Samanta Gottardi - Counselor Relazionale

Samanta Gottardi - Counselor Relazionale Counselor Relazionale - Parent Counselor iscritta ad AnCoRe - Educatrice - Formatrice

𝕿𝖆𝖓𝖙𝖎 𝖆𝖕𝖕𝖚𝖓𝖙𝖆𝖒𝖊𝖓𝖙𝖎 vi attendono al Centro per la Famiglia - Savonese e Bormide 🌺𝓥𝓲 𝓪𝓼𝓹𝓮𝓽𝓽𝓲𝓪𝓶𝓸!
07/04/2026

𝕿𝖆𝖓𝖙𝖎 𝖆𝖕𝖕𝖚𝖓𝖙𝖆𝖒𝖊𝖓𝖙𝖎 vi attendono al Centro per la Famiglia - Savonese e Bormide

🌺𝓥𝓲 𝓪𝓼𝓹𝓮𝓽𝓽𝓲𝓪𝓶𝓸!

Relazione e autenticità sono parole che chiedono coraggioÈ solo quando possiamo essere davvero noi stessi, dentro relazi...
17/01/2026

Relazione e autenticità sono parole che chiedono coraggio
È solo quando possiamo essere davvero noi stessi,
dentro relazioni che ascoltano e accolgono,
che nasce l’incontro e prende forma la crescita
matteo

17/01/2026

🪷𝕀𝕝 𝕔𝕠𝕣𝕡𝕠 𝕤𝕚 𝕣𝕚𝕝𝕒𝕤𝕤𝕒, 𝕞𝕒 𝕒𝕟𝕔𝕙𝕖 𝕚𝕝 𝕔𝕦𝕠𝕣𝕖 𝕙𝕒 𝕓𝕚𝕤𝕠𝕘𝕟𝕠 𝕕𝕚 𝕒𝕥𝕥𝕖𝕟𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖🪷

𝒟𝑜𝓅𝑜 𝓁𝑜 𝓎𝑜𝑔𝒶 𝓅𝑜𝓈𝓉 𝓃𝒶𝓉𝒶𝓁𝑒, 𝒾𝓁 𝓉𝑒𝓂𝓅𝑜 𝓇𝒶𝓁𝓁𝑒𝓃𝓉𝒶

Un cerchio di ascolto e condivisione per le neo mamme, dove corpo ed emozioni possono trovare spazio

🎋 𝙶𝚒𝚘𝚟𝚎𝚍ì 𝚊𝚕𝚕𝚎 11:00

Quando il respiro è più profondo e il corpo più morbido,
ci incontriamo per sostenerci, raccontarci e prenderci cura di noi

✨ Perché una mamma accolta è una mamma che accoglie

🧭 presso il Samatva Studio, Via 4 Novembre 6/1

☎️ per info:
[email protected]
tel. 3881612722

17/01/2026

Al Centro per la Famiglia di Savona arrivano

🔵I Sabato dei Papà🔵

Incontri gratuiti pensati per papà e bambini/e da 0 a 6 anni, per condividere esperienze di gioco, ascolto e creatività

🔹Ogni ꜱᴀʙᴀᴛᴏ ᴀʟʟᴇ 10:30 a partire dal 31 𝕘𝕖𝕟𝕟𝕒𝕚𝕠
proporremo a rotazione queste attività:

📖 Lettura ad alta voce, seguita da un laboratorio creativo

o

🎶 “Si fa musica”, esperienze sonore e musicali con gli esperti del Giardino Sonoro

𝕌𝕟’𝕠𝕔𝕔𝕒𝕤𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕡𝕖𝕣 𝕣𝕒𝕗𝕗𝕠𝕣𝕫𝕒𝕣𝕖 𝕚𝕝 𝕝𝕖𝕘𝕒𝕞𝕖 𝕡𝕒𝕡à–𝕓𝕒𝕞𝕓𝕚𝕟𝕠/𝕒, 𝕤𝕔𝕠𝕡𝕣𝕚𝕣𝕖 𝕟𝕦𝕠𝕧𝕚 𝕞𝕠𝕕𝕚 𝕕𝕚 𝕤𝕥𝕒𝕣𝕖 𝕚𝕟𝕤𝕚𝕖𝕞𝕖 𝕖 𝕕𝕚𝕧𝕖𝕣𝕥𝕚𝕣𝕤𝕚… 𝕤𝕖𝕟𝕫𝕒 𝕗𝕣𝕖𝕥𝕥𝕒

👉 La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione per una migliore organizzazione delle attività

‼️Prenotazioni ai contatti:
[email protected]
tel. 3881612722

17/01/2026

In merito al grave episodio avvenuto a La Spezia, dove un diciottenne è stato accoltellato all’interno di una scuola, sono convinto che il problema non sia la sicurezza intesa come accentuazione delle norme di controllo.

Il problema è educativo, di prevenzione. Fino a quando continueremo a far finta che non esista un’emergenza educativa, ci affideremo sempre a un intervento poliziesco e giudiziario che arriva quando i buoi sono già scappati.

Il punto dovrebbe essere aiutare gli adolescenti a gestire le loro controversie, cioè quei conflitti inevitabili che fanno parte della crescita. Il conflitto non va negato, rimosso o demonizzato. Va riconosciuto e accettato, perché solo così non diventa una minaccia.

Se ragazzi e ragazze non imparano a stare dentro la contrarietà relazionale, se non sanno litigare bene, è chiaro che finiscono per ricorrere a modalità violente. In questi casi il problema viene vissuto come qualcosa da eliminare, insieme alla persona che lo rappresenta.

La gestione dei conflitti è una competenza educativa fondamentale e come tale va insegnata. Non è una dote naturale, ma un apprendimento che richiede adulti competenti e contesti educativi adeguati.

Quando l'istituzione scolastica deciderà finalmente di fare della gestione dei conflitti una priorità, potremo parlare di vera prevenzione. Aiutare ragazzi e ragazze a vivere la contrarietà relazionale come occasione di crescita e non come pericolo è possibile.

Esistono tecniche efficaci che permettono di trasformare il conflitto in apprendimento, di farne un’esperienza di maturazione e non di distruzione. È su questo che bisogna investire, se vogliamo evitare che altri episodi drammatici continuino a ripetersi.

17/01/2026

Lasciate litigare i bambini!

Lo dico da decenni, i conflitti non vanno negati ma accettati e gestiti. Ovviamente vanno poste delle regole molto basilari, per esempio che non ci si picchia e non ci si insulta. Ma poi bisogna lasciare che parlino tra loro, non con l’adulto. Bisogna passare dall’idea di controllare i bimbi all’idea di utilizzare i loro comportamenti come situazioni di apprendimento.

Ma se i bambini non trovano una soluzione al loro conflitto?

Il termine “soluzione” appartiene al mondo adulto, significa letteralmente che il conflitto si è sciolto. Per i bimbi, però, anche il litigio è una fase del gioco. Per i più piccoli si può parlare di accordo ma se questo non viene trovato, smette comunque la contrapposizione. Nel momento in cui invece un accordo si trova, spesso li si sente dire “Ci siamo chiariti” o frasi simili con lo stesso significato.

L’importante è fare comunicare i bambini, senza intervenire. Durante l’infanzia non si rimane arrabbiati, perché non si prova ancora rancore. Voler a tutti i costi imporre una soluzione non funziona.

12/01/2026

Il Centro per la Famiglia di Savona propone

🐌 𝐔𝐍 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎 𝐋𝐄𝐍𝐓𝐎
uno spazio di incontro in presenza rivolto alle 𝒏𝒆𝒐 𝒎𝒂𝒎𝒎𝒆 con bambini da 0 a 12 mesi, pensato come tempo di ascolto, confronto e condivisione delle esperienze legate alla nascita e ai primi mesi di vita del bambino.

Gli incontri sono condotti da 𝑺𝒂𝒎𝒂𝒏𝒕𝒂 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒂𝒓𝒅𝒊, Educatrice e Parent Counselor, e offrono un contesto accogliente e non giudicante, in cui le partecipanti possono esprimere dubbi, emozioni e bisogni, favorendo il benessere della relazione genitore–bambino e sostenendo la funzione genitoriale.

✨ 𝒊𝒍 𝑴𝑬𝑹𝑪𝑶𝑳𝑬𝑫ì 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 10:00 𝒂𝒍𝒍𝒆 11:00

🧶 Non è un corso, non è una lezione: è tempo protetto, in cui fermarsi, parlare, respirare, sentirsi meno sole

📞 per info e prenotazioni:
[email protected]
tel. 3881612722

12/01/2026

Appuntamento mensile al Centro per la Famiglia di Savona

🕰️ 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝ì 15 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 20:00
incontro serale di 𝐏𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭 𝐂𝐨𝐮𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐢 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 rivolto a genitori!

👂pensato come spazio di ascolto, confronto e riflessione condivisa sulle esperienze educative e relazionali.

🧭 Condotta da 𝒮𝒶𝓂𝒶𝓃𝓉𝒶 𝒢𝑜𝓉𝓉𝒶𝓇𝒹𝒾 𝒫𝒶𝓇𝑒𝓃𝓉 𝒞𝑜𝓊𝓃𝓈𝑒𝓁𝑜𝓇 pronta ad offrire un contesto protetto e non giudicante in cui i partecipanti possono portare vissuti, domande e difficoltà legate al ruolo genitoriale, favorendo la consapevolezza e il benessere delle relazioni familiari

🌟L’incontro si svolge in orario serale per agevolare la partecipazione dei genitori impegnati durante la giornata

📞 per info e prenotazioni:
[email protected]
tel. 3881612722

03/01/2026

Non si può morire a quindici anni
la Repubblica - 3 gennaio 2026

Non ci sono parole, si dice in questi casi. E si dice la verità. Non ce ne sono infatti per descrivere la disperazione dei sopravvissuti alla tragedia di questo Capodanno, che si è consumata in un locale nel quale si festeggiava la notte di San Silvestro. Non ci sono parole per chi, mentre celebrava la nascita del nuovo anno, ha perso la propria vita. La morte è arrivata prepotente, come un terribile intruso, ad un appuntamento alla quale non era invitata. Non ci sono parole perché una tragedia così non sarebbe dovuta succedere. Non è l’esuberanza festosa dei giovani ad avere scatenato il disastro ma, come quasi sempre in questi casi, l’imperizia e, probabilmente, l’avidità degli adulti rei di non mettere al primo posto la sicurezza. I morti e i feriti sono tutti giovanissimi. Potevano essere, come ancora si dice, i nostri stessi figli. Ma non toccherebbe mai a loro morire. A loro toccherebbe solo vivere. Perché non si può morire così a quindici anni. Sono ragazzi e ragazze travolti dalla morte proprio nell’età in cui la vita dovrebbe aprirsi alla vita nel modo più spensierato e più gioioso. È forse questa situazione a rendere tutto ancora più insensato e atroce, a renderlo psichicamente indigeribile. Non toccherebbe mai a loro. Toccherebbe a noi, piuttosto. Alle vecchie generazioni. A chi la vita l’ha più o meno già vissuta.
La tragedia è certamente nella morte atroce tra le fiamme, ma è soprattutto nell’inversione brutale dell’ordine naturale delle cose. Se è vero che la morte nella forma umana della vita è sempre prematura, viene sempre troppo in anticipo, innaturale, ingiusta, lo è certamente ancora di più quando le sue vittime sono delle vite all’inizio della vita. Ne La stanza del figlio (2001) Nanni Moretti era riuscito a cogliere il dramma di questo testacoda osceno: non sono i genitori che si congedano dai loro figli, come dovrebbe naturalmente accadere, ma sono i genitori ad essere costretti ad assistere alla perdita brutale e inattesa di chi hanno generato. Non si può accettare, non si può metabolizzare in nessun modo. Nel racconto di quel film il dolore per la perdita del figlio finisce per separare i genitori inchiodando ciascuno di loro in una solitudine senza scampo. Non c’è niente di più straziante che vedere un figlio morire. In questo modo poi. Non c’è la lenta disperazione di una malattia; c’era solo una festa, un rito propiziatorio. La morte irrompe dove avrebbe dovuto esserci solo la vita. Niente di più sconvolgente.
Un’amica ha raccontato di un suo conoscente che ha trascorso delle ore a cercare di mettersi in contatto con il proprio figlio che sapeva essere andato proprio in quel locale. Nessuna risposta al telefono. Poi ha sentito la voce del figlio comparire improvvisamente ed esclamare: “papà!”. Si era salvato perché, nel momento dello scoppio dell’incendio, era uscito a fumare. Un caso la morte, un caso la vita: testa o croce. Quest’uomo ha descritto l’incontro al telefono con la voce del figlio come una vera e propria resurrezione. Pensava potesse essere tra i morti e invece lo ha ritrovato. Un istante che vale una intera vita. Ma per i genitori dove invece questo istante benedetto è stato precluso, dove il figlio o la figlia si sono allontanati per sempre? Cosa accade a questi genitori che restano e che però non potranno più ascoltare la voce dei loro figli? Un’ombra scura discende improvvisamente sulla loro vita togliendo ogni luce al mondo. È quello che conosciamo come il trauma del lutto. In questi casi però il trauma appare ancora più violento e insopportabile perché, come abbiamo visto, contraddice l’avvicendamento naturale tra le generazioni. La giustizia che dovrà colpire i veri responsabili di questo disastro non sarà sufficiente a sanare questa ferita.
La morte di un figlio mostra con una violenza che non ha eguali che nessun genitore – nemmeno i più premurosi e i più sensibili – può garantire la vita dei propri figli, perché l’intrusione insensata della morte fa drammaticamente parte della vita. Può accadere con una malattia, con un incidente stradale, con un qualunque altro passo falso o imprevisto… Ma la vita stroncata nel pieno della vita chiede giustizia. La chiede come un grido ostinato. Non solo e non tanto quella che verrà garantita, come tutti ci auguriamo, dai tribunali degli uomini. Domanda una giustizia che oltrepassa ogni giustizia. Perché di fatto non c’è consolazione possibile per chi resta di fronte a questa perdita. Solo una disperazione che tramortisce anche i più forti. Certo, quello che abbiamo condiviso con chi non è più qui può sempre restare con noi. Ogni volta che qualcuno che abbiamo profondamento amato ci abbandona, qualcosa di lui non può non restare con noi e tra di noi, non può mai morire del tutto. Resta la luce viva dei ricordi incancellabili che sono destinati ad appartenere alla nostra vita per sempre. Ma resta anche una domanda di giustizia che rivolgiamo alla vita, e che non possiamo non rivolgere con accanimento: perché? perché proprio a noi? perché proprio in questa maldetta notte? La morte diviene reale quando, mettendoci le mani addosso, ci strappa la vita di chi amiamo o la nostra stessa vita… Ma la sola solidarietà che conta inizia proprio da qui. Nel riconoscerci uguali di fronte all’inesorabilità e all’insensatezza senza parole della morte, che può sempre arrivare. Se capissimo davvero questo, la guerra di tutti contro tutti lascerebbe il posto a quella pietas che sola ci rende umani…

[Cover: Ann Hamilton, Sense]

03/01/2026

Samatva Studio ✨️

03/01/2026

🎊2026 𝕨𝕖 𝕤𝕥𝕒𝕣𝕥 𝕒𝕘𝕒𝕚𝕟🎊

Al 𝕔𝕖𝕟𝕥𝕣𝕠 𝕡𝕖𝕣 𝕝𝕒 𝕗𝕒𝕞𝕚𝕘𝕝𝕚𝕒 di Savona siamo pronti a ripartire

🪇SI FA LA MUSICA da giovedì 8 gennaio

🤰 YOGA PRE NATALE da mercoledì 7 gennaio

🤱 YOGA POST NATALE da giovedì 8 gennaio

🐣 YOGA NIDO da sabato 10 gennaio

🌱 SPAZIO PER NOI da mercoledì 14 gennaio

🧭 PARENT COUNSELING di gruppo da giovedì 15 gennaio

📞ᴘᴇʀ ɪɴꜰᴏ ᴇ ᴘʀᴇɴᴏᴛᴀᴢɪᴏɴɪ ᴄᴏɴᴛᴀᴛᴛᴀᴛᴇᴄɪ
‼️[email protected]
‼️tel. 3881612722

🔜 𝔞𝔩𝔱𝔯𝔢 𝔫𝔬𝔳𝔦𝔱à 𝔦𝔫 𝔞𝔯𝔯𝔦𝔳𝔬... 𝔯𝔦𝔪𝔞𝔫𝔢𝔱𝔢 𝔠𝔬𝔫𝔫𝔢𝔰𝔰𝔦

Indirizzo

Savona
17100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00

Telefono

3408251119

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