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In merito alla mancata adesione del Comune di Tito alla rottamazione-quinquies, respingiamo le accuse mosse dall’opposiz...
13/10/2026

In merito alla mancata adesione del Comune di Tito alla rottamazione-quinquies, respingiamo le accuse mosse dall’opposizione, e proseguiamo nella nostra azione amministrativa e politica, lavorando per cercare di abbassare la pressione fiscale. Lo abbiamo fatto con l’Imu sulle categorie C nel bilancio 2026, continuiamo a farlo sulla Tari e proseguiremo in questa azione anche nel prossimo bilancio 2027.

Detto questo, vorremmo comunque rassicurare la minoranza: conosciamo benissimo la differenza tra riscossione spontanea e debiti già iscritti al ruolo.
Liquidare la nostra decisione con slogan di bassa lega, accusando l'amministrazione di voler “far pagare tutto fino all’ultimo centesimo”, dimostra soltanto una totale assenza di rispetto verso quei cittadini che, con grandi sacrifici, le tasse le pagano per intero e puntualmente.

La nostra è una scelta politica ben precisa e si basa sull'equità; aderire a sanatorie come questa lancia un messaggio gravemente diseducativo: rispettare i doveri verso la collettività è da ingenui, tanto prima o poi arriverà un salvagente a cancellare sanzioni e interessi.
È così che si alimenta l'insolvenza e si mina la stabilità finanziaria dell’Ente, costringendo la gran parte della popolazione a coprire i mancati introiti e a subire tagli ai servizi.

Sul piano pratico, inoltre, la rottamazione-quinquies non risolve alcuna falla strutturale, si limita semplicemente a rinviare il problema dei debiti pregressi (fermi a dicembre 2023) e, inoltre, chi vi accede rischia di decadere dal beneficio già dopo i primi due ritardi.
Questo sì che è “fumo negli occhi”, utile a fare cassa nell'immediato ma a spese della stabilità futura dell'ente.
Ci piacerebbe conoscere il motivo per cui sarebbe una misura a discapito della nostra area industriale, o dei lavoratori di Tito Scalo, per cui non comprendiamo il nesso logico e anzi leggiamo solamente un luogo comune secondo il quale le imprese sono sempre debitrici.

L’opposizione la definisce “un’occasione mancata per la cittadinanza”, ma di quale cittadinanza parliamo? Noi ci leggiamo soltanto il tentativo di spacciare per tutela delle famiglie e dei redditi medi quello che nei fatti sarebbe un premio riservato a pochi debitori.
Quello che la minoranza pare proprio non voler accettare è il fatto che un’amministrazione seria debba mettere al primo posto gli interessi dell'intera comunità, non di gruppi ristretti.

Questa è la convinzione che da sempre muove il nostro agire amministrativo.

Dunque bando alle strumentalizzazioni e andiamo avanti!

11/10/2026

Abbiamo presentato il progetto Tito ComuniCAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Un progetto nato dalla volontà dell'Amministrazione Comunale, in collaborazione con Sotto il Castello APS.

Il progetto, che si avvale del contributo di figure professionali, mira a costruire una comunità sempre più accessibile, in particolar modo per le persone con difficoltà nell'utilizzo del linguaggio verbale e della scrittura, attraverso strategie, tecniche, tecnologie e simboli.
Si partirà con una fase di raccolta di adesioni, poi incontri formativi e, infine, si costruiranno luoghi in CAA che possono essere uffici, attività commerciali o spazi pubblici.

È necessario conoscere e formarsi per poter rispondere ai bisogni della comunità, come già avviene in altre regioni italiane, tra cui il Lazio che è stato lungimirante nel riconoscere alle scuole dell'infanzia e primarie contributi specifici per gli assistenti CAA.

Nelle prossime ore verranno pubblicate le modalità di adesione e tutti i dettagli del progetto.

Qui un link per comprendere meglio cosa significa Città in CAA 👇

https://www.cittaincaa.it/

05/10/2026
02/10/2026

Si è conclusa oggi, positivamente, la visita di monitoraggio del progetto SAI da parte del Servizio Centrale del Sistema di Accoglienza e Integrazione.

La visita ha previsto incontri con l’équipe, visite alle strutture di accoglienza e colloqui con i beneficiari, secondo le modalità indicate dal Servizio Centrale.
Il progetto, cogestito con la Coop. La Mimosa, oggi è gestito in maniera integrata con il Comune di Satriano di Lucania e ospita 60 beneficiari appartenenti a nuclei familiari o monoparentali in 12 strutture, seguiti da un’équipe multidisciplinare composta da 20 persone, in sinergia con il nostro Ufficio Affari Sociali.
Il SAI, presente sul territorio dal 2017, rappresenta per noi un valido modello di integrazione, che non si limita alla sola accoglienza, ma che cerca di dotare i beneficiari degli strumenti idonei per acquisire autonomia: lingua, percorsi educativi (quest’anno sono state effettuate 10 iscrizioni scolastiche), partecipazione alle attività sociali e culturali e tirocini formativi per l’inserimento nel mondo del lavoro. Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono stati attivati 7 tirocini formativi in aziende del territorio, di cui 5 si sono tramutati in rapporti lavorativi stabili.
Anche la scelta, prima di individuare una struttura ospitante nel centro del paese e oggi di poterli ospitare in strutture diffuse nei vari quartieri di Tito, mira a evitare la ghettizzazione e a costruire un rapporto sinergico e partecipativo con la comunità.

L’identità di una comunità non si rafforza ponendo tetti numerici o respingendo. La si rafforza dotandosi di strumenti culturali e sociali, non coltivando la logica del nemico. La si rafforza condividendo valori, anche diversi, nel rispetto della dignità della persona e sapendo leggere e interpretare i cambiamenti del tempo.
Nessuno vuole cancellare nulla o “rubare” qualcosa a qualcuno. Anzi, la lungimiranza politica sta nel sapersi arricchire dalla diversità e lo dimostrano Paesi che molti anni prima di noi hanno affrontato questo tema, che si sono dotati di strumenti per accogliere e che oggi sono considerati, da noi stessi, anche più evoluti e democratici del nostro.

27/09/2026

Questa mattina abbiamo dato avvio alle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica Italiana con un'iniziativa promossa dall'associazione Ricrea, in collaborazione con l'associazione La Cordata.

Un trekking narrativo, dalla Casermetta a Piano del Fi*****io, tra quelli che sono stati i luoghi iconici dove, nel 1946 e poi nel 1949, vi fu l'occupazione delle terre da parte dei braccianti di Tito. Una lotta per il lavoro che, grazie alla ricerche storiche portate avanti dall'associazione, oggi sappiamo aver interessato altri luoghi del nostro territorio: C.da Maccarò, San Vito, Mancosa e Colacerchiara.

Il progetto mira alla realizzazione di veri e proprio sentieri della memoria. Sentieri che attraversano questi luoghi, lungo i quali potrebbe essere possibile ascoltare e vivere il racconto di quanto successo nel 1946 e nel 1949.

Un tema di estrema attualità che, come previsto dall'art. 4 della nostra Costituzione, ci ricorda di quanto sia importante difendere un diritto che lo Stato deve rendere effettivo e un dovere che concorre al progresso della società, soprattutto in un periodo storico in cui il caporalato è diventato una vera e propria emergenza sociale e in cui ci siamo disabituati a lottare e a difendere i nostri principi democratici.

Infine, a ricordo di questa giornata, abbiamo voluto apporre un'epigrafe in memoria delle lotte contadine per rivendicare dignità e diritto al lavoro.

Si tratta di un primo appuntamento a cui ne seguiranno altri promossi da altre associazioni locali, a seguito di un avviso pubblico promosso dal Comune di Tito finalizzato alla programmazione di iniziative per le celebrazioni della nostra Repubblica.

Indirizzo

Via Roma, 148
Tito
85050

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