11/09/2026
L'11 settembre di venticinque anni fa rappresenta uno spartiacque drammatico per l’umanità. Ricordare quel giorno, le sue vittime inermi e la ferita profonda inferta alla democrazia significa richiamare tutti noi a un impegno costante: contrastare l'odio, il fanatismo e il terrore attraverso il dialogo e il rifiuto di ogni forma di violenza. L'11 settembre deve essere una lezione per unire e per difendere i valori fondamentali della nostra civiltà, non un pretesto da strumentalizzare.
È per questo inaccettabile ogni tentativo di trasformare una data simbolo di memoria collettiva e di sofferenza in un palcoscenico per crociate condite di propaganda, razzismo e divisione. Usare il ricordo delle Torri Gemelle per giustificare patenti discriminatorie significa non aver compreso l'insegnamento più grande di quella tragedia.
Le istituzioni e la politica hanno il dovere di essere rigorose, perché la sicurezza non si può mettere in alcun modo in discussione. Ma il rigore vero non si misura con la discriminazione cieca o la caccia alle streghe verso intere comunità. Si costruisce assumendosi la responsabilità politica di governare i processi, garantendo la legalità e lavorando ogni giorno affinché le diversità vengano incanalate in un percorso di convivenza civile. L'odio si sconfigge con la fermezza delle regole e la forza dell'integrazione, non alimentando la spirale della paura con slogan e iniziative che puntano solo a spaccare la società.