Comune Dei Cittadini

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01/04/2019

Sull’acqua non c’è da parlare di mezze verità e mi sento di ribadire l’assoluto ritardo con cui si è intervenuti

14/02/2019
21/10/2018
COMUNICATO: Gli allarmi dei produttori di pomodori e del gruppo Petti non giungono inaspettati. Indubbiamente la siccità...
14/09/2018

COMUNICATO: Gli allarmi dei produttori di pomodori e del gruppo Petti non giungono inaspettati. Indubbiamente la siccità nel 2017 e le eccessive piogge nel 2018 hanno accentuato le difficoltà, ma le fragilità della filiera produttiva del pomodoro in Val di Cornia sono presenti da tempo. Tra queste la criticità del sistema di approvvigionamento idrico per gli usi agricoli; le limitazioni ambientali dello stabilimento di Venturina (ormai inglobato nell’abitato); la mancanza di solidi accordi tra agricoltori e azienda di trasformazione per sviluppare la filiera corta del pomodoro toscano.
Abbiamo salutato con soddisfazione la svolta che il gruppo Petti ha impresso alle proprie strategie. Vedere nei campi i cartelli che indicavano che quei pomodori sarebbero stati lavorati nello stabilimento di Venturina è stato un salto di qualità rilevantissimo e indica una strada che, a nostro giudizio, deve essere perseguita con tenacia, nell’interesse dei produttori, dell’azienda di trasformazione e dei consumatori. La sfida del mercato globale, anche in campo agroalimentare, si può vincere solo puntando sulla qualità del prodotto e sull’abbattimento dei costi di trasporto. Non riusciamo a vedere altra soluzione. Il pomodoro è una delle risorse agroalimentari di cui disponiamo storicamente, qui e più in generale nella Toscana. Su questa risorsa, come su altre del settore agricolo, è possibile costruire una solida economia. Nel dibattito di questi giorni è stato evidenziato che tra dipendenti dello stabilimento e indotto nel settore agricolo, la filiera del pomodoro dà lavoro nella nostra zona a circa 2000 occupati tra fissi e stagionali. Si tratta di una realtà importante che deve essere difesa e sviluppata con il concorso di tutti i soggetti coinvolti.
I soggetti pubblici devono garantire migliori condizioni per l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua nelle campagne. E’ dello scorso anno l’ipotesi di utilizzare per usi irrigui le acque reflue del “Cornia industriale”, una condotta pubblica costruita per la fornitura di acqua all’industria siderurgica che oggi finisce in mare. Così come va affrontato il trasferimento dello stabilimento in aree idonee per ottimizzare e ampliare la produzione. Per questo nel 2012 fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Campiglia M.ma, ATO 5 Toscana Costa, ASA spa e Italian Food secondo il quale il trasferimento doveva iniziare nel 2014. Così non è andata.
Inoltre, la filiera del pomodoro non ha mai trovato spazio nei tanti Accordi di Programma nazionali sottoscritti sin dal 2014 per affrontare la crisi produttiva ed occupazionale della zona, tutti orientati solo sul comparto siderurgico e, addirittura, nel caso del piano Aferpi, sulla costruzione di una non meglio precisata agroindustria sul porto di Piombino per la lavorazione di prodotti africani. Ipotesi fallita, come tutto il piano Aferpi. Si è guardato a ipotesi prive di fondamento, trascurando ciò che avevamo sotto gli occhi. Il Comune di Campiglia è sempre mancato a quei tavoli. Comune di Piombino e Regione, che ai tavoli c’erano, hanno trascurato una risorsa che esiste e che offre rilevanti opportunità occupazionali.
Agli agricoltori e al gruppo Petti spetta il compito di definire patti che garantiscano nel tempo quantità e qualità della materia prima, presupposto fondamentale per lo sviluppo della filiera produttiva. Questa volontà è stata espressa dal gruppo Petti. Ci auguriamo che si realizzi nel rispetto reciproco degli interessi di chi produce e di chi trasforma il pomodoro. Un ruolo può svolgerlo anche la grande distribuzione, promuovendo e sostenendo prodotti locali di qualità; cosa che oggi non sembra accada come sarebbe auspicabile.
Tutto questo richiede maggiore impegno e capacità di governo. Non c’è dubbio che rappresenti una sfida, ma, come tutte le sfide, non si vince se si sta alla finestra a guardare o, peggio ancora, s’ignora l’esistenza stessa della risorsa da valorizzare, come purtroppo è già accaduto.
12 settembre 2011 ​​​​​​
​​​​​​​​​Comune dei Cittadini

25/08/2018

Da un paio di mesi abbiamo avviato un confronto su ciò che sarebbe necessario per migliorare il governo del nostro Comune. Veniamo da 10 anni di opposizione e abbiamo maturato una visione sui limiti delle amministrazioni e molte proposte per valorizzare le nostre risorse e creare nuove occasioni di lavoro. Non abbiamo la presunzione della verità. Sappiamo bene quanto sia difficile amministrare un Comune con una crisi che dura da oltre un decennio, con scarse risorse e con una burocrazia amministrativa (colpevolmente creata da chi governato ad ogni livello le istituzioni) che sovrasta di gran lunga l'obiettivo di dare risposta ai tanti problemi che abbiamo.
Chiediamo ai cittadini di partecipare a questo progetto: individuare le criticità, indicare le possibili soluzioni e trovare persone motivate e capaci per metterle in atto. Anche se regna un clima di sfiducia sul valore dei programmi elettorali (ampiamente giustificato dall'uso che ne hanno fatto i partiti chiamati ad attuali), con testardaggine ci proponiamo di assegnare al programma il valore che deve avere: delineare una visione del futuro e le azioni coerenti per inverarlo. Una cosa seria.
Così come non rinunciamo all'idea che il programma debba partire dalla realtà e dal confronto con chi ogni giorno vive i problemi. Dal confronto emergono sempre soluzioni migliori e più rispondenti ai bisogni.
Solo alla fine di questo percorso potremmo decidere se nella nostra comunità esiste realmente il bisogno di una lista civica. Non abbiamo nessun obbligo di presentarci alle elezioni amministrative del 2019. Ci siamo posti solo l'obiettivo di offrire ai cittadini un LABORATORIO DELLE IDEE per affrontare i problemi e dare speranza a chi oggi vive con preoccupazione, e talvolta con disperazione, la mancanza di lavoro, la poca attenzione ai beni comuni e lo smarrimento dell'interesse generale.
Da giugno si è costituito un gruppo di lavoro. Ne fanno parte persone che hanno seguito da anni l'esperienza del Comune dei Cittadini e altre, le più, che si sono avvicinate solo oggi. Il gruppo per il programma è aperto a chiunque voglia parteciparvi.

21/08/2018

Massimo Zucconi riguardo alla proposta di apertura avanzata dal PD locale nei confronti della lista civica campigliese "Comune dei Cittadini":
Gli unici interlocutori a cui ci proponiamo di andare in soccorso sono i cittadini insoddisfatti dell’operato della nostra amministrazione. Quelli che non votano, che non si riconoscono in nessun partito, che sono delusi dei partiti in cui hanno militato o che, semplicemente, ritengono più utile il confronto tra diversi per dare risposte migliori ai tanti e complessi problemi che abbiamo. Questo è stato e resta l’unico obiettivo della lista civica da 10 anni all’opposizione della giunta a guida PD alla quale abbiamo contestato i cedimenti alle pressioni lobbistiche, la poca trasparenza, gli sprechi di denaro pubblico e l’assenza di una visione del futuro di Campiglia e della Val di Cornia. Abbiamo avanzato proposte concrete sulla cooperazione tra i Comuni (oggi del tutto assente), sul governo del territorio, sui servizi essenziali, sulla tutela del patrimonio storico-culturale e dei beni comuni, sul turismo, sull’agricoltura e tanto altro ancora, cercando sempre di far emergere una visione di futuro che non sia ancorata solo alle economie declinanti del secolo scorso (siderurgia, cave, edilizia) e si ponga con coerenza il tema della migliore valorizzazione delle risorse di cui disponiamo. L’obiettivo era e resta quello di creare nuova occupazione e non solo di difendere (legittimamente) quella che c’è, ma in settori che non potranno più essere trainanti per la nostra economia. Se non siamo stati in grado di trasmetterle ai cittadini come avremmo voluto ce ne prendiamo la responsabilità. Non ci sono bastate le forze. Senza che questo costituisca un’attenuante, ricordo però che in questi 10 anni la lista civica è stata la forza di opposizione che più di ogni altra si è spesa per informare i cittadini e avanzare concrete proposte.
Sono stato invitato personalmente a partecipare ad un dibattito alla festa del PD sulle elezioni amministrative del 2019. Ho ritenuto di doverci partecipare senza nessun secondo fine, se non quello di rendere noto il progetto al quale abbiamo già iniziato a lavorare e di cui avevamo già parlato nelle assemblee pubbliche del 29 giugno e del 26 luglio. Cosa che ritengo utile fare con chiunque. Ho ribadito che la lista civica non può essere, per sua natura, un cartello elettorale o un alleanza tra partiti. E’ invece lo strumento con il quale, se lo riterranno utile, i cittadini possono organizzarsi per definire un programma che esprima una nuova visione del futuro, le priorità e le azioni per attuarlo. Come già avevamo fatto nelle assemblee pubbliche, ho aggiunto che non basterà il programma, ma che sarà indispensabile la presenza di una squadra qualificata in grado di attuarlo. Tutto qui.
Come era prevedibile, nell’incontro promosso dal PD sono emerse anche le difficoltà interne di quel partito. E’ un dibattito che rispetto, ma che non può spostare di un millimetro il progetto al quale stiamo lavorando.
Un giudizio sento invece di esprimerlo verso chi accredita i programmi sempre come “carta straccia” per coprire accordi e spartizioni di potere, da dimenticare il giorno dopo le elezioni. Ne comprendo le ragioni: è il risultato delle prassi negative messe in atto per decenni dai partiti (spesso anche da chi la critica) ed è una delle ragioni della sfiducia che permea oggi la politica. Queste prassi devono finire. Il programma della lista civica vuole essere una cosa seria. Per questo abbiamo iniziato a lavoraci da mesi e lo consideriamo il presupposto essenziale del progetto. Ai cittadini critici e sfiduciati chiediamo semplicemente di partecipare, di portare il proprio contributo e di valutare direttamente se ciò che andiamo dicendo corrisponde alla verità

Il nostro comunicato sulla variante Ex Comer:Quante cose ci dice la variante ex Comer!Due nuove strutture di vendita “al...
02/08/2018

Il nostro comunicato sulla variante Ex Comer:

Quante cose ci dice la variante ex Comer!
Due nuove strutture di vendita “alimentare e/o non alimentare” per 1.300 mq, più altre attività commerciali, direzionali e di servizio, nel bel mezzo dell’area che doveva costituire la connessione tra i laghetti della Tufaia a valle e il parco termale a monte sono l'opposto di ciò che si poteva attendere per dare un senso al cambio del nome da Venturina a Venturina Terme.
Se ancora ce ne fosse bisogno, questa ennesima improvvisata scelta della giunta PD, allo scadere del suo mandato, ci dice che dietro al cambio del nome non è mai esistita una concreta volontà di valorizzare la risorsa termale.
La lista Comune Cittadini non rimpiange certo le scelte precedenti della Giunta che, con il Regolamento Urbanistico del 2011, avevano previsto per l’ex Comer e le aree intorno ai laghetti di Tufaia una lottizzazione di oltre 7 ettari con 156 nuovi alloggi.
Criticammo aspramente quella scelta per due ragioni,oggi evidentissime. Quella colata di cemento avrebbe sepolto ogni proposito di valorizzare la risorsa termale. Era poi evidentissimo che la crisi del mercato immobiliare, che aveva già lasciato invenduti centinaia di alloggi nel nostro Comune, non avrebbe consentito di realizzare quella previsione nei 5 anni successivi.
Così è andata. Il Regolamento urbanistico è scaduto nel 2016 e nessuno di quei 156 alloggi è stato realizzato. Un fallimento che è parte del più grande fallimento di tutta la pianificazione urbanistica di Campiglia degli ultimi 10 anni. I dati ce li ha forniti lo stesso Comune. Nel settore residenziale erano previsti 387 nuovi alloggi e ne sono stati realizzati 9. Per il turismo erano previsti 164 posti letto e solo 38 sono in corso di realizzazione. Per le attività produttive erano previsti 33 ettari e se ne stanno realizzando solo 3,9 alla Monaca (in realtà i lavori sono fermi), in uno dei punti più infelici per il futuro della viabilità e del paesaggio di quella zona.
Un fallimento che avrebbe dovuto da tempo indurre l’amministrazione a modificare una pianificazione tutta affidata a logiche di espansione, anche in zone strategiche come quella delle terme di Caldana. Così come sarebbe stato necessario riflettere sul perché non ha trovato mai attuazione il Piano Particolareggiato del parco termale, oggi dimenticato.
Non lo ha fatto. Anziché fare i conti con i propri fallimenti, l’amministrazione ha deciso di accogliere la richiesta dei proprietari dell’ex Comer per trasformare un capannone abbandonato in un complesso commerciale che nulla avrà a che vedere con il termalismo, in mezzo ad una zona degradata destinata a restare a lungo tale, perché non pianificata. Nessuna riflessione è stata fatta sul rapporto con le attività commerciali del centro di Venturina, da tempo in grave sofferenza.
Dopo il fallimento della pianificazione e l’inerzia che la caratterizza da tempo, l’amministrazione si accinge ora a fare un altro danno, consentendo di trasformare l’ex Comer in un grande centro commerciale che, se realizzato, allontanerà i propositi di valorizzare il termalismo e di riqualificare il centro di Venturina.
Noi, più dell’amministrazione, siamo consapevoli degli errori fatti e della necessità di fare presto a definire nuove strategie, più aderenti alla realtà e ai bisogni di cittadini e imprese. Ma per tutti e dentro una visione organica di ciò che serve. In sostanza con la pianificazione pubblica e non con le varianti.

COMUNE DEI CITTADINI

Giovedì 26 luglio in piazza per parlare di programma
24/07/2018

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Venerdì 29 giugno assemblea pubblica Ztl per tornare con i Cittadini!
25/06/2018

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Sulla situazione disastrosa dell’Aurelia, il nostro Comunicato
10/05/2018

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Indirizzo

Via Indipendenza 105
Venturina
57021

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