Valtellina e Valchiavenna 5 stelle

Valtellina e Valchiavenna 5 stelle Pagina gestita da alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle e dal Consigliere Regionale Raffaele Erba.

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30/06/2021

La situazione di scontro che si è venuta a creare negli ultimi giorni tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo disorienta e confonde soprattutto chi da anni si dedica con impegno al MoVimento 5 Stelle.

Rimango incredulo del dietrofront del Garante nei confronti dell'ex Presidente del Consiglio.
Purtroppo Beppe in questi ultimi giorni ha manifestato grandi contraddizioni nei confronti di Conte, del M5s e di tutti coloro che speravano in un nuovo percorso costruttivo.

La sensazione predominante è quella di amarezza soprattutto per via delle prese di posizione inspiegabili da parte del Garante del M5s che smentiscono nel merito e nel metodo quanto indicato nei valori fondanti della nostra forza politica.

Entrando nel merito, la decisione di un singolo su un tema importante come la scelta del capo politico, senza il coinvolgimento della base, svilisce i principi di democrazia diretta a cui abbiamo sempre creduto.

Non condivisibile neppure il metodo perché avviare un percorso per proporre Conte come leader della nostra forza politica e poi fare retromarcia non dimostra serietà ed è irrispettoso per chi ha lavorato a testa bassa in questi 4 mesi.

Una forza politica moderna invece dovrebbe evolvere, crescere e rafforzarsi, soprattutto quando emergono dei momenti di difficoltà. Conte poteva essere il soggetto ideale in grado di rispondere alle esigenze di rafforzamento e di strutturazione che necessita il MoVimento 5 Stelle per proseguirne il rilancio.

Se il problema era la bozza di statuto proposta si poteva avviare una discussione e portarlo alla valutazione degli iscritti nei suoi singoli punti.
Era comunque il percorso di base più auspicabile.
Anni fa la proposta di legge elettorale del M5S era stata una bellissima esperienza di democrazia diretta in cui la base ha dato punto per punto il proprio contributo.
Perché non si è voluto seguire la stessa strada ?

Non possiamo perdere una persona eccezionale che ha dato prova delle sue qualità politiche in uno dei momenti più difficili del nostro Paese.

29/06/2021

Apprendo da fonti stampa che il programma cashback vedrebbe la sua probabile conclusione il 30/06, per mano della cabina di regia di palazzo Chigi.

I dati hanno dimostrato che la percentuale di furbetti riguardava in realtà solo lo 0,2% delle transazioni, pertanto si sarebbe potuto tranquillamente convenire in una rivisitazione dello strumento, abolendo la sola componente di super cashback e portando praticamente a zero le transazioni sospette.
Qualora questo strumento dovesse vedere il termine, ritengo che sarebbe indice di una br**ta frenata d’arresto dell’innovazione digitale che si stava cominciando a introdurre in questo Paese. Grazie all’inserimento di quasi 9 milioni di mezzi di pagamento tracciati, si stavano gettando le basi di un portafoglio digitale di stato per i cittadini in grado di consentire l’eliminazione di mezzi preistorici come bollette, bollettini, f24, f24 semplificati e f23. Un portafoglio che, secondo la visione del M5S, avrebbe potuto fungere da camera di compensazione diretta e immediata dei crediti fiscali generati dal cittadino, creando una sorta di conto corrente fiscale utilizzabile per qualsiasi pagamento nei confronti dello Stato.

Il fatto che siamo rimasti i soli al governo a difendere questo percorso di progresso la dice lunga sulla visione medioevale delle altre forze politiche.
Frenare così bruscamente un processo così importante di semplificazione dei servizi resi al cittadino è un atto grave che non fa bene al Paese

26/06/2021

Giovanni Currò, vicepresidente della commissione finanze della Camera, è uno dei deputati del Movimento 5 Stele emergenti, animatore del gruppo che si è denominato «Innovare» che raccoglie molti eletti al primo mandato. «Auspico che ora tra Grillo e Conte ci sia un confronto vero – dice – ...

26/06/2021

Dopo la sconfitta al referendum costituzionale "dovevo andarmene, dal punto di vista personale ho fatto malissimo a rimanere in politica, avevo già la valigia pronta per gli Stati Uniti”. Matteo Renzi

Personale?
Avremmo fatto volentieri a meno del Governo Renzi, del patto del nazareno, del tentativo di affossare la Costituzione: a quest'ora avremmo un padre costituente condannato (Verdini),
Avremmo fatto a meno dell'Italicum, del Rosatellum, della Legge Del Rio, dei 16 miliardi di tagli alla sanità, del decreto "salva banche", del caso Etruria e della Boschi, del Jobs Act, della "buona (!) scuola".
Ma, soprattutto, se Renzi non fosse mai esistito politicamente, non ci avrebbe ammorbato con le finte rottamazioni, gli "Enrico stai sereno" , i ponti sullo stretto, il Mes e le filippiche a Conte perché faceva troppe dirette: "la politica non è un reality show".

Un consiglio: se hai la valigia pronta, questa volta non pensarci 2 volte.

24/06/2021

CHE BELLA COMPAGNIA...

Non sorprende che il partito che promuove tutto il contrario di quello che millanta, abbia proposto come quesito referendario l'abolizione, di fatto, della custodia cautelare per criminali comuni (dagli scippatori ai ladri), ma anche per i colletti bianchi che commettono reati di corruzione, bancarotta, falso in bilancio e così via.

"Il terzo quesito infatti eliminerebbe il criterio della reiterazione del reato per disporre il carcere preventivo, limitandolo solo ai reati gravi come quelli commessi con l’uso di armi, contro l’ordine costituzionale o per i reati di mafia."

Proprio Salvini, che ha fatto della sua bandiera di propaganda il carcere per i criminali ma anche per gli immigrati irregolari (pari a un terzo dei detenuti) adesso promuove un referendum che li verrebbero quasi tutti scarcerati.

Oltre alla Lega e ai Radicali, promuovono questa follia anche gli altri partiti del cdx di governo, da Forza Italia all’Udc.

Ma a impressionare è soprattutto la compagnia di Salvini: tra i politici che hanno annunciato o fatto sapere che firmeranno i quesiti referendari ci sono molti indagati, imputati o addirittura pregiudicati che stanno scontando la pena.

Il primo non poteva che essere Silvio Berlusconi
Dopo la condanna a 4 anni nel 2013 per frode fiscale, oggi continua ad essere imputato per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza nel processo Ruby Ter. È indagato anche a Firenze nell’inchiesta sulle stragi di mafia del 1993. Dall’alto del suo curriculum nelle aule di Giustizia – e del casellario giudiziale – non poteva che sostenere questo referendum.

Denis Verdini, padre del Patto del Nazareno, oggi è ai domiciliari dopo la condanna definitiva a 6 anni e mezzo per il crac del Credito cooperativo fiorentino.

Compagni di strada Cesa, Siri, Centemero e De Vito

Lorenzo Cesa, leader dell’Udc dimessosi a gennaio dopo un’indagine della Procura di Catanzaro per associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso. Quest’ultimo però viene ricordato per la vicenda giudiziaria che lo vide coinvolto nel 1993, indagato per corruzione nell’inchiesta sulle tangenti Anas della procura di Roma, da cui ne uscì indenne nel 2003 in Appello per un cavillo giudiziario. Ma l’interrogatorio del ’93 è rimasto nella storia giudiziaria di quegli anni: “Ho deciso di svuotare il sacco” disse.

Armando Siri, imputato a Roma per corruzione

Giulio Centemero, sotto processo per finanziamento illecito.

De Vito passato in FI criticando la linea giustizialista del M5S: è a processo per corruzione nell’inchiesta sullo stadio della Roma.

Matteo Renzi:
“È un’iniziativa molto utile”.
Renzi è ancora indagato dalla Procura di Firenze, insieme a Luca Lotti e Maria Elena Boschi, per finanziamento illecito legato all’inchiesta sulla fondazione Open.

Roberto Giachetti, ha annunciato che aiuterà leghisti e i suoi ex compagni radicali a raccogliere le firme: “È un’altra straordinaria occasione, un’occasione da non perdere”

22/06/2021
22/06/2021

Il reddito di Cittadinanza, che il Movimento 5 Stelle ha fortemente voluto e che continuerà a difendere, rappresenta una misura fondamentale per milioni di italiani. Grazie a questi soldi migliaia di famiglie in grave difficoltà economica, soprattutto durante la pandemia, sono riuscite e stanno riuscendo ad andare avanti con maggior serenità. Eppure sui giornali nella maggior parte dei casi si parla del Rdc solo quando si scopre questo o quel furbetto che, non avendone diritto, ne ha usufruito. Ecco, il fatto che questi casi emergano e che i truffatori vengano scoperti rappresenta un altro fiore all’occhiello della nostra norma studiata e costruita proprio in modo che sia difficile truffare lo Stato. La riprova sta nelle parole del Comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana. “Il lavoro con l’Inps ci ha consentito di intervenire tempestivamente sulle frodi. Ritengo che quest’esperienza dimostri l’efficacia del dispositivo integrato tra semplificazione, audit interno e controllo di polizia. È la ricetta che dovremmo utilizzare anche per gestire i soldi del Recovery”. La Guardia di Finanza, che ringrazio per il grande lavoro che sta facendo, insomma, è stata messa in condizione di lavorare al meglio. Mi piacerebbe che la stampa ne desse finalmente conto…

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