25/04/2026
IL 25 APRILE E IL MONUMENTO AI CADUTI IERI E OGGI.
Oggi e' una di quella giornate che nonostante gli anni che passano riesce ancora a dividere, sara' perche' qualcuno ha ancora il deserto dentro al cuore?
Eppure basterebbe pensare che anche se non siamo nati ottant'anni fa con la democrazia, pensare di vederla morire non mi da serenita'.
La democrazia non prende altre strade solo nei palazzi, ma muore quando rinunciamo a partecipare, a pensare, ma rinasce quando si crede nella pace e nella giustizia.
La libertà non è un regalo che ci siamo ritrovati, ma dev'essere un impegno che dobbiamo essere in grado di portare avanti in ogni momento.
Stamattina proprio davanti al monumento ai Caduti c'e' stato il ricordo ufficiale, ma tra le tante parole che quest'anno ho scelto di non ascoltare ho immaginato cittadini non attenti, ma intenti a gustare un caffe', incuranti del significato di questo spaccato di vita comunitaria.
Che peccato!
Ricordiamoci sempre che quando scegliamo
la gentilezza al posto del disprezzo, la dignità al posto del compromesso, la Resistenza si sveglia, e sa ricordarci che il nostro Paese non esisterebbe senza memoria, come non esisterebbe futuro senza ricordo.
Il nostro monumento ai Caduti nel tempo e' stato anche lo scenario ideale dei vari gruppi per accogliere anche gli squadristi e i fascisti che risiedevano qui.
Il luogo evidenziava potere e continuita', memoria e spettacolarizzazione.
Qui nel gruppo possiamo ammirare un militare che indossa il fez nero di peltro adornato con una nappa che scende e nasconde il distintivo del fascio littore con l'ideologia della camicia nera, mentre intorno a lui altre persone che indossano tabarro, cappotti, coppole e cappelli a tesa larga che denotano appartenenza ad un ceto sociale agiato.
Nelle fotografie d'epoca, i fascisti con il fez nero, il copricapo della Prima Guerra Mondiale venivano immortalati con il tricolore, ma anche con la "bandiera nera" che riconduceva al Partito Nazionale Fascista.
Come sembrano lontani quei tempi...
Accanto alla Vittoria, qui troviamo ancora i fasci littori poi rimossi...
Speriamo di non tornare ancora a quel periodo buio.
Luisella Visconti