30/07/2026
E chi l’avrebbe mai detto che la propaganda di Giorgia, la "donna, madre, cristiana", sarebbe crollata parlando proprio di natalità? Di chi come lei vorrebbe essere genitore ma non può permetterselo nell'Italia che affonda di questo governo?
I dati e le analisi pubblicati ieri da Il Sole 24 Ore in un articolo di Barbara Gobbi distruggono ogni slogan della destra: le famiglie affondano nella povertà e nel carovita.
I numeri del 2025 fotografano un vero e proprio disastro. I nuovi nati sono stati appena 355.000, segnando il minimo storico assoluto, con un saldo naturale drammaticamente negativo di 300.000 persone a fronte di ben 652.000 decessi.
Non si tratta di una mancanza di desiderio, ma di una pura impossibilità economica. Il 62% degli italiani rinuncia ad avere più figli a causa di ostacoli economici e sociali, mentre solo il 5,5% non ne vuole per scelta. Ci sono ben 2,8 milioni di italiani che indicano gli stipendi bassi e la precarietà come un blocco insormontabile. Gli italiani vorrebbero fare figli, tanto che si stimano circa 760.000 nascite desiderate nel 2025, ma le condizioni salariali ed economiche attuali rendono la genitorialità un lusso per pochi.
Senza servizi, stipendi degni e stabilità, la retorica sulla "famiglia tradizionale" si dimostra per quello che è: pura propaganda priva di qualsiasi impatto reale.
Il sistema attuale scarica tutto sulle spalle delle donne. Il 49% delle donne, ovvero una su due, teme ripercussioni negative sulla propria carriera se sceglie di fare un figlio, mentre 3 milioni di donne restano bloccate nel lavoro familiare non retribuito. Dov'è il piano straordinario per gli asili nido e la tutela della maternità nel mondo del lavoro?
Oggi in Italia fare figli significa rischiare la povertà. Ci sono già 1,8 milioni di bambini e minori che vivono in povertà assoluta. Le percentuali sono drammatiche: è in povertà assoluta il 22,3% delle famiglie con tre o più figli e il 36,3% delle famiglie con un solo genitore. Con l'inflazione alle stelle e i continui tagli ai sostegni sociali, fare figli significa rischiare l'indigenza.
A questo si aggiunge la pressione sulle famiglie schiacciate tra generazioni: ben 763.000 persone si trovano divise tra la cura dei figli e quella dei genitori anziani. Entro il 2050 ci saranno 300 over 65 ogni 100 giovani, con un'aspettativa di vita di 83,4 anni. Senza la Sanità pubblica e nell'assenza totale di servizi di assistenza territoriale, il Governo sta abbandonando le famiglie al collasso.
Perfino le istituzioni smentiscono la narrazione governativa. Per la guida dell'INPS, Vittimberga, non è la natalità a causare la povertà, ma l'insicurezza lavorativa, i redditi insufficienti e la penalizzazione delle madri. Dal canto suo, il presidente dell'ISTAT Chelli ricorda che la popolazione fertile si è così ristretta che tornare in equilibrio richiederà un tempo lunghissimo. Le istituzioni dicono chiaramente ciò che il governo finge di non vedere: il problema sono i salari e il lavoro precario.
Mentre la propaganda continua a ripetere di voler difendere la famiglia e mettere la natalità al centro, la realtà delle misure racconta un'altra storia: no al Salario Minimo con stipendi fermi al palo, nessun piano per gli affitti e la casa dedicati ai giovani, asili nido carenti, tagli alla sanità e un lavoro sempre più frammentato e precario.
In questo contesto, i bonus si dimostrano un totale fallimento. I 19,8 miliardi dell'Assegno Unico, misura automatica ereditata e consolidata, riescono a tamponare la povertà ma non creano stabilità. I bonus una tantum o gli spiccioli in busta paga non danno certezze: senza contratti stabili e servizi pubblici gratuiti, i giovani non possono progettare un futuro.
La natalità richiede diritti e salari, non retorica. I dati lo dimostrano in modo inconfutabile: gli italiani non fanno figli perché non possono permetterselo. L’Italia di Meloni non ha futuro.