Partito Socialista Federazione Siracusa

Partito Socialista Federazione Siracusa Pagina ufficiale del PSI di Siracusa, voce libertaria ed eretica nella provincia del “buon” costume.

1973/2026Salvador Allende, Victor Jara, Pablo Neruda:la crudele primavera del Settembre 1973 non ha spento la vostra voc...
15/09/2026

1973/2026
Salvador Allende, Victor Jara,
Pablo Neruda:
la crudele primavera del Settembre 1973 non ha spento
la vostra voce.
La cruel primavera de Septiembre 1973 no apagó vuestra voz.

15 Settembre 1925 nasce a Palazzolo Acreide (Siracusa)Pippo Fava,  che vogliamo ricordare con delle Sue parole profetich...
15/09/2026

15 Settembre 1925 nasce a Palazzolo Acreide (Siracusa)
Pippo Fava,
che vogliamo ricordare con
delle Sue parole profetiche e che
ben si adattano
in questi momenti: " Io allora non ti
dico per quale partito votare, perché penso che tu abbia avuto almeno la lucidità per fare una tua scelta ideale.
Ti dico solo, all’interno di questo partito al quale affidi la tua coscienza di cittadino, di scegliere uomini intelligenti, soprattutto uomini onesti.
E se hai coraggio
e passione stai tu dentro quel partito
a lottare.
So quanto sia difficile, poiché manigoldi e ruffiani sono riusciti finora ad emarginare
o eliminare
gli intelligenti
e gli onesti.
Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare e sperare.
Altrimenti ignoranti, ladri e imbecilli
ti affonderanno definitivamente
nella m***a!
Giuseppe Fava,
I siciliani,
Febbraio 1983".

Giuseppe Fava:Palazzolo Acreide (SR) 19.09.1925 -Catania 5.1.1984.Beato Giuseppe Puglisi: Palermo 15.9.1937 - 15.09.1993...
15/09/2026

Giuseppe Fava:
Palazzolo Acreide
(SR) 19.09.1925 -
Catania 5.1.1984.
Beato Giuseppe Puglisi:
Palermo 15.9.1937 - 15.09.1993.
Due Siciliani di
cui andare fieri, entrambi
massacrati
dalle mafie.

"Questo era l'emblema originale del PSI, il partitodi Matteotti, di Pertini, di Nenni, di Lelio Basso, di Lombardi. Rapp...
14/09/2026

"Questo era l'emblema originale del PSI, il partito
di Matteotti,
di Pertini,
di Nenni,
di Lelio Basso,
di Lombardi. Rappresenta
l'unione dei contadini
(falce)
con gli operai (martello)
e i lavoratori
della cultura
(libro),
come gli insegnanti. Il sole rappresenta
il socialismo.
Questo era il simbolo dei socialisti italiani e del movimento operaio molto prima che lo stalinismo
e il comunismo totalitario se ne appropriassero indebitamente. Eppure l'Unione Europea ha parificato questo simbolo di libertà,
giustizia sociale, democrazia
alla svastica nazista, con il fine di attaccare la storia del movimento operaio.
Tale revisionismo storico non è
nuovo in Europa
e purtroppo sta aprendo la strada all'estrema destra
e ai neofascisti. Perché se tutti sono uguali, se non c'è differenza fra socialismo
e nazismo
e fra fascismo
e antifascismo è chiaro che persino
i nazisti diventano una legittima forza politica.
Non a caso
l'estrema destra avanza ovunque. Difendere la falce
e martello significa portare avanti la memoria di milioni
di democratici
e antifascisti che hanno dato la loro vita per liberarci
dal nazifascismo, significa difendere la memoria di milioni di lavoratori che hanno lottato e scioperato per i nostri diritti
e per un futuro migliore, senza sfruttamento
e oppressione.
Giù le mani dalla falce e martello!
Giù le mani
dai simboli del movimento operaio
e del socialismo!".
Da Garofano
Rosso Torino.

14/09/2026

Dal Festival
dell'Avanti
del PSI....

VICTOR JARA, tra l'11 e il 16 Settembre 1973 visse la Sua Agonia, mutilato e ucciso dai killer di Pinochet."LE MANI MASS...
14/09/2026

VICTOR JARA,
tra l'11 e il 16 Settembre 1973 visse la Sua Agonia, mutilato e ucciso dai killer di Pinochet.
"LE MANI MASSACRATE
DI VICTOR JARA.
Quando trascinarono Victor Jara allo stadio di Santiago del Cile l'11 di Settembre del 1973, per alcuni uomini non vestiti di colori chiari, in quel paese,
fu un giorno di gioia.
Il nome di Victor
era iscritto nelle
liste degli sgraditi
da molto tempo,
ai primi posti
sui quaderni della muerte di Pinochet..... La sua storia e' stata tramandata anche da molti gruppi musicali, fra cui gli Inti Illimani; c'e' un bel libro
di Claudio Fava,
La notte in cui
Victor non canto', della Baldini
e Castoldi;
la moglie di Victor, Joan, ha recentemente
scritto un libro
con prefazione
di Sepulveda,
caro amico di Victor.
"Non riuscivo
a tornare a fare
la vita da signora inglese - dichiara
la donna- sono tornata in Cile"
La madre di Victor, donna sola, con pochi mezzi ma piena di spirito,
gli insegno' a suonare la chitarra.
"Mia madre mi ha insegnato a cantare", ricordava Victor.
Una madre gli regalo' dunque i chiodi con cui lo avrebbero appeso alla sua croce, come
accade in antichi
riti di iniziazione quasi dimenticati. Victor dal '66 infastidisce
il Potere, canta;
e' bello, intelligente, pieno di calore umano, e' amato dal pueblo, come si fa?
Nello stadio dei pestaggi e delle esecuzioni dei
giorni dopo il
golpe avviene
poi quel gesto
di sadismo che
ha scatenato poi
la fantasia, se pur dolente, di gruppi musicali, biografi,
dei suoi amici,
del popolo amato
e ridotto in schiavitu' dall'anticristo
Pinochet:
a Victor Jara hanno massacrato le mani.
Sebastiano Gulisano, un giornalista siciliano, uno
che pratica resistenza scrivendo e operando in Italia da vent'anni, mi raccontava tempo fa: gliel'hanno tagliate... ritrovo nel libro
di Fava la stessa espressione.
In realta' la moglie
di Victor, Joan, che
lo cerco'un giorno
fra i cadaveri ammassati nello stadio, che ora
- da poco, in verita'-
e' intitolato a Victor Jara, parla di angolazioni
strane delle
mani maciullate da
chissa' quali abusi.
Ma la sostanza
del discorso non cambia. Il Potere
non vedeva l'ora, letteralmente,
di fermare quelle mani, di congelarle, di sputarci sopra. Certi Poteri, per la struttura interna che li genera e li motiva, odiano la Bellezza
e la creativita' profonda, odiano
la vitalita'.
Cosi' descrive l'epifania nera
del corpo di
Victor la moglie:
"Siamo saliti al secondo piano,
dove erano gli uffici amministrativi e,
in un lungo corridoio, ho trovato il corpo
di Vìctor in una fila
di una settantina
di cadaveri.
La maggior parte erano giovani e tutti mostravano segni
di violenze e di
ferite da proiettile.
Quello di Victor
era il piu' contorto. Aveva i pantaloni attorcigliati alle caviglie, la camicia rimboccata, le mutande ridotte
a strisce dalle coltellate, il petto n**o pieno di piccoli fori, con un'enorme ferita, una cavita',
sul lato destro dell'addome,
sul fianco.
Le mani pendevano con una strana angolatura e distorte; la testa era
piena di sangue
e di ematomi.
Aveva un'espressione
di enorme forza,
di sfida, gli occhi aperti."
Il potere, pero',
a volte esagera.
Non e' consigliabile regalare simboli alla plebe, ai musicisti, agli scrittori, alle donne innamorate che perdono il loro compagno.
Quelle mani, tagliate e alianti come in
un quadro di Chagall, praticano resistenza. Si impongono come pallottole, tramite la forza di un pensiero simbolico.
Agiscono
in profondita',
si inerpicano
per le vallate dell'inconscio collettivo
e restano
per sempre
a raccontare
un mondo.
Scappano
dalla morte.
Lo sanno bene
quei dittatori che
non giustiziano
gli eroi e gli anarchici per non trasformarli in ideali, lo sanno quando cercano,
in vita, di screditarli, di spegnere il loro carisma.
Non e' consigliabile dare nutrimento
ai poeti.
Victor Jara pratica ancora resistenza con le sue mani tagliate,
è ovesciamento ultimo della bellezza e dell'amore, odio sintetizzato a temperature
altissime,
invidia della felicita' di un uomo che tempestava
la chitarra,
che parlava
agli uomini
e che baciava avvolgendola
per sempre
una donna
che ora resiste
e prosegue, testimoniando.
Joan Turner salvo' fuggendo subito dopo i funerali del marito alcuni nastri delle sue canzoni.
Il Potere distrusse tutte le copie
di registrazioni rintracciabili.
E anche le matrici.
Ma Joan ce le portò.
Patrizia Caffiero

14 Settembre 1944, muore a 13 anni, combattendo contro i nazifascisti,Franco Cesana, Partigiano, Ebreo,Ragazzino.Pochi m...
14/09/2026

14 Settembre 1944, muore a 13 anni, combattendo
contro i
nazifascisti,
Franco Cesana,
Partigiano,
Ebreo,
Ragazzino.
Pochi mesi prima scriveva alla
mamma:
"Carissima mamma,
dopo la mia
scappata non ho potuto darti mie notizie per motivi
che immagini.
Ti dò ora un dettagliato racconto della mia avventura: partii così all'improvviso
senza sapere io
stesso che cosa stavo facendo.
Camminai finché potevo poi mi fermai a dormire in un fienile in località Osteria Matteazzi.
Al mattino svegliandomi
con la fame
ripresi comunque
a camminare in direzione di Gombola sfamandomi con delle more.
Arrivai a Gombola verso le 9 e da lì cercai partigiani, deciso a entrare
a far parte di
qualche formazione.
Riuscii a trovare patrioti che mi insegnarono la strada per andare
al comando che si
trovava a Maranello di Gombola.
Arrivai alla detta località stanco morto; ma mi
feci coraggio
e mi presentai.
Dopo un po'
mi si presentò l'occasione di
far parte della formazione Marcello.
Sei contenta?
Presentandomi
a Marcello fui assunto e siccome ho studiato fui distaccato al Comando e attualmente mi trovo stabile relativamente sicuro in una località sopra Gombola.
Così non ti devi impensierire per
me che sto da re.
La salute è ottima solo un po' precario
il dormire.
Per chiarire
un increscioso
incidente ti avverto che non ho detto quella cosa che tu
sai che mi hai fatto giurare.
Così chiudo
questa mia raccomandandoti alto il morale
che ormai
abbiamo finito.
Affettuosamente
ti bacio e ti penso,
il tuo tesoro Franco

N.B.
Salutami pure Lelio
e digli di non fare
il cattivo.
Ti raccomando appena ricevi
la mia bruciala .
Ancora ti saluto
e ti bacio. Franco".
7/6/1944
Franco Cesana, tra i più giovani partigiani d'Italia,fu uno fra i tanti cittadini ebrei che militarono nelle
fila della Resistenza e combatterono a fianco dei partigiani contro i nazisti per
la libertà del loro paese.
Franco Cesana, staffetta portaordini medaglia d'oro, morì pochi mesi dopo
aver scritto questa lettera, nel corso di una battaglia nel bolognese fra tedeschi e partigiani all'età di 13 anni.

Ricordo di Ulisse Signorelli.Il 13 Settembre 2007 veniva a mancare Gaetano Arfè, partigiano, socialista rigoroso e mitic...
13/09/2026

Ricordo di Ulisse Signorelli.
Il 13 Settembre 2007 veniva a mancare Gaetano Arfè, partigiano, socialista rigoroso e mitico direttore dell'Avanti !.
Voglio ricordarlo
a chi, come
me, ha avuto
la fortuna
di conoscerLo
con questa Sua
citazione che dovrebbe fare
molto riflettere anche oggi:
"Senza radici
nella storia non
si combatte
l'ideologia dominante caratterizzata
dal culto del
mercato quale
sostituto della
divina provvidenza.
Il riformismo dissociato dal socialismo è una illusione".

11 SETTEMBRE 1973L'ULTIMO DISCORSO DEL PRESIDENTE SOCIALISTASALVADOR ALLENDE SOTTOI BOMBARDAMENTI DEL PALAZZO PRESIDENZI...
10/09/2026

11 SETTEMBRE 1973
L'ULTIMO DISCORSO DEL PRESIDENTE SOCIALISTA
SALVADOR ALLENDE SOTTO
I BOMBARDAMENTI DEL PALAZZO PRESIDENZIALE DELLA MONEDA:

"Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi
per la lealtà
che avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato a un uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che giurò
di rispettare
la Costituzione
e la Legge, e cosi fece.
In questo momento conclusivo, l'ultimo
in cui posso rivolgermi
a voi, voglio
che traiate insegnamento
dalla lezione:
il capitale straniero, l'imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò
il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando,
con aiuto straniero, di riconquistare
il potere
per continuare
a difendere i loro profitti e i loro privilegi.
Mi rivolgo a voi, soprattutto alla modesta donna
della nostra terra, alla contadina che credette in noi, alla madre che seppe della nostra preoccupazione
per i bambini.
Mi rivolgo
ai professionisti della Patria,
ai professionisti patrioti che continuarono
a lavorare contro
la sedizione auspicata
dalle associazioni
di professionisti, dalle associazioni classiste
che difesero anche
i vantaggi di una società capitalista.
Mi rivolgo alla gioventù, a quelli
che cantarono
e si abbandonarono all'allegria e allo spirito di lotta.
Mi rivolgo all'uomo del Cile,
all'operaio,
al contadino, all'intellettuale,
a quelli che
saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo
ha fatto la sua comparsa già
da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro
che avevano l'obbligo
di procedere.
Erano d'accordo.
La storia
li giudicherà. Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà più. Non importa. Continuerete a sentirla. Starò
sempre insieme
a voi. Perlomeno
il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con la Patria.
Il popolo deve difendersi ma
non sacrificarsi.
Il popolo non
deve farsi annientare né crivellare, ma
non può nemmeno umiliarsi.
Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino.
Altri uomini supereranno
questo momento grigio e amaro in
cui il tradimento pretende di imporsi. Sappiate che,
più prima che poi,
si apriranno
di nuovo i grandi viali
per i quali passerà l'uomo libero,
per costruire una società migliore. Viva il Cile!
Viva il popolo!
Viva i lavoratori!
Queste sono
le mie ultime parole
e sono certo che
il mio sacrificio
non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà
una lezione morale
che castigherà
la fellonia,
la codardia
e il tradimento.
Santiago del Cile,
11 Settembre 1973".

Indirizzo

Via Delle Carceri Vecchie, 3
Syracuse
96100

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