11/03/2026
🔌 Data center, energia e territorio: il caso dell’hinterland ovest milanese
La notizia dell’investimento di quasi 80 milioni di euro per la nuova stazione elettrica “Poglianasca”, destinata ad alimentare i futuri data center dell’area nord-ovest della Città Metropolitana di Milano, conferma una tendenza ormai evidente: 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝗵𝘂𝗯 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗱’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮.
Dietro il cloud, l’intelligenza artificiale, lo streaming e i servizi digitali che utilizziamo ogni giorno, ci sono infrastrutture gigantesche e altamente energivore: i data center. A livello globale queste strutture consumano già circa il 2% dell’elettricità mondiale, e la domanda potrebbe crescere del 30-40% entro il 2026.
📍 Il nodo di Settimo Milanese e dell’ovest milanese
Il problema è che queste infrastrutture non si distribuiscono in modo uniforme.
Oltre il 70% dei data center più energivori presenti in Italia si concentra proprio nell’area milanese, con richieste di potenza che continuano ad aumentare rapidamente.
E non è un caso che nuovi investimenti sulla rete elettrica – come la stazione di Poglianasca – vengano progettati proprio per garantire l’alimentazione di ulteriori data center previsti nel quadrante ovest della provincia.
📊 Cosa significa per il territorio
Questa concentrazione solleva alcune questioni importanti per i cittadini:
⚡ Consumi energetici enormi
Un singolo grande data center può richiedere oltre 100 MW di potenza, pari al fabbisogno elettrico di una città di medie dimensioni.
🏗 Nuove infrastrutture energetiche
Per alimentarli servono nuove linee, stazioni elettriche e potenziamenti della rete, con cantieri e trasformazioni del territorio.
🌡 Impatto ambientale ed energetico
Oltre all’elettricità, queste strutture richiedono sistemi di raffreddamento e infrastrutture dedicate, con possibili ricadute su consumi idrici, suolo e pianificazione urbanistica.
👷 Benefici occupazionali limitati
Si tratta di strutture altamente automatizzate: l’impatto sull’occupazione locale è spesso molto inferiore rispetto ad altri insediamenti industriali.
🧭 Una questione di pianificazione
Nessuno mette in discussione il valore strategico della data economy e delle infrastrutture digitali. Ma quando intere aree – come Settimo Milanese, Cornaredo, Rho e l’ovest milanese – diventano poli di concentrazione di data center, è legittimo chiedersi:
➡️ Qual è il limite sostenibile per il territorio?
➡️ Chi sostiene i costi energetici e infrastrutturali?
➡️ Quali benefici reali restano alla comunità locale?
La transizione digitale non può prescindere da trasparenza, pianificazione energetica e coinvolgimento dei territori.
Perché il futuro digitale dell’Italia non può essere costruito scaricando tutto il peso – energetico, ambientale e infrastrutturale – su pochi comuni.
💬 Apriamo una discussione pubblica su questo tema: il digitale è un’opportunità, ma deve essere sostenibile anche per i territori che lo ospitano.
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