Alternativa Siena

Alternativa Siena Vediamo tanti nipoti di Thatcher che dicono ancora che "non c'è alternativa". Abbiamo un'idea e una fede diverse...
L'Alternativa, C'è!!

01/10/2023

Il giovane ricercatore italo palestinese Khaled El Qaisi, studente a La Sapienza di Roma, è stato rilasciato da Israele, anche se la sua è una semilibertà concessagli per una settimana ai domiciliari. El Qaisi era stato arrestato il 31 agosto dagli agenti di frontiera israeliani, notoriamente non proprio democratici, al ritorno da un viaggio in Palestina con moglie e figlio piccolo. Di lui non si era più saputo nulla per giorni, essendo stato privato di ogni diritto difensivo e non avendo potuto farsi assistere neppure da un legale.

Oggi la moglie ha confermato la notizia della liberazione e ha fatto sapere che il congiunto non potrà comunque muoversi da quei territori, poiché le autorità israeliane sono ancora in possesso del suo passaporto. La tesi è che avrebbero ancora da approfondire la posizione del ricercatore ed eventuali sospetti a suo carico. Peccato che non si sia ancora capito di cosa sia accusato e perché. Ovviamente siamo lieti che si sia aperto uno spiraglio in questa triste vicenda e che il ragazzo possa rivedere i suoi familiari che erano comprensibilmente preoccupati, ma non possiamo esimerci dal ribadire quanta ipocrisia ci sia nell'atteggiamento delle autorità occidentali.

Incluse quelle italiane che in questo caso dovrebbero tutelare un concittadino con doppio passaporto. Condanniamo senza sconti certi dittatori, ma solidarizziamo senza riserve, con paesi che ogni giorno calpestano i diritti umani. Sarebbe ora di farsi un bell'esame di coscienza e di abbandonare questo insopportabile ammantarsi di senso della democrazia da esportazione.

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29/09/2023

Rispetto alle discussioni delle ultime settimane, una cosa è certa: lo spettacolo mediatico a cui abbiamo assistito mentre la Presidente Meloni girava in passerella con la Von der Leyen, la dice lunga. Si tratta di una vera campagna mediatica e di marketing senza nessuna reale programmazione che si traduca in linee chiare e coerenti per affrontare l’emergenza. Tanto più se si pensa che, proprio lei, la protagonista indiscussa dell’attuale scena politica, sta raccontando agli italiani e ai lampedusani che chiederà assistenza alla Nato e all’UE, mentre il Ministro Salvini ricomincia ad invocare un blocco navale.

Un teatrino di finta opposizione, mentre al raduno leghista di Pontida è spuntato persino un cartello che proponeva di cedere Lampedusa all’Africa. A quanto pare però, nonostante i viaggi all’estero della Meloni, l’UE sta comunque continuando a lasciar sola l’Italia. È chiaro dunque che il nodo fondamentale da sciogliere non siano più le ONG o quanto il nostro paese sia in grado di gestire la questione, quanto piuttosto gli accordi della Convenzione di Dublino che dovrebbero essere rivisti quanto prima.

Lasciatecelo dire, per intervenire concretamente c’è bisogno d’altro rispetto a questa pantomima alla quale nelle scorse settimane ha preso parte anche l’ex premier Conte, facendo visita alla signora Teresa che per pranzo gli ha offerto, di fronte ad uno spiegamento di telecamere accese, lo stesso menù destinato ai migranti! In questo momento c’è bisogno di dare un segnale concreto ai cittadini, perché è evidente che su questo tema non ci sia una vera unità in Europa e una seria presa di posizione; tanto più se i riflessi economici e sociali si avvertono con maggior forza.

Nel frattempo in sede UE dovrebbe sbloccarsi l’intesa sul nuovo “Patto per l’Asilo e i Migranti”, ma il nodo più difficile per l’Italia resta il congelamento del Memorandum d’intesa con la Tunisia. Proprio dalle coste tunisine arrivano la maggior parte degli sbarchi clandestini e nel 2023 è stata un'invasione. E mentre la Meloni continua a domandarsi chi ci sia dietro le Organizzazioni malavitose che orchestrano i viaggi della falsa speranza senza cavarne un ragno dal buco, gli sbarchi continuano incessanti e aumentano le tendopoli nelle nostre città!

E il Ministro Piantadosi che fa? Punta il dito contro Putin che potrebbe aver fatto accordi col governo tunisino. Insomma, la colpa è sempre degli altri, mentre l’Italia, annichilita e snobbata in Europa, affonda.

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27/09/2023

A Trento inizia la sfida della nostra Elena Dardo Candidata Presidente della Provincia per Alternativa e di tutti i nostri candidati consiglieri!

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Alternativa Trentino Alto Adige

24/09/2023

Non ci stracceremo le vesti per la scomparsa dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sarebbe ipocrita sostenere il contrario o mantenere un garbo istituzionale che striderebbe con l’opinione negativa che abbiamo manifestato da sempre sul suo operato. Salvo esprimere il dovuto rispetto che si deve ai defunti, non possiamo esimerci dal ricordare i disastri che questo signore ha compiuto ai danni del nostro paese.

Anche valutando il percorso politico di un uomo che ha fatto la storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi, non possono venir fuori che grosse contraddizioni e criticità. Napolitano era colui che nel 56’ difendeva l’intervento sovietico in Ungheria e la devastazione che ne seguì. Poi dopo varie capriole politiche nel 96’ si ritrovò ad essere Ministro dell’Interno, prima volta nella storia repubblicana per un rappresentante comunista della prima ora, ad occupare tale posizione.

Fu in seguito complice silente dei giochini extranazionali con lo spread che fecero collassare il governo di allora nel 2011 e fautore del Governo Monti che condannò gli italiani ad una fase di riforme d’austerity con molte lacrime e sangue. Poi nel 2013 si superò, forzando tutte le prassi istituzionali e gli equilibri democratici, riuscendo a farsi rieleggere Presidente della Repubblica una seconda volta, a suo dire “con sacrificio e per amor di patria”. Ma la verità è che stava garantendo la sopravvivenza di un apparato politico al collasso.

Fu poi indimenticabile la fase nella quale stese un tappeto rosso al furbetto di Rignano per poi benedirne uno dei peggiori attentati alla Costituzione: la cosiddetta “schiforma” Renzi-Boschi. Riforma che grazie al cielo si schiantò nella fase finale, bocciata dal responso referendario dopo essere stata approvata in Parlamento con una maggioranza inferiore ai due terzi dei membri di camera e senato.

Alcuni di noi in quelle convulse e drammatiche fasi politiche erano in Parlamento e dissero NO alla rielezione di Re Giorgio, così come cercarono di opporsi a tutte le giravolte dei governi posticci che si avvicendarono in appena due anni di puro caos. Questa è solo una estrema sintesi della storia di Giorgio Napolitano e della sua lunga carriera politica. Umanamente non esprimiamo giudizi, perché dinnanzi alla morte vogliamo mantenerci sobri e rispettosi. Ma il giudizio politico resta.

Non dimenticheremo mai che come Presidente della Repubblica non fu garante del dettato costituzionale e della democrazia. Tutt’altro. Non fu allora il nostro Presidente e non lo sarà mai nella nostra memoria.

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23/09/2023

Alternativa parteciperà ufficialmente con la sua lista alle Elezioni Provinciali di Trento del 22 Ottobre 2023! Ieri sera la nostra Candidata Presidente Elena DARDO ha ricevuto il via libera da parte della Commissione esaminatrice. Questa è per la nostra comunità una notizia importante che ci riempie d'orgoglio, sia per il grande lavoro portato avanti da Elena e dagli altri candidati nella difficile raccolta firme, sia per l'importanza di queste elezioni, nelle quali contiamo di portare avanti con forza i nostri temi principali, le nostre proposte e i nostri valori!

Elena Dardo, oltre ad essere una professionista affermata in campo culturale e musicale come violoncellista, da sempre impegnata nel sociale e nelle battaglie civiche, è anche l'unica candidata donna, tra i sette candidati alla Presidenza e anche questo è un segnale tangibile di quanto Alternativa sia una forza al passo coi tempi in un momento in cui si avverte fortissima la necessità di dimostrare quanto le donne siano avanti e capaci di competere alla pari in tutti i settori!

Siamo certi che sarà una difficile ma bellissima campagna elettorale. Abbiamo scelto di non fare accordi al ribasso o inciuci e di scegliere di presentarci da soli col nostro bel simbolo. Abbiamo imboccato la via più coerente per portare avanti il nostro programma e i nostri valori senza compromessi o rinunce, nel rispetto del nostro progetto, dei nostri attivisti e di tutti i cittadini che vorranno accordarci fiducia. Una fiducia che cercheremo di meritare fino in fondo! Con questa lista e con Elena Dardo Presidente siamo convinti d'aver iniziato col piede giusto!

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21/09/2023

Ciò che è successo al Rifugio “Cuori Liberi” in provincia di Pavia è difficile da commentare e ci lascia completamente sgomenti. La violenza inaudita di uno Stato che ha mostrato il suo volto peggiore, si è abbattuta all’alba di ieri mattina su animali e persone all’interno di un luogo nato per tutelare la vita e dare una seconda possibilità a dei poveri animali sottratti a situazioni terribili.

Tutti i suini del Rifugio Cuori Liberi sono stati abbattuti senza pietà dai veterinari dell’Asl in nome di una gestione demenziale ed eticamente ignobile della peste suina. Inclusi quelli sani per i quali i responsabili del rifugio e le associazioni, avevano garantito custodia nel rispetto di tutte le norme di biosicurezza. Ma non c’è stato nulla da fare. La Polizia ha fatto irruzione all’interno della struttura con numerosi agenti in assetto antisommossa, manganellando e ferendo gli attivisti che da venerdì scorso avevano creato un presidio per difendere i poveri animali rimasti in vita.

In un primo momento si pensava che almeno gli animali sani potessero essere salvati, così come era accaduto per la Sfattoria degli Ultimi. Vicenda che avevamo seguito da vicino e documentato. Invece, questa volta non c’è stato un lieto fine. Questa storia non sarebbe potuta finire peggio di così. Dove prima c’era vita e gioia, ora c’è solo morte e tristezza. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai gestori del Rifugio Cuori Liberi e a tutti gli attivisti che per difendere la vita dei nostri amici a 4 zampe sono stati aggrediti, picchiati e portati via di peso.

Questo terribile episodio ci interroga oggi su una questione etica di non poco conto. Quanto potremo ancora accettare l’imposizione delle continue pseudo emergenze gestite con poteri straordinari in maniera totalmente antidemocratica e violenta? Riflettiamoci bene; alzi la mano chi si sente rappresentato da questo sistema prevaricatore e perverso. Che il messaggio arrivi forte e chiaro a chi abusa dei propri poteri e ad uno stato "forte con i deboli e debole con i forti". La pazienza è finita.

Le immagini sono tratte dalla pagina del rifugio: https://www.facebook.com/ProgettoCuoriLiberiOdv

21/09/2023

CI SONO GUERRE E GUERRE
di Alvise Maniero

Chissà perché delle tante guerre che avvelenano il mondo, quelle di cui si parla e per cui si decide di intervenire per “spirito umanitario e solidarietà” sono davvero poche. Ci sono popoli più fortunati e popoli eternamente perseguitati. Gli armeni conoscono bene questa differenza avendola sperimentata storicamente sulla loro pelle. Dopo oltre 9 mesi di blocco dei rifornimenti essenziali per la popolazione del Nagorno-Karabakh, attuato da parte dei militari azerbaijani che ha visto oltre 120.000 persone ridotte in condizioni umanitarie estreme, le forze militari azerbaijane hanno iniziato a bombardare la capitale del Nagorno-Karabakh Stepanakert.

Con essa secondo le più recenti fonti giornalistiche, sono stati presi di mira i mezzi di difesa antiaerea armeni. Le autorità Azerbaijane hanno dichiarato l'inizio di una operazione "antiterroristica", ma quello a cui stiamo assistendo è lo smantellamento delle difese militari armene e separatiste in Karabakh. Una prova di forza iniziale in vista di una operazione di terra ben più ampia, mirata a smantellare le autorità della piccola repubblica separatista contesa da anni, così da poterla riannettere all'Azerbaijan una volta acquisita la piena supremazia aerea.

Di fronte a questa "operazione militare speciale" in quella che appare ormai come una prigione a cielo aperto, dalla quale non si può scappare e dove è difficile entrare persino per i convogli degli aiuti umanitari, ci domandiamo quale sarà la risposta dell'occidente. Sarà una dura condanna, o un complice attendismo, interessato non ai diritti umani dei civili coinvolti, ma al gas dell'Azerbaijan? E mentre si alza qualche voce isolata che evoca l’ombra di un nuovo genocidio, la Turchia ha già benedetto l’attacco. Per tutta risposta, l’Europa tace.

Il tutto dinnanzi all’inerzia delle organizzazioni internazionali come il Consiglio di Sicurezza dell’ONU invocato dal governo armeno e persino della Russia che per ora ha solo fatto sapere di monitorare con preoccupazione l’evolversi degli eventi, essendo in contatto con entrambe le parti. D’altro canto ci siamo ormai abituati alla morale a doppio binario che un giorno ci fa gridare al “dittatore” e l’indomani ce lo assicura come amico fidato e viceversa. Non aspettiamoci grandi colpi di scena dunque o interventi decisivi da parte degli esportatori di democrazia occidentali. Ci sono guerre e guerre e questa del Nagorno Karabakh evidentemente è una di quelle nella quale non ci si vuole sporcare le mani. Non è conveniente insomma.

21/09/2023

“Qui è in gioco il futuro dell’Europa…” afferma la Meloni, in visita a Lampedusa con la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen per affrontare l’emergenza migranti. Ma la domanda sorge spontanea. Perchè si svegliano solo adesso che la situazione sta precipitando? L’Europa fino ad oggi ha dormito e le sue vecchie e costose istituzioni si sono rivelate totalmente inutili e sorde nell’affrontare le sfide epocali sulle quali si sarebbe già dovuta elaborare una strategia comune e condivisa a lungo termine. L’immigrazione è una di queste sfide; una delle prime della lista.

La realtà oggi è drammatica. Più di 7000 sbarchi a Lampedusa in meno di 48 ore rappresentano un triste record per una comunità che in questi anni è stata totalmente abbandonata dalle istituzioni. Il caos che a questi sbarchi è seguito, con un’isola sotto assedio, l’hotspot sovraffollato, le forze dell’ordine in affanno e i lampedusani esasperati, dimostrano che le politiche sull’immigrazione in Italia, con l’assenza totale dell’intervento europeo, ad oggi hanno miseramente fallito.

Da destra a sinistra abbiamo sempre solo assistito ad un triste scaricabarile, mai risolutivo e per nulla funzionale ad una gestione sostenibile del fenomeno. Il fallimento della politica a tutti i livelli, è sotto gli occhi di tutti. Ha fallito la Meloni, che dopo anni di proclami ed invettive contro gli avversari politici, si è ritrovata oggi a dover gestire un’ondata di sbarchi senza precedenti, senza riuscire a contrastarne neanche in minima parte gli effetti devastanti. Anche l’accordo con la Tunisia sta facendo acqua da tutte le parti e i disperati continuano a partire senza sosta, proprio da quel lembo di costa africana.

Hanno fallito le opposizioni che quando erano al governo e c’è stato da ingarbugliare le norme e allargare ancor più le maglie dei permessi, allentando i controlli, non si sono fatti pregare. Invece che correggere i decreti Salvini e migliorarli sulle indicazioni del Presidente della Repubblica e della Consulta, sono riusciti a peggiorali per dispetto e interessi di partito. Ma ha fallito soprattutto l’Europa, che interviene dall’alto con puntiglio sulla vita delle persone, imponendo direttive su direttive nei campi più disparati, ma poi risulta totalmente inesistente dinnanzi alle richieste d’aiuto di uno Stato membro come l’Italia che più di altri, per la sua posizione esposta geograficamente dovrebbe essere tutelato.

Il voltafaccia di Francia e Germania dinnanzi alle richieste d’aiuto italiane, è emblematico di quanto questa Unione Europea sia in realtà una comunità solo sulla carta. Nella realtà, ciascuno fa un po’ come gli pare e come gli conviene. Sono gli egoismi e gli interessi di parte a dominare; non certo lo spirito di collaborazione e il sostegno reciproco. È evidente che se si continuerà ad affrontare il tema migranti in maniera ideologica e propagandistica da destra a sinistra, le cose non potranno che peggiorare.

Il sistema dell’accoglienza non funziona e la redistribuzione per quota, ancora meno. Forse è giunto il momento di prendere atto che questa rappresentanza politica, sempre la stessa da decenni, non ha uno straccio di idea e di visone su come si possa governare un paese. Servono persone capaci e pragmatiche che abbiano davvero a cuore l’Italia e il bene comune, non pifferai magici che si svegliano sempre in fase pre elettorale.

13/09/2023

“Prima ti ostacolano per farti fuori dal campo, ma tu resisti, combatti e VINCI!” Novak Djokovic è ancora il numero Uno. Alla faccia di chi lo voleva vedere “finito” quando fece una scelta scomoda per la sua carriera, ma coerente, per il suo corpo e il suo stile di vita, opponendosi alla vaccinazione obbligatoria.

La sconfitta di Daniil Medvedev che due anni fa, ironia della sorte, l’aveva battuto proprio in finale, gli ha garantito il trofeo del suo quarto US Open e il record di 24 titoli del Grande Slam in singolo. Una rivincita vera e propria per il tennista serbo che con questa straordinaria vittoria, è anche il primo tennista a vincere tre eventi del Grande Slam nella stessa stagione per ben quattro volte.

Il suo ritorno sulla vetta della classifica ATP, è il giusto coronamento di una stagione straordinaria, fatta di sofferenza, fatica, impegno, coraggio e tanta umiltà. Djokovic oggi non è solo uno sportivo amatissimo e apprezzato, ma è anche un giovane uomo al quale è impossibile non affezionarsi. Una persona che ha saputo farsi voler bene, dentro e fuori dal campo per il suo talento e per la sua educazione.

Un vero campione e un esempio per chiunque creda che valga la pena lottare per i propri valori e ideali. Nello sport così come nella vita. Djokovic non è uno tra tanti, ma è certamente “uno di noi”.

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10/09/2023

Perché quando a violare i diritti umani sono gli israeliani, tutto tace e nessuno grida allo scandalo? È il caso di dire "due pesi e due misure". Questo accade soprattutto nei riguardi dei cittadini palestinesi, costretti a vivere ormai in stato d’apartheid nella loro stessa terra. L’ultimo gravissimo episodio è avvenuto proprio a fine agosto ai danni di un ricercatore con doppia nazionalità. E il governo Meloni ancora silente sull’episodio, non proferisce parola. Così come sono silenti le opposizion, a parte qualche voce isolata fuori dal coro, che su Zaki, arrestato in Egitto e poi liberato, avevano sollevato un polverone.

Poco più di una settimana fa, Khaled El Qaisi giovane ricercatore italo-palestinese, è stato arrestato dalle autorità israeliane al valico di Allenby, tra Cisgiordania e Giordania in circostanze decisamente poco chiare. Il giovane, era diretto con la famiglia ad Amman dopo una vacanza a Betlemme, ma è stato fermato al valico di Allenby dalle forze israeliane che dopo aver effettuato i controlli sul bagaglio, l’hanno poi arrestato. Il tutto davanti alla moglie e al figlio piccolo, senza una spiegazione plausibile.

Dopo il fermo, la moglie e il figlio, sono stati letteralmente abbandonati da soli in territorio Giordano, senza effetti personali e senza alcun contatto, al punto tale che per poter raggiungere l’ambasciata italiana, hanno dovuto chiedere aiuto a della gente sconosciuta. A dare la notizia dell’accaduto, la moglie Francesca Antinucci e la mamma di Khaled, Lucia Marchetti che sono comprensibilmente sconvolte, oltreché preoccupate per la sorte del congiunto. È chiaro che si tratti di un’azione piuttosto discutibile da parte degli agenti di frontiera israeliani, che come in tanti altri casi, hanno calpestato i più elementari diritti della persona.

Il giovane El Qaisi dopo l’arresto non ha avuto neppure la possibilità di interloquire col proprio avvocato e due giorni fa, ha già dovuto affrontare la prima udienza per la proroga della detenzione che ovviamente è stata confermata per un’altra settimana. Anche in quella circostanza il detenuto non ha potuto parlare col suo avvocato, non ha avuto modo di accedere agli atti con le accuse a suo carico e non ha potuto appurare da chi siano partite queste accuse. Tutt’ora viene sottoposto ad interrogatorio in carcere in spregio di qualsiasi diritto umano e senza assistenza legale.

Khaled El Qaisi è studente e traduttore di Lingue e Civiltà Orientali all’Università La Sapienza di Roma. È un giovane molto stimato per il suo impegno nella divulgazione di materiale storico ed è tra i fondatori del Centro Documentazione Palestinese, una associazione che opera nell’ambito dello scambio culturale Italia Palestina. Quello che oggi ci domandiamo è come si possa continuare ad proclamarsi depositari di valori democratici, quando si ignorano i diritti di alcuni popoli e ci si erge a paladini di altri.

Come se i diritti umani appartenessero solo ad alcuni ed altri fossero solo fantasmi. Perché quando a fare i prepotenti sono gli israeliani, nessuno ha mai il coraggio di prendere una posizione seria e ferma? È proprio vero che a dominare il mondo sono le armi e il potere e ad oggi sono poche le democrazie occidentali che hanno il coraggio di contraddire uno degli Stati più ricchi e militarmente più evoluti al mondo. Noi ovviamente ci opporremo sempre a queste logiche ingiuste e difenderemo sempre i più deboli. Non smetteremo mai di invocare libertà e diritti per il popolo più abbandonato del pianeta: il popolo palestinese!

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10/09/2023

L’UNICA CANDIDATA “DONNA” A TRENTO, PORTERÀ AVANTI IL SIMBOLO DI ALTERNATIVA! Oggi la nostra Elena DARDO, candidata Presidente con la lista “Alternativa” alle Elezioni provinciali di Trento, ha depositato il contrassegno! Siamo felici di poter sostenere lei e tutti i candidati che si stanno mettendo in gioco, portando avanti le nostre battaglie e il nostro simbolo.

E poi, a dirla tutta, in mezzo ad un parterre di aspiranti presidenti tutto al maschile, fatto di eterni candidati primedonne che già sgomitano per guadagnare terreno, vedere una donna “vera” come Elena che già si distingue per stile, eleganza, correttezza ed educazione, non può che renderci orgogliosi. Il nostro bel simbolo non poteva essere meglio rappresentato, ed è evidente a tutti che non sia alternativo solo nel nome, ma soprattutto nelle scelte e nei contenuti che porta con sé.

Forza Elena! Tu sei già l’Alternativa!

08/09/2023

Domani mattina, la nostra Elena Dardo, coordinatrice regionale di Alternativa Trentino Alto Adige e candidata Presidente della Provincia di Trento, consegnerà con grande orgoglio il contrassegno di Alternativa per la partecipazione alle prossime elezioni provinciali!

Sarà un momento molto speciale e sentito, considerato l’impegno profuso dai nostri candidati nella raccolta firme per il deposito della lista. A proposito di raccolta firme, gli appuntamenti non sono comunque ancora conclusi.

Domani pomeriggio, troverete il nostro gazebo a Trento in Largo Porta Nuova, davanti all’Avvocatura, dalle ore 16:30 alle ore 19:30. Vi aspettiamo numerosi per scambiare opinioni e porci, se lo desidererete, qualche domanda sulle proposte del nostro programma!

Vi chiederemo ovviamente ancora una volta di darci una mano con la vostra firma. Siamo in dirittura d’arrivo, ma il vostro sostegno è ancora prezioso e gradito. Vi aspettiamo!

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