La voce di Solarino

La voce di Solarino La voce di Solarino è un luogo d’incontro e confronto civico, sensibile alla cronaca politica locale

Quando si parla di randagismo, qualcuno solleva puntualmente una domanda: non esistono problemi più importanti? È una do...
08/09/2026

Quando si parla di randagismo, qualcuno solleva puntualmente una domanda: non esistono problemi più importanti? È una domanda legittima, ma nasce da una visione riduttiva del fenomeno.

Il randagio non è soltanto il cane che gira per il paese e trova, qua e là, una ciotola d’acqua o un po’ di cibo grazie alla sensibilità di qualche cittadino.

Dietro la presenza di un randagio esiste un problema più ampio, con conseguenze che coinvolgono gli stessi animali, le persone, la sicurezza e l’intera comunità:

🐕 Morsicature e aggressioni: il rischio può aumentare quando i cani si muovono in branco, difendono il territorio o si sentono minacciati.

🛵 Incidenti stradali: un animale che attraversa improvvisamente può mettere in pericolo automobilisti, motociclisti, ciclisti e se stesso.

🐕‍🦺 Aggressioni ad altri cani: possono provocare ferite, spese veterinarie e possibili contenziosi.

🚸 Paura e libertà limitata: bambini, anziani e proprietari di animali possono arrivare a evitare alcune strade o a non uscire serenamente.

🐶 Riproduzione incontrollata: senza sterilizzazioni, nuove cucciolate nascono e sono destinate a vivere nelle stesse condizioni dei genitori.

🩺 Sofferenza degli animali: fame, malattie, ferite, intemperie, parassiti avvelenamenti e maltrattamenti. La vita di un randagio è esposta a tantissima sofferenza.

🗑️ Problemi igienici: deiezioni, rifiuti sparsi e postazioni alimentari improvvisate o gestite in modo scorretto.

💶 Costi per la collettività: le catture dei randagi e la loro permanenza nei canili hanno un costo che cresce quando manca la prevenzione adeguata utile a ridurre il fenomeno.

🏠 Strutture sovraffollate: più animali entrano nei canili, più diventa difficile garantire condizioni dignitose per gli ospiti e favorire le adozioni.

🤝 Volontari lasciati soli: troppo spesso il peso dell’emergenza ricade su persone che intervengono con il proprio tempo e le proprie risorse economiche. Il volontario non va lasciato solo, va formato e supportato dal Comune.

Occuparsi di randagismo significa evitare che un fenomeno troppo a lungo trascurato continui a produrre rischi e disagi per l’intera comunità e, prima ancora, sofferenza per gli stessi animali, che ne sono le principali vittime.

Non è una battaglia contro qualcuno e, soprattutto, non è una battaglia contro gli animali. È un’iniziativa civica per proteggere insieme le persone, gli animali e il territorio. Sostenete questa campagna, partecipate!

Il bando si è rivolto alle associazioni del Centro-Sud, con fondi destinati alla sterilizzazione di cani e gatti e ha ra...
08/09/2026

Il bando si è rivolto alle associazioni del Centro-Sud, con fondi destinati alla sterilizzazione di cani e gatti e ha raccolto ben 58 richieste. 12 richieste dalla Sicilia.

La prevenzione del randagismo passa soprattutto dalla sterilizzazione, ma per utilizzare le risorse disponibili occorre intercettare per tempo bandi e iniziative. Capire che cosa sia stato fatto può aiutarci a non perdere le prossime occasioni

Si è conclusa la prima edizione del bando "Non Uno di Troppo" promosso da Save the Dogs e Squadra 4 Zampe: ben 58 associazioni del Centro-Sud hanno chiesto fondi per sterilizzare cani e gatti.

Sara Turetta di Save the Dogs: "Il bando è anche un segnale per le istituzioni" https://kodmi.it/s3u8U

Qualche settimana fa ho segnalato la presenza di alcuni cani randagi sotto casa mia.Ho scritto al Comune, alla Polizia m...
07/09/2026

Qualche settimana fa ho segnalato la presenza di alcuni cani randagi sotto casa mia.

Ho scritto al Comune, alla Polizia municipale e all’ASP veterinaria di Siracusa, inviando una comunicazione che è stata regolarmente protocollata dagli uffici di questi enti.

Per un momento ho creduto che la mia segnalazione avesse prodotto un intervento immediato: il giorno stesso in cui l'ho inviata, infatti, ho visto arrivare una camionetta della vigilanza zoofila, ma mi sono sbagliato.

I cani sono ancora sotto casa e, fino a oggi, non ho ricevuto alcuna risposta dagli organi competenti ai quali mi sono rivolto.

Racconto pubblicamente questa vicenda non per alimentare una polemica, ma perché il randagismo a Solarino è un problema del tutto evidente, e che condiziona in un modo o nell'altro la vita di molti cittadini.

Possiamo evitare di parlarne. Possiamo voltare lo sguardo da un'altra parte, possiamo dire che sono solo "canuzzi", ma sappiamo tutti che in diverse zone del paese, soprattutto nelle ore serali, si muovono branchi di cani randagi che possono rappresentare un problema concreto per chi cammina, e per chi porta a passeggio il proprio cane.

Non possiamo aspettare che accada qualcosa di grave prima di intervenire.

Certo, il randagismo è un problema che riguarda l’intera Sicilia, non soltanto Solarino. Ma noi vogliamo partire da qui: studiare la situazione, individuare le zone più interessate e chiedere alle istituzioni e agli enti competenti interventi concreti.

La Voce di Solarino in questi giorni ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sul randagismo, invitando i cittadini a segnalare l'eventuale presenza di randagi nel proprio quartiere.

Purtroppo al momento, non registriamo alcuna collaborazione, e francamente non capiamo le ragioni di questo silenzio, considerato il fatto che tra cittadini le lamentele sono tantissime.

Ci teniamo a precisare che questa iniziativa, non vuole dare il via ad una caccia al randagio, anzi, vuole tutelare animali e cittadini. Vorremmo accendere una luce su come il randagismo viene "gestito", quali costi ha, come vengono considerati i randagi, cosa si può fare insieme per migliorare la situazione. Vogliamo costruire una mappa del randagismo a Solarino e, successivamente, promuovere un tavolo di confronto con cittadini, associazioni, Comune e istituzioni competenti.

Ma questa iniziativa può funzionare soltanto se partecipiamo tutti.

Se incontrate dei randagi inviateci una loro foto e indicate il luogo, il giorno e l’orario dell’avvistamento. Potete scriverci anche privatamente.

Il problema esiste. Tacerlo non lo farà scomparire.

Segnalate. Partecipate. Aiutateci a trasformare tanti episodi isolati in una richiesta collettiva di intervento. Grazie

Foto scattate in via Baden Powell

Nicola Di Ricco Silano

Eccomi di nuovo. Sono Lucky!La volta scorsa vi ho chiesto che cos'è per voi un randagio. Oggi vi domando: sapete quanti ...
04/09/2026

Eccomi di nuovo. Sono Lucky!

La volta scorsa vi ho chiesto che cos'è per voi un randagio. Oggi vi domando: sapete quanti siamo e dove viviamo? Forse avete visto uno di noi vicino a un supermercato, davanti a una casa o in una strada di periferia.

Alcuni di noi vivono soli, altri in piccoli gruppi. Qualcuno rimane nello stesso posto perché riceve acqua e cibo; altri continuano a spostarsi.

Siamo sparsi nel territorio di Solarino, ma nessuno sembra sapere con precisione quanti siamo e in quali condizioni viviamo.

Per questo vi chiedo di darmi una mano a costruire una mappatura dei randagi di Solarino.

Questo non significa dare la caccia a un cane o indicare un luogo dal quale farlo scomparire. Significa sapere dove vive, se è solo, ferito, malato o in pericolo.

Se avete incontrato uno di noi, scrivetelo nei commenti: quanti ne avete visti? Sono adulti o cuccioli? Sembrano in difficoltà? Magari scattate una foto e allegatela al commento.

Aiutatemi a costruire la mappa del randagi a Solarino. Perché per prendersi cura di qualcuno, bisogna prima accorgersi che esiste

Mi chiamo Lucky e sono un randagio.O almeno, è così che l’intelligenza artificiale immagina un randagio: con il mio muso...
02/09/2026

Mi chiamo Lucky e sono un randagio.

O almeno, è così che l’intelligenza artificiale immagina un randagio: con il mio muso, il mio pelo e questi occhi, proprio come mi vedete nell’immagine.

Ma nella vita reale, com’è fatto un randagio? Ha il pelo nero, marrone oppure bianco? È grande o piccolo? È anziano, è un cucciolo? E il suo carattere com'è? È impaurito, aggressivo, dolce?

Non c'è un randagio uguale all'altro. Qualcuno
potrebbe essere identico al cagnolino che dorme sul vostro divano. Potrebbe avere i suoi stessi occhi, la stessa voglia di giocare, la stessa paura dei temporali e lo stesso bisogno di ricevere una carezza.

“Randagio” non è una razza. È una condizione che non abbiamo scelto, ma che ci hanno imposto gli uomini.

Alcuni di noi nascono per strada. Altri vengono abbandonati. Altri ancora si perdono e nessuno viene a cercarci. Diventiamo randagi quando restiamo senza una casa e senza qualcuno che si prenda cura di noi.

Sì, qualche volta incontriamo una persona che lascia una ciotola di pasta, un po’ di croccantini o dell’acqua davanti alla porta. Sono gesti importanti, perché possono salvarci dalla fame e dalla sete. Ma una ciotola non è ancora una casa.

Una casa è qualcuno che ti aspetta. È una voce che pronuncia il tuo nome. È una presenza che non scompare dopo averti dato da mangiare.

Io sono Lucky e non esisto davvero. Ma rappresento tanti cani veri che incontrate ogni giorno per le strade di Solarino. Quando incontrate uno di noi che cosa vedete?

Un pericolo? Un problema? Un animale libero? Oppure una vita rimasta senza qualcuno che se ne prenda cura?

Che cos’è per voi un randagio? Scrivetelo nei commenti.

Da questa domanda comincia il nostro viaggio

31/08/2026
Ricordare Capaci, oggi, nell'anniversario della strage in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Fra...
23/05/2026

Ricordare Capaci, oggi, nell'anniversario della strage in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, non significa soltanto commemorare i loro nomi e ricordare il loro sacrificio. Significa soprattutto anche chiederci, da che parte stiamo.

La mafia non si è manifestata solo nelle stragi, e nei grandi processi. Vive ancora oggi, ma in una cultura più sottile: nella raccomandazione accettata come normalità, nel favore chiesto all’amico potente, nel diritto trasformato in privilegio, nella convinzione che senza padrino non si arrivi da nessuna parte. Nel silenzio omertoso di fronte ai soprusi e all'ingiustizia.

E allora la mafia possiamo combatterla anche noi, semplici cittadini, ogni volta che rifiutiamo quella logica. Ogni volta che scegliamo la strada più difficile: quella delle regole, della dignità, della responsabilità, della giustizia.

Perché l’antimafia comincia anche da qui: dal non cercare scorciatoie quando quelle scorciatoie rendono tutti meno liberi.

Forse è questo il modo più alto per onorare la memoria del giudice Giovanni Falcone: non limitarci a ricordarlo una volta l’anno, ma provare a rendere ogni giorno un po’ meno mafiosa la società in cui viviamo

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Solarino
96010

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