08/06/2026
Zone Rosse: Sicurezza Urbana e Ordine Pubblico
Un provvedimento voluto dal centrodestra per arginare la dilagante microcriminalità in molte aree d'Italia.
Tuttavia, l'impressione è che si stia facendo di tutto pur di non risolvere il problema alla radice. Ci mettiamo impegno, entusiasmo, costanza e molto denaro; impieghiamo uomini e mezzi che dovrebbero essere estranei al normale contesto urbano: l'Esercito. Ai militari vengono concesse qualifiche speciali, trasformandoli in Agenti di Pubblica Sicurezza nella speranza che abbiano un'adeguata preparazione teorica e pratica, e li schieriamo a presidiare le nostre strade e i punti nevralgici.
Tutto questo in nome della libertà e della sicurezza.
La realtà, però, è ben diversa. E non solo quella "percepita". Se per le strade c'è l'Esercito, inutile negarlo: siamo in guerra. E non parlo dei grandi scandali macroeconomici come i bagni d'oro o appartamenti da 500 milioni di euro inviati dall'Europa perche "solo l'Ucraina è in grado di salvarci dalla Russia", ma della guerra quotidiana nelle nostre città, contro una criminalità arrogante e degradante.
Quando un cesto contiene troppe mele marce, queste vanno eliminate. Non serve a nulla lucidarle in superficie, rimuovere solo il marcio più evidente o metterle da parte per un breve periodo prima di reinserirle nel gruppo. In questo modo, l'intero contenuto finirà presto per deteriorarsi.
Questo è ciò che accade oggi. Le "zone rosse" offrono solo una parvenza di sicurezza, mentre si evita di affrontare il nodo centrale della questione. Forse perché fa comodo chiudere gli occhi, forse per la tendenza a delegare il problema a qualcun altro, o forse perché, tra le istituzioni e la società, c'è chi opera contro l'interesse della propria comunità.
Vogliamo iniziare a fare pulizia dentro il nostro cesto, prima che l'intero contenuto sia irrimediabilmente compromesso?
****la
Paolo Cainelli
Futuro Nazionale