19/06/2026
Zorro e il Pedone Proibito
"Quando la strada è troppo stretta per essere sicura, basta vietare chi cammina." 🖤⚔️
Questa mattina, mentre sorvegliavo i confini del regno dell'asfalto, mi giunse notizia di una vicenda tanto assurda da sembrare inventata.
Il protagonista non è un eroe, non è un nobile cavaliere e nemmeno un potente signore del volante.
È il buon Don Gualtiero, semplice cittadino della valle.
Di buon mattino si reca alla rimessa del carro, intenzionato a raggiungere Monteforte d'Alpone.
Ma il destino, si sa, ama gli scherzi.
Una ruota del carro è sgonfia.
«Poco male» pensa Don Gualtiero. «Andrò a piedi. Dopotutto siamo nel XXI secolo, non dovrebbe essere un'impresa.»
Ah, povero illuso.
Cammina, procede, avanza lungo il suo percorso e, quando ormai il cavalcaferrovia è vicino, ecco apparire davanti ai suoi occhi una straordinaria novità:
DIVIETO AI PEDONI.
Don Gualtiero si ferma.
Guarda il cartello.
Guarda la strada.
Riguarda il cartello.
Poi domanda all'aria:
«Scusatemi, ma io che sono un pedone... dove dovrei andare?»
Nessuna risposta.
Forse la domanda è troppo difficile.
Forse chi ha deciso tutto questo non ha mai provato a fare quel tragitto senza automobile.
Perché vedete, nobili cittadini, il capolavoro è completo.
Prima si realizza un cavalcaferrovia talmente stretto da creare situazioni pericolose per chi cammina.
Poi, invece di risolvere il problema, si vieta il passaggio ai pedoni.
Geniale.
Come curare la febbre rompendo il termometro.
Ma il viaggio continua.
A Don Gualtiero viene indicato il sottopasso ferroviario.
«Ottimo!» pensa.
Poi arrivano le scale.
E qui nasce un dubbio.
Se arriva una mamma con una carrozzina?
Se passa una persona in sedia a rotelle?
Se c'è qualcuno con difficoltà motorie?
Forse dovrà affidarsi alla magia.
Oppure alla teleferica.
Perché certamente nessuno sembra aver pensato a lui.
Superato l'ostacolo, il nostro eroe raggiunge la celebre località “Quattro Strade”.
Da lì lo attende una nuova emozione: risalire una rampa in curva mentre automobili, furgoni e camion scorrono accanto.
Un'esperienza che potrebbe tranquillamente essere venduta come sport estremo.
Ma il meglio arriva al ritorno da Monteforte per San Bonifacio.
Per tornare verso casa bisogna attraversare la SR11.
Senza attraversamento pedonale.
- Senza zebre.
- Senza protezioni.
- Senza nemmeno il sospetto che qualcuno abbia immaginato il passaggio di una persona a piedi.
A quel punto Don Gualtiero comprende il grande segreto dell'opera.
Non è stata progettata per le persone.
È stata progettata per le automobili.
Chi cammina semplicemente non rientra nel disegno.
E così, dopo centinaia di migliaia di euro spesi tra lavori e progettazioni, il risultato finale sembra essere questo:
se hai un'auto, passa pure.
Se non ce l'hai, arrangiati.
Eppure c'è chi ancora riempie discorsi e convegni di parole come "mobilità sostenibile", "inclusione", "sicurezza", "accessibilità".
Belle parole.
Peccato che poi, quando si tratta di garantire a una persona il diritto di andare da un paese all'altro a piedi in sicurezza, quelle parole spariscano più velocemente di una striscia pedonale.
Ma forse la cosa più amara non è nemmeno questa.
La cosa più amara è che a molti non interessa.
Finché il problema riguarda qualcun altro.
Finché si sale comodamente in automobile.
Finché a rischiare è il pensionato, il ragazzo senza patente, la mamma con la carrozzina o chi non può permettersi un'auto.
Io, Zorro, non possiedo carrozze dorate né uffici tecnici.
Possiedo soltanto occhi per vedere e memoria per ricordare.
E continuerò a domandare ciò che nessuno sembra voler spiegare:
in un territorio che si definisce moderno, possibile che una persona senza automobile venga trattata come un problema da eliminare anziché come un cittadino da tutelare?
Finché questa domanda resterà senza risposta, Zorro continuerà a osservare.
Continuerà ad annotare.
E quando sarà necessario, continuerà a lasciare il suo segno.
ZORRO 🖤⚔️
"Le strade appartengono a tutti. Anche a chi le percorre con le proprie gambe."