19/05/2026
UNMILIONECINQUECENTONOVANTAMILA EURO
È questo l’importo del finanziamento al progetto di Anffas stanziato con decreto del 27 aprile scorso. Non cambia molto per quello di Fish: unmilionetrecentomila. E, così, per molti altri.
Oltre ai contributi previsti in finanziaria (link nei commenti).
Questa non è sussidiarietà, è lo Stato che abdica in favore degli Enti del Terzo settore, finanziandoli con soldi pubblici per fare ciò che dovrebbe fare lui stesso e selezionando i beneficiari tra gli amici.
Le nomine che Stefano Iannaccone ci racconta su “Domani”, non potevano non contemplare INCARE62, la piattaforma di Anffas che pensa di poter costruire un progetto personalizzato dando in pasto a un computer un po’ di informazioni.
L’abbiamo chiesto mesi fa: dov’è il protocollo d’intesa tra Ministero e Anffas tanto sbandierato quanto nascosto?
E come ce lo spiegano il manuale a firma Roberto Speziale per illustrare al mondo come si fa un progetto personalizzato?
È scritto nella legge delega e concretizzato nel decreto 62/24: non c’è bisogno di alcun manuale. In caso di dubbio spetta ai giudici interpretare le leggi.
Ma ormai siamo allo stravolgimento del diritto. Il diritto delle procedure e il diritto delle persone che da universale si trasforma in discrezionale nel momento in cui, a gestire i progetti di vita, non è il pubblico, ma sono i privati. Un diritto in mano a un privato cessa di essere un diritto. L’Ets di turno può tranquillamente rispondere “Il suo progetto è bellissimo, ma non è tra quelli finanziati”. È già successo, succederà ancora.
Insomma, se mettiamo insieme le nomine, i favori, gli incarichi e i finanziamenti/contributi elargiti con notevole generosità agli amici, con la riforma inchiodata al palo per mancanza di formazione, competenze, e risorse, il quadro è chiaro e desolante. Di più è ormai insopportabile.
Come lo è il conflitto di interessi, unico faro ad illuminare il cammino di questo ministero e delle associazioni amiche.
Non solo in termini economici, ma ancor più nell’utilizzo di quel denaro come merce di scambio per mantenere lo status quo e allontanare ogni richiesta di un piano nazionale per la deistituzionalizzazione.
Alla faccia dei diritti, dei richiami del Comitato Onu e sulla pelle delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Ringraziamo Stefano Iannacconee e Domani per portare avanti questa inchiesta che, immaginiamo, non finirà qui e ricordiamo che domani, lunedì 18 maggio il Coordinamento PERSONE sarà in piazza con Usb e Misaac e farà parte della delegazione al Ministero del lavoro.
Invitiamo tutte le persone con disabilità e le famiglie che ne hanno la possibilità a partecipare in ogni piazza (link nei commenti ).
Solo insieme, solo dal basso possiamo fare la differenza.
ADESSO BASTA!