Partito Democratico Spirano

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07/06/2026
Buon 2 giugno
02/06/2026

Buon 2 giugno

01/06/2026

Matteo Salvini deve restituire 12 milioni di euro all'Europa per la progettazione del ponte. Il bilancio della Stretto di Messina racconta molto meglio della propaganda di Salvini cosa sia oggi il Ponte sullo Stretto: non una risposta ai problemi del Sud, ma una macchina societaria costosa, costruita attorno a un’opera inutile e dannosa.

Il dato è assurdo: su 116 dipendenti, 89 sono dirigenti o quadri e solo 27 sono impiegati. In un solo anno il personale aumenta di 32 unità, ma la crescita riguarda soprattutto le figure apicali. Questa non è una normale struttura operativa: è una piramide rovesciata pagata con soldi pubblici.

A rendere il quadro ancora più grave c’è la deroga al tetto dei 240mila euro previsto per gli stipendi nelle società pubbliche, introdotta dalla maggioranza. Una deroga fatta su misura, che consente ad alcuni dirigenti della Stretto di Messina di superare quel limite, mentre il costo del personale continua a crescere.

Intanto, la stessa società dovrà restituire 12,375 milioni di euro all’Unione europea perché i ritardi nell’iter approvativo non hanno consentito di rispettare i tempi previsti per le attività finanziate sulla progettazione esecutiva della parte ferroviaria dell’opera. È il conto salato che pagano gli italiani per un progetto portato avanti a colpi di propaganda, forzature e annunci.

17/05/2026
Buona Festa dei Lavoratori
01/05/2026

Buona Festa dei Lavoratori

Buon 25 Aprile, Buona Festa della Liberazione!
25/04/2026

Buon 25 Aprile, Buona Festa della Liberazione!

20/03/2026

Mi dispiace, ma personalmente non mi unisco alla celebrazione – e a tratti glorificazione – postuma.

Nessun odio (ci mancherebbe), né gioia per la scomparsa (non scherziamo), e anzi umano dispiacere per la famiglia, così come ne avrei per altri. Ma, a proposito di odio, Bossi ne ha avuto tanto, per tanto tempo e per tanti. E in decenni di attività politica ha fatto tutto ciò che era in suo potere per esprimerlo al meglio.

Se si fosse limitato a questo, bon. Ma su quel rancore, profondo, ci ha costruito un partito che ha fatto seri e profondi danni al Paese, aumentando le divisioni, mettendo le persone le une contro le altre, cercando di farle disprezzare reciprocamente, al solo fine di ottenere consenso. Quel modo, quel linguaggio, quelle idee hanno fatto male alle persone. Non metaforicamente: proprio fattivamente. Me lo ricordo ancora – ed ero piccolo, al tempo – quante persone di origine meridionale vissero sulla propria pelle, anche nel piccolo, l’effetto di quell’odio violento, urlato, martellato in ogni dove e trasmesso nel Paese con lo scopo di guadagnare voti. Perché quando si sdogana un certo modo di parlare, di ragionare, di semplificare e di odiare, tornare indietro è difficilissimo. E una persona realmente perbene avrebbe dovuto pensarci non due, ma cento volte, alle conseguenze dei propri messaggi.

Per non parlare poi di tutte le vicende legate a scandali vari. Perché mentre si dividevano le persone per guadagnare consenso, si stava bene attenti a curare i propri interessi. Mentre si odiava e si contribuiva ad aumentare fratture e rancori in un Paese già sconvolto dal berlusconismo, accelerando una decadenza che oggi ci presenta un conto salatissimo.

E in tutto questo mai un ripensamento, mai un pentimento, anche parziale, non delle idee politiche, ma di quanto quell’odio ha provocato sulla pelle delle persone.

Ma fermiamoci qui.
Riposi in pace, ma politicamente – e moralmente – non c’è, a mio modo di vedere, alcun margine per glorificare.

13/03/2026

No, Presidente. Non è proprio vero che i giudici bloccano le riforme come ha detto ieri a Milano.

Glielo hanno detto tutti e in ogni lingua possibile che questo è tecnicamente falso.

Gliel’hanno detto in primis i giudici europei (o vogliamo accusare anche loro di essere comunisti?).

Sui centri in Albania, ad esempio, questi le hanno detto una cosa oserei dire banale: la politica ha la facoltà di considerare un dato Paese come “sicuro” o meno, ma solo se la scelta è sottoposta a controllo giurisdizionale effettivo. Ossia se i giudici possono controllare. Il motivo è che se manca questa parte, si chiama dittatura. Se si toglie al potere giudiziario la facoltà di controllare viene meno lo stato di diritto. E lei contesta proprio questo: il controllo, la vigilanza. Ci si deve fidare, punto e basta.

O ancora la vicenda ponte sullo stretto di Messina: è giusto un progettino da 14 miliardi di euro e centinaia di migliaia di tonnellate di acciaio e cemento in una zona sismica e a pesante infiltrazione mafiosa. La Corte dei Conti ha semplicemente detto che il progetto aveva enormi lacune e una certa opacità sulla chiarezza di costi, coperture e rischi per la finanza pubblica, dubbi sull’impatto ambientale rispetto alle normative UE e, altra cosettina, qualche minuscolo dubbio sul non fare gara d’appalto dopo vent’anni dalla prima aggiudicazione (d’altronde per qualche miliardo che ci mettiamo a fare i formali con gare d’appalto? Assurdo).

Il tema non è che i giudici bloccano le riforme.
Il tema è che se le cose si fanno bene, senza presentare assurdità, strappi e deliri come – ci ritorno – pretendere di non fare una nuova gara d’appalto per miliardi perché vent’anni prima era stata già vinta (e si sono presi 300 milioni per progetti, eh: non gli è andata male), non nascono problemi.

Il resto, sinceramente, è davvero propaganda.

Manca ormai meno di un mese al voto per il Referendum Costituzionale. Pochi hanno avuto modo di documentarsi sui reali m...
28/02/2026

Manca ormai meno di un mese al voto per il Referendum Costituzionale. Pochi hanno avuto modo di documentarsi sui reali motivi per cui siamo chiamati ad esprimerci. Il circolo del Partito Democratico di Spirano, in collaborazione con la Fondazione Gritti Minetti di Bergamo, ha deciso di proporre una serata per chiarire i diversi aspetti del Referendum e chiarire quali siano le ragioni perché questa riforma debba essere bocciata. Questa la locandina con l’invito a partecipare alla serata. Saranno presenti, oltre a due avvocati, un magistrato del Tribunale di Bergamo. Grazie

16/01/2026

PONTE SULLO STRETTO: MELONI "COMMISSARIA" SALVINI. MA E' TUTTA UNA FARSA.

La premier Meloni si è resa conto che dopo le bocciature della Conte dei Conti la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è su un binario morto. Troppo pesanti i rilievi, soprattutto legati alla decisione del governo di "resuscitare" una gara vecchia 20 anni, basata su presupposti del tutto diversi e con costi di gran lunga inferiori.

Si rende conto anche CHE L'IMPATTO DELLA DISFATTA SUL GOVERNO E SUL MINISTRO SALVINI SAREBBE TROPPO FORTE, QUANDO ORMAI LE ELEZIONI SI AVVICINANO.

DEVE FARE QUALCOSA. E ALLORA: COLPO DI SCENA! ESAUTORA SALVINI, di fatto lo ALLONTANA DAI RIFLETTORI. E porta il dossier a palazzo Chigi, nominando un commissario.

MA NON SCEGLIE UNA FIGURA "TERZA", UN ESPERTO DI COMPROVATA ESPERIENZA che possa realmente imprimere una svolta su procedure, gare, progettazione esecutiva, valutazione dei costi, analisi della sostenibilità tecnico-economica dell'opera a regime, analisi del traffico previsto.

Non potrà mai ammetterlo, ma ha capito che la battaglia è persa, che ci sono stati troppi errori, che LA COSTRUZIONE DEL PONTE NON POTRA' MAI INIZIARE PRIMA DELLE ELEZIONI, con un contraccolpo che potrebbe essere devastante.

DEVE TROVARE QUALCUNO CUI LASCIARE IL CERINO IN MANO. E SCEGLIE PIETRO CIUCCI, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, principale collaboratore di Salvini, CORRESPONSABILE DI TUTTI GLI ERRORI, DI TUTTE LE FORZATURE TECNICHE E PROCEDURALI CHE HANNO DETERMINATO IL BLOCCO DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI.

Cambia tutto per non cambiare niente, vuole solo "NASCONDERE" SALVINI. E SACRIFICA CIUCCI.

CARA PREMIER, LA TUA PENOSA STRATEGIA E' TROPPO EVIDENTE. IL PONTE NON SI FARA', PER LA VOSTRA INCOMPETENZA, PER LA VOSTRA TRACOTANZA, PER IL VOSTRO DISPREZZO DELLE REGOLE. E NON BASTERÀ NASCONDERE SALVINI DIETRO CIUCCI!

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