell’unità di classe, a favorire l’unità comunista, antimperialista, l’unità vasta che si può formare (con le forze comuniste, i movimenti, i quadri operai gli intellettuali, con “Schieriamoci” del carissimo Alessandro Di Battista) nella lotta comune contro le guerre imperialiste, contro la Nato, contro l’Ue, contro il governo Meloni, contro lo stesso colpo di stato elettorale.
Chiamiamo l’intero corpo del PCUP a dare l’esempio nella lotta contro ogni settarismo residuo ed unire, unire ancora e oltre Agorà, costruire il Fronte Ampio di lotta.
Per riempire le piazze e, attraverso ciò, aprire anche contraddizioni in seno al M5S, sollecitarne all’azione la sua parte più avanzata, chiamando il gruppo dirigente dello stesso M5S alla coerenza: esso si è fortemente dichiarato contrario al colpo di stato elettorale ed ora dovrebbe dimostrare questa posizione nella realtà delle cose. Smarcandosi dal PD almeno nella difesa della democrazia.
Chiamiamo l’intero corpo del PCUP a cercare subito, ora, in ogni città, in ogni paese, i soggetti che possono formare il Fronte Ampio contro le guerre e contro le politiche antioperaie e antidemocratiche e, con queste forze, scendere nelle piazze, aprire la lotta contro il golpe elettorale e per l’accumulazione di forze per la lotta e per l’alternativa.
*Segretario generale PCUP
di Fosco Giannini* Venerdì 11 settembre 2026, Senato della Repubblica: si riprende l’esame del ddl n.1971 in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, già approvato dalla Camera. Si riprende l’esame ed è subito sera. È anzi notte fonda per la democrazia, un...