Rifondazione Comunista circolo di Siena

Rifondazione Comunista circolo di Siena Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Rifondazione Comunista circolo di Siena, Partito politico, Via Mentana 104, Siena.

Ancora sui trasporti. È il momento che la classe politica si occupi del nostro territorio. Come Rifondazione sono anni c...
15/06/2026

Ancora sui trasporti. È il momento che la classe politica si occupi del nostro territorio. Come Rifondazione sono anni che ci battiamo per chiedere collegamenti, infrastrutture e rispetto per i pendolari della Provincia senese

A dicembre 2026 scadrà il Contratto di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e RFI (Rete Ferroviaria Italiana), lo

06/06/2026

Sono anni che ci battiamo per una mobilità all' altezza dei tempi e che venga incontro alle esigenze degli abitanti della provincia. Lorenzo Scoccati, eletto in consiglio comunale per il nostro Partito, mette le cose in chiaro e rilancia sul Contratto di Programma con RFI. I nostri amministratori devono prendere una posizione chiara e, almeno per una volta, agire per il bene del nostro territorio!

Vi aspettiamo!
27/05/2026

Vi aspettiamo!

🇵🇸 Domenica 7 giugno alle 21:30 primo appuntamento politico della Festa.

“Dalla Palestina al Venezuela: come l’imperialismo americano sta distruggendo il mondo.”

Un momento di confronto e approfondimento su guerra, imperialismo e conflitti internazionali insieme a:
• Antonella Bundu (online)
• Geraldina Colotti
• Fabio Lattanzio

📍 loc. Agrestone – Colle Val d’Elsa

🍝 Dalle 19:30 saranno aperti gli stand gastronomici con cucina toscana, pizzeria, bar e gelateria.

Vi aspettiamo!

Grazie Antonella Bundu. Grazie a tutta la flotilla per il vostro coraggio. Palestina libera!
24/05/2026

Grazie Antonella Bundu. Grazie a tutta la flotilla per il vostro coraggio. Palestina libera!

Siamo rientrati in Italia.

Nei prossimi giorni proveremo a restituire pubblicamente quanto accaduto durante la missione della Global Sumud Flotilla. Non solo il sequestro di oltre 500 attiviste e attivisti internazionali, gli abbordaggi, la detenzione e le torture riportate nelle carceri israeliane, ma soprattutto il sistema politico, militare e culturale che rende tutto questo possibile, normale, legittimato.

Abbiamo visto navi da guerra e rastrellamenti in mare condotti contro civili disarmati. Abbiamo visto la sospensione arbitraria di ogni diritto. Abbiamo visto l’umiliazione usata come pratica deliberata di potere. E abbiamo visto governi europei e di ogni continente, incapaci non solo di opporsi, ma perfino di difendere la dignità delle proprie cittadine e dei propri cittadini.

Quei pochi secondi di video che per molte persone è apparso scioccante — perché subito da cittadine e cittadini occidentali — non è niente in confronto a ciò che ci hanno fatto, ed è una parte infinitesimale di ciò che il popolo palestinese subisce quotidianamente da decenni: detenzione amministrativa, torture, apartheid, occupazione militare, deportazioni, punizioni collettive, incarcerazione di minori, disumanizzazione sistematica.

Per noi sono stati giorni. Per milioni di palestinesi è la normalità imposta da una violenza coloniale permanente.

Ed è importante dire che non si tratta di “eccessi”, né di deviazioni di qualche ministro estremista. Non basta evocare Ben Gvir come se il problema fosse riducibile a una caricatura nazifascista utile a salvare il resto. Il problema è l'intero sistema Israele intrecciato a livello politico internazionale che continua a garantire impunità, copertura diplomatica, cooperazione economica e militare allo Stato israeliano, mentre Gaza viene distrutta e la Cisgiordania militarmente soffocata.

L’umiliazione inflitta a cittadine e cittadini italiani, austriaci, malesi, norvegesi, olandesi, sudafricani, irlandesi, australiani e di molti altri Paesi — su imbarcazioni battenti bandiera straniera, dunque in territori sottoposti a precise tutele internazionali — dimostra anche il livello di subordinazione dei governi. Governi che accettano il ricatto politico permanente e rinunciano a qualsiasi autonomia pur di non mettere in discussione gli equilibri geopolitici esistenti.

Per questo risultano irricevibili le dichiarazioni indignate di chi oggi prova a presentarsi come garante della democrazia e dei diritti umani dopo aver sostenuto, armato o legittimato il sistema che produce questa violenza. Non è credibile chi denuncia gli effetti mentre continua a proteggere le cause.

Continueremo a parlare di Palestina, di colonialismo, di complicità occidentali e di diritto internazionale violato ogni giorno. E continueremo a farlo partendo dalle persone palestinesi, dalla loro resistenza, dalla loro dignità e dal loro diritto alla liberazione.

Resto, per ora, solo parzialmente raggiungibile. Per le urgenze vi chiedo di contattarmi tramite il compagno Dmitrij Palagi

Buongiorno

Vi aspettiamo per la prima proiezione in Toscana del documentario “Sarajevo Safari” di Miran Zupanic. Tra i molti episod...
12/05/2026

Vi aspettiamo per la prima proiezione in Toscana del documentario “Sarajevo Safari” di Miran Zupanic. Tra i molti episodi drammatici dell’assedio di Sarajevo dal 1992 al 1996, la storia di un safari umano è rimasta a lungo nascosta all’opinione pubblica. Solo pochi erano a conoscenza del fatto che, sul fronte serbo, all’assedio di Sarajevo partecipasse non solo l’Esercito Serbo-Bosniaco, insieme a volontari e mercenari, ma anche un altro piccolo gruppo clandestino. Si trattava di ricchi stranieri che pagavano cifre elevate per avere la possibilità di sparare contro gli abitanti della Sarajevo assediata.
A seguire cena sociale con prenotazione obbligatoria.

Lotta, resistenza e mutualismo le nostre parole. Il sopruso e il genocidio le vostre. Forza Antonella Bundu, forza Globa...
01/05/2026

Lotta, resistenza e mutualismo le nostre parole. Il sopruso e il genocidio le vostre. Forza Antonella Bundu, forza Global Sumud Flotilla. Thiago Ávila e Saif Abukeshek non vi lasceremo soli. Buon Primo Maggio Compagni.

Buon Primo Maggio a bordo della Trinidad.

La nostra barca, insieme ad altre due, cerca riparo dalla burrasca lungo le coste di Creta, accompagnata dalla nave Open Arms.

L'equipaggio, che non ha dormito più di un'ora alla volta da giorni, si riposa nelle cuccette, mentre uno rimane al timone.

Chi è al timone fa parte dell'unica barca assalita anche con le armi, dalle forze israeliane, senza poi rapire l'equipaggio. La sua barca è danneggiata e lui ha scelto di salire sulla nostra, mentre cerchiamo un riparo.
Ieri eravamo diretti a cercare la barca alla deriva e riportare l'equipaggio con noi, ma Open Arms l’ha raggiunto prima. Oggi, lui ci aiuta a navigare, un chiaro esempio di mutualismo e solidarietà reciproca tra chi lotta.

Storie di lotta e resistenza che non sono separate. Non c’è distanza tra chi lotta per la dignità nel lavoro e chi cerca di rompere un assedio ingiusto. Sono lotte che vanno oltre le barriere fisiche e simboliche, parte della stessa storia, quella di chi rifiuta che il profitto venga prima delle persone, di chi si oppone a una geopolitica che cancella la dignità delle persone, che annienta i diritti fondamentali, di chi non permette che il silenzio diventi complicità.

Il mutualismo, anche nella flottiglia, risponde ai bisogni immediati, ma soprattutto mette in discussione le cause delle disuguaglianze.

La settimana scorsa, ad Augusta, durante la commemorazione nel giorno della Liberazione, ho chiesto di intervenire, ricordando come Teresa Mattei, la più giovane tra le Costituenti, abbia voluto fortemente il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione. Quello che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’uguaglianza, impedendo il pieno sviluppo della persona umana.

E quando non vengono garantiti diritti e dignità, ci si organizza dal basso. Perché la giustizia sociale va praticata, va costruita, va resa reale.

Allora, anche il Primo Maggio, prendiamoci una posizione chiara. Dalla parte di chi lavora senza tutele, di chi attraversa il mare in cerca di un futuro, di chi resiste sotto le bombe, di chi non si arrende. Sumud.

Sottrarre i diritti alla logica del profitto.

Perché i diritti, o sono per tutti e tutte, o non sono diritti.

Buon Primo Maggio dalla Global Sumud Flottiglia

Palestina libera.

01/05/2026
Buona liberazione dal nazifascismo. Ieri, oggi e domani!
25/04/2026

Buona liberazione dal nazifascismo. Ieri, oggi e domani!

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Siena
53100

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