VIVA Visignano d'Istria

VIVA Visignano d'Istria Si parte da esperienze e testimonianze raccolte nel tempo da molti esuli visignanesi, coinvolti - loro malgrado - nell’esodo istriano-giuliano-dalmata.

VIVA VISIGNANO D'ISTRIA è la pagina ufficiale della comunità degli esuli visignanesi e nasce per raccogliere notizie, memorie e racconti legati a Visignano d'Istria, al fine di preservare e arricchire la sua memoria storica, identitaria e culturale. Sono benvenute tutte le informazioni e i racconti legati alle tradizioni e alle usanze sulla bella Visignano, nonché aneddoti e leggende. L’obiettivo

è quello di condividere un patrimonio comunitario, storico e umano da trasmettere ai posteri, alimentando la memoria e l'interesse verso questo antico borgo veneziano, uno tra i più belli dell’Istria.

18/03/2026
23/02/2026
La dott.ssa Antonietta Corsi, nata a Mondellebotte nel comune di Visignano d'Istria, laureata all'Università di Trieste ...
11/02/2026

La dott.ssa Antonietta Corsi, nata a Mondellebotte nel comune di Visignano d'Istria, laureata all'Università di Trieste insegnò per molti anni negli istituti magistrali di Trieste e Tolmezzo.
Ha descritto sapientemente la sua storia passata in Istria è il dramma dell'esodo, compresa l'uccisione di suo papà Rodolfo.
Dalle memorie del Sig. Vito Rusalem, apprendiamo che nel novembre 1996 venne presentata (probabilmente alla Associazione delle Comunità Istriane) una raccolta di 14 differenti racconti autobiografici dal titolo "I LUNGHI INVERNI".
Il racconto autobiografico di Antonietta Corsi venne pubblicato (in differenti puntate) anche su La Voce Giuliana, offrendo uno spaccato reale e profondamente emozionante, a emblema di tante dolorose storie che interessarono gran parte delle nostre famiglie.
La copia digitale dei racconti di Antonietta Corsi si può scaricare da questo link:

10 Febbraio - Giorno del Ricordo 🇮🇹🙏A chi non può o non vuole capire il dolore dello sradicamento, della fuga, della per...
10/02/2026

10 Febbraio - Giorno del Ricordo 🇮🇹🙏
A chi non può o non vuole capire il dolore dello sradicamento, della fuga, della persecuzione... offriamo alcuni passaggi tratti dalla testimonianza scritta di Antonietta Corsi, nata a Mondellebotte nel comune di Visignano d'Istria.

"Sangue! Sangue! urlò barba Tommaso. Sangue, si: quello di mio padre. Gli avevano sparato nel basso ventre: lo vidi accasciarsi vicino al carretto, dal quale lo avevano fatto scendere, lì, vicino al laghetto, la Baciuanca,sulla strada che da Visignano porta a Sbandati.
Lo vidi cadere, poi la mia ribellione impotente: crollai a terra sul manto erboso che tutt'ora circonda la nostra chiesa, dedicata alla Madonna del Carmine."

Il 9 ottobre 1943, Antonietta assistette alla tragica morte del padre Rodolfo, vittima di un assassinio a pochi metri da casa.
Dopo l'8 settembre, anche l'Istria piomba nel terrore scatenato dall' "insurrezione popolare" dove elementi nazionalisti slavi organizzarono efferati episodi di stragi, culminate nell'orrore delle foibe che continueranno in modo più sistematico anche dopo la fine della guerra.
Nell'autunno del '43 Visignano, Mondellebotte, la vicina Santa Domenica furono interessate da una lunga scia di sangue che dopo più di 80 anni dovrebbe farci riflettere sugli orrori del passato ma anche su quelli del presente. Perché di massacri, soprusi e abusi su vittime innocenti, si continua a parlare inesorabilmente anche nella cronaca dei giorni nostri, sebbene su altre latitudini e longitudini.
A chi pensa di ridurre queste pagine di storia a semplici episodi trascurabili, sappia che, abbassando la guardia sulle efferatezze del passato, troveremo nuove tragedie sul nostro presente e futuro.
Custodiamo il Ricordo, portiamo rispetto e umanità per le vittime di tanto dolore.

Ottanta anni dopo, il Civico museo della civiltà istriana fiumana e dalmata di Trieste dedica un’esposizione al Dott. Ge...
08/02/2026

Ottanta anni dopo, il Civico museo della civiltà istriana fiumana e dalmata di Trieste dedica un’esposizione al Dott. Geppino Micheletti, eroe di Vergarolla, chirurgo che il 18 agosto del 1946 continuò a operare i feriti dell'attentato dinamitardo avvenuto nella spiaggia di Pola, anche dopo aver saputo che i suo due figli erano tra i morti di quella terribile strage.

In vista della giornata del ricordo che verrà commemorata il prossimo 10 febbraio alla Foiba di Basovizza in anteprima la mostra visitabile al Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata

Bottegaro, Micoli, Gasparini, Simonetti, Foraboschi, Giorgis, Viola, Benvegnù, Dellamarna, Marangoni, Damian, Cossetto, ...
18/01/2026

Bottegaro, Micoli, Gasparini, Simonetti, Foraboschi, Giorgis, Viola, Benvegnù, Dellamarna, Marangoni, Damian, Cossetto, Del Missier, Riosa, Rinaldis, Destallis, Gortan, Solaro, Valle, Candriella, Fortuna, Crosilla, Rinaldi, Zuliani, Bernes, Decleva, Dell’Osto, Cadore, Rabas,Gardel, Gardelin, Pol, Palma, Pulin, Giromella, Galante, Giaconis, Damiani, Trampus, Corva, Gracco, Cazzola,Cicuta, Dagostini, Decaneva, Damiani, De Colle, Depangher, Della Pietra, Della Marna, Fachin, Fiorencis, Gortan, Nadal, Paraboschi, Poleis, Pol, Romano, Soravito, Sellar, Sterzai, Travan, DeMedici, Del Fabbro, Pinzan, Giobatta, Paruta, Benedetti, Rossi, Tomat, Pozzo, DeFranceschi, Del Degano, Zanier, Bonano, Mecchia, Gottardo...

Sono solo alcuni dei cognomi di famiglie visignanesi originari della Carnia. Non solo Visignano ma buona parte dell'Istria, costruì il proprio sviluppo economico grazie all'afflusso di famiglie originarie di questa parte del Friuli nell'arco di una migrazione compresa tra metà del seicento e fine dell'ottocento, sia nell'Istria veneta che in quelal asburgica.

Grazie al programma SCONFINAMENTI curato da Massimo Gobessi e possibile ascoltare la presentazione del libro "«Mistri cargnelli» in Istria. Tra lavoro in bottega, traffici economici e speculazioni finanziarie (secoli XVI-XIX)" di Furio Bianco.

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/01/Sconfinamenti-del-16012026-MISTRI-CARGNELLI-a4859562-a774-4863-8f11-2346edc523c7.html



Buon ascolto.

MISTRI CARGNELLI - Sconfinamenti - Partivano dalla Carnia alla volta dell'Istria, con i loro saperi, la lingua, le tradizioni: erano i "mistri cargnelli", mestieranti in cerca di lavoro che fin dal XVI secolo giunsero nella pen*sola e in alcuni casi vi rimasero, facendo fortuna. Furio Bianco raccont...

Buona festa di Sant'Antonio Abate!
17/01/2026

Buona festa di Sant'Antonio Abate!

La chiesa di S. Antonio Abate.
Superata l’ex piazza Dante, la strada provinciale forma una doppia curva e scende verso il pianoro sottostante. All’inizio della curva, superiormente a questa, si vede l’antichissima chiesetta gotica di S. Antonio Abate, eretta a cavallo dei secoli XIII e XIV.
La piccola chiesa, con un basso portale ad arco acuto, fiancheggiato da due finestrelle, porta un alto campanile a vela con una bifora vuota. La chiesa è costruita su un masso calcareo, tutta a corsi di pietra da taglio, grigiastra, ed è ricoperta con lastre di pietra. La muratura sopra il portone gotico è forata a forma di croce, per dare luce all’interno, come pure una finestrella gotica sul retro che è stata chiusa; si nota il pavimento in pietra e l’acquasantiera ricavata nel calcare del davanzale di una finestrella. L’interno a volta ogivale è tutto affrescato con scene riguardanti il Cristo incoronato di spine e la vita di S. Antonio Abate. In una di queste si vede il santo mentre seppellisce la salma di Paolo eremita, assieme a due leoni che lo aiutano con le zampe a scavare la fossa;
Sopra la porta d’entrata una scena rappresenta Gesù che consegna le chiavi a S. Pietro. Questi affreschi sono dipinti da un ignoto maestro, forse locale, ma risentono dei nuovi primi influssi della pittura rinascimentale. L’altarino baracco è impreziosito da quattro statuette lignee raffiguranti angeli in funzione di portacero; sopra l’altare un’opera del pittore Domenico Udinese, del 1550, mostra S.Antonio che protegge i fedeli, affiancato a S. Veronica e S. Elena. La chiesa di S. Antonio è stata restaurata verso il’600. La chiesetta è volta verso la cittadina con un piccolo piazzale antistante dove un tempo esisteva la porta Grande o Porta Vecchia del borgo, aperta nelle antiche mura di cinta del XV e XVI secolo che durarono fino al 1750.

Fonte: Dario Alberi - ISTRIA - Storia, Arte, Cultura - Edito da Lint Editoriale








Comunità Degli Italiani "Dott. S. Fortuna" Visignano
Associazione delle Comunità Istriane

Nei ricordi del passato, c'è una parte di noi che non può essere scalfita. La festa di Sant'Antonio Abate ci riporta ad ...
17/01/2026

Nei ricordi del passato, c'è una parte di noi che non può essere scalfita. La festa di Sant'Antonio Abate ci riporta ad antichi riti legati ai lavori della campagna, devozioni popolari che scaldano il cuore... e poi, quante delle nostre stalle avevano un' effige sacra del Santo protettore degli animali... e poi la nostra amata chiesetta di medioevale con il ciclo di affreschi dedicati a Sant'Antonio... quanta bellezza che resta nei nostri cuori.

Il nuovo libro di Mario Ravalico non può mancare nelle librerie di chi vuole approfondire la vita del Beato don Francesc...
14/01/2026

Il nuovo libro di Mario Ravalico non può mancare nelle librerie di chi vuole approfondire la vita del Beato don Francesco Bonifacio ma soprattuto una pagina di storia delle nostre terre.
Don Bonifacio è uno dei tanti sacerdoti istriani uccisi in odium fidei che sacrificarono la propria vita col martirio.
Sono storie importanti da ricordare, come quella del nostro amato visignanese don Marco Zelco, ucciso dai nazisti nel paese di Canfanaro nel febbraio del 1944 a seguito di una falsa delazione nei suoi confronti, una trappola congeniata dai partigiani locali per far fuori un sacerdote scomodo.
Lo stesso accadde a don Bonifacio, in altra misura, in altre circostanze e purtroppo con il contributo di alcuni abitanti di Crassiza nel buiese...
Il libro di Mario Ravalico offre nuovi dettagli, analisi e spunti che è bene approfondire per mantenere viva la memoria dei nostri martiri.

Palazzo Gravisi Buttorai ha ospitato la presentazione del volume edito da Ares edizioni e patrocinato dall'IRCI con il sostegno della CI di Crassizza. L'evento, seguito da un folto pubblico e diverse autorità, è stato organizzato dal Centro Italiano "Carlo Combi"di Capodistria, la Società di stud...

In queste fredde giornate invernali, il pensiero torna alle nostre case di campagna. Camino o stufa che fosse, li vicino...
11/01/2026

In queste fredde giornate invernali, il pensiero torna alle nostre case di campagna. Camino o stufa che fosse, li vicino stava seduto un nonno che offriva i suoi racconti perpetuando una tradizione antica quanto la storia dell'umanità... Poi è nata la televisione.

“Ai miei tempi, che non erano solo miei, ma di tante altre persone, non avevamo la televisione, ma avevamo il camino, e davanti al camino c’era un nonno acceso che raccontava.”
( Stefano Benni, Bar Sport 2000 )

Indirizzo

Via Belpoggio 29/1
Trieste
34123

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