20/05/2026
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Come avevamo ampiamente previsto, alcune testate giornalistiche, evidentemente sollecitate da ambienti interessati ad avvelenare il clima elettorale, hanno iniziato a muoversi sul terreno delle insinuazioni, delle ricostruzioni fantasiose e di accuse che riteniamo gravemente offensive.
Ne eravamo consapevoli: quando mancano gli argomenti, si prova a trasformare atti seri, percorsi amministrativi regolari e perfino storie personali di lavoratori in materiale da campagna elettorale. È un modo di fare politica che respingiamo con forza.
Sul PUC ribadiamo una cosa semplice: il Piano Urbanistico Comunale è stato regolarmente approvato dal Consiglio comunale, nel pieno esercizio delle proprie funzioni.
Sua Eccellenza il Signor Prefetto non ha imposto alcun divieto né ha bloccato l’attività consiliare. Ha richiamato l’Ente alla normativa vigente, rimettendo al Consiglio la valutazione sull’urgenza e sull’improrogabilità dell’atto.
Quella valutazione è stata fatta pubblicamente, in aula, davanti alla città e con piena assunzione di responsabilità. L’urgenza nasceva da fatti oggettivi: il PUC era stato adottato, pubblicato sul BURC e completato negli atti. La normativa regionale prevede termini precisi. Fermarsi avrebbe significato mettere a rischio anni di lavoro, risorse pubbliche e uno strumento fondamentale per il futuro di Trentola Ducenta.
Anche sulle sentenze richiamate da una parte dell’opposizione e riprese da qualche testata si continua a fare confusione: alcune riguardano casi diversi dal nostro, altre risultano superate o ribaltate dal Consiglio di Stato. Su questo torneremo nel merito, con atti e riferimenti precisi.
Ma c’è un altro limite che è stato superato: quello della dignità delle persone.
L’articolo pubblicato sul tirocinio GOL è vergognoso. Non è giornalismo, non è critica politica: è un attacco costruito sulla pelle di un lavoratore.
Sul progetto GOL va chiarito che i requisiti vengono verificati dagli organi competenti, a partire dai Centri per l’Impiego per quanto di loro competenza. Tutti gli aventi diritto sono stati inseriti. Non ci sono state esclusioni arbitrarie, né corsie preferenziali.
Chi possiede i requisiti partecipa. Punto.
E soprattutto: chi nella vita può aver sbagliato, chi ha attraversato momenti difficili, chi ha pagato o sta pagando il prezzo dei propri errori e prova a ripartire attraverso il lavoro, merita rispetto. Non merita la gogna. Non merita di essere usato come bersaglio politico. Non merita di essere marchiato per sempre da chi, pur di colpire un’amministrazione, calpesta la dignità delle persone.
La politica, quella vera, serve anche a questo: creare opportunità, favorire il reinserimento, non distruggere chi cerca di ricominciare.
Quanto alla mia persona, siamo arrivati oltre ogni limite: accostare la mia immagine a figure e contesti gravissimi, ai quali sono totalmente estraneo, è un gesto irresponsabile, inaccettabile e profondamente offensivo. Sono ricostruzioni fantasiose e velenose. Io non ho mai avuto nulla a che fare con certe dinamiche, e chi prova a suggerire il contrario lo fa solo perché non ha altri argomenti.
Finitela. Finitela con le insinuazioni, con il fango, con le campagne costruite a tavolino e alimentate da chi preferisce avvelenare il confronto pubblico invece di discutere di fatti.
La politica si fa sugli atti, sui programmi e sulle idee. Non distruggendo la reputazione delle persone. Non umiliando chi lavora. Non usando il passato o la fragilità di qualcuno come arma elettorale.
Noi continueremo sulla strada della responsabilità, della legalità, dell’inclusione e del rispetto.
Le polemiche passano. Gli atti restano. E Trentola Ducenta merita serietà, non fango.
Ora basta fango. Noi guardiamo avanti, con la forza della verità, della responsabilità e del lavoro fatto. Andiamo a vincere, per Trentola Ducenta e per la nostra comunità.