13/08/2026
La vera sfida ambientale di Salerno non è aggiungere qualche aiuola. È ripensare la città.
Abbiamo bisogno di una nuova idea di rigenerazione urbana: meno cemento e consumo di suolo, più recupero dell’esistente. Depavimentare dove possibile, restituire permeabilità al terreno, piantare alberi, creare ombra e trasformare piazze e spazi pubblici in luoghi realmente vivibili.
Dobbiamo ripensare anche il rapporto con l’acqua. Dove le condizioni lo consentano, studiare la possibilità di riportare alla luce tratti dei nostri corsi d’acqua e costruire una vera infrastruttura verde e blu.
Per Salerno significa valorizzare Irno, Fuorni, Picentino, Rafastia e Fusandola, creando connessioni tra verde, acqua, mobilità sostenibile e spazi pubblici.
Seguendo la linea politica regionale della nostra Assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro, guardiamo agli Urban Nature Plans indicati dalla Commissione Europea: una pianificazione capace di integrare natura, biodiversità, acqua, mobilità, salute e adattamento climatico.
Ci siamo ispirati anche a “Stuttgart am Neckar”, lo studio di rigenerazione urbana di Stoccarda che ripensa il rapporto tra città e fiume, mettendo in relazione verde, spazi pubblici e mobilità. Un’esperienza che può offrire spunti concreti anche per Salerno.
Significa riqualificare gli edifici esistenti, recuperare aree abbandonate e dismesse, efficientare il patrimonio pubblico, promuovere tetti verdi e fotovoltaici e progettare una città capace di affrontare il caldo e gli eventi meteorologici estremi.
Questa è la rigenerazione urbana che proponiamo: non consumare altro territorio, ma rigenerare quello che abbiamo. Una città più verde, fresca, permeabile e accessibile è una città più sana e vivibile.
È una sfida ambientale, ma anche sociale: migliorare la qualità della vita significa rendere Salerno una città in cui restare.