17/08/2026
ANCHE IL NOSTRO CIRCOLO È SENZA CASA.
Non abbiamo una sede, sì. Non possiamo permettercela. In questo momento non possiamo neanche immaginarcela.
Perché? Perché siamo un collettivo nato da persone che si sono incontrate e organizzate sul territorio, a partire dal territorio in cui abitano. Non abbiamo sostegni o aiuti dall’alto.
Perché ve lo stiamo dicendo? Per piangerci addosso? No.
Perché il fatto che non possiamo permetterci una sede a Roma (e che non siamo i soli) racconta un paradosso.
Siamo un'organizzazione che vuole occuparsi di diritto alla casa, spazi pubblici, servizi, lavoro, ambiente, quartieri. Per farlo stabilmente avremmo bisogno proprio di quello che sempre più persone e organizzazioni non riescono ad avere: uno spazio in città.
E questo la dice lunga su quanto ci rendiamo conto del problema sulla nostra pelle.
Non abbiamo una sede perché Roma è diventata troppo cara. Impossibile per chi non ha entrate consistenti.
E se questo espelle sempre più persone oltre il perimetro del GRA, persone che prima abitavano qui e ora non possono più permetterselo, ma espelle anche associazioni, collettivi, circoli, luoghi di cultura non abbastanza ricchi, che tipo di città rimane?
Una città di immobili, senza una comunità.
Una città in cui puoi abitare, incontrarti, organizzarti e fare politica solo se puoi permettertelo.
Come sta accadendo anche nella politica: ci sono collettivi senza casa e collettivi che nascono già con una casa bella e arredata.
Sì, non possiamo permetterci una sede a Roma.
Ma non ce ne stiamo lamentando.
Lo diciamo per mostrare quanto comprendiamo questo problema sulla nostra pelle.
La vorremmo? Sì, ovvio.
Ma prima di tutto vorremmo vivere in una città nella quale tutti possano permettersi di averne una.