Senigallia: La Casa è un diritto, cambiamo la Costituzione

Senigallia: La Casa è un diritto, cambiamo la Costituzione Proposta di Legge Costituzionale per inserire l'abitazione come un diritto fondamentale dei cittadini

14/03/2025

Leggete e condividete. La casa deve diventare un Diritto per tutti!

12/03/2025

Fonte Osservatorio mercato immobiliare IV trimestre 2024

Nel mercato della locazione, il numero di abitazioni per le quali è stato registrato un nuovo contratto nel IV trimestre del 2024 è in lieve diminuzione, -0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2023. Nel dettaglio dei segmenti di mercato individuati per le locazioni, il calo riguarda però solo i contratti ordinari di lungo periodo, -2,7%.
Nel IV trimestre del 2024 sono state locate poco più di 240 mila abitazioni10 , in lieve diminuzione rispetto allo stesso trimestre del 2023.
Il calo si manifesta sia nei comuni ad alta tensione abitativa (a.t.a.), -0,4% tendenziale, sia nei comuni non a.t.a, dove il calo è solo dello 0,1%. Il canone annuo11, nonostante il calo dei contratti, cresce del 3,7% su scala nazionale, con un volume prossimo a 1,7 miliardi di euro, gran parte, circa il 75%, concentrato nei comuni a.t.a.
Nel dettaglio dei diversi segmenti di mercato, si registra una riduzione del numero di abitazioni locate con contratti ordinari di lungo periodo, -2,7% rispetto al IV trimestre 2023, mentre il
canone annuo resta sostanzialmente stabile, +0,6%.
Nei comuni ad alta tensione abitativa, la diminuzione delle locazioni ordinarie di lungo periodo supera il 3%, con il canone annuo, pari a 495 milioni di euro, quasi invariato in confronto allo stesso periodo dello scorso anno, -0,3%.
Il mercato ordinario transitorio, con durata cioè da 1 a 3 anni, cresce del 2% con un canone annuo che, su scala nazionale e nei comuni a.t.a, che aumenta di quasi l’8%.
Nelle due principali città italiane il mercato delle locazioni residenziali presenta situazioni contrarie. A Roma, nel IV trimestre 2024, si assiste ad una diminuzione dei nuovi contratti di
locazione, quasi il 7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre il canone annuo diminuisce di quasi l’1%.
Nel mercato di Milano, di contro, aumentano sia il canone annuo pattuito nei nuovi contratti registrati nel trimestre in esame, +6,9% tendenziale, sia il numero di abitazioni locate, +5,5%.
Analizzando i diversi segmenti del mercato, si osserva che a Roma il calo delle locazioni è concentrato principalmente nei contratti agevolati con canone concordato, che mostrano una flessione del 9% circa, oltre a una diminuzione di quasi il 5% del canone annuo, e nei contratti ordinari, sia di lungo periodo sia transitori, che segnano rispettivamente variazioni tendenziali del -6% e del -9,1%, a fronte però di un aumento del canone annuo complessivo.
Il numero di abitazioni locate per intero con contratti agevolati per gli studenti subisce una lieve diminuzione, -0,3%, mentre le abitazioni locate in porzione, circa 4.300, sono in crescita, +4,8%, così come il rispettivo canone che sale dell’8,9%.
A Milano si rileva una contrazione nei nuovi contratti ordinari di lungo periodo, -4,6% tendenziale, ampiamente compensato dall’aumento negli altri segmenti, in particolare nei contratti concordati, che raddoppiano (+97,6%) rispetto al quarto trimestre 202312
In rialzo dell’1% le abitazioni locate con canone concordato, poco più di 64 mila nel IV trimestre 2024, accompagnate da un significativo aumento del canone annuo, +5% circa.
Il segmento delle locazioni con canone agevolato per gli studenti mostra un forte aumento sia del numero di contratti sia del canone.
In particolare, le abitazioni locate in porzione crescono, in numero e per canone annuo, intorno al 10%..

12/03/2025

Da oggi è partita una grande iniziativa.
Da oggi si raccolgono le firme per una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per inserire il diritto all'abitare nella Costituzione.
Per ora si raccolgono le firme online poi seguiranno i banchetti
Firmate, aderite, diffondete servono 50.000f firme è importante
🏡 Stiamo proponendo di inserire il DIRITTO ALLA CASA IN COSTITUZIONE!
📝 L’11 marzo parte la raccolta firme. Se superiamo le 50mila, la proposta sarà discussa in Parlamento.
Per seguire la campagna più da vicino entra nel gruppo whatsapp del Comitato "Ma quale casa":

14 MARZO 2025: CONVEGNO VERSO LA NUOVA LEGGE PER IL DIRITTO ALL’ABITARE E IL RENT CONTROL! 10 milioni di famiglie in Ita...
12/03/2025

14 MARZO 2025: CONVEGNO VERSO LA NUOVA LEGGE PER IL DIRITTO ALL’ABITARE E IL RENT CONTROL!
10 milioni di famiglie in Italia (il 40 percento di quelle che risiedono sul suolo italiano) non possono permettersi una casa né con il mutuo né in affitto; nelle grandi città come Roma, Milano e Venezia (in cui la carenza di alloggi accessibili è pesantemente condizionata dall’esplosione incontrollata degli affitti brevi e dei contratti transitori) il peso specifico dei canoni di locazione sul reddito pro-capite oscilla dal 60 a oltre l’80 percento, mentre la media nei comuni capoluogo di tutta Italia si attesta sul 38,8 percento. Secondo EuroStat, si parla di sovraccarico sul nucleo familiare delle spese legate alla casa quando esse superano il 40 percento del reddito disponibile. Come conseguenza dell’insostenibilità delle spese dell’abitare, in Italia ci sono stati 2,5 milioni di richieste di sfratti esecutivi negli ultimi anni, la stragrande parte dei quali per c.d. ‘morosità incolpevole’ (ossia la sopraggiunta impossibilità di pagare le spese di affitto in relazione al proprio reddito): un numero esorbitante, se si calcola che circa il 20 percento della popolazione (circa 12 milioni di persone) risiede in affitto. Questo vuol dire che, dalla scellerata abolizione della legge sull’equo canone avvenuta nel 1998 ad oggi, c’è stato circa uno sfratto esecutivo ogni 4,5 nuclei/persone singole in affitto.
Di fronte allo scenario impropriamente definitivo di “emergenza abitativa” ormai fuori controllo in Italia, e in Europa, un’ampia coalizione fatta di movimenti per il diritto all’abitare, sindacati, si è riunita a partire dal 2021 per ragionare insieme di come agire e rispondere alla impennata di affitti e sfratti che ha fatto seguito alla scellerata abolizione della legge sull’equo canone avvenuta nel 1998, e le varie crisi abitative che si sono succedute in questi anni a livello globale anche a causa della trasformazione della casa in una merce (e prodotto finanziario) anziché in un diritto e un bene d’uso essenziale.
Da quegli incontri nasce la proposta di legge per reintrodurre il rent control in Italia e rendere effettivo ed esigibile il diritto all’abitare evocato nella costituzione, ma mai effettivamente applicato. La presenteremo nel corso di un convegno che si terrà venerdì 14 marzo 2025 presso Intifada (via di Casal Bruciato 15) a partire dalle h10. Parteciperanno parlamentari, studiose, ricercatrici e ricercatori in materia di politiche abitative che, insieme ad attiviste e attivisti provenienti da tutta Italia, discuteranno dello stato dell’arte della crisi abitativa, di esperienze di rent control in giro per il mondo (con testimonianze da Europa e Stati Uniti), turistificazione e cementificazione. Alla fine della giornata, saranno restituiti gli esiti dei tavoli di lavoro e sarà lanciata la campagna verso la nuova legge per il diritto all’abitare e il rent control.

Una firma per il diritto alla casa in Costituzione! Verso una società equa, ecco come aderireDa martedì 11 marzo 2025 e ...
12/03/2025

Una firma per il diritto alla casa in Costituzione! Verso una società equa, ecco come aderire

Da martedì 11 marzo 2025 e per cinque mesi si potrà firmare una Proposta di legge Costituzionale di iniziativa popolare: è il momento che il diritto all’abitare sia nella Costituzione italiana. La proposta di legge Costituzionale di iniziativa popolare è partita da gruppi di giovani che, residenti in diverse realtà locali, si sono confrontati tra loro anche partendo da esperienze dirette e locali.
Si tratta di una iniziativa concreta che intende proporre l’inserimento nella Costituzione il diritto all’abitare proponendo modifiche agli articoli 44, 47 e 117 della Costituzione in materia di riconoscimento e garanzia del diritto all’abitazione. Scopo dei giovani riuniti in un gruppo, denominato “Ma quale Casa?” è quello di introdurre elementi per il riconoscimento e la promozione di un effettivo, concreto ed efficace diritto all’abitazione e per politiche nazionali, regionali e locali che lo rendano tal
Si tratta di una iniziativa concreta che intende proporre l’inserimento nella Costituzione il diritto all’abitare proponendo modifiche agli articoli 44, 47 e 117 della Costituzione in materia di riconoscimento e garanzia del diritto all’abitazione. Scopo dei giovani riuniti in un gruppo, denominato “Ma quale Casa?” è quello di introdurre elementi per il riconoscimento e la promozione di un effettivo, concreto ed efficace diritto all’abitazione e per politiche nazionali, regionali e locali che lo rendano tale.
In una Italia permeata da disuguaglianze sempre più evidenti, dove i poveri aumentano di numero, dove sono oltre un milione le famiglie in povertà assoluta, centinaia di migliaia le famiglie che alloggiano le graduatorie comunali, dove il lavoro povero e precario opprime i giovani e dove persino il diritto allo studio è reso assai più difficile dalla insufficienza di residenze universitarie pubbliche e da costi di affitti insostenibili si rende necessario l’inserimento nella Costituzione del diritto all’abitare.
La necessità di procedere ad una affermazione del diritto all’abitare si sostanzia anche per i richiami ad esso nella Dichiarazione universale dei diritti umani (art. 25), nel Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (art. 11) e nella Carta sociale europea (art. 31) che stabiliscono inequivocabilmente che l’accesso a un’abitazione adeguata è parte integrante dei diritti umani fondamentali.
Seppur questi trattati e convenzioni internazionali impongano agli Stati di garantire politiche abitative che assicurino il diritto di ogni individuo ad una abitazione dignitosa, questo non ha prodotto in Italia politiche abitative, a partire da quelle pubbliche, adeguate al fabbisogno. Anzi, si è proceduto da parte dei governi italiani ed europei, pur con diverse calibrature, a sostenere una dannosa e inutile cementificazione dei suoli e si è continuato a realizzare edifici che non avevano alcun riscontro con il fabbisogno reale. Così abbiamo assistito a continui aumenti degli affitti, alla privatizzazione di patrimonio pubblico e perfino al favorire con flat tax i proprietari che affittano a libero mercato o b&b. Queste scelte hanno incancrenito la precarietà abitativa e ora siamo giunti, perfino, all’azzeramento dei fondi contributi affitto e morosità incolpevole. Da qui la necessità, che condivido, della proposta dei giovani di “Ma quale Casa?” di riaffermare un principio solido e inclusivo che sia elemento essenziale di coesione sociale.
Si tratta di una iniziativa concreta che intende proporre l’inserimento nella Costituzione il diritto all’abitare proponendo modifiche agli articoli 44, 47 e 117 della Costituzione in materia di riconoscimento e garanzia del diritto all’abitazione. Scopo dei giovani riuniti in un gruppo, denominato “Ma quale Casa?” è quello di introdurre elementi per il riconoscimento e la promozione di un effettivo, concreto ed efficace diritto all’abitazione e per politiche nazionali, regionali e locali che lo rendano tale.
In una Italia permeata da disuguaglianze sempre più evidenti, dove i poveri aumentano di numero, dove sono oltre un milione le famiglie in povertà assoluta, centinaia di migliaia le famiglie che alloggiano le graduatorie comunali, dove il lavoro povero e precario opprime i giovani e dove persino il diritto allo studio è reso assai più difficile dalla insufficienza di residenze universitarie pubbliche e da costi di affitti insostenibili si rende necessario l’inserimento nella Costituzione del diritto all’abitare.
Si tratta infatti, come dice la relazione, che accompagna la proposta di legge, di “un passo che passo decisivo per la creazione di una società più equa, giusta e solidale, in cui ogni individuo possa godere di una vita dignitosa, che non solo vede l’accesso a un’abitazione adeguata come bene primario e diritto della persona, ma che pone la stessa come principio in grado di orientare l’ordinamento e per la futura produzione normativa”. ⁠
Il diritto all’abitare nonostante sia stato riconosciuto in via interpretativa dalla Corte Costituzionale con un orientamento consolidato, con le sentenze nn. 49/1987, 217/1988, 404/1988 e 119/1999, non è né sancito, né riconosciuto pienamente nella nostra Costituzione. La necessità di procedere ad una affermazione del diritto all’abitare si sostanzia anche per i richiami ad esso nella Dichiarazione universale dei diritti umani (art. 25), nel Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (art. 11) e nella Carta sociale europea (art. 31) che stabiliscono inequivocabilmente che l’accesso a un’abitazione adeguata è parte integrante dei diritti umani fondamentali.
Seppur questi trattati e convenzioni internazionali impongano agli Stati di garantire politiche abitative che assicurino il diritto di ogni individuo ad una abitazione dignitosa, questo non ha prodotto in Italia politiche abitative, a partire da quelle pubbliche, adeguate al fabbisogno. Anzi, si è proceduto da parte dei governi italiani ed europei, pur con diverse calibrature, a sostenere una dannosa e inutile cementificazione dei suoli e si è continuato a realizzare edifici che non avevano alcun riscontro con il fabbisogno reale. Così abbiamo assistito a continui aumenti degli affitti, alla privatizzazione di patrimonio pubblico e perfino al favorire con flat tax i proprietari che affittano a libero mercato o b&b. Queste scelte hanno incancrenito la precarietà abitativa e ora siamo giunti, perfino, all’azzeramento dei fondi contributi affitto e morosità incolpevole. Da qui la necessità, che condivido, della proposta dei giovani di “Ma quale Casa?” di riaffermare un principio solido e inclusivo che sia elemento essenziale di coesione sociale.
Questa proposta di inserimento del diritto all’abitare nella Costituzione non è una novità. In Europa diversi Stati membri dell’Unione europea hanno già esplicitamente riconosciuto tale diritto nelle loro Costituzioni. Ad esempio, la Costituzione portoghese all’articolo 65. La Costituzione sp****la lo afferma con l’articolo 47, così come tale diritto è presente nelle Costituzioni di diversi Paesi nel mondo.
La proposta di legge costituzionale si compone di tre articoli. L’articolo 1 propone la modifica del primo comma dell’articolo 44, aggiungendo ad esso un ulteriore periodo, il quale sancisce l’impegno della Repubblica nell’indirizzare e coordinare lo sviluppo delle aree urbane, e nel garantire l’accesso all’abitazione quale bene primario e mezzo necessario per assicurare alla persona l’effettivo esercizio dei diritti e una vita libera e dignitosa.
L’articolo 2 modifica il secondo comma dell’art. 47. Tale disposizione, che attualmente tutela l’accesso del risparmio popolare alla “proprietà” dell’abitazione, viene modificata nel senso di estendere tale tutela anche al “godimento” dell’abitazione medesima. L’articolo 3 infine modifica il secondo e il terzo comma dell’art. 117, inserendo un riferimento esplicito e coordinato al riparto di competenze in materia di politiche abitative, necessaria per garantire che l’indirizzo delle politiche per l’abitare, sia uniforme su tutto il territorio nazional. Il terzo comma dell’articolo 117 giustapponendo alla competenza in materia di “governo del territorio” quella in materia di “programmi di edilizia residenziale pubblica” così sottolineando ulteriormente la responsabilità dello Stato, condivisa con le Regioni, nel promuovere e attuare politiche abitative che rispondano ai bisogni sociali più urgenti.
L’auspicio e che questa proposta di legge raccolga e vada ben oltre le 50.000 firme necessarie e che aggreghi tante e tanti che sul tema si battono quotidianamente.

Per firmare https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/2700001

Indirizzo

Senigallia
60019

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Senigallia: La Casa è un diritto, cambiamo la Costituzione pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi