Sara Pauletto- Psicomotricista Relazionale

Sara Pauletto- Psicomotricista Relazionale IL LINGUAGGIO DEL CORPO, IL CONTATTO, LA RELAZIONE AUTENTICA, LA CREATIVITA' E IL GIOCO sono la base delle attività rivolte a piccoli e grandi.

PERCORSI PSICOCORPOREI per bambini, genitori, professionisti della relazione
🟣PSICOMOTRICITÀ RELAZIONALE (in Gravidanza, per l' Infanzia, per la Famiglia)
🟢COSTELLAZIONI EDUCATIVE , secondo la visione sistemica
🔵LABORATORIO IMPRONTE DI NASCITA ⚘Centro di EDUCAZIONE ALLA RELAZIONE⚘

Spazio pensato e creato per la CRESCITA e il BENESSERE dei bambini, dei loro genitori e di tutti coloro che li ac

compagnano nel meraviglioso e impegnativo cammino dell'EDUCAZIONE. LE PROPOSTE, a mediazione corporea, sono pensate per percorsi di

EDUCAZIONE E PREVENZIONE,

ACCOMPAGNAMENTO ALLA CRESCITA,

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA',

BENESSERE PERSONALE,

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

(INDIVIDUALI E DI GRUPPO).


⚘PSICOMOTRICITA' RELAZIONALE

⚘TECNICHE DI RILASSAMENTO

⚘TERAPIA PRENATALE E PERINATALE

⚘PEDAGOGIA SISTEMICA SECONDO IL METODO DELLE COSTELLAZIONI FAMILIARI

⚘CONSULENZA EDUCATIVA METODO NARM Modello Relazionale Neuroaffettivo

⚘SERVIZI OFFERTI:

⚘Psicomotricità e Rilassamento in gravidanza
⚘Psicomotricità bambino-genitore
⚘Psicomotricità educativa in piccolo gruppo
⚘Valutazione psicomotoria
⚘Presa in carico con percorsi a mediazione corporea


⚘Tecniche di Rilassamento per bambini, adolescenti ed adulti
(Metodo Soubiran, Metodo Bergès, Rilassamento Muscolare Progressivo, Training Autogeno)

⚘Consulenza educativa per genitori
⚘Percorsi genitori-figli

⚘Supervisione e formazione per insegnanti ed educatori secondo la visione della Pedagogia Sistemica delle Costellazioni Familiari.

⚘Percorsi di ricerca personale, individuali e in gruppo, con tecniche a mediazione corporea. I PERCORSI VENGONO "CUCITI SU MISURA" COME UN ABITO SARTORIALE, IN BASE ALLA FAMIGLIA, AI VISSUTI DEI BAMBINI E ALLE RISORSE DEI GENITORI.





⚘SARA PAULETTO
*Psicomotricista Relazionale
Terapeuta in Rilassamento
Operatrice certificata Prenatal and Birth Therapy e NARM Modello Relazionale Neuroaffettivo
*Formatrice
*Insegnante Scuola Primaria


⚘FORMATA IN:
-Psicomotricità Relazionale e Analisi Corporea della Relazione
-Tecniche di Rilassamento per bambini ed adulti
-Pedagogia Sistemica
-Costellazioni Familiari
-Terapia sugli imprinting prenatali e perinatali.
-NARM Modello Relazionale Neuroaffettivo
-Counsel- coaching Strategico Breve secondo il Modello di Giorgio Nardone. CELL. 328 39 57 723

EMAIL. [email protected]

🌟 CORPO-ORIGINE FORMAZIONE: Ci siamo quasi! 🌟link zoomMancano pochissimi giorni al nostro appuntamento di sabato 27 giug...
25/06/2026

🌟 CORPO-ORIGINE FORMAZIONE: Ci siamo quasi! 🌟link zoom
Mancano pochissimi giorni al nostro appuntamento di sabato 27 giugno ore 10 su Zoom. Un incontro dedicato interamente a chi ha scelto di mettere il corpo, l'ascolto e la relazione al centro della propria professione: psicomotricisti ed educatori.

Nel lavoro quotidiano con la primissima infanzia, sappiamo bene che i comportamenti dei bambini non appartengono mai solo al "qui e ora". Il corpo dei più piccoli custodisce memorie precise: la vita uterina, l'impronta della nascita, i legami del sistema familiare. Stanchezze improvvise, iperattivazione, fatiche nell'andare al sonno o nel separarsi dalle figure di riferimento... e se ci parlassero di una storia iniziata molto prima?

Sabato vi presenterò ufficialmente il percorso in 9 weekend che partirà a ottobre. Un viaggio inedito pensato per darci strumenti di lettura ancora più profondi, dove la Psicomotricità Relazionale dialogherà con la Prenatal and Birth Therapy, il Rilassamento Psicomotorio Metodo Soubiran e le Costellazioni Educative.

Parleremo di come decodificare questi messaggi sottili e, soprattutto, di come l'ascolto e la centratura del nostro stesso corpo di adulti e professionisti siano la chiave per accogliere la storia d'origine di ogni bambino.

👇 I dettagli dell'incontro:
📅 Sabato 27 Giugno
💻 Online su Zoom, ecco il link
https://us06web.zoom.us/j/86141054503?pwd=4GhHNDrfavPlag0Z63bPhzLZ1SCHTl.1

🔵COSA PERDIAMO QUANDO DIMENTICHIAMO IL PERIODO PRENATALE?Ogni disciplina costruisce il proprio sguardo a partire da ciò ...
24/06/2026

🔵COSA PERDIAMO QUANDO DIMENTICHIAMO IL PERIODO PRENATALE?

Ogni disciplina costruisce il proprio sguardo a partire da ciò che decide di osservare. Anche la psicomotricità, nel corso della sua evoluzione, ha sviluppato strumenti preziosi per comprendere il movimento, il gioco, la relazione, l'espressività corporea e i processi di sviluppo della persona.

Ma esiste una domanda che merita di essere posta: cosa accade quando consideriamo la nascita come il punto di partenza dell'esperienza umana?

Se osserviamo lo sviluppo da questa prospettiva, rischiamo di interrompere artificialmente una continuità che, in realtà, è già iniziata molto prima. La nascita rappresenta certamente un passaggio fondamentale, ma non coincide con l'inizio della vita esperienziale del bambino. Prima di quel momento esiste un lungo periodo durante il quale il corpo cresce, si organizza e sperimenta forme sempre più complesse di adattamento all'ambiente.

Nel corso della vita prenatale si sviluppano le prime competenze sensoriali, si strutturano sistemi di regolazione fisiologica, si consolidano ritmi biologici e si costruiscono modalità di risposta agli stimoli provenienti dall'ambiente intrauterino. Tutto questo non scompare al momento della nascita. Al contrario, costituisce la base sulla quale si innesteranno le successive esperienze relazionali, affettive e motorie.

Quando il periodo prenatale e perinatale viene escluso dalla nostra riflessione professionale, perdiamo la possibilità di cogliere la profondità temporale dello sviluppo umano. Rischiamo di osservare soltanto ciò che emerge nel presente, senza considerare il lungo processo che ha contribuito a renderlo possibile.

Integrare questa prospettiva non significa adottare una visione deterministica dello sviluppo. Non significa affermare che ciò che accade prima della nascita definisca in modo rigido il destino della persona. Lo sviluppo umano è un processo dinamico, aperto, continuamente influenzato dalle esperienze successive e dalle opportunità relazionali che accompagnano la crescita.

Significa piuttosto riconoscere che ogni bambino arriva al mondo con una storia già iniziata. Una storia fatta di esperienze corporee, sensoriali e relazionali che rappresentano il primo capitolo della sua esistenza.

Per chi lavora nella psicomotricità e nell'educazione, questa consapevolezza può trasformarsi in una risorsa importante. Ampliare lo sguardo alle origini significa affinare la capacità di osservazione, sviluppare una maggiore sensibilità verso i processi di sviluppo e costruire letture più complesse e rispettose della persona.

Perché il nostro compito non è trovare spiegazioni semplici a fenomeni complessi, ma imparare ad abitare la complessità con maggiore competenza e consapevolezza.

✨ Più allarghiamo lo sguardo sulle origini, più comprendiamo la profondità della storia che ogni corpo porta con sé.

S.P

PRIMA DI NASCERE SIAMO GIÀ IN RELAZIONE Nella nostra cultura siamo abituati a pensare che la relazione inizi con l'incon...
23/06/2026

PRIMA DI NASCERE SIAMO GIÀ IN RELAZIONE

Nella nostra cultura siamo abituati a pensare che la relazione inizi con l'incontro visibile: uno sguardo, una voce, un gesto di accudimento dopo la nascita. Eppure, le più recenti conoscenze sullo sviluppo prenatale ci invitano a considerare una prospettiva più ampia.

La vita prima della nascita non è soltanto un processo biologico di crescita e maturazione. È anche un'esperienza continua di scambio tra il bambino e l'ambiente che lo accoglie. Un'esperienza che si realizza attraverso il corpo, attraverso i ritmi, i movimenti, le variazioni fisiologiche, le qualità sensoriali che accompagnano la gravidanza.

Il bambino cresce immerso in un contesto relazionale che gli offre continui stimoli: il battito cardiaco materno, la respirazione, il movimento del camminare, i cambiamenti di postura, le oscillazioni tra attività e riposo. Questi elementi costituiscono il primo paesaggio sensoriale dell'essere umano e rappresentano le prime coordinate attraverso cui il sistema nervoso in sviluppo inizia a organizzare la propria esperienza.

Parlare di relazione prenatale non significa attribuire al bambino competenze relazionali mature né immaginare forme di comunicazione paragonabili a quelle che si sviluppano dopo la nascita. Significa riconoscere che l'essere umano, fin dalle sue origini, cresce all'interno di una rete di scambi corporei e biologici che contribuiscono alla costruzione del suo senso di continuità e di appartenenza.

Per chi opera nell'ambito della psicomotricità e dell'educazione, questa consapevolezza apre interrogativi importanti. Se il corpo è il primo luogo della relazione, allora le sue radici affondano in un tempo molto precedente alla comparsa del linguaggio. Se la relazione si costruisce inizialmente attraverso il ritmo, il contenimento, la presenza e il movimento, allora questi elementi assumono un valore centrale anche nel lavoro che svolgiamo con bambini, famiglie e gruppi.

Integrare la dimensione prenatale nel nostro sguardo professionale non significa cercare spiegazioni lineari ai comportamenti osservati. Significa piuttosto riconoscere che ogni persona arriva al mondo portando con sé una storia di esperienze corporee che hanno contribuito a plasmare il suo modo di abitare lo spazio, di percepire la sicurezza, di entrare in contatto con l'altro e di rispondere agli stimoli dell'ambiente.

Comprendere questa continuità ci aiuta a leggere il corpo non come una realtà che nasce improvvisamente al momento del parto, ma come un processo che si sviluppa nel tempo, attraverso esperienze relazionali che iniziano molto prima della nascita e che continuano a evolversi lungo tutto l'arco della vita.

✨ Prima di essere individui separati, siamo stati esperienza di relazione.

IL CORPO  RICORDA PRIMA DELLE PAROLE Quando osserviamo un bambino che gioca, si muove, cerca il contatto o si ritrae, si...
22/06/2026

IL CORPO RICORDA PRIMA DELLE PAROLE

Quando osserviamo un bambino che gioca, si muove, cerca il contatto o si ritrae, siamo portati a leggere ciò che accade nel presente.

Eppure ogni esperienza corporea ha una storia.

Prima delle parole, prima del pensiero organizzato, prima ancora della nascita, esiste una dimensione di vita profondamente corporea fatta di sensazioni, movimenti, ritmi, variazioni di tono, esperienze di contenimento e di relazione.

La vita prenatale non è un tempo vuoto in attesa della nascita. È il primo grande ambiente di sviluppo della persona. Un ambiente in cui il corpo cresce, percepisce, si organizza e costruisce le prime modalità di adattamento e di relazione con ciò che lo circonda.

Come professionisti della psicomotricità e dell'educazione siamo abituati a considerare il corpo come luogo di memoria e di espressione. Perché allora fermare il nostro sguardo al momento della nascita?

Integrare la prospettiva prenatale e perinatale non significa attribuire ogni difficoltà o comportamento a ciò che è accaduto prima di nascere. Significa piuttosto riconoscere la continuità dell'esperienza umana e ampliare la nostra capacità di osservazione e comprensione.

Quando incontriamo un bambino, incontriamo anche la sua storia corporea più antica. Una storia che non si racconta con le parole, ma che può manifestarsi nei ritmi, nel movimento, nella qualità della presenza, nella ricerca di sicurezza, nell'esplorazione dello spazio e nella relazione con l'altro.

Per questo credo sia importante che la psicomotricità e le professioni educative tornino a interrogarsi sulle origini dell'esperienza corporea, non per cercare spiegazioni, ma per sviluppare uno sguardo più ampio, più sensibile e più rispettoso della complessità della persona.

S.P

STORIE CHE SVELANO LEGAMIEDIZIONE 2Dopo il primo esperimento della scorsa estate, che ha suscitato interesse e riflessio...
21/06/2026

STORIE CHE SVELANO LEGAMI
EDIZIONE 2

Dopo il primo esperimento della scorsa estate, che ha suscitato interesse e riflessioni profonde, anche quest'anno desidero riproporre questo modo speciale di far conoscere le CostellAzioni Educative.

A partire dal 6 luglio, riceverai una storia alla settimana via email: tre racconti ispirati a situazioni che molti genitori, insegnanti ed educatori possono riconoscere. Bambini che faticano a trovare il proprio posto, che manifestano comportamenti difficili da comprendere, che sembrano portare pesi più grandi di loro o che esprimono il loro disagio in modi che interrogano gli adulti.

La prospettiva delle Costellazioni Sistemiche Educative ci invita ad andare oltre ciò che appare in superficie. Invece di fermarci al comportamento o alla difficoltà, ci accompagna a osservare il bambino all'interno della rete di relazioni di cui fa parte: la famiglia, la scuola, la storia che lo precede, i legami visibili e quelli meno evidenti che influenzano il suo modo di stare nel mondo.

Attraverso queste tre storie potrai scoprire come uno sguardo sistemico apra nuove comprensioni, faccia emergere dinamiche spesso invisibili e restituisca significato a ciò che, a prima vista, sembra incomprensibile.

Non si tratta di trovare risposte semplici o soluzioni immediate, ma di allenare uno sguardo più ampio e profondo sui messaggi che i bambini ci portano attraverso il loro comportamento.

La partecipazione è gratuita. Ho scelto di offrire questo percorso perché credo profondamente nell'importanza di diffondere lo sguardo sistemico come risorsa per genitori, insegnanti ed educatori. Più questo modo di osservare i bambini si diffonde, più diventa possibile accompagnarli con rispetto, consapevolezza e fiducia nelle loro risorse.

Se senti il desiderio di comprendere i bambini oltre le etichette e le interpretazioni abituali, ti aspetto dal 6 luglio, una storia alla volta.

Scrivi email a [email protected] con oggetto Edizione 2.

S.P

Quando leggo contenuti del tipo: "Scrivi SPIAGGIA e ti invierò 5 giochi facili e divertenti da fare con il tuo bambino",...
19/06/2026

Quando leggo contenuti del tipo: "Scrivi SPIAGGIA e ti invierò 5 giochi facili e divertenti da fare con il tuo bambino", non mi soffermo tanto sull'idea in sé, che può essere anche utile, quanto sul messaggio che rischia di passare tra le righe.

Negli ultimi anni abbiamo iniziato a pensare che ogni momento dei bambini debba essere riempito. Se si annoiano, dobbiamo trovare un'attività. Se si fermano, dobbiamo stimolarli. Se non sanno cosa fare, sentiamo quasi il dovere di intervenire. È come se la noia fosse diventata qualcosa da evitare a tutti i costi e il nostro ruolo fosse quello di tenere costantemente acceso l'interesse dei bambini.

Eppure molte delle cose più importanti che imparano non nascono da ciò che organizziamo noi. Nascono da ciò che lasciamo accadere. Nascono quando hanno il tempo di guardarsi intorno, di seguire una curiosità, di inventarsi un gioco senza che qualcuno glielo suggerisca.

Un bambino che passa del tempo a osservare il mare, a raccogliere conchiglie o a scavare una buca nella sabbia non sta semplicemente "facendo niente". Sta esplorando, immaginando, facendo domande, costruendo idee. Sta vivendo un'esperienza che non ha bisogno di essere continuamente guidata per essere significativa.

Forse il punto non è stabilire se quei cinque giochi siano belli oppure no. Il punto è chiederci perché facciamo sempre più fatica a fidarci delle capacità dei bambini di trovare da soli qualcosa da fare. Perché ci sembra necessario aggiungere continuamente stimoli anche quando l'ambiente offre già tutto ciò di cui hanno bisogno.

Ho l'impressione che, nel desiderio di offrire sempre di più ai nostri bambini, stiamo rischiando di togliere loro qualcosa di prezioso: la possibilità di annoiarsi, di aspettare, di osservare, di inventare. In altre parole, la possibilità di esercitare la propria autonomia e la propria creatività senza che ci sia sempre un adulto a indicare la strada.

S.P

19/06/2026
Ecco un promemoria per le prossime proposte -27 GIUGNO ore 10 PRESENTAZIONE Percorso di approfondimento CORPO ORIGINE Ps...
19/06/2026

Ecco un promemoria per le prossime proposte

-27 GIUGNO ore 10
PRESENTAZIONE
Percorso di approfondimento
CORPO ORIGINE Psicomotricità prenatale e perinatale,
in partenza ad ottobre a Varese
Partecipazione libera in aula zoom

-1 e 8 LUGLIO
SO-STARE
Due incontri per fare un bilancio dell'anno lavorativo e trovare nuova energia e nuovi spunti per ripartire a settembre.
Partecipazione con iscrizione e quota di adesione

[email protected]

"Apparentemente gli esseri umani sono afflitti da un numero infinito di difficoltà e problemi emotivi. Tuttavia è possib...
18/06/2026

"Apparentemente gli esseri umani sono afflitti da un numero infinito di difficoltà e problemi emotivi. Tuttavia è possibile ricondurre la maggior parte di essi al trauma dell'età evolutiva e al trauma da shock, che compromettono lo sviluppo di una o più di quelle capacità fondamentali. Per esempio, quando i bambini non ricevono la connessione di cui hanno bisogno, crescono continuando a cercarla e al tempo stesso temendola. Quando i loro bisogni non vengono soddisfatti, i bambini non imparano a riconoscerli, non li sanno esprimere e spesso sentono di non meritare che vengano soddisfatti."
Larry Heller, Guarire i traumi dell'età evolutiva

Queste parole ci ricordano quanto le prime esperienze relazionali siano profonde e determinanti. Prima ancora delle parole, il bambino conosce il mondo attraverso il corpo: attraverso il contatto, lo sguardo, il movimento, il ritmo della presenza dell'altro.

La relazione corporea è la prima relazione che sperimentiamo. È nel corpo che impariamo a sentirci accolti, riconosciuti, al sicuro. Ed è sempre nel corpo che prendono forma le prime tracce della nostra storia emotiva.

Per questo la Psicomotricità rappresenta uno spazio prezioso per la crescita del bambino. Attraverso il gioco, il movimento e la relazione, offre un contesto in cui il bambino può esplorare se stesso, esprimere bisogni ed emozioni, sperimentare fiducia e costruire un senso più solido della propria identità.

Nello spazio psicomotorio il corpo non è soltanto ciò che si muove: è il luogo in cui il bambino comunica, entra in relazione e dà significato alle proprie esperienze. Attraverso una presenza accogliente e rispettosa, il bambino può sentirsi visto, ascoltato e sostenuto nel suo percorso di sviluppo.

Promuovere il benessere emotivo significa allora partire da dove tutto ha inizio: dal corpo e dalla relazione. Perché ogni bambino ha bisogno di fare esperienza di un legame che lo aiuti a riconoscere i propri bisogni, ad ascoltare le proprie emozioni e a sentirsi degno di essere accolto così com'è.

S.P

PESARO 7 NOVEMBRE Lieta di portare il mio contributo in una giornata ricca di interventi a favore di uno sguardo più amp...
17/06/2026

PESARO 7 NOVEMBRE
Lieta di portare il mio contributo in una giornata ricca di interventi a favore di uno sguardo più ampio verso i bambini.
Grazie Grandir - Centro educativo psicomotorio

Indirizzo

Varese
2100

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