07/06/2026
Dopo le notizie degli scioglimenti per infiltrazioni criminali di alcuni comuni, in tanti hanno sostenuto che questi provvedimenti di fatto non producano risultati concreti, ma interrompano un circuito, finendo addirittura per favorire involontariamente i clan perdenti rispetto a quelli egemoni in un determinato territorio. Una analisi delle dinamiche criminali del comune di Sant'Antimo, ad esempio, non può prescindere dal fatto che dopo l'operazione Antemio e dopo lo scioglimento del Comune, il clan Puca è stato di fatto azzerato, mentre i clan Verde-Ranucci hanno dimostrato una straordinaria capacità di ripresa nei loro affari criminali e imprenditoriali, riallacciando e rinforzando storici legami soprattutto con il clan dei Casalesi.
Quindi, dopo i provvedimenti di scioglimento degli Enti, non essendosi verificati i cambiamenti sperati, in molti sostengono che tanto vale non adottarli. Una logica pericolosa perché distoglie l'attenzione sulla questione fondamentale: perché i cambiamenti non si sono verificati? A mio modesto parere, per due motivi.
1) I provvedimenti di scioglimento dei Comuni non incidono sulle dinamiche politiche di un territorio, per cui è frequente che dopo gli anni di commissariamento vengano democraticamente elette amministrazioni incapaci di rompere definitivamente con aree di ambiguità amputando le parti compromesse, inconcludenti, assolutamente non adeguate a quelle che sono le emergenze di Comuni infiltrati dalla criminalità. Politica cattiva, amministrazione debole e camorra sono tre vasi comunicanti.
2) I provvedimenti di scioglimento dei comuni non incidono sul corpo sociale di un territorio. C'è un sistema sociale, che sorregge una visione affarista-malavitosa della cosa pubblica.
La criminalità sa come partecipare allo sfruttamento delle risorse pubbliche e ha esperienza decennale su come intrecciare rapporti con la politica integrandosi nei circuiti istituzionali per orientare decisioni e appalti. Però, non può farlo da sola. Senza la complicità di blocchi sociali, professionali non potrebbe realizzare i suoi obiettivi. Ed è qui che si forma quel nefasto patto dell'illegalità, che condiziona pesantemente i circuiti decisionali. Sono gli uomini e le correnti di partito, sostenute da un corpo sociale corrotto, a fornire canali di reclutamento a uomini funzionali al malaffare, che sono i referenti di blocchi di interessi elettorali dominanti in un territorio e vincenti nelle consultazioni. Il voto di scambio non "olet", ma ha un prezzo che pagano soprattutto i giovani, privati di opportunità, e l'ambiente, con le devastazioni e il degrado delle speculazioni.