10/04/2026
In commissione antimafia c'è del nervosismo.
Quanto accaduto oggi in Senato, con l’attacco di Lucio Malan, capogruppo di FdI, a Roberto Scarpinato e gli applausi della maggioranza, dice molto del rapporto che Fratelli d’Italia ha con la verità e con l’antimafia.
Capiamo il fastidio di Fratelli d’Italia nel ritrovarsi in Commissione Antimafia persone del calibro di Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato. Pensavano di trasformare le commissioni parlamentari d’inchiesta nell’ennesimo strumento di propaganda politica.
Invece, in Antimafia, si sono trovati davanti chi le inchieste le ha condotte davvero, chi per combattere mafia e criminalità ha rischiato la vita. E in Commissione Covid si scontrano con chi, come Alfonso Colucci, le carte sa leggerle, studiarle e capirle.
Mentre loro inseguono prove inesistenti contro Giuseppe Conte per la gestione della pandemia, noi aspettiamo ancora di sapere quale interesse abbia Fratelli d’Italia a fare affari occulti con la figlia del prestanome dei Senese. Nel frattempo, noi ci teniamo stretti Scarpinato e De Raho, voi tenetevi stretti i Delmastro e i Fidanza.
Strano Paese quello in cui il partito della Presidente del Consiglio, che ama richiamarsi a Paolo Borsellino, arriva a chiedere conto a un ex Presidente del Consiglio del perché abbia indicato in Commissione Antimafia l’ex Procuratore di Palermo e l’ex Procuratore Nazionale Antimafia.
Il problema, per Fratelli d’Italia, non è combattere la mafia. Il problema è trovarsi davanti chi la mafia l’ha combattuta.