Resistenza Popolare - Verona e "Terre Basse" del Veneto

Resistenza Popolare - Verona e "Terre Basse" del Veneto Resistenza Popolare di Verona, Rovigo e della zona delle "Terre Basse" del Veneto.

Resistenza Popolare è un’organizzazione marxista-leninista che, assieme a Patria Socialista, Movimento per la Rinascita Comunista e Costituente Comunista è impegnata nel progetto Prospettiva Unitaria. Lavoriamo per superare la frammentazione esistente e rispondere alla profonda crisi sociale, economica, culturale e politica del nostro tempo rilanciando l’avanguardia rivoluzionaria capace di rappresentare adeguatamente la classe lavoratrice e le masse popolari del nostro Paese. Questo è il nostro obiettivo: unire gli oppressi e ricostruire il Partito Comunista che serve al nostro Paese ed al Mondo intero.

Breve riassunto di quello che accadde nei campi profughi di Beirut il 16-18 Settembre 1982.
16/09/2026

Breve riassunto di quello che accadde nei campi profughi di Beirut il 16-18 Settembre 1982.

Breve riassunto di quello che accadde nei campi profughi di Beirut ...

Da "I Maestri del Socialismo":MOLTO TEMPO PRIMA DEL 7 OTTOBRE 2023, 41 ANNI PRIMA.LE STRAGI DI SABRA E SHATILA DEL SETTE...
16/09/2026

Da "I Maestri del Socialismo":
MOLTO TEMPO PRIMA DEL 7 OTTOBRE 2023, 41 ANNI PRIMA.
LE STRAGI DI SABRA E SHATILA DEL SETTEMBRE 1982

Sabra e Shatila sono due campi di rifugiati palestinesi alla periferia di Beirut (Libano).
Vengono ricordati per il massacro di un numero di arabi palestinesi stimato tra diverse centinaia e 3500, perpetrato da milizie cristiane libanesi in un'area direttamente controllata dall'esercito israeliano, tra il 16 e 18 Settembre del 1982.

David Lamb scrive sul quotidiano Los Angeles Times del 23 Settembre 1982:

"Alle 16 di Venerdì il massacro durava ormai da 19 ore.
Gli Israeliani, che stazionavano a meno di 100 metri di distanza, non avevano risposto al crepitìo costante degli spari né alla vista dei camion carichi di corpi che venivano portati via dai campi".
Loren Jankins scrive sul quotidiano Washington Post del 20 Settembre 1982:

"La scena nel campo di Shatila, quando gli osservatori stranieri vi entrarono il sabato mattina, era come un incubo.
In un giardino, i corpi di due donne giacevano su delle macerie dalle quali spuntava la testa di un bambino.
Accanto ad esse giaceva il corpo senza testa di un bambino.
Oltre l'angolo, in un'altra strada, due ragazze, forse di 10 o 12 anni, giacevano sul dorso, con la testa forata e le gambe lanciate lontano.
Pochi metri più avanti, otto uomini erano stati mitragliati contro una casa.
Ogni viuzza sporca attraverso gli edifici vuoti - dove i palestinesi avevano vissuto dalla fuga dalla Palestina alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 - raccontava la propria storia di orrori.
In una di esse sedici uomini erano sovrapposti uno sull'altro, mummificati in posizioni contorte e grottesche".

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato il massacro con la risoluzione 37/123 del 16 Dicembre 1982.
Si decretava:
"L'Assemblea Generale [...] condanna nel modo più assoluto il massacro di larga scala di civili palestinesi nei campi profughi di Sabra e Shatila; conclude che il massacro è stato un atto di genocidio".
[Scopri di più su: https://www.storiauniversale.it/8-LA-QUESTIONE-PALESTINESE.htm
https://youtu.be/Q1f1VeKmHSk

15/09/2026

DAI COMPAGNI DEGLI STATI A NOI VICINI.

Domenica 27 Settembre, in Svizzera, si vota un referendum per ottenere una vera neutralità dello Stato Elvetico nei conflitti che si stanno profilando all'orizzonte.
Approfittandone per augurare ai compagni del Partito Comunista - Svizzera un successo che è importantissimo in prospettiva per tutta Europa, vi proponiamo il messaggio di auguri che i compagni austriaci del KPO della Stiria (che amministrano da diversi anni Graz, seconda città dell'Austria!) hanno loro inviato.

11 SETTEMBRE 2001, UN MARTEDI'.IL XXI° SECOLO INIZIO' (MALE) COSI'MA FORSE ERA IL "SECOLO AMERICANO" (INIZIATO IL 15 FEB...
14/09/2026

11 SETTEMBRE 2001, UN MARTEDI'.
IL XXI° SECOLO INIZIO' (MALE) COSI'
MA FORSE ERA IL "SECOLO AMERICANO" (INIZIATO IL 15 FEBBRAIO 1898 NELLA BAIA DE LA HABANA) CHE CONTINUAVA.

Giusto 25 anni fa, un uomo malato (in dialisi in Afghanistan...), in precedenza, peraltro, addestrato e finanziato dalla CIA, con un telefono e un portatile dell'epoca, da una caverna sperduta nei monti dell'Asia centrale, coordinava efficacemente 19 miliziani alla guida di quattro Jet di linea che non sapevano manovrare (come certificarono gli insegnanti di volo che li conobbero), i cui nomi non erano nelle liste dei passeggeri diramate dalle compagnie aeree subito dopo il disastro, a dirigere i suddetti jet con manovre che piloti veterani hanno dichiarato non fisicamente eseguibili né da un veterano e tanto meno da un inesperto e principiante, per schiantarsi con volo a vista contro due famosi edifici, colpendo due edifici ed ottenendo il crollo di... tre grattacieli.

Il tutto nel paese più vigilato al mondo, con più aerei, satelliti, radar, computer, agenzie segrete e controlli e tecnologia del mondo (al tempo).
Che fortuna che ebbero, a farcela, 19 terroristi senza abilità di pilotaggio, armati di taglierino, che portarono a termine due tentativi su due (anzi tre su tre, ma ci arriviamo).

Fu molto sfortunata la Difesa degli USA che, proprio quel mattino, stava facendo svolgere una esercitazione che aveva portato via tutti i caccia militari della zona est del paese, ma proprio tutti tranne solo due, la sfortuna proprio, alle volte.

Per di più il Presidente non era operativo proprio quel mattino, e per ore fu incredibilmente impossibile raggiungere anche il vicepresidente per avere ordini pure per usare gli unici due jet disponibili, una jella nera.

Il terzo edificio che crollò con le due torri gemelle, non adiacente ai due edifici caduti e sostanzialmente intatto né danneggiato dai crolli, si accartocciò da solo su se stesso alcune ore dopo, senza apparenti motivi, forse per disperazione.
Che fortuna, perché era un vecchio edificio pieno di problemi e che doveva essere demolito con costi altissimi, proprio come le due torri, che erano letteralmente infarcite di amianto e non si sapeva come fare a demolirle o rifunzionalizzarle in un modo sostenibile.

Che fortuna fu che anche questo terzo edificio, pieno di problemi, venne giù da solo risolvendo de facto ogni grana.
E poi era stato pure evacuato a tempo.

Poco dopo i crolli, nella bolgia del disastro che ricorderete, una sorta di inferno dantesco ma reale, furono però ritrovati i passaporti dei miliziani, quasi intatti, solo un pochino bruciacchiati.
Ma che botta di c**o eh.
Un disastro che vaporizza persone, aerei e due edifici alti 400 metri, ma lascia intatti i passaporti dei miliziani, che grandissima fortuna. O sfortuna per gli attentatori.

Solo poche ore dopo, grazie a questi passaporti bruciacchiati, anche se nessuna telecamera di sicurezza di nessun aeroporto aveva registrato la presenza dei 19 uomini negli aeroporti di partenza, con efficienza sovrumana (diciamo quasi come se fosse già tutto pronto da prima degli eventi) si sapeva già tutto di loro e del mandante, che veniva quindi denunciato a reti televisive mondiali unificate.

Poco importa che il celebre Osama, nell'imminenza dei fatti, avesse addirittura categoricamente smentito di aver compiuto questa azione, cosa curiosa assai per una organizzazione terroristica che tende a vantarsi di qualsiasi violenza.

Sempre per fortuna o sfiga somma, a seconda dei punti di vista, un terzo aereo, con una manovra che nessun jet di linea avrebbe potuto materialmente sopportare senza frantumarsi in volo, e che nessun pilota nemmeno militare è mai riuscito a replicare ai simulatori, si schiantò contro il Pentagono.

Ma per sfortuna non centrò un punto qualsiasi, bensì fece una manovra assurda e precisissima, impattando proprio contro quella parte di facciata dell'enorme edificio ove erano gli uffici che, in quel momento, contenevano tutti i documenti di una indagine contro il vicepresidente e altri civili e militari delle amministrazioni in carica, per un buco di alcuni miliardi di dollari.
Tutto in fumo, indagine saltata, ma che jella.
O che sollievo, da che parte guardi il mondo, tutto dipende...

Ed è poi certamente un caso che, proprio meno di due mesi prima, il complesso immobiliare (costosissimo e ormai un affare in perdita da anni) era stato acquistato (in comodato di 99 anni) da un imprenditore ebreo, il quale (per estrema lungimiranza!) lo avrebbe fatto immediatamente assicurare anche contro attentati perpetrati a mezzo aereo per 3,2 miliardi di dollari del tempo.

E fu una enorme fortuna che, proprio quel giorno fatidico, mentre egli in persona si recava in auto al lavoro al suo ufficio all'ultimo piano di una delle due torri, questo imprenditore fosse chiamato al telefono dalla moglie che gli ricordò della sua visita dal dermatologo, modificando la sua giornata e salvandogli così la vita.
La fortuna è cieca ma la sfiga ci vide benissimo per le altre migliaia di persone che non erano proprietarie del complesso e non avevano una mogliettina solerte.

A margine del fatto principale, fu una ulteriore incredibile fortuna per l'imprenditore (che non nominiamo, a volte li si evoca) che le assicurazioni pagarono, in effetti, per indennizzo, una cifra enorme, e la pagarono persino doppiamente perché i legali dell'imprenditore ebreo riuscirono a far passare la tesi che ciascuna torre fosse stata colpita da un aereo diverso, per cui si era trattato di due sinistri diversi che necessitavano il pagamento del premio per ciascuno dei due eventi (e ciascuno di dimensioni stellari).
Quando si dice la fortuna, alle volte.

A proposito, per fortuna il proprietario del terzo edificio, quello caduto senza apparenti motivi oltre ad una fortunata sospetta convenienza, era guardacaso proprio lo stesso imprenditore ebreo che aveva acquistato (in perdita) le torri gemelle, e che avrebbe poi incassato l'indennizzo astronomico dalle assicurazioni.

Fortunato, eh.
Ed era certamente una ulteriore grande fortuna che costui, evidentemente un tipo molto lungimirante, come da lui stesso dichiarato, avesse già pronto da alcuni mesi un progetto per rimpiazzare proprio questo terzo edificio crollato forse misteriosamente, ma certo molto opportunamente.
Oh, uno così fortunato è da sposare, eh, beata la moglie.

È poi certamente falso che i lavoratori dei sotterranei del WTC (e in seguito anche alcuni dei primi pompieri e poliziotti soccorritori) abbiano dichiarato e siano addirittura stati feriti da esplosioni avvenute nei sotterranei delle torri prima che fossero colpite dai cosiddetti aerei di linea.
Esplosioni che sfortunatamente non sono state riconosciute come eventi realmente accaduti, nelle ricostruzioni ufficiali, e quindi non esistono e se ne parli sei un complottista.

Ed è poi normale che, dopo una intera guerra in Asia, devastazioni e infinite operazioni speciali, il caro e agognato Osama, finalmente rintracciato dalle forze speciali, venisse però ucciso benché dicono fosse disarmato, invece che essere catturato vivo e interrogato fino all'ultima confessione da estirpargli.

Che sfortuna, scappò la mano sul gr*****to della task force mandata a prenderlo, e lo ammazzarono, dopotutto mica era all'epoca il cattivo più cattivo di tutti, pieno di segreti e informazioni utili..

E nessuno ebbe nulla da dire sul fatto che il suo corpo, uno o due giorni dopo, fosse poi in fretta e furia buttato in mare a caso invece che mostrarlo al mondo intero come prova della grandezza della collera degli USA, e monito per tutti gli altri cattivi di questo film... ehm, storia.

Inutile precisare che il corpo militare speciale di dodici uomini che lo aveva (presuntamente) catturato, poche settimane dopo, fu sfortunatamente (ma forse molto opportunamente) sterminato interamente dalla caduta dell'elicottero che li stava trasportando.
Anche qui, che sfortuna.

Quel giorno (e negli eventi correlati), si assortirono perfettamente molte grandi fortune e grandi sfortune.
Quasi come se le cose fossero state congegnate.
"Quasi come se", è davvero incredibile alle volte quello che, per caso, riesce a succedere nel mondo.
Buon ventunesimo secolo.
Iniziò così.

14/09/2026

MENTRE LA MELONI SI PAVONEGGIA PER LA DURATA DEL GOVERNO, LE SCUOLE CADONO A PEZZI!

A lanciare l’allarme è il XXIV Rapporto sulla sicurezza di Cittadinanzattiva: il 19,2% degli edifici sorge in aree a pericolosità idraulica e il 13% in zone a rischio frana, mentre appena il 7,42% dispone di impianti di condizionamento o ventilazione.

Il governo dei record, continua tristemente a superarsi, peccato che le scuole sono edifici frequentati dai nostri figli e che del menefreghismo della classe dirigente, siano loro a pagarne le spese direttamente;

non c’è da star sereni i dati parlano chiaro, edifici insicuri portano la tragedia dietro l’angolo, dopo è inutile far vedere in televisione lacrime di commozione e caroselli nei punti delle stragi da parte della stessa classe dirigente che poteva fare di tutto per sistemare gli edifici e metterli in sicurezza.

Ah è vero, c’è da mandare le armi a Z3lensky, pagate con i soldi dei contribuenti!

Come Comunisti siamo schifati dall’operato di questo governo come di tutta la classe politica Italiana, però siamo consapevoli che le cose non cambieranno, fino a che in generale gli Italiani continueranno a fregarsene, bisognerebbe muoversi e far attivismo politico altrimenti, la nostra classe politica continuerà a fare le stesse cose!

ANDIAMO SOTTO MONTECITORIO, VOGLIONO AMMAZZARE LA DEMOCRAZIA!Un emendamento di Fratelli d’Italia alla legge elettorale d...
14/09/2026

ANDIAMO SOTTO MONTECITORIO, VOGLIONO AMMAZZARE LA DEMOCRAZIA!

Un emendamento di Fratelli d’Italia alla legge elettorale del Governo Meloni porta fino a 450mila (QUATTROCENTOCENTOCINQUANTAMILA!) le firme necessarie per presentarsi alle elezioni sia alla Camera che al Senato.
Un numero 4 volte maggiore di quelle che fino ad oggi erano richieste, numero che era già esorbitante rispetto a tutti i Paesi europei, Russia compresa!

Il primo annuncio era stato di 9mila firme a collegio (6 volte l'attuale, circa 700.000 complessivamente!), ora si è passati a 6mila...ma la sostanza non cambia.

Una norma mostruosa che non tocca i piccoli partiti che vivacchiano in Parlamento e nelle TV, ma che nessuno incontra mai nel Paese.
Una norma scandalosa che non colpisce chi sta dentro le coalizioni che da decenni si alternano al governo del Paese per fare la stessa politica.
E non colpisce neppure il finto partito anti-sistema di Vannacci, che usufruisce di un trattamento di favore specifico.

Questa norma colpisce solo chi, come Potere al Popolo, vuol dare rappresentanza politica a chi porta avanti ogni giorno il Paese ed oggi è escluso dalle istituzioni.

La nuova legge elettorale non è solo una legge truffa, che assegna una maggioranza enorme di parlamentari a chi non riesce ad averla con il voto degli elettori.
Ma è anche una legge liberticida e antidemocratica che vuole cancellare chiunque (come il nostro Partito) si sia mobilitato in questi anni per la Palestina e contro il genocidio israeliano, contro la guerra, il riarmo e la NATO, contro le politiche di austerity europee, i salari da fame, il taglio ai servizi pubblici e sociali, per una società giusta e in pace.

La norma anti partiti alternativi al sistema capitalistico (come il PCUP) della nuova legge elettorale fa parte di un vasto progetto autoritario contro il dissenso e le lotte, come prevedono le sanzioni degli USA contro le organizzazioni antifasciste, la legge italiana sull'“antisemitismo”, i decreti sicurezza del Governo Meloni.

Vogliono cancellare chiunque "a sinistra" del PD e del suo carrozzone elettorale per colpire chiunque si oppone a questo potere iniquo e guerrafondaio.
MA NON CI RIUSCIRANNO!

Giovedì 17 Settembre alle ore 17:00 saremo assieme ad altre organizzazioni in Piazza Capranica, a Roma, per far sentire la nostra voce fuori Montecitorio contro la "legge truffa" e vieppiù liberticida.

Mobilitiamoci per difendere il diritto alla partecipazione!

Il colpo di stato elettorale12 Settembre 2026di Fosco Giannini*Venerdì 11 Settembre 2026, Senato della Repubblica: si ri...
14/09/2026

Il colpo di stato elettorale
12 Settembre 2026
di Fosco Giannini*

Venerdì 11 Settembre 2026, Senato della Repubblica: si riprende l’esame del ddl n.1971 in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, già approvato dalla Camera.
Si riprende l’esame ed è subito sera.
È anzi notte fonda per la democrazia, un buio entro il quale prende forma un colpo di stato liberale, liberista, di destra.
Alla fine del dibattito, con gli 87 voti favorevoli della maggioranza di destra, passa l’impianto della nuova legge elettorale (Stabilicum o Melonellum, che dir si voglia) voluta dal governo Meloni.

Attraverso questa legge, che dovrà essere ratificata alle Camere il prossimo 28 Settembre, una coalizione con il 42% dei voti avrà un premio di maggioranza consistente in 70 (tra deputati e senatori) seggi in più rispetto a quelli conquistati con il voto alle due Camere: una sorta di legge Acerbo del 1923, quando, anche attraverso quella legge, si solidificò il potere fascista di Mussolini.
Inoltre: le forze politiche dovranno indicare nel programma il candidato alla Presidenza del Consiglio, e ciò come una chiara anticipazione della Repubblica presidenziale a cui tende, da tempo, la destra e come anticipazione della Meloni alla presidenza della Repubblica.
Restano le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% delle coalizioni.

Ma nella seduta dell’11 Settembre, ciò che ha spento del tutto la luce, già fievole, della democrazia è stata l’approvazione dell’emendamento presentato dalla senatrice di Fratelli d‘Italia Antonella Zedda, precedentemente accantonato, che innalza da 1.500 a 6.000 il numero di firme autenticate necessarie, in ogni Collegio plurinominale, per la presentazione delle liste politiche.
Poiché i Collegi sono 75 (49 per la Camera dei deputati e 26 per il Senato) la totalità delle firme necessarie per partecipare alle elezioni sono circa 500mila!
Un compito davvero arduo, al limite dell’impossibile per l’opposizione comunista e di classe.

E saranno esentate dalla raccolta firme sole le forze politiche già rappresentate nei due rami del parlamento o che abbiano avuto un gruppo parlamentare formatosi entro il 31 dicembre 2025: pietra tombale sulla vera opposizione politica e sociale oggi esterna al parlamento.

È del tutto evidente che questa legge elettorale premierà le forze politiche (di destra e di centro sinistra) già totalmente interne e sostenitrici del sistema politico e ideologico posto sotto il comando degli Usa, della Nato, dell’Ue e del grande capitale italiano e colpirà duramente le forze comuniste, antimperialiste, anticapitaliste e in lotta contro le guerre degli Usa e della Nato e contro le politiche neoimperialiste, ultraliberiste e di guerra dell’Ue.

Questa legge vuole colpire duramente il Partito Comunista di Unità Popolare e vorrà colpire Agorà, puntando a spazzare via dal quadro politico e istituzionale ogni forza comunista e dell’opposizione di classe.

Ed a partire da ciò che occorre sottolineare quanto la finta opposizione del PD e dell’intero centro sinistra alle politiche sostanziali delle destre (guerre, riarmo, Nato, Ucraina nazifascista, russofobia, Ue, distruzione del welfare e della sanità pubblica come conseguenze della subordinazione a Maastricht) abbia aiutato a far passare questa legge.
La mancata, reale, opposizione politica, sociale e ideale del PD ha spianato la strada alla demonizzazione politica delle opposizioni di classe e favorito, in ultima analisi, l’emendamento Zedda che espelle dal Parlamento i comunisti e le forze conseguentemente d’opposizione.

Che fare?
Qual è il compito principale del PCUP, oggi, ora, di fronte al colpo di stato liberale e di destra?

In primo luogo è quello, per ogni nostro militante, per ogni nostro dirigente, di tenere duro, di resistere ai colpi del potere, di agire come partigiani, nella consapevolezza che è innanzitutto dai comunisti tutti, dal nostro Partito che può e deve ripartire la lotta contro la guerra, contro la Nato, contro l’Ue e contro le destre italiane!

I comunisti sanno, il PCUP sa, che la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt (presagio di una vittoria in tutta la Germania), con le sue parole d’ordine nazifasciste, è il prodotto delle politiche di guerra, di riarmo, di distruzione dello stato sociale, antioperaie e antipopolari delle forze liberali e socialdemocratiche tedesche, politiche che hanno spinto la popolazione tedesca a rivolgersi verso la destra estrema.
E i comunisti sanno, il PCUP sa, che anche in Italia il disagio sociale è vastissimo, corre dalle città alle periferie metropolitane, tra la classe operaia, nell’intero mondo del lavoro e tra la disperazione giovanile.
E sanno che affinché questo disagio, come in Germania, non sia preda delle destre estreme, di Vannacci, occorre non ve**re a patti con le forze liberiste e succubi della Nato e dell’Ue, non ve**re a patti con il centro sinistra.
Non ve**re a patti con il “fianco di sinistra” del potere filo Usa, filo Nato e filo Ue.
Rafforzare e far vincere il centro-sinistra significherebbe solo (Antonio Gramsci) permettere al potere, alla borghesia italiana, di far cambiare spalla al suo fucile…

Il PCUP sa che la parola d’ordine “stiamo con il centro-sinistra per ba***re il neo fascismo della Meloni” è una parola d’ordine ambigua, sbagliata opportunista, antipopolare nell’essenza.
Dio acceca chi non vuole vedere, e il PD, accecato dal proprio liberismo, non vuole vedere che sta consegnando le sorti del Paese e del popolo alle destre e alla destra estrema.
Il PCUP sa che al colpo di stato delle destre che, con la nuova legge elettorale li vuole tenere fuori del parlamento (e con il PCUP le forze più avanzate) non si deve e non si può rispondere genuflettendosi al centro- sinistra, alleandosi, come extrema ratio e di fronte al golpe istituzionale, con esso alle elezioni.

Non è questa la strada.
Non così.

Che fare, dunque?

Proprio di fronte al colpo di stato elettorale occorre rilanciare la parola d’ordine che contrassegnò il Congresso di fondazione del PCUP, nel gennaio 2026 e che ha contrassegnato la sua linea politica e la sua prassi da gennaio sino ad oggi: unire i comunisti, costruire un Fronte Ampio di lotta, come opposizione serrata alle destre e come alternativa al centro sinistra.

Costruire, sul campo, l’alternativa, come prima misura per evitare che il consenso popolare rotoli drammaticamente, come in Germania, nelle mani delle destre estreme.

La risposta al colpo di stato elettorale non deve essere né la resa né la rinuncia alla costruzione del Fronte, perché se cosi fosse vorrebbe dire che Agorà, il Fronte, erano già segnate dal vizio elettoralistico.
Mentre il Fronte Ampio che ha sempre ispirato il PCUP è un soggetto sociale, di classe e plurimo di lunga lena, che guarda al futuro della “classe”, del popolo, dei giovani.

Noi chiamiamo i nostri dirigenti, i nostri militanti, i compagni e le compagne del PCUP, già in questi giorni immediatamente successivi al colpo di stato elettorale, a porsi come epicentro dell’unità di classe, a favorire l’unità comunista, antimperialista, l’unità vasta che si può formare (con le forze comuniste, i movimenti, i quadri operai gli intellettuali, con “Schieriamoci” del carissimo Alessandro Di Battista) nella lotta comune contro le guerre imperialiste, contro la Nato, contro l’Ue, contro il governo Meloni, contro lo stesso colpo di stato elettorale.

Chiamiamo l’intero corpo del PCUP a dare l’esempio nella lotta contro ogni settarismo residuo ed unire, unire ancora e oltre Agorà, costruire il Fronte Ampio di lotta.

Per riempire le piazze e, attraverso ciò, aprire anche contraddizioni in seno al M5S, sollecitarne all’azione la sua parte più avanzata, chiamando il gruppo dirigente dello stesso M5S alla coerenza: esso si è fortemente dichiarato contrario al colpo di stato elettorale ed ora dovrebbe dimostrare questa posizione nella realtà delle cose. Smarcandosi dal PD almeno nella difesa della democrazia.

Chiamiamo l’intero corpo del PCUP a cercare subito, ora, in ogni città, in ogni paese, i soggetti che possono formare il Fronte Ampio contro le guerre e contro le politiche antioperaie e antidemocratiche e, con queste forze, scendere nelle piazze, aprire la lotta contro il golpe elettorale e per l’accumulazione di forze per la lotta e per l’alternativa.

*Segretario generale PCUP

di Fosco Giannini* Venerdì 11 settembre 2026, Senato della Repubblica: si riprende l’esame del ddl n.1971 in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, già approvato dalla Camera. Si riprende l’esame ed è subito sera. È anzi notte fonda per la democrazia, un...

E TU QUESTA LA CHIAMERESTI DEMOCRAZIA?Dalla pagina Facebook di Andrea Zhok:"L'emendamento governativo approvato l'altroi...
14/09/2026

E TU QUESTA LA CHIAMERESTI DEMOCRAZIA?
Dalla pagina Facebook di Andrea Zhok:

"L'emendamento governativo approvato l'altroieri al Senato - se non verrà smentito in seguito - mette la parola fine a qualunque possibilità di forze esterne al Parlamento di entrarvi.

Esso definisce il numero di firme necessarie per accedere alla scheda elettorale portandole dalle 1.500-2.000 per collegio plurinominale di oggi a 6.000-7.000 firme.

Come ricorda Pino Cabras, per accedere alle elezioni, in rapporto alla popolazione, l'Italia chiede circa 85 firme ogni diecimila abitanti, la Russia 14, la Spagna 8, la Germania 3, il Regno Unito 1.

Per raccogliere un tale numero esorbitante di firme richieste bisogna, in sostanza:
a) possedere già una struttura nazionale organica con sedi territoriali ovunque;
b) poter pagare dei certificatori su tutti i territori (c'è un ovvio limite a quanto si può chiedere come "volontariato" a un avvocato o un notaio amico - e se non sei già un insider difficilmente puoi ricorrere a consiglieri comunali, regionali o parlamentari per certificare.)

In sostanza, solo un partito modello Forza Italia, che nacque aprendo 300 sedi territoriali in un paio di mesi grazie alla profondità del portafoglio del fondatore, avrebbe oggi qualche possibilità di entrare in Parlamento dall'esterno.

Altrimenti da qui all'eternità chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori.

In sostanza, per chi non l’avesse capito, hanno deciso che dobbiamo andare in guerra e hanno deciso che nessuno deve disturbare il manovratore in questo percorso.

E tu chiamala se vuoi, democrazia. "
Nella prima foto: Boris Eltsin bombarda il Parlamento russo, 2-4 Ottobre 1993.

13/09/2026

Indirizzo

Verona

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