27/05/2026
🔎 IERI IN CONSIGLIO COMUNALE ABBIAMO DETTO NO. E ABBIAMO SPIEGATO PERCHÉ.
Ieri, durante il Consiglio Comunale, come gruppo consiliare abbiamo espresso voti motivati, letti in aula e formalmente allegati agli atti sui punti che abbiamo ritenuto più delicati e rilevanti per il futuro del nostro Comune.
La lunga discussione sviluppatasi successivamente sulla vicenda di **Fontana Mancina** ha occupato gran parte del Consiglio, ma ciò che emerge dagli atti analizzati e dal dibattito è, a nostro giudizio, molto preoccupante.
📌 **Un D.U.P. 2026–2028 che sembra fermo al 2023**
In un documento che dovrebbe programmare il futuro del Comune fino al **2028**, abbiamo trovato ancora riferimenti, obiettivi e impostazioni già presenti nel **D.U.P. del 2023**, riproposti senza un reale aggiornamento.
Persino sul **Piano Regolatore** vengono ripresi contenuti e prospettive ormai vecchie, senza curarsi del fatto che il percorso urbanistico e la relativa **VAS**, nei fatti, risultano ormai decaduti, rendendo quei richiami ancora più paradossali.
La domanda è semplice:
**come si può chiedere al Consiglio Comunale di approvare un documento strategico 2026–2028 che copia e incolla obiettivi del 2023 senza neppure verificare se quei percorsi esistano ancora?**
Una programmazione fatta di copia-incolla non è programmazione.
È improvvisazione amministrativa.
📌 **Fontana Mancina: ancora emergenza, ancora nessuna risposta**
Nella somma urgenza approvata dalla maggioranza erano ricompresi diversi interventi su dissesti e criticità avvenuti nel febbraio scorso, tra cui anche **Fontana Mancina**.
Ed è proprio qui che emerge una delle contraddizioni più evidenti.
Gli stessi atti parlano dell’**“aggravarsi” di un fenomeno franoso**.
Tradotto?
Il problema esisteva già.
E durante la lunga discussione consiliare sul punto, abbiamo appreso una cosa ancora più grave:
**al momento non esistono novità concrete sulla riapertura di Fontana Mancina.**
La strada, ad oggi, resta chiusa.
E gli stessi atti parlano di interventi limitati alla rimozione del pericolo immediato, non della soluzione definitiva del problema.
La domanda allora diventa inevitabile:
👉 **stiamo spendendo risorse per uscire dall’emergenza oppure per convivere con un’emergenza permanente?**
Perché dopo mesi di disagi, viabilità stravolta e cittadini lasciati nell’incertezza, oggi non esiste ancora una prospettiva chiara sui tempi e sulle condizioni di riapertura.
📌 **Guado Tufo: presa in carico di parte della lottizzazione e rischi per i residenti**
Il Comune si prepara a prendere in carico **una parte della lottizzazione di Guado Tufo**, senza che al Consiglio siano stati trasmessi integralmente elaborati tecnici, collaudi e documentazione richiamata negli atti.
Ma soprattutto abbiamo acceso un faro su un punto che riteniamo molto delicato:
una parte essenziale del sistema fognario e dell’impianto di sollevamento reflui resterà in capo ai privati.
Chi pagherà domani manutenzioni, guasti e problemi?
I residenti sono stati pienamente informati?
Perché il rischio è che nel tempo possano nascere costi permanenti, problemi gestionali e responsabilità che finiranno direttamente sulle spalle dei cittadini interessati.
📌 **Un debito fuori bilancio del 2024 riconosciuto solo nel 2026: il problema del metodo amministrativo**
Ci siamo trovati davanti ad un debito fuori bilancio derivante da una sentenza del **2024**, portata al riconoscimento soltanto nel **2026**, dopo ulteriori solleciti.
Una domanda è inevitabile:
in un Comune che continua a parlare di dissesto e difficoltà economiche del passato, è normale arrivare due anni dopo a riconoscere una sentenza già esecutiva, rischiando ulteriori aggravamenti economici?
Per noi il problema non è soltanto contabile.
È di metodo amministrativo.
Perché una macchina amministrativa che rincorre scadenze, contenziosi ed emergenze rischia ogni giorno di aggravare ulteriormente una situazione finanziaria già fragile.
📌 **Ripetute criticità nella trasparenza e nella completezza degli atti**
In più punti del Consiglio ci siamo trovati davanti ad atti che richiamavano pareri, elaborati tecnici, collaudi e documentazione non presente nel materiale trasmesso ai consiglieri.
E qui la domanda politica è inevitabile:
**si può davvero chiedere ad un Consiglio Comunale di deliberare pienamente senza documentazione completa e verificabile?**
📌 **Pareri del Revisore arrivati solo il giorno del Consiglio: il senso delle istituzioni prima della propaganda**
Durante il Consiglio Comunale abbiamo appreso dal **Segretario Comunale** che diversi pareri del Revisore dei Conti erano stati acquisiti e trasmessi **soltanto nella giornata del Consiglio**.
Per molti dei punti discussi, soprattutto quelli economicamente e amministrativamente rilevanti, la documentazione avrebbe dovuto essere disponibile ai consiglieri con congruo anticipo rispetto alla seduta, consentendo una reale istruttoria e una valutazione consapevole.
Siamo stati chiamati a discutere atti per i quali, fino a poche ore prima del Consiglio, mancavano elementi istruttori fondamentali.
E qui una precisazione è doverosa.
Alla seduta del Consiglio Comunale hanno partecipato i consiglieri **Francesco Mangone, Ugo Serata e Cristina Villò**, che hanno discusso i punti all’ordine del giorno e letto le dichiarazioni di voto sui temi ritenuti più delicati.
Il nostro capogruppo **Tommaso Luzzi**, già impegnato da tempo in un importante appuntamento istituzionale e culturale dedicato alla memoria storica, con la partecipazione del Presidente del Senato, in occasione della presentazione del libro *“Il Rogo di Primavalle – Orribili quegli anni”*, non ha potuto prendere parte alla seduta.
Nonostante un Consiglio affrontato con un gruppo ridotto e nonostante le criticità emerse sulla documentazione, **avremmo potuto chiedere il rinvio del Consiglio o la sospensione dei punti interessati, contestando formalmente la trattazione degli atti.**
**Non lo abbiamo fatto.**
Per senso istituzionale.
Per rispetto del Consiglio Comunale.
Per rispetto dei cittadini.
Perché fare opposizione, per noi, significa denunciare ciò che non funziona, pretendere trasparenza e lasciare tutto agli atti.
**Non bloccare il Comune per convenienza politica.**
E no, non siamo quelli del “no a tutto”.
Abbiamo anche votato **favorevolmente al ripristino della destinazione originaria dei terreni della RSA**, correggendo una scelta che all’epoca contestammo e sulla quale avevamo votato contro.
Perché quando un errore viene corretto abbiamo l’onestà politica di riconoscerlo.
Noi non giudichiamo gli slogan.
**Giudichiamo i fatti.**
E oggi i fatti raccontano di emergenze rincorse invece che prevenute, atti spesso incompleti, poca programmazione e troppe domande ancora senza risposta.
📄 Nei commenti pubblicheremo le dichiarazioni di voto ufficiali lette in aula e allegate agli atti sui punti più delicati del Consiglio Comunale.
Leggetele.
Perché spesso i verbali raccontano molto più della propaganda.